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Demostene e Demade si sono arricchiti a danno della città
versione greco traduzione libro taxis pagina 396
ὅπερ γὰρ καὶ ἐν τῶ̣ι δήμωι εἶπον, πολλὰ ὑμεῖς ὦ ἄνδρες δικασταὶ δίδοτε ἑ̣κόντες τοῖς στρατηγοῖς καὶ τοῖς ῥήτορσιν ὠφελεῖσθαι, οὐ τῶν νόμων αὐτοῖς δεδωκότων τοῦτο ποιεῖν, ἀλλὰ τῆς ὑμετέρας πραότητος καὶ φιλανθρωπίας, ἓν μόνον παραφυλάττοντες, ὅπως δι' ὑμᾶς καὶ μὴ καθ' ὑμῶ̣ν ἔσται τὸ λαμβανόμενον· καὶ Δημοσθένη καὶ Δημάδην ἀπ' αὐτῶν τῶν ἐν τῇ πόλει ψηφισμάτων καὶ προξενιῶν οἶμαι πλείω ἢ ἑξήκοντα τάλαντα ἑκάτερον εἰληφέναι, ἔξω τῶν βασιλικῶν καὶ τῶν παρ' Ἀλεξάνδρου. οἷς δὲ μήτε ταῦτα ἱκανά ἐστιν μήτ' ἐκεῖνα, ἀλλ' ἤδη ἐπ' αὐτῶι τῶι σώματι τῆς πόλεως δῶρα εἰλήφασι, πῶς οὐκ ἄξιον τούτους κολάζειν ἐστίν; ἀλλὰ τῶν μὲν ἰδιωτῶν ὑμῶν ἐ̣άν τις ἀρχήν τινα ἄρχων δι' ἄγνοιαν ἢ̣ δι' ἀπειρίαν ἁμάρτῃ τι, οὗτος ὑπὸ τούτων καταρρητορευθεὶς ἐν τῷ δικαστηρίωι ἢ ἀποθανεῖται ἢ ἐκ τῆς πατρίδος ἐκπεσεῖται· αὐτοὶ δὲ τηλικαῦτα ἀδικήσαντες τὴν πόλιν οὐδεμιᾶς τιμωρίας τεύξονται;
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Chi muore da eroe nasce per l'eternità
Versione greco libro "Gràmmata" pagina 187 numero 1 Tratta da "Epitafio per i caduti di Lamìa" di Iperìde
διὰ τούτους πατέρες ἔνδοξοι, μητέρες περίβλε‹π›τοι τοῖς πολίταις γεγόνασι, ἀδελφαὶ γάμων τῶν προσηκόντων ἐννόμως τετυχήκασι καὶ τεύξονται, παῖδες ἐφ̣ό̣διον εἰς τὴν πρὸς τὸν δῆμον ε̣ὔνοιαν τὴν τῶν οὐκ ἀπολωλότων ἀρετήν, οὐ γὰρ θεμιτὸν τούτου τοῦ ὀνόματος τυχεῖν τοὺς οὕτως ὑπὲρ καλῶν τὸ‹ν› βίον ἐκλιπόντας, ἀλλὰ τῶν τὸ ζῆν εἰς αἰώνι̣ον τάξιν μετηλλαχότων ἕξουσιν. εἰ γὰρ ὁ τοῖς ἄλλοισ̣ ὢν ἀνιαρότα̣τος θάνατος τούτοις ἀρχηγὸς μ̣εγάλων ἀγαθῶν γέγονε, πῶς τούτους ο‹ὐ›κ εὐτυχεῖς κρίνειν δ̣ίκαιον, ἢ πῶς ἐκλελοιπέναι τὸν βίον, ἀλλ̣' οὐκ ἐξ ἀρχῆς γεγονέναι καλλίω γένεσιν τῆς πρώτης ὑπαρξάσης;
Per merito di questi padri gloriosi le madri sono diventate cittadine in vista, le sorelle hanno trovato e troveranno mariti di riguardo, i figli un sostegno al favore del popolo verso coloro che non rovinano la virtù, ma almeno (essi) avranno portato la (loro) vita nella schiera eterna degli immortali. E se la morte, (pur) essendo più penosa per gli altri, è diventata per costoro fondatrice di massimi beni, come potrebbe non essere giusto giudicare costoro (= giudicarli) felici?
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Iperide Epitafio XXIV - Epitafio XXV - Epitafio XXVI
τὸν δὴ τοιαύτας κ]αρτερίας ἀόκνως ὑπομεῖναι τοὺ‹ς› πολίτας προτρεψάμενον Λεωσθένη, καὶ τοὺς τῶι τοιούτωι στρατηγῶι προθύμως συναγωνιστὰς σφᾶς αὐτοὺς παρασχόντας ἆρ' οὐ διὰ τὴν τῆς ἀρετῆς ἀπόδειξιν εὐτυχεῖς μᾶλλον ἢ διὰ τὴν τοῦ ζῆν ἀπόλειψιν ἀτυχεῖς νομιστέον; οἵ τινες θνητοῦ σώματος ἀθάν̣ Perciò colui che spinse i suoi concittadini a sostenere intrepidamente tali sforzi continui e prolungati, Leostene, e quelli che coraggiosamente offrirono se stessi a un tale generale come compagni di lotta, non sono forse da stimare fortunati per la dimostrazione del loro valore piuttosto che sfortunati per aver abbandonato la propria vita? Essi che con un corpo mortale acquistarono fama immortale, e con il loro valore personale assicurarono agli Elleni la comune libertà .
