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Nos occidendi te consilium cepimus quia non ut ingenuis imperas, sed quasi in...
Noi abbiamo preso la decisione di uccidere te, perché tu non governi come su degli uomini liberi, ma regni come su degli schiavi. Quanta parte dei Macedoni sopravvive alla tua crudeltà? Ti piacciono l'abito e l'usanza dei Persiani; hai in odio i costumi della patria. Dunque noi abbiamo deciso di uccidere un re di Persiani, non di Macedoni; e ti puniamo, secondo il diritto di guerra, come un traditore. Tu hai costretto i Macedoni a mettersi in ginocchio per te, ad adorarti come un dio. E ti meravigli se, da uomini liberi, non riusciamo a tollerare la tua arroganza. Cosa ci aspettiamo da te, noi che viviamo nella schiavitù, una cosa che è più amara della morte e incredibile da dire?
Versione tratta da: Curzio Rufo
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Romanae domus pulchrae et locupletes erant. Ianua in aditu...
Le case dei Romani erano belle e lussuose. La porta era ubicata in un ingresso stretto. Nell'ingresso, davanti alla porta, c'era il vestibolo, dopo la porta c'era un corridoio e dopo il corridoio (c'era) l'atrio. Sui lati vediamo le stanze e i prolungamenti laterali, dove i Romani collocavano le raffigurazioni degli antenati. Sul tetto dell'atrio c'era un buco, chiamato compluvio. Quando pioveva l'acqua cadeva a terra attraverso il compluvio, e poi, attraverso un buco, confluiva in una cisterna. Di rimpetto al corridoio osserviamo la sala da pranzo. Stava accanto alla sala da pranzo un giardino ridente circondato da molte colonne e detto "peristilio". Intorno al peristilio c'erano porticati ombrosi e ampie camere, dove il capofamiglia trascorreva la maggior parte delle ore a riposo insieme ai suoi figli.
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Romae antiquus mos erat: feminae aetatem abstemiae...
A Roma c'era un'antica tradizione: le donne trascorrevano la vita da astemie. Per questo motivo alle donne non era permesso bere vino, infatti i Romani collegavano il vino con l'adulterio. Il padre e il marito davano alle loro donne dei baci, così, attraverso la bocca, essi ricercavano l'odore del vino. Talvolta gli uomini trovavano prove e tracce di vino, giudicavano il misfatto in tribunale oppure in una riunione domestica, e punivano con la morte le donne, imputate di un delitto capitale.
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Apud Mallium, qui pictor peritus Romae habebatur, Servilius...
Servilio cenava per caso presso Mallio, che a Roma veniva considerato un abile pittore, e, poiché vide i brutti figli di lui, disse: Ti è capitata una cosa grave. O Mallio, tu non scolpisci e dipingi nella stessa maniera. A costui Mallio disse: Infatti scolpisco al buio e dipingo alla luce.
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Nunc, patres conscripti, diligenter verbis meis attendite...
O senatori, adesso fate attenzione in maniera accurata alle mie parole. Lo Stato, la mia patria, ha chiesto così: O Marco Tullio, cosa fai? Tu lascerai andare senza punizione Catilina, il capo della congiura, il sobillatore degli schiavi e dei cittadini rovinati? Non ordinerai forse che costui sia condotto nelle carceri, sia trascinato alla morte, sia ucciso con l'esecuzione capitale? Insomma, cosa ti frena? Il costume degli antenati? Oppure le leggi che sono state votate in merito all'esecuzione dei cittadini Romani? Oppure temi il giudizio negativo della posterità? Dopo, quando l'Italia verrà devastata dalla guerra, le città verranno saccheggiate, le case bruceranno, non ritieni forse che tu sarai bruciato da un incendio di disapprovazione? O senatori, cosa risponderò alla patria?
Versione tratta da: Cicerone