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Θαυμαζω δ' οταν ιδω τουτους μαθητων αξιουμενους, οι ποιητικου πραγματος τεταγμενην τεχνην... παιδευειν τους αλλους επιχειρουσιν. (Isocrate contro i sofisti)
Mi meraviglio quando vedo giudicati degni di avere discepoli questi uomini che, senza accorgersene, portano unprocedimento fisso come esempio di un'arte creativa. Chi, eccetto loro, ignora che la scrittura è immobile e immutabile, di modo che usiamo sempre gli stessi segni per gli stessi suoni, mentre per l'arte oratoria accade esattamente il contrario? Ciò che è stato detto da altri non è ugualmente utile per chi parla dopo di lui, anzi in quest'arte sembra essere il più abile chi parla bensì in maniera conveniente al soggetto, ma riesce a trovare argomenti completamente diversi da quelli degli altri. Ed ecco la miglior prova della loro diversità: non è possibile che i discorsi siano belli se non si accordano con le circostanze, non sono adeguati al soggetto e non presentano novità d'espressione, mentre la scrittura non esige nessuno di questi requisiti. Perciò coloro che portano questi esempi sarebbe giusto pagassero anziché farsi pagare, perché, pur avendo essi stessi bisogno di molto studio, si propongono di educare gli altri.
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Καὶ ταύτης ἤν τις ἐπιδείξῃ παιδείαν μᾶλλον ἀγαπωμένην ἢ σπουδαιοτέραν παρ' αὐτοῖς εἶναι νομιζομένην, ὁμολογῶ μηδὲν ἀληθὲς εἰρηκέναι μηδὲ περὶ ἑνὸς πώποτε πράγματος. Καίτοι τί τῶν τοιούτων ἔργων καλόν ἐστιν ἢ σεμνὸν, ἀλλ' οὐκ αἰσχύνης ἄξιον; Πῶς δ' οὐκ ἀνοήτους χρὴ νομίζειν τοὺς ἐπαινοῦντας τοὺς τοσοῦτον τῶν νόμων τῶν κοινῶν ἐξεστηκότας καὶ μηδὲν τῶν αὐτῶν μήτε τοῖς Ἕλλησι μήτε τοῖς βαρβάροις γιγνώσκοντας;
E se qualcuno mi si dimostrerà che esiste presso di loro un metodo di educazione più apprezzato e ritenuto migliore di questo, sono disposto a riconoscere di non aver mai detto nulla di vero su qualsiasi punto. Dunque che cosa c'è di bello o di degno tra tali azioni, invece non è degno di vergogna? Come allora si può non ritenere stolti coloro che lodano questi (ragazzi) che sono tanto lontani dalle leggi comuni e che non conoscono né le stesse né quelle presso i Greci e presso i barbari?
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ἐν ᾗ συμβαίνει τοὺς μὲν ληφθέντας ἀργύριον ἀποτίνειν καὶ πληγὰς λαμβάνειν, τοὺς δὲ πλεῖστα κακουργήσαντας καὶ λαθεῖν δυνηθέντας ἔν τε τοῖς παισὶν εὐδοκιμεῖν μᾶλλον τῶν ἄλλων, ἐπειδὰν δ' εἰς ἄνδρας συντελῶσιν, ἢν ἐμμείνωσιν τοῖς ἤθεσιν οἷς παῖδες ὄντες ἐμελέτησαν, ἐγγὺς εἶναι τῶν μεγίστων ἀρχῶν.
In questa (spedizione) accade che quelli che sono stati catturati pagano una tassa e ricevono bastonate, quelli invece che hanno arrecato maggiormente il danno e che sono stati in grado di restare nascosti sono tenuti in considerazione tra i fanciulli più degli altri, e quando diventano uomini, se persistono nelle loro abitudini in cui si esercitarono quando erano fanciulli accedono subito alle più alte cariche.
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Ἐκεῖνοι γὰρ καθ' ἑκάστην τὴν ἡμέραν εὐθὺς ἐξ εὐνῆς ἐκπέμπουσι τοὺς παῖδας, μεθ' ὧν ἂν ἕκαστοι βουληθῶσιν λόγῳ μὲν ἐπὶ θήραν, ἔργῳ δ' ἐπὶ κλωπείαν τῶν ἐν τοῖς ἀγροῖς κατοικούντων·
Questi ogni giorno mandano fuori dagli alloggiamenti i fanciulli appena alzati, con chi essi vogliano, a parole per la caccia, nei fatti per rapina di quelli che abitano nei campi (per derubare coloro che abitano nei campi);...
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Καὶ μηδεὶς ὑμῶν, εἰς τοῦτ' ἀποβλέψας ὅτι πένης εἰμὶ καὶ τοῦ πλήθους εἷς, ἀξιούτω τοῦ τιμήματος ἀφαιρεῖν. Οὐ γὰρ δίκαιον ἐλάττους ποιεῖσθαι τὰς τιμωρίας ὑπὲρ τῶν ἀδόξων ἢ τῶν διωνομασμένων, οὐδὲ χείρους ἡγεῖσθαι τοὺς πενομένους ἢ τοὺς πολλὰ κεκτημένους. Ὑμᾶς γὰρ ἂν αὐτοὺς ἀτιμάζοιτ' εἰ τοιαῦτα γιγνώσκοιτε περὶ τῶν πολιτῶν. [20] Ἔτι δὲ καὶ πάντων ἂν εἴη δεινότατον, εἰ δημοκρατουμένης τῆς πόλεως μὴ τῶν αὐτῶν ἅπαντες τυγχάνοιμεν, ἀλλὰ τῶν μὲν ἀρχῶν μετέχειν ἀξιοῖμεν, τῶν δ' ἐν τοῖς νόμοις δικαίων ἀποστεροῖμεν ἡμᾶς αὐτοὺς, καὶ μαχόμενοι μὲν ἐθέλοιμεν ἀποθνῄσκειν ὑπὲρ τῆς πολιτείας, ἐν δὲ τῇ ψήφῳ πλέον νέμοιμεν τοῖς τὰς οὐσίας ἔχουσιν.
E nessuno di voi voglia diminuire l'ammenda in considerazione del fatto che io sono povero e popolano. Non è giusto concedere agli umili soddisfazioni pecuniarie minori che alle persone ragguardevoli e stimare i poveri inferiori ai ricchi. Calpestereste la vostra stessa dignità se faceste tali distinzioni fra i cittadini.
[20] Inoltre sarebbe cosa gravissima che nel nostro Stato democratico non avessimo tutti quanti gli stessi diritti; che pretendessimo di partecipare alle cariche e poi ci privassimo da noi stessi dei diritti sanciti dalle leggi; e che infine fossimo disposti a morire combattendo per la costituzione democratica, ma nel voto accordassimo privilegi a chi possiede beni di fortuna.