- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
gli spettacoli che Augusto offrì al popolo roman o
Versione di latino di augusto traduzione dai libri:
. ( Littera Litterae 2d n. 4) /( Nova Lexis Mod. E-H n. 2 pg. 229)
Ter munus gladiatorium dedi meo nomine et quinquiens filiorum meorum aut nepotum nomine, quibus muneribus depugnaverunt hominum circiter decem millia. Bis athletarum undique accitorum spectaculum propulo praebui meo nomine et tertium nepotis mei nomine. Venationes bestiarum Africanarum meo nomine aut filiorum meorum et nepotum in circo aut in foro aut in amphitheatris populo dedi sexiens et viciens, quibus confecta sunt bestiarum circiter tria millia et quingentae. Navalis proeli spectaclum populo dedi trans Tiberim in quo loco nunc nemus est Caesarum, cavato solo in longitudinem mille et octingentos pedes, in latitudinem mille et ducenti, in quo triginta rostratae naves triremes aut biremes, plures autem minores inter se confilxerunt; quibus in classibus pugnaverunt praeter remiges millia hominum tria circiter. traduzione
Tre volte ho fornito spettacoli di gladiatori sotto il mio nome (in pratica, quando ero imperatore) e cinque volte sotto il nome dei miei figli e nipoti; in questi spettacoli circa 10mila uomini combattevano. Due volte ho allestito sotto al mio nome spettacoli di atleti radunati da ogni luogo, e tre volte sotto il nome di mio nipote. Ventisei volte, sotto al mio nome o (sotto il nome) dei miei figli e nipoti, ho dato al popolo delle battute di caccia di bestie Africane nel Circo, all'aperto, o nell'anfiteatro, nelle quali furono uccise circa 3500 bestie. Ho dato al popolo uno spettacolo di battaglia navale, nella zona al di là del Tevere dove è ora il boschetto (o anche "frutteto") dei Cesari, con il terreno scavato in lunghezza per 1800 piedi e in larghezza per 1200 (piedi), nel quale 30 navi munite di rostro, biremi e triremi, ma anche molte (navi) più piccole, si combatterono l'un l'altra; in queste navi circa 3000 uomini combatterono oltre ai rematori.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Mercator in Aegypto multa et ampla negotia habet. Olim mercator et servus fidus ad Aegypti oris ad insulam Rhodum parvo navigio navigant. Pelagus tranquillum est, sedrepente saevi venti undas agitant et navigium in magno periculo est. Tum dominus ad caelum palmas tendit et Neptunum aquarum deum, sic orat: "Neptune, si tu vitam meam et vitam servi mei servas, tibi promitto multas et ioimas hostias in ara tua: et agnos et vitulos et tauros!" Sedf servus, dum summo studio vela contrahit, domino dicit : "Certe bonum est in periculis deos invocare, sed melius est brachia movere!"
Un mercante che ha molti ed estesi affari in Egitto si trova un giorno a navigare lui ed il suo fedele servitore dalle coste dell' Egitto all' isola di Creta su una piccola imbarcazione. Il mare e` tranquillo, ma improvvisamente, forti venti agitano le onde e l' imbarcazione si trova in grande pericolo. Allora il capitano protende le braccia al cielo e cosi` si rivolge a Nettuno dio delle acque: " O Nettuno, se salvi la mia vita e quella del mio servitore, ti prometto molte preziose offerte sul tuo altare: agnelli, vitelli, tori ". A questo punto il servitore, che si sta dando un gran da fare per ammainare le vele, rivoltosi al suo padrone gli dice: "certamente e` una bella cosa invocare gli dei nei pericoli, ma e` meglio muovere le braccia!"
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Veteres Graecos anulum habuisse in digito accepimus sinistrae manus, qui minimo est proximus. Romanos quoque homines aiunt sic plerumque anulis usistatos (esse). Causam esse huius Apion in libris "Aegyptiacis" hanc dicit, quod insectis humanis corporibus, repertum est nervum quendam tenuissimum ab eo uno digito, de quo diximus, ad cr hominis pergere ac pervenire.
