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Socrate racconta una favola di esopo versione di greco di Senofonte
traduzione dal libro hellenikon phronema
Και ο Σωκρατης εφη· «Ειτα ου λεγεις αυταις τον του κυνος λογον; Φασι γαρ, οτε φωνηεντα ην τα ζωα, την οιν προς τον δεσποτην ειπειν Θαυμαστον ποιεις, ος ημιν μεν ταις και ερια σοι και αρνας και τυρον παρεχουσαις ουδεν διδως ο τι αν μη εκ της γης λαβωμεν, τω δε κυνι, ος ουδεν τοιουτον σοι παρεχει, μεταδιδως ουπερ αυτος εχεις σιτου. Τον κυνα ουν ακουσαντα ειπειν· Ναι μα Δι· εγω γαρ ειμι ο και υμας αυτας σωζων ωστε μητε υπ' ανθρωπων κλεπτεσθαι μητε υπο λυκων αρπαζεσθαι. Επει υμεις γε, ει μη εγω προφυλαττοιμι υμας, ουδ' αν νεμεσθαι δυναισθε, φοβουμεναι μη απολησθε. Ουτω δη λεγεται και τα προβατα συγχωρησαι τον κυνα προτιμασθαι».
E Socrate disse: «E poi non racconti loro la favola del cane? Dicono infatti che, quando gli animali erano parlanti, la pecora disse al padrone: Fai una cosa strana, (tu) che a noi (pecore), che ti procuriamo lana, agnelli e formaggio, non dai nulla che non prendiamo dalla terra, mentre al cane, che non ti fornisce nulla di simile, dai (una parte) del cibo che tu stesso hai. Il cane dunque, sentito, rispose: Sì, per Zeus: io infatti sono quello che vi protegge , in modo che non siate né rubate dagli uomini né rapite dai lupi; perché voi davvero, se io non vi difendessi, non sareste neppure in grado di pascolare, temendo di morire. Così dunque si dice che anche le pecore furono d'accordo che il cane venisse preferito».
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Φησι γαρ Ηρακλεα, επει εκ παιδων εις ηβην ωρματο, εν η οι νεοι ηδη αυτοκρατορες γιγνομενοι δηλουσιν ειτε την δι αρετης οδον τρεψονται επι τον βιον ειτε την δια κακιας, εξελθοντα εις ησυχιαν καθησθαι απορουντα ποτεραν των οδων τραπηται· και φανηναι αυτω δυο γυναικας προσιεναι μεγαλας, την μεν ετεραν ευπρεπη τε ιδειν και ελευθεριον φυσει, κεκοσμημενην το μεν σωμα καθαροτητι, τα δε ομματα αιδοι, το δε σχημα σωφροσυνη, εσθητι δε λευκη, την δ' ετεραν τεθραμμενην μεν εις πολυσαρκιαν τε και απαλοτητα, κεκαλλωπισμενην δε το μεν χρωμα ωστε λευκοτεραν τε και ερυθροτεραν του οντος δοκειν φαινεσθαι, το δε σχημα ωστε δοκειν ορθοτεραν της φυσεως ειναι, τα δε ομματα εχειν αναπεπταμενα, εσθητα δε εξ ης αν μαλιστα ωρα διαλαμποι.
Dice infatti che Eracle, quando dalla fanciullezza si avviava (ωρματο) verso la giovinezza – nella quale i giovani, diventando ormai padroni di sé, rivelano se volgeranno la strada attraverso la virtù per la vita o quella attraverso il vizio –, essendo uscito in quiete, sedeva (καθησθαι) essendo incerto quale delle due strade dovesse prendere; e che apparvero a lui due donne che si avvicinavano , grandi: l'una (la prima) bella a vedersi e nobile per natura, adornata nel corpo di purezza, negli occhi di pudore, nel portamento di modestia, e con una veste bianca; l'altra invece nutrita verso l'abbondanza di carne e la morbidezza, imbellettata nel colore così da sembrare apparire più bianca e più rossa della realtà, e nel portamento così da sembrare essere più eretta della natura, e aveva gli occhi spalancati, e una veste dalla quale potesse trasparire al massimo la bellezza giovanile.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Φησι: Verbo, Presente Indicativo Attivo, 3ª persona singolare (φημί).
