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Antonio un infame brigante Versione di latino di Cicerone traduzione tratta dal libro Maiorum lingua
Quid est in Antonio praeter libidinem crudelitatem petulantiam audaciam? Ex iis ...
In antonio che c'è oltre la libidine la crudeltà, l'insolenza la sfacciataggine? Di questi vizi egli è tutto un impasto. In lui non c'è lombra di nobiltà di moderazione, di pudore di purezza. Ormai non c'è via di mezzo: o lui deve scontare le colpe che ha verso la patria o tocca a noi cadere in servitù e allora per gli dei riprendiamo un abuona volta o senatori, il coraggio e la virtù dei nostri padri per recuperare la libertà che è l'essenza stessa della schiatta e del nome di Roma, o per andare in contro alla morte che è preferibile alla servitù. Tanti malanni a cui una libera città nn avrebbe dovuto sottostare, noi li abbiamo tollerati e sopportati fino all' estremo limite, alcuni di noi nella speranza di poter riacquistare la libertà altri per eccessivo attaccamento alla vita
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Herodutus, clarus Graecus scriptor, multa de vita moribusque antiquorum Aegyptiorum tradit. Aegyptiorum dei longe diversi a Graecorum Romanorumque deis erant: nam plerumque faciem animalium habebant: praesertim deus Crocodilius ac deus Serpens colebantur sed etiam deo Soli deaque Lunae summi honores tribuebantur. Apud Aegyptios mulieres agros colebant et mercaturam quoque exercebant, viri autem scientiis litterisque studebant. Herodotus Aegyptios aliorum populorum praeceptores appellat, quia sacerdotes, homines magnae doctrinae, fundamenta multarum disciplinarum cognoscebant atque docebant. Quare a Graecia Asiaque multitudo philosophorum et scriptorum in Aegyptum perveniebat. Aegyptiorum reges "Pharaones" appellabantur atque dei putabantur. Pyramides, quae etiam nunc inter alia Aegyptiorum monumenta eminent, splendida Pharaonum sepulcra erant.
Erodoto, famoso scrittore greco, (da)molte notizie sulla vita e gli usi degli antichi egizi, gli dei erano molto diversi dagli dei dei greci e dei romani: e infatti avevano la faccia di animali: erano adorati soprattutto il dio Ccodrillo e il dio Serpente ma sommi onori erano tributati anche al dio della Luna piena. Presso gli egizi le donne coltivavano i campi ed esercitavano anche il commercio, mentre gli uomini si dedicavano alle scienze e alle lettere. Erodoto proclama gli Egizi maestri degli altri popoli, poiché i sacerdoti, uomini di grande cultura, conoscevano e insegnavano le basi di molte discipline. Per questo una moltitudine di filosofi e scrittori dalla Grecia e dall'Asia andava in Egitto. I re dei egizi erano chiamati Faraoni ed erano considerati dei. Le Piramidi, che spiccano ancora adesso fra gli altri monumenti degli egizi. erano splendidi sepolcri dei Faraoni.
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In rustica domo, avia cum parvo puero erat. Avia cunas movet et susurrat: "Claude pulchros ocellos, deliciae aviae tuae, et somnum cape". At puerulus aviae non paret et clamat et multas lacrimas effundit, quia dormire non vult, sed crepundia cupit. Tum avia puerum increpat: "Noli flere, sin aliter venit lupus: nam lupus saeva fera est et malos pueros vorat!". Lupus forte circum casam ambulat, aviae verba audit et magna laetitia capitur. Statim enim, praedae avidus, ianuae appropinquat, sed tunc avia animum pueri placat. "Noli timere, bone puer; si lupus venit, baculo eum expellam !". Tum fera decepta exclamat: "Quam (=quanto) falsa sunt verba feminae!" et maesta in silvam remeat.
In una casa di campagna la nonna era con il nipotino. La nonna scuote (dondola) la culla e sussurra: "Chiudi gli occhietti belli, gioia di tua nonna, e prendi sonnoi". Ma il bambino non obbedisce alla nonna, grida e versa molte lacrime, perché non vuole dormire ma vuole i sonagli. Allora la nonna rimprovera il bimbo: "Non piangere, altrimenti arriva il lupo: infatti il lupo è una belva feroce e mangia i cattivi i bimbi"Il lupo casualmente cammina intorno alla casa, ode le parole della nonna ed è colto da grande gioia. Immediatamente, infatti, desideroso di una preda, si avvicina alla porta, ma in quel momento la nonna quieta l'animo del bimbo. "Non temere, bambino buono; se viene il lupo, lo caccerò via con un bastone". Quindi la belva delusa esclama: "Quanto sono false le parole della donna!" e, triste, fa ritorno nella foresta.
