- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Isocrate
- Visite: 3
ἐκ δὴ τούτων ῥᾴδιον κατιδεῖν ὅτι καὶ κατ' ἐκεῖνον τὸν χρόνον ἡ πόλις ἡμῶν ἡγεμονικῶς εἶχε: τίς γὰρ ἂν ἱκετεύειν τολμήσειεν ἢ τοὺς ἥττους αὑτοῦ ἢ τοὺς ὑφ' ἑτέροις ὄντας, παραλιπὼν τοὺς μείζω δύναμιν ἔχοντας, ἄλλως τε καὶ περὶ πραγμάτων οὐκ ἰδίων ἀλλὰ κοινῶν καὶ περὶ ὧν οὐδένας ἄλλους εἰκὸς ἦν ἐπιμεληθῆναι πλὴν τοὺς προεστάναι τῶν Ἑλλήνων ἀξιοῦντας;
Da queste cose è facile vedere che anche in quel tempo la nostra città esercitava l'egemonia. Chi mai si risolverebbe a supplicare o quelli inferiori a sé o coloro che sono soggetti ad altri, lasciando da parte i più potenti, specialmente nel caso non di faccende private, ma d'interessi comuni e di cui non sarebbe stato naturale che si curassero altri all'infuori di quelli che pretendevano di dirigere i greci?
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Isocrate
- Visite: 3
Πολυ δε προ των Τρωικων ηλθον οι(θ) Ηρακλεους παιδες μικρον προ τουτων Αδραστος Ο Ταλαου... μαχομενοι κακεινον της υβρεως επαυσαν. (Isocrate)
Ma molto prima della guerra di Troia, vennero i figli di Eracle e un pò prima di essi Adrasto figlio di Talao, re di Argo. Quest'ultimo, dopo la sconfitta subita nella spedizione contro Tebe, non essendo capace di raccogliere da solo i cadaveri dei caduti sotto la Cadmea, domandò alla nostra città di prestargli soccorso in questa sventura che coinvolgeva tutti, e di non tollerare che i morti in guerra restassero senza sepoltura né che un antico costume e una legge avita fossero aboliti. I figli di Eracle che fuggivano davanti all'ostilità di Euristeo, È visibile poi che non furono delusi nelle speranze per le quali si erano rifugiati presso i nostri antenati. Questi infatti, assuntisi la guerra a favore dei morti contro i Tebani, e a favore dei figli di Eracle contro l'esercito di Euristeo, con una spedizione militare costrinsero i primi a restituire i morti ai loro congiunti perché li seppellissero; quanto ai Peloponnesiaci che, guidati da Euristeo, avevano invaso il nostro paese, andarono contro di loro, li vinsero combattendo e posero fine all'arroganza.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Isocrate
- Visite: 2
Καὶ μὴ νόμιζε τὴν ἐπιμέλειαν ἐν μὲν τοῖς ἄλλοις πράγμασι χρησίμην εἶναι, πρὸς δὲ τὸ βελτίους ἡμᾶς καὶ φρονιμωτέρους γίγνεσθαι μηδεμίαν δύναμιν ἔχειν· μηδὲ καταγνῷς τῶν ἀνθρώπων τοσαύτην δυστυχίαν, ὡς περὶ μὲν τὰ θηρία τέχνας εὑρήκαμεν αἷς αὐτῶν τὰς ψυχὰς ἡμεροῦμεν καὶ πλείονος ἀξίας ποιοῦμεν, ἡμᾶς δ' αὐτοὺς οὐδὲν ἂν πρὸς ἀρετὴν ὠφελήσαιμεν, ἀλλ' ὡς καὶ τῆς παιδεύσεως καὶ τῆς ἐπιμελείας μάλιστα δυναμένης τὴν ἡμετέραν φύσιν εὐεργετεῖν,...
E non pensare che lo studio sia utile negli altri campi, ma non abbia alcuna efficacia a renderci migliori e più assennati; e non giudicare noi uomini tanto infelici, da aver trovato per gli animali arti con cui ammansirne l'indole e accrescerne il valore, mentre non riusciremmo ad aiutare affatto noi stessi nell'acquisto della virtù. Sii persuaso, al contrario, che l'educazione e lo studio possono giovare moltissimo alla nostra natura ....
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Isocrate
- Visite: 2
... οὕτω διάκεισο τὴν γνώμην, καὶ τῶν τε παρόντων τοῖς φρονιμωτάτοις πλησίαζε καὶ τῶν ἄλλων οὓς ἂν δύνῃ μεταπέμπου, καὶ μήτε τῶν ποιητῶν εὐδοκιμούντων μήτε τῶν σοφιστῶν μηδενὸς οἴου δεῖν ἀπείρως ἔχειν, ἀλλὰ τῶν μὲν ἀκροατὴς γίγνου, τῶν δὲ μαθητὴς, καὶ παρασκεύαζε σεαυτὸν τῶν μὲν ἐλαττόνων κριτὴν, τῶν δὲ μειζόνων ἀγωνιστήν· διὰ γὰρ τούτων τῶν γυμνασίων τάχιστ' ἂν γένοιο τοιοῦτος οἷον ὑπεθέμεθα δεῖν εἶναι τὸν ὀρθῶς βασιλεύσοντα καὶ τὴν πόλιν ὡς χρὴ διοικήσοντα....
... perciò di quelli che ti stanno intorno frequenta i più assennati e degli stranieri manda a chiamare quelli che potrai; non credere di dover ignorare nessuno dei poeti famosi e dei sapienti, ma degli uni diventane ascoltatore, degli altri discepolo; e procura di essere giudice di chi ti è inferiore, emulo di chi ti è superiore. Mediante questo addestramento potrai diventare ben presto tale quale deve essere, nel nostro concetto, chi vuole regnare con giustizia e amministrare lo Stato/la città come conviene...
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Isocrate
- Visite: 2
Θαυμάζω δ' ὅσοι τριήρων μὲν ἡγεῖσθαι καὶ στρατοπέδων ἄρχειν ἀξιοῦσιν ἡμᾶς, ὑπὲρ ὧν μὴ καλῶς βουλευσάμενοι πολλαῖς ἂν συμφοραῖς καὶ μεγίσταις τὴν πόλιν περιβάλλοιμεν, εἰπεῖν δ' ἃ γιγνώσκομεν περὶ ὧν ὑμεῖς μέλλετε κρίνειν οὐκ οἴονται δεῖν ἡμᾶς, ἐν οἷς κατορθώσαντες μὲν ἅπαντας ὑμᾶς ὠφελήσομεν, δια μαρτόντες δὲ τῆς ὑμετέρας γνώμης αὐτοὶ μὲν ἴσως φαυλότεροι δόξομεν εἶναι, τὸ δὲ κοινὸν οὐδὲν ἂν ζημιώσαιμεν.
Guardo con meraviglia a quanti ci ritengono degni di condurre triremi e comandare milizie, sulle quali se non decidiamo giustamente, possiamo trascinare la città in molte e grandi sventure, ma non credono (opportuno) che noi diciamo ciò che noi riteniamo sulle cose che voi state per fare rispetto alle quali se avremo successo (=se le indovineremo) aiuteremo tutti voi, differentemente se deluderemo la vostra attesa, forse noi stessi ne scapiteremo in riputazione, ma non potremo arrecare alcun danno al pubblico interesse. (by Vogue)