γαρ: Congiunzione coordinante esplicativa (postpositiva).
Ηρακλεα: Sostantivo proprio, Accusativo singolare maschile (Ἡρακλῆς).
επει: Congiunzione temporale.
εκ: Preposizione (con genitivo).
παιδων: Sostantivo, Genitivo plurale maschile (παῖς).
εις: Preposizione (con accusativo).
ηβην: Sostantivo, Accusativo singolare femminile (ἥβη).
ωρματο: Verbo, Imperfetto Indicativo Medio/Passivo, 3ª persona singolare (ὁρμάω).
εν: Preposizione (con dativo).
η: Pronome relativo, Dativo singolare femminile (ὅς, ἥ, ὅ).
οι: Articolo determinativo, Nominativo plurale maschile.
νεοι: Aggettivo sostantivato, Nominativo plurale maschile (νέος, -α, -ον).
ηδη: Avverbio di tempo.
αυτοκρατορες: Aggettivo, Nominativo plurale maschile (αὐτοκράτωρ, -ορ).
γιγνομενοι: Participio Presente Medio/Passivo, Nominativo plurale maschile (γίγνομαι).
δηλουσιν: Verbo, Presente Indicativo Attivo, 3ª persona plurale (δηλόω).
ειτε: Congiunzione disgiuntiva.
την: Articolo determinativo, Accusativo singolare femminile.
δι (διὰ): Preposizione (con genitivo, elisa).
αρετης: Sostantivo, Genitivo singolare femminile (ἀρετή).
οδον: Sostantivo, Accusativo singolare femminile (ὁδός).
τρεψονται: Verbo, Futuro Indicativo Medio, 3ª persona plurale (τρέπω).
επι: Preposizione (con accusativo).
τον: Articolo determinativo, Accusativo singolare maschile.
βιον: Sostantivo, Accusativo singolare maschile (βίος).
ειτε: Congiunzione disgiuntiva.
την: Articolo determinativo, Accusativo singolare femminile.
δια: Preposizione (con genitivo).
κακιας: Sostantivo, Genitivo singolare femminile (κακία).
εξελθοντα: Participio Aoristo (secondo) Attivo, Accusativo singolare maschile (ἐξέρχομαι).
εις: Preposizione (con accusativo).
ησυχιαν: Sostantivo, Accusativo singolare femminile (ἡσυχία).
καθησθαι: Infinito Presente Medio (κάθημαι).
απορουντα: Participio Presente Attivo, Accusativo singolare maschile (ἀπορέω).
ποτεραν: Aggettivo/Pronome interrogativo, Accusativo singolare femminile (πότερος, -α, -ον).
των: Articolo determinativo, Genitivo plurale femminile.
οδων: Sostantivo, Genitivo plurale femminile (ὁδός).
τραπηται: Verbo, Aoristo (secondo) Congiuntivo Medio, 3ª persona singolare (τρέπω).
και: Congiunzione coordinante.
φανηναι: Infinito Aoristo Passivo (φαίνω).
αυτω: Pronome personale, Dativo singolare maschile (αὐτός, -ή, -ό).
δυο: Aggettivo numerale cardinale (qui accusativo femminile).
γυναικας: Sostantivo, Accusativo plurale femminile (γυνή).
προσιεναι: Infinito Presente Attivo (πρόσειμι).
μεγαλας: Aggettivo, Accusativo plurale femminile (μέγας, μεγάλη, μέγα).
την: Articolo determinativo, Accusativo singolare femminile.
μεν: Particella correlativa.
ετεραν: Aggettivo/Pronome, Accusativo singolare femminile (ἕτερος, -α, -ον).
ευπρεπη: Aggettivo, Accusativo singolare femminile (εὐπρεπής, -ές).
τε: Congiunzione coordinante (enclitica).