Ci è stato tramandato che gli antichi Greci avevano un anello a quel dito della mano sinistra che si trova più vicino al mignolo. Dicono che anche gli uomini Romani fossero soliti utilizzare (usitor: frequentativo di utor) per lo più in questo modo gli anelli. Arpione, nei libri “Sugli Egiziani” dice che la ragione di questa cosa è questa, il fatto che, sezionando i corpi umani, fu scoperto che un nervo sottilissimo giungeva al cuore dell’uomo unicamente da quel dito del quale abbiamo parlato.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Quantum maiores notros prudentia praestiterint iis qui apud ceteros sapientissimi fuisse dicintur, considerate. Prudentissima civitas athenensium fuisse traditus; eius porro civitatis sapientissimum Solonem dicunt fuisse, eum qui leges, quibus hodie quoque utuntur, scripsit. Is, cuminterrogaretur cur nullum supplicium constituisset in eum qui parentem necasset, respondit se id neminen facturum esse putavisse. sapienter fecisse dicitur, cum nihil sanxerit de eo quod antea commissum non erat, ne lex videretur non prohibere sed admonere scelus. Quanto nostri maiores sapientibus fecerunt! Qui, cum intellegerent nihil esse tam sanctum quod non aliquando violaret audacia, supplicium in parricidas singulare excogitaverunt ut, quos natura ipsa retinere in officio non potuisset, ii magnitudine poenae a maleficio summoventur: parricidas insui voluerunt in culleum vivos atque ita in flumen deici.
Considerate di quanto i nostri antenati furono superiori in prudenza a coloro che presso gli altri si dice che sono stati molto sapienti. Si tramanda che la città degli ateniesi fu molto prudente; inoltre si dice che il più saggio di quella città sia stato Solone, colui che scrisse le leggi che si adoperano ancora oggi. Egli, quando gli si interrogò perché non avesse stabilito alcuna pena verso colui che avesse ucciso un parente, ripose che aveva creduto che nessuno lo avrebbe fatto. Si dice che abbia agito prudentemente non avendo sanato niente riguardo a ciò che non era stato commesso precedentemente, in modo che sembrasse che la legge non proibisse, ma ammonisse il delitto. Quanto fecero i nostri antenati di più saggio! Quelli, comprendendo che non c'era niente di talmente sacro che la temerarietà non violi un giorno escogitarono una singolare pena per i parricidi affinché quelli fossero trattenuti dal crimine grazie alla grandezza della pena che la natura stessa non aveva potuto costringere a rispettare il proprio dovere: vollero che i parricidi fossero cuciti vivi in un sacco e così fossero gettati nel fiume.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
De amazonum origine antiqui rerum scriptores sic narrant. Apud Scythas duo duo regii iuvenes, patria ab optimabus expulsi ne regnum restituerent, secum complures comites duxerunt ut novam urbem in Cappadocia apud Thermodonta flumen conderent. Ibi per multos annos cum populis finitimis pugnaverunt, denique bello perierunt. Eorum uxores, ut sesuosque liberos a finitimorum incursionibus defederent, arma adhiere didicerunt et, quia saepe etiam sine viris e proeliis victrices evadebant, mares contemnere coeperunt: denique, omnibus maribus aut expulsis aut necatis, reginam elegerunt et regnum muliebrum tantum creaverunt. Virgines non ad domesticas artes se applicabant, sed armis, equis, venationibus se exercebant ut semper fortes et ad pugnam paratae essent. Hae mulieres a populis finitimis Amazones appellatae sunt.
Traduzione
Gli storici così narrano dell'origine delle amazzoni. Presso gli sciti due giovani re, cacciati dai nobili dalla patria per non restituire il regno, condussero molti compagni con loro per fondare presso il fiume Termodonta una nuova città in cappadocia. Qui per molti anni combatterono con i popoli confinanti, e infine morirono in guerra. Le loro mogli, per difendere se stesse e i figli dalle incursioni dei confinanti, appresero ad usare le armi e, poiché spesso anche senza uomini uscivano vincitrici dagli scontri, iniziarono a disprezzare i maschi: infine, cacciati o uccisi tutti i maschi scelsero la regina e crearono un regno femminili. Le vergini non si applicavano alle arti domestiche, ma alle armi, ai cavalli, alla caccia si esercitavano per essere forti e sempre praparate alla battaglia. Queste donne vennero chiamate dai popoli confinanti Amazzoni.
- La battaglia di Filippi - versione latino mariorum lingua e compr. e tradurre
- Sono ritornato ai miei amici più fedeli: i libri- Versione latino di Cicerone da Maiorum lingua C
- Apollo e Diana- Versione di latino dal libro Maiorum lingua
- Le oche salvano il campidoglio (versione compact discere e traduzione)