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Οι Μασσαγεται της γενεας των Σκυθων εισιν· ου μονον γαρ την Σκυθικην χωραν παρα τον Ιαξαρτην ποταμον οικιζονται... ιερεια δε ιππους θυουσιν.
I Massageti sono della stirpe degli Scizi: infatti gli Sciti non solo abitano presso il Fiume Iassarte ma allo stesso modo [ci] trascorrono anche la vita. I contadini non sono lavoratori/produttori ma cavalieri e arcieri e lancieri. Nella regione dei Massageti c'è abbondanza d'oro e di bronzo: ed infatti ornano le cinture, le punte delle lance e inoltre i morsi, i freni e le falere dei cavalli con l'oro. Sicuramente non utilizzano (χράομαι regge il dativo) ferro, né argento che nella regione non ci sono. Non seminano grano coltivano la vite, ma si procurano il cibo dalla caccia e dalla pesca; non bevono vino ma sono bevitori di latte. Non abbandonano i morti né li bruciano ma li (καταχωννύω) seppelliscono nella terra. Fra gli dei venerano solo Elios (il Sole) offrono in sacrificio cavalli come vittime sacrificali.
(By Vogue)
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Εν τη Αττική ολίγα πεδία ήν και εν τοίς λόφους οι γεωργοί πάνυ μόγις την άνυδρον και υπόλιθον γήν εργάζοντο· ενίοτε δε ή χάλαζα και οι όμβροι τηντων φυτειών φθοράν εδίδoσαν. Οι γεωργοί τη οπώρα τους των ελαιών και των αμπέλων καρπούς συνέλεγον, τη χειμερινή ώρα σπείρειν σίτον και κριθάς παρεσκευάζοντο, τη δε θερινή τους πυρούς εθέριζον. Περιοδικώς ούτοι την νειών υπηργάζοντο και έτεμνον ούτω τας αρούρας ανήπαυον και τοίς ζώοις τροφήν παρεσκεύαζον. Οι γεωργοί και ζώα εξέτρεφον και δή και βούς και ίππους και μήλα ταύτα ζώα τοίς αυτούς ωφέλιμα ήν οι μεν γαρ εν τοις αγρούς τα άροτρα είλκον, τα δε έριον και τυρους και γάλα εδίδου. Ο των γεωργών βίος φιλόπονος ήν, αλλ' ήσυχος· ότε γάρ ή γή εύφορος ήν, τη των θερισμών και των καρπών αφθονία έχαιρον.
In Attica c'erano pochi campi e nelle colline i contadini lavoravano proprio con fatica la terra arida e pietrosa; a volte la grandine e le piogge causavano la distruzione delle piantagioni. I contadini nel primo autunno raccoglievano i frutti degli olivi e delle viti, nella stagione invernale si apprestavano a seminare grano e orzo, in estate raccoglievano il grano. Periodicamente essi dissodavano e predisponevano l'aratura e la semina al maggese: allora mettevano a riposo (ἀναπαύω) le terre coltivabili e preparavano il mangime per gli animali. I contadini allevavano (ἐκτρέφω) anche animali quali buoi, cavalli e pecore: animali erano utili a loro; alcuni infatti tiravano (ἕλκω) gli aratri nei campi, altri invece davano lana, formaggi e latte. La vita dei contadini era laboriosa, ma serena: la terra infatti a volte era generosa, in abbondanza dava gioia (χαίρω) di messi e di frutti.
(By Geppetto)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Nell'Attica c'erano pochi campi e i contadini sulle colline lavoravano (imperf ἐργάζομαι) la terra davvero completamente arida e sassosa; a volte la grandinata e i temporali causavano la distruzione delle piantagioni (ἐδίδοσαν = δίδωμι imperf ind act 3a pl). I contadini in autunno coglievano i frutti degli olivi e delle viti, durante la stagione invernale si apprestavano a seminare grano e orzi, in estate mietevano il frumento. Periodicamente questi predisponevano arando il maggese per la semina e (lo) aravano. Allora facevano riposare le terre arate e preparavano il cibo agli animali. I contadini allevavano anche animali, buoi, cavalli e capre; questi animali erano a loro utili. Alcuni (vedi il nostro video sull'uso dell'articolo greco) infatti trascinavano gli aratri nei campi, alcuni invece offrivano lana, formaggi e latte. La vita dei contadini era laboriosa ma tranquilla. Quando infatti la terra era fertile gioivano nell'abbondanza dei raccolti e dei frutti.