ιδειν: Infinito Aoristo (secondo) Attivo (ὁράω).
και: Congiunzione coordinante.
ελευθεριον: Aggettivo, Accusativo singolare femminile (ἐλευθέριος, -ον).
φυσει: Sostantivo, Dativo singolare femminile (φύσις).
κεκοσμημενην: Participio Perfetto Medio/Passivo, Accusativo singolare femminile (κοσμέω).
το: Articolo determinativo, Accusativo singolare neutro.
μεν: Particella correlativa.
σωμα: Sostantivo, Accusativo singolare neutro (σῶμα).
καθαροτητι: Sostantivo, Dativo singolare femminile (καθαρότης).
τα: Articolo determinativo, Accusativo plurale neutro.
δε: Congiunzione/Particella avversativa-correlativa.
ομματα: Sostantivo, Accusativo plurale neutro (ὄμμα).
αιδοι: Sostantivo, Dativo singolare femminile (αἰδώς).
το: Articolo determinativo, Accusativo singolare neutro.
δε: Congiunzione/Particella avversativa-correlativa.
σχημα: Sostantivo, Accusativo singolare neutro (σχῆμα).
σωφροσυνη: Sostantivo, Dativo singolare femminile (σωφροσύνη).
εσθητι: Sostantivo, Dativo singolare femminile (ἐσθής).
δε: Congiunzione/Particella avversativa-correlativa.
λευκη: Aggettivo, Dativo singolare femminile (λευκός, -ή, -όν).
την: Articolo determinativo, Accusativo singolare femminile.
δ (δέ): Congiunzione avversativa (elisa).
ετεραν: Aggettivo/Pronome, Accusativo singolare femminile (ἕτερος, -α, -ον).
τεθραμμενην: Participio Perfetto Medio/Passivo, Accusativo singolare femminile (τρέφω).
μεν: Particella correlativa.
εις: Preposizione (con accusativo).
πολυσαρκιαν: Sostantivo, Accusativo singolare femminile (πολυσαρκία).
τε: Congiunzione coordinante.
και: Congiunzione coordinante.
απαλοτητα: Sostantivo, Accusativo singolare femminile (ἁπαλότης).
κεκαλλωπισμενην: Participio Perfetto Medio/Passivo, Accusativo singolare femminile (καλλωπίζω).
δε: Congiunzione/Particella avversativa-correlativa.
το: Articolo determinativo, Accusativo singolare neutro.
μεν: Particella correlativa.
χρωμα: Sostantivo, Accusativo singolare neutro (χρῶμα).
ωστε: Congiunzione consecutiva.
λευκοτεραν: Aggettivo comparativo, Accusativo singolare femminile (λευκός, -ή, -όν).
τε: Congiunzione coordinante.
και: Congiunzione coordinante.
ερυθροτεραν: Aggettivo comparativo, Accusativo singolare femminile (ἐρυθρός, -ά, -όν).
του: Articolo determinativo, Genitivo singolare neutro.
οντος: Participio Presente Attivo sostantivato, Genitivo singolare neutro (εἰμί).
δοκειν: Infinito Presente Attivo (δοκέω).
φαινεσθαι: Infinito Presente Medio/Passivo (φαίνω).
το: Articolo determinativo, Accusativo singolare neutro.
δε: Congiunzione/Particella avversativa-correlativa.
σχημα: Sostantivo, Accusativo singolare neutro (σχῆμα).
ωστε: Congiunzione consecutiva.
δοκειν: Infinito Presente Attivo (δοκέω).
ορθοτεραν: Aggettivo comparativo, Accusativo singolare femminile (ὀρθός, -ή, -όν).
της: Articolo determinativo, Genitivo singolare femminile.
φυσεως: Sostantivo, Genitivo singolare femminile (φύσις).
ειναι: Infinito Presente Attivo (εἰμί).
τα: Articolo determinativo, Accusativo plurale neutro.
δε: Congiunzione/Particella avversativa-correlativa.
ομματα: Sostantivo, Accusativo plurale neutro (ὄμμα).
εχειν: Infinito Presente Attivo (ἔχω).
