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Σμικυθου δε Νικανορα διαβαλλοντος ως αει κακως λεγοντα τον Φιλιππον... και το κακως ακουειν.
Smichite accusando (genitivo assoluto) Nicanore di parlare sempre male di Filippo e ritenendo i compagni che [Filippo] doveva mandarlo a chiamaere e punirlo. Ma (Filippo) diceva: "ma Nicanore è uno dei più onesti uomini di Macedonia (lett. ma Nicanore non è il pessimo dei Macedoni); esaminiamo dunque che non dipenda da noi (lett. Che non è per noi)." Così dunque si rendeva conto che Nicanore era molto afflitto dalla povertà trascurato da lui ( aoristo προστάσσω) ordinò di offrirgli (δοθῆναι aor. inf. p. Δίδωμι) un dono. Di nuovo dunque parlando Smichite diceva che Nicanore diceva di lui a tutti meravigliose lodi, (Filippo) diceva: "Vedete, dunque che presso di noi [è riposto] l'ascoltare male e bene".
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Αλιεις σαγηνην ειλκον και, οτι βαρεια δε αυτη ην, εχαιρον και εχορευον· ενομιζον γαρ αγραν ειναι αφνεαν των ιχθυων......
Dei pescatori tiravano la rete (ἕλκω) e, poiché questa era pesante, erano contenti e ballavano: pensavano infatti che la pesca fosse carica di pesci. Quando tirarono a riva e trovarono pochi (di) pesci e la rete piena di pietre e di detriti, non si adirarono tanto per la poca pesca quanto perché si erano illusi del contrario. Un vecchio dei pescatori disse: "Ma smettiamola, compagni: il dolore infatti è fratello della gioia ed era giusto che noi che prima ci siamo abbandonati a tanta allegria subissimo anche un po' di dispiacere".
(By Geppetto)
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Τους Μυθους απεδεχοντο ουχ οι ποιηται μονον, αλλα και αι πολεις και οι νομοθεται...τυπων αορατων τινων προσδεχωνται. (da Strabone)
Non solo i poeti, ma anche città e legislatori tenevano in considerazione i miti beneficio di utilità: l'uomo amante del sapere infatti, il preludio di ciò (dice che sia) la passione per le favole. Quindi da allora i fanciulli cominciano ad ascoltare e prendere parte dei contenuti. La favola è questo, un racconto di cose insolite: amabile stranezza e cosa amabile che indirizza verso la conoscenza. Perché c'è anche dello straordinario e del prodigioso nelle favole, viene accresciuto il piacere, l'amore di imparare. Ama le favole anche uno del tutto inesperto e non istruito fanciullo. Successivamente non solo il piacevole, ma anche il mostro pauroso diventa per i fanciulli una utilità fra tutte le altre forme. Molti abitanti le città sono attratti dai piaceri dei miti quali la fatiche di Ercole o di Teseo.
(By Geppetto)
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Αυτονοης δε και Αρισταιου παις Αξταιων εγενετο, ος τραφεις παρα Χειρωνι κυνηγος εδιφαχθη...
Atteone veniva generato da Autonoe e da Aristeo, il quale allevato presso Chirone (δῐδάσκω) fu educato come un cacciatore ed in seguito più tardi fu sbranato (καταβιβρώσκω ) dai propri cani sul Citerone. Ed egli morì in questo modo, come dice Acusilao, Poichè Zeus si adirò (μηνίω) perché (egli) corteggiò (μνηστεύω) Semele, ma come invece (dicono) i più numerosi perché vide Artemide mentre si lavava (mentre faceva il bagno = λούομαι). E si dice che la dea tramutò (ἀλλάσσω) il suo aspetto all'istante (παραχρῆμα) in un cervo e che furiosa ( gli scagliò contro (ἐμβάλλω) i cinquanta cani che lo inseguivano (ἕπω) e [che] fu divorato da quelli che non lo riconobbero [letteralmente "fu divorato da quelli per non conoscenza"]. Morto Atteone, i cani che cercavano (ἐπιζητέω) il padrone, ululavano (κατωρύομαι) e facendo (ποιέω) una ricerca (ζήτησις -εως) arrivarono (παραγίγνομαι) alla grotta di Chirone il quale costruì (κατασκευάζω) un'immagine di Atteone che calmò (παύω ) il loro dolore.
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Ἀλκιβιάδης Λακεδαιμονίων πολιορκούντων τὰς Ἀθήνας βουλόμενος τοὺς φύλακας τοῦ ἄστεος καὶ τοῦ Πειραιῶς καὶ τῶν σκελῶν τῶν ἄχρι θαλάσσης ἀγρύπνους περὶ τὴν φυλακὴν κατασκευάσαι προηγόρευσεν, ὡς αὐτὸς ἀπὸ τῆς ἀκροπόλεως νύκτωρ τρὶς ἀνασχήσοι τὸν λαμπτῆρα· ὃς δ᾽ ἂν μὴ ἀντανάσχῃ, ὡς φυλακὴν ἐκλιπὼν κολασθήσεται. Οὕτω δὴ πάντες ἀγρυπνοῦντες ἐφύλαττον ἀφορῶντες ἐς τὴν ἀκρόπολιν, ἵνα αἴροντος τοῦ στρατηγοῦ τὸ πῦρ ἀντᾶραι δύναιντο, σημαίνοντες ὡς ἐγρηγορότες φυλάττοιεν.
Alcibiade poiché gli Spartani assediavano Atene volendo vigili le sentinelle della città e del Pireo e delle mura quelle fino al mare ordinò si allestissero per la guardia, in modo che egli stesso dall'acropoli di notte sollevassero tre volte la lanterna; quello che non la sollevasse sarebbe stato castigato come se avesse abbandonato il posto di guardia. Così tutti essendo vigili sorvegliavano fissando gli occhi verso l'acropoli, affinché il capitano alzando la fiamma potessero alzare a propria volta, segnalando che vigilassero stando svegli.
(By Stuurm)
Versione tratta da Polieno