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Ritrovamento di Dafni abbandonato
VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
TRADUZIONE
Vivendo un capraio di nome Lamone in un certo possimento terriero, trovò un fanciullo nutrito da una sola tra le capre. C'era un bosco, un cespuglio di rovi e edera diffusa e una tenera erbetta sulla quale giaceva il fanciullo. Lì la capra, che correva continuamente, spesso di nascondeva e, avendo abbandonato il capretto, rimaneva con il neonato. Lamone nota l'andare e venire, avendo avuto compassione per il capretto trascurato, essendo giunto mezzogiorno, quando arrivò intorno alle orme da una parte vede la capra che si aggira con attenzione, e che si aggirava affinché non danneggiasse con gli zoccoli ( il fanciullo ), dall'altra ( vede che ) il fanciullo succhiava un flusso di latte come da un capezzolo materno. Essendosi meravigliato per quanto ciò fosse naturale, essi si presentavano vicini e lui trova un fanciullo maschio, grande e bello e ( avvolto ) in bellissime fasce secondo il volere dell'esposizione. C'erano infatti una mantellina di porpora, un fermaglio d'oro e un pugnaletto d'avorio.
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Ο δε οφις ην φρονιμωτατος παντων των θηριων των επι της γης, ων εποιησεν κυριος ο θεος· και ειπεν ο οφις τη γυναικι· «Τι οτι ειπεν ο θεος Ου μη φαγητε απο παντος ξυλου του εν τω παραδεισω; ». Και ειπεν η γυνη τω οφει· «Απο καρπου ξυλου του παραδεισου φαγομεθα, απο δε καρπου του ξυλου, ο εστιν εν μεσω του παραδεισου, ειπεν ο θεος Ου φαγεσθε απ' αυτου ουδε μη αψησθε αυτου, ινα μη αποθανητε». Και ειπεν ο οφις τη γυναικι· «Ου θανατω αποθανεισθε· ηδει γαρ ο θεος οτι εν η αν ημερα φαγητε απ' αυτου, διανοιχθησονται υμων οι οφθαλμοι, και εσεσθε ως θεοι γινωσκοντες καλον και πονηρον». Και ειδεν η γυνη οτι καλον το ξυλον εις βρωσιν και οτι αρεστον τοις οφθαλμοις ιδειν και ωραιον εστιν του κατανοησαι, και λαβουσα του καρπου αυτου εφαγεν και εδωκεν και τω ανδρι αυτης μετ' αυτις, και εφαγον.
La tentazione del serpente versione greco Hellenikon phronema
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali sulla Terra che il signore dio aveva creato; ed il serpente disse alla donna: " Perché dio ha detto ''Non mangiate da tutte le piante del paradiso'' ?". E disse la donna al serpente: " Noi mangiamo il frutto dell'albero del paradiso, ma il frutto dell'albero che si trova in mezzo al paradiso dio disse '' Non mangiate da questo non afferrate il suo frutto per non morire''". Così disse il serpente alla donna: "Non andrete incontro alla morte; Infatti dio sapeva che nel giorno in cui avreste mangiato da questo, i vostri occhi si sarebbero aperti, e sareste stati sapienti come gli dei che distinguono il bene dal male. " La donna vide che l'albero era buono per il nutrimento e che era gradevole alla vista degli occhi e scorgendo che era maturo, preso lo stesso frutto lo mangiò; e quella lo diede al suo uomo e con lei mangiarono.
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L'incontro e il colpo di fulmine
VERSIONE DI GRECO di Caritone
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
Inizio...αφροδιτης εορτη δημοτελης...fine: τη ευγενεια συνελθοντοσ
TRADUZIONE
C'era la festa di afrodite compiuta a spese pubbliche, e quasi tutte le donne andavano verso il tempio. allora la madre poiché non usciva Calliroe la spinse, incitandola il padre a venerare la dea. allora Cherea camminando dopo la palestra verso la propria casa per un sentiero luccicante come stella; infatti fioriva sulla luminosità di quel volto il rossore della palestra come l'oro sull'argento. per caso dunque incontrandosi nei pressi di una strada piuttosto stretta si amarono reciprocamente avendo il dio deciso(lett. amministrato) la strada insieme affinché ciascuno dei due vedesse l'altro. in un attimo, quindi, si scambiarono tra loro una passione amorosa, essendosi la bellezza congiunta alla nobiltà.
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Admeto e Alcesti VERSIONE DI GRECO di Apollodoro TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
Quando regnava Admeto su Fere, Apollo prestò servizio a lui che chiedeva la mano di Alcesti figlia di Pelia. Avendo quello annunciato che avrebbe dato la figlia a colui che avesse aggiogato un carro di un leone e di un capro, apollo avendo aggiogato glielo diede, e quello avendo portato (il carro) a pelia prese alcesti. Ma sacrificando durante le nozze si dimenticò di sacrificare a artemide; per questo avendo aperto il talamo lo trovò riempito di spire di serpenti. Ma apollo avendo detto di placare la dea chiese da parte delle moire che qualora admeto stesse per morire fosse liberato della morte se uno volontariamente avesse scelto di morire per lui. Ma come giunse il giorno della morte, non volendo né il padre né la madre morire per lui, alcesti si sacrificò per lui. E Persefone la rimandò indietro ma come dicono alcuni Eracle la rimandò a lui dopo aver combattuto con Ade.
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Esopo in un arsenale
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
Categoria grammaticale: participi, genitivi assoluti, infinitive, periodo ipotetici e comparativi

TRADUZIONE
Esopo, facitore di storie, trovandosi in ozio, arrivò in un arsenale. Dato che gli operai lo guardavano e lo chiamavano in causa, Esopo diceva che in origine esistevano solo caos ed acqua e che Zeus, volendo mostrare anche l’elemento della terra, consigliò di bere il mare in tre sorsi. E quella, messasi in azione, inizialmente fece comparire le montagne, poi, dopo aver bevuto, dissomerse anche le pianure: “Se le piacerà ora bere acqua per la terza volta, la vostra occupazione diventerà inutile”. La favola insegna che chi schernisce gente migliore di sé si attira inconsapevolmente più grosse beffe da loro