αναπεπταμενα: Participio Perfetto Passivo, Accusativo plurale neutro (ἀναπετάννυμι).
εσθητα: Sostantivo, Accusativo singolare femminile (ἐσθής).
δε: Congiunzione coordinante.
εξ (ἐκ): Preposizione (con genitivo).
ης: Pronome relativo, Genitivo singolare femminile (ὅς, ἥ, ὅ).
αν: Particella modale.
μαλιστα: Avverbio di quantità (superlativo di μάλα).
ωρα: Sostantivo, Nominativo singolare femminile (ὥρα).
διαλαμποι: Verbo, Presente Ottativo Attivo, 3ª persona singolare (διαλάμπω).
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Dimostrazione dell'immortalità dell'anima (I)
versione di greco di Platone
traduzione dal Libro hellenikon phronema
Ψυχη πασα αθανατος. Το γαρ αεικινητον αθανατον· το δ' αλλο κινουν και υπ' αλλου κινουμενον, παυλαν εχον κινησεως, παυλαν εχει ζωης. Μονον δη το αυτο κινουν, ατε ουκ απολειπον εαυτο, ουποτε ληγει κινουμενον, αλλα και τοις αλλοις οσα κινειται τουτο πηγη και αρχη κινησεως. Αρχη δε αγενητον. Εξ αρχης γαρ αναγκη παν το γιγνομενον γιγνεσθαι, αυτην δε μηδ' εξ ενος· ει γαρ εκ του αρχη γιγνοιτο, ουκ αν ετι αρχη γιγνοιτο. Επειδη δε αγενητον εστιν, και αδιαφθορον αυτο αναγκη ειναι. Αρχης γαρ δη απολομενης ουτε αυτη ποτε εκ του ουτε αλλο εξ εκεινης γενησεται, ειπερ εξ αρχης δει τα παντα γιγνεσθαι.
Ogni anima è immortale; infatti ciò che si muove da sé è immortale; invece ciò che muove altro ed è mosso da altro, avendo la fine del moto, ha anche la fine della vita. Dunque solo ciò che si muove da sé, per il fatto che non abbandona se stesso, non cessa mai di muoversi, ma è fonte e principio di movimento anche per tutte le altre cose, quante si muovono. Il principio poi è ingenerato. Infatti è inevitabile che tutto ciò che nasce nasca da un principio, questo invece da nulla; se infatti il principio nascesse da qualcosa, non sarebbe più principio; ma poiché esso è ingenerato, deve inevitabilmente essere anche indistruttibile. Infatti, se perisse il principio, né esso potrebbe mai nascere da alcuna cosa né altro da esso, se è vero che tutto deve nascere da un principio.
Dimostrazione dell'immortalità dell'anima (II)
versione di greco di Platone
traduzione dal Libro hellenikon phronema
Mancata esposizione di Ciro il grande dopo la sua nascita - Senofonte versione greco hellenikon phro
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Mancata esposizione di Ciro il grande dopo la sua nascita Versione di greco di Senofonte
traduzione dal libro hellenikon phronema