(By Vogue)
Per tradurre bene questa versione ripassa
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Η Περσικη γη ου μονον ορεινη, αλλα και πεδινη εστιν. Το πεδιον ρητον εστι τη ευφυια, καρπους παντοδαπους φερει φυτα τε παντοδαπα εκφυει ... αλλ'ενιοι δε νομιζουσι οτι νυν τους Περσας αλλους τροπους εχουσιν
La Persia è una terra non solo montagnosa, ma anche pianeggiante. La pianura è celebre per la fertilità, apporta frutti di ogni genere, genera piante di ogni specie. Come anticamente nelle pianure della regione pianeggiante i contadini arano e lavorano i campi, i giardinieri coltivano alberi e fiori, i bovari nutrono di erba mandrie di greggi e di cavalli. Nelle selve montagnose i cacciatori si procurano abbondanza di lepri ed asini selvatici e belve di ogni genere. Non pochi degli storiografi affermano che quando il monarca assumeva il comando del regno, gli abitanti portavano doni, alcuni frutti dei campi in canestri, altri lana e pelli mentre i poveri come dono portavano grano, formaggio e vino ed altre cose utili. Tali usanze appartengono ai Persiani nei tempi antichi, mentre alcuni affermano che ora i Persiani hanno altre usanze.
(By Geppetto)
La Persia non è solo montagnosa ma anche pianeggiante. La pianura è celebre per la buona crescita di frutti di ogni genere e produce vegetali di ogni tipo. Anticamente nelle pianure della regione i contadini aravano (lett. presente storico) e lavoravano i campi, i giardinieri piantavano alberi e fiori. I bovari nutrivano d'erba mandrie di pecore e di cavalli. Nelle foreste di montagna i cacciatori procuravano un abbondante bottino di lepri, di asini selvatici e belve di ogni genere. Tra gli storici non pochi affermano che gli abitanti, quando il tiranno andava al governo (lett. saliva alla satrapia) portavano (a lui) dei doni. Alcuni portavano nei canestri i frutti dei campi, altri lana e frutti. I poveri come doni gli portavano del grano, del formaggio e altre cose utili. I persiani avevano (lett. hanno) queste usanze (nb: dativo di possesso "ai persiani sono questi usi") nei primi tempi ma alcuni pensano che i persiani ora hanno altre usanze.
(By Vogue)
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Ο γαρ Αντιφων ποτε βουλομενος τους συνουσιαστας αυτου παραιρεισθαι προσερχομενος τω Σωκρατει παροντων αυτων ελεγε ταδε·...νομιζε κακοδαιμονιας διδασκαλος ειναι.
Una volta Antifonte, infatti, poiché desiderava prendersi i suoi (di lui, di Socrate) discepoli, presentandosi a Socrate mentre quelli erano presenti diceva queste cose: "(o) Socrate, io pensavo (ᾤμην impf. οἴομαι) che quelli che si dedicano alla filosofia dovessero essere più felici: ma mi sembra che tu dalla filosofia tragga cose contrarie. Infatti tu vivi in un modo tale che neppure uno schiavo amministrato (part. διαιτάω), da un padrone sopporterebbe: mangi i cibi e bevi le bevande più scadenti, e indossi (ἀμφιέννῡμι) un mantello non solo misero ma (che è) lo stesso d'estate e d'inverno e passi la vita (διατελέω) scalzo e privo di tunica. E non accetti denaro che (ἃ = rel. ) allieta (εὐφραίνω) e rende la vita più libera e più piacevole. Se dunque come i maestri di altre discipline rendono gli allievi imitatori di loro stessi, così (rendi) anche tu (διατίθης διατίθημι indicativo 2a sing. ) quelli che ti seguono. Considera (imperativo) che sei un maestro di sfortuna.
(By Vogue)
Versione tratta da Senofonte
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Και πρωτον οι ημετεροι προγονοι τα μεν περι τους θεους (εντευθεν γαρ αρχεσθαι δικαιον)... και προς την συγκομιδην των καρπων.
E in primo luogo, i nostri antenati a proposito degli gli dei (è giusto infatti cominciare da questo) —, non veneravano e non onoravano [gli dei] con miti misterici (imperf. ὀργιάζω), in modo disordinato ed in modo incivile, e non sfilavano mai [in processione] trecento buoi, né mai (imperf. ἐκλείπω) dimenticavano i sacrifici tramandati dai padri. Ma solo a quello (imperf. τηρέω) prestavano attenzione, per non annullare nulla delle usanze tramandate dai padri e per non venerare (προστίθημι ) nulla al di fuori di quelli [di quegli dei] che avevano come usanza. Infatti credevano che il rispetto (sott. verso gli dei) non era negli sfarzi ma nel non mutare (κινέω) nulla delle cose che gli antenati avevano lasciato (letteralmente aoristoπαραδίδωμι) in eredità. Ed infatti a loro non toccava in sorte (nulla) davvero in modo folle o in modo confuso da parte degli dei (sottinteso: ma ciò toccava loro in sorte) in modo opportuno sia per la lavorazione della terra, sia per la raccolta dei frutti.
(By Vogue)