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Nihil est Spurinnae vitae genere distinctius. Me autem ut certus siderum cursus ita vita hominum disposita delectat, senum praesertim. Hanc regulam Spurinna constantissime servat. Mane lectulo continetur, hora secunda calceos poscit, ambulat milia passuum tria nec minus animum quam corpus exercet. Si adsunt amici, honestissimi sermones explicantur, si non, liber legitur. Deinde considit, et liber rursus aut sermo libro potior; mox vehiculum ascendit, adsumit uxorem singularis exempli vel aliquem amicorum. Peractis septem milibus passuum iterum ambulat mille, iterum residit vel se cubiculo ac stilo reddit. Scribit enim, et quidem utraque lingua, lyrica doctissime; mira illis dulcedo, mira suavitas, mira hilaritas est. Ubi hora balinei nuntiata est, in sole, si caret vento, ambulat nudus. Deinde ludit pila vehementer et diu; nam hoc quoque exercitationis genere pugnat cum senectute. Lotus accubat et paulisper cibum differt; interim audit servum legentem aliquid remissius a dulcius. Apponitur cena non minus nitida quam frugi; frequenter comoedis cena distinguitur, ut voluptates quoque studiis condiantur. Inde illi post septimum a septuagesimum annum aurium et oculorum vigor integer (est), inde agile et vividum corpus.
Niente è piu distinto del tipo di vita di spurinna. Certamente mi piace la vita degli uomini, soprattutto degli anziani come è giusto il corso delle stelle. Spurinna tiene molto questa regola. Al mattino si trattiene a letto, nella seconda ora chiede le scarpe, compie tre mila passi non esercita meno l'animo rispetto al corpo. Se sono presenti gli amici, vengono spiegati i discorsi di rango molto elevato, se no, libero li legge. Poi si siede, e libero, di nuovo, viene fatto il discorso piu importante del libro, poi sale sul carro, difende la moglie di esempio singolare o qualcuno degli amici. Percorsi 7 mila passi cammina di nuovo per 7 mila passi, di nuovo si ferma o ritorna nella stanza o allo stilo. Infatti scrive, e certamente in entrambe le lingue, canti lirici, in maniera molto dotta, e in quelli vi è meravigliosa dolcezza, meravigliose bellezze, meravigliosa serenità. Quando è annunciata l'ora del bagno, sotto il sole, se manca vento, cammina nudo. Poi gioca a palla a lungo e con entusiasmo; infatti anche con questo genere di esercizio combatte contro la vecchiaia. Dopo aver fatto il bagno siede a tavola e prende un pò di cibo; intanto ascolta il servo che legge qualcosa di leggero e di più dolce. La cena viene posta non meno servita quanto modesta; frequentemente la cena è inframmezzata da spettacoli, per addolcire gli studi anche con i piaceri. Da ciò quello dopo il 70°anno l'attività dell'udito e della vista è integra, da ciò ha un corpo agile e vitale.
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Constat syracusas urbem pulcherrimam Siciliae esse. in urbis amplexu multi sunt portus diversos aditus habentes sed se in uno exitu coniugentes. dicunt tam magnam esse hanc urbem, ut ex quattuor urbibus constet. Prima appellatur "Insula", quia ponte iungitur terrae; in ea complures aedes sacrae inveniuntur; in estrema insulae parte fons aquae dulcis est, plenissimus piscium, nomine Arethusa. Altera pars "Achradina" appellatur, ubi forum maximum, pulcherrimae porticus, Amplissima curia templumque magnificum iovis Olympii inveniuntur. Tertia urbs nominatur “Tycha”, quod ibi Fortunae(=Tyche) fanum antiquissimus est; haec pars a plurimis civibus habitatur; conspiciuntur ibi amplissimus gymnasium pulcherrimaeque domus. Quarta denique pars, quia postrema edificata est, “Neapolis” (id est “nova urbs”) nominatur; ibi duo carissima templa sunt, ubi pulcherrima Cereris et Apollinis simulacra sunt.
Si sa che Siracusa è la città più bella della Sicilia. Nel territorio della città ci sono molti porti che hanno ingressi in diverse posizioni ma che si congiungono da un'unica uscita. Dicono che sia tanto grande questa città da essere formata da quattro città. LA PRIMA è CHIAMATA" Isola", poiché è collegata da un ponte alla terra; in essa ci sono molti templi; nella parte estrema dell'isola c'è una fonte d'acqua dolce, ricchissima di pesci, chiamata Aretusa. Un'altra parte è chiamata Acradina, dove ci sono un foro grandissimo, portici bellissimi, una curia molta ampia e un magnifico tempio di Giove Olimpio. La terza città si chiama Tycha, perché lì c'è un antichissimo santuario della Fortuna; questa parte è abitata da moltissimi cittaidini: lì si ammira un ginnasio enorme e cade assia belle. Infine la quarta parte, poiché è edificata per ultima è detta Neapolis; lì ci sono due templi molto famosi, dove ci sono magnifiche statue di Cerere e Apollo.