ἣ δὲ ὡς εἶδε τὸ παιδίον μέγα τε καὶ εὐειδὲς ἐόν, δακρύσασα καὶ λαβομένη τῶν γουνάτων τοῦ ἀνδρὸς ἐχρήιζε μηδεμιῇ τέχνῃ ἐκθεῖναί μιν. ὁ δὲ οὐκ ἔφη οἷός τ᾽ εἶναι ἄλλως αὐτὰ ποιέειν· ἐπιφοιτήσειν γὰρ κατασκόπους ἐξ Ἁρπάγου ἐποψομένους, ἀπολέεσθαί τε κάκιστα ἢν μὴ σφεα ποιήσῃ. ὡς δὲ οὐκ ἔπειθε ἄρα τὸν ἄνδρα, δευτέρα λέγει ἡ γυνὴ τάδε. "ἐπεὶ τοίνυν οὐ δύναμαί σε πείθειν μὴ ἐκθεῖναι, σὺ δὲ ὧδε ποίησον, εἰ δὴ πᾶσα ἀνάγκη ὀφθῆναι ἐκκείμενον. τέτοκα γὰρ καὶ ἐγώ, τέτοκα δὲ τεθνεός. 3 τοῦτο μὲν φέρων πρόθες, τὸν δὲ τῆς Ἀστυάγεος θυγατρὸς παῖδα ὡς ἐξ ἡμέων ἐόντα τρέφωμεν. καὶ οὕτω οὔτε σὺ ἁλώσεαι ἀδικέων τοὺς δεσπότας οὔτε ἡμῖν κακῶς βεβουλευμένα ἔσται· ὅ τε γὰρ τεθνεὼς βασιληίης ταφῆς κυρήσει καὶ ὁ περιεὼν οὐκ ἀπολέει τὴν ψυχήν. "
Quando lei vide il neonato così sano e bello, scoppiò a piangere e afferrando le ginocchia del marito lo scongiurava di non esporlo, in nessuna maniera. Ma lui sosteneva di non poter fare altrimenti; sarebbero venuti degli spioni di Arpago a controllare, e lui sarebbe stato condannato a una morte orribile se non avesse eseguito gli ordini. Non riuscendo a persuadere il marito la donna tentò una seconda strada e gli disse: "Visto che non riesco a persuaderti a non esporlo, tu almeno fai come ti dico io, se proprio è assolutamente inevitabile che la si veda esposta, questa creatura: devi sapere che anch'io ho partorito, ma ho dato alla luce un bambino morto; prendilo ed esponilo e noi invece alleviamoci il nipotino di Astiage come se fosse nostro. In questo modo non si accorgeranno della tua colpa verso i padroni e noi non avremo preso una brutta decisione: il nostro bambino morto avrà una sepoltura da re e l'altro non perderà la vita".
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Διὸ καὶ γένη μὲν ἓξ εἶναι ῥητέον πολιτειῶν, τρία μὲν ἃ πάντες θρυλοῦσι, τρία δὲ τὰ τούτοις συμφυῆ, λέγω δὲ μοναρχίαν, ὀλιγαρχίαν, ὀχλοκρατίαν. Πρώτη μὲν οὖν ἀκατασκεύως καὶ φυσικῶς συνίσταται μοναρχία, ταύτῃ δ᾽ ἕπεται καὶ ἐκ ταύτης γεννᾶται μετὰ κατασκευῆς καὶ διορθώσεως βασιλεία. Μεταβαλλούσης δὲ ταύτης εἰς τὰ συμφυῆ κακά, λέγω δ᾽ εἰς τυραννίδ᾽, αὖθις ἐκ τῆς τούτων καταλύσεως ἀριστοκρατία φύεται. Καὶ μὴν ταύτης εἰς ὀλιγαρχίαν ἐκτραπείσης κατὰ φύσιν, τοῦ δὲ πλήθους ὀργῇ μετελθόντος τὰς τῶν προεστώτων ἀδικίας, γεννᾶται δῆμος. Ἐκ δὲ τῆς τούτου πάλιν ὕβρεως καὶ παρανομίας ἀποπληροῦται σὺν χρόνοις ὀχλοκρατία.
Perciò bisogna anche dire che ci sono sei tipi di forme di governo, tre di cui tutti parlano, e tre connessi per natura con questi, e cioè la monarchia, l'oligarchia e l'oclocrazia. Per prima dunque, in modo spontaneo e naturale, si forma la monarchia, ed a questa fa seguito, e da questa deriva con (qualche) correttivo e (qualche) modifica, il regno. Quando questo si muta nel malanno ad esso connaturato, intendo nella tirannide, di nuovo dalla dissoluzione di questa sorge l'aristocrazia. E appunto quando questa degenera per natura in oligarchia, e la gente in preda all'ira punisce le ingiustizie dei capi, nasce il (governo del) popolo (= la democrazia). Ma di nuovo, in seguito all'ingiustizia e all'illegalità di questo, completa il ciclo col tempo l'oclocrazia.