Nulla, infatti, arreca pienezza di felicità senza l’indipendenza . Non la minaccia di un uomo ma la voce della legge deve farsi padrona su uomini che aspirano ad essere felici; non l’accusa deve far paura agli uomini liberi, ma la prova della colpevolezza; la sicurezza dei cittadini non è in potere di quanti sono adulatori dei potenti e calunniatori dei cittadini stessi: essa dipende esclusivamente dalla garanzia delle leggi.
Per tutti questi motivi costoro, facendo succedere fatiche a fatiche e con pericoli rinnovati ogni giorno liberando dalle paure per il futuro i concittadini e gli Elleni, sacrificarono la loro vita perché gli altri vivessero con onore.
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I caduti per la patria sono da considerarsi felici
versione greco Iperide
ὑπὲρ ὧν ἁπάντων οὗτοι πόνους πόνων διαδόχους ποιούμενοι καὶ τοῖς καθ' ἡμέραν κινδύνοις τοὺς εἰς τὸν ἅπαντα χρόνον φόβους τ̣ῶν πολιτῶν καὶ τῶν Ἑλλήνων παραιρούμενοι τὸ ζῆν ἀνήλωσαν εἰς τὸ τοὺς ἄλλους καλῶς ζῆν. διὰ τούτους πατέρες ἔνδοξοι, μητέρες περίβλε‹π›τοι τοῖς πολίταις γεγόνασι, ἀδελφαὶ γάμων τῶν προσηκόντων ἐννόμως τετυχήκασι καὶ τεύξονται, παῖδες ἐφ̣ό̣διον εἰς τὴν πρὸς τὸν δῆμον ε̣ τῶν τὸ ζῆν ‹ε›ἰς αἰώι̣ον τάξιν μετηλλατων ἕξουσιν. εἰ γὰρ ς ἄλλοι ὢν ἀνιαρα̣τος θάνατος τούτοις ἀρχηγὸς μ̣εγάλων ἀγαθῶν γέγονε, πῶς τούτους ο‹ὐ›κ εὐτυχεῖς κρίνειν δ̣ίκαιον, ἢ πῶς ἐκλελοιπέναι τὸν βίον, ἀλλ̣' οὐκ ἐξ ἀρχῆς γεγονέναι καλλίω γένεσιν τῆς πρώτης ὑπαρξάσης;
al momento Abbiamo tradotto solo questo pezzo:
Per tutti questi motivi costoro, facendo succedere fatiche a fatiche e con pericoli rinnovati ogni giorno liberando dalle paure per il futuro i concittadini e gli Elleni, sacrificarono la loro vita perché gli altri vivessero con onore. Per merito di costoro i loro padri sono famosi, le loro madri ammirate
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onore ai caduti nella guerra lamiaca versione di greco di Iperide traduzione dal libro Alfabeta grammata
τίς καιρὸς ἐν ᾧ τῆς τούτων ἀρετῆς οὐ μνημονεύσομεν; τίς τόπος ἐν ᾧ ζήλου καὶ τῶν ἐντιμοτάτων ἐπαίνων τυγχάνοντας οὐκ ὀψόμεθα; πότερον οὐκ ἐν τοῖς τῆς πόλεως ἀγαθοῖς; ἀλλὰ τὰ διὰ τούτους γεγονότα τίνας ἄλλους ἢ τούτους ἐπαινεῖσθαι καὶ μνήμης τυγχάνειν ποιήσει; ἀλλ᾽ οὐκ ἐν ταῖς ἰδίαις εὐπραξίαις; ἀλλ᾽ ἐν τῇ τούτων ἀρετῇ βεβαίως αὐτῶν ἀπολαύσομεν. παρὰ ποίᾳ δὲ τῶν ἡλικιῶν οὐ μακαριστοὶ γενήσονται; πότερον οὐ πα]ρὰ τοῖς πρεσβυτέροις, αλλα ἄφοβον αυτοις τὸν λοιπὸν βίον καὶ ἐν τῷ ἀσφαλεῖ γιγνεσθαι ομολογησουσι δια τουτους. . Αλλ'ου παρα νεωτεροις; επειτα ου τον θυμον θαυμασουσιν αυτων, ουδ'αυτοι σπουνδασουσι μιμεῖσθαι
Infatti in quale ocasione in cui non ricorderemo il coraggio di costoro? Quale luogo in cui non li vedremo ottenere gloria e gli elogi illustrissimi? Se non nei beni della città? Dunque, le loro imprese faranno in modo che qualcun altro o questi siano lodati e ricordati? Ma non nei successi personali? Dunque, trarremo saldamente vantaggio da essi nel loro valore. Grazie a chi diventeranno più beati dei coetanei? Se non presso i più anziani che ritengono che attraverso di loro sia trascorso il restante tempo della vita senza timore e felice?.
- Elogio di Leostene - versione greco Iperide
- Abbiate pietà dell'accusatore - versione greco Parole e civiltà dei greci
- E' difficile consolare chi prova un dolore così grande- Versione greco di Iperide da Alfabeta gramma
- è difficile consolare i superstiti- Versione greco di Iperide da Alfabeta grammata