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Longo post tempore Romae in Circo Maximo cruentum venationis...
Dopo lungo tempo, a Roma, nel Circo Massimo, c'era un sanguinoso spettacolo di caccia per il popolo. Nel circo c'era grande abbondanza di animali feroci: Tra le belve c'era un grande leone: (esso) aveva ferocia di volto e una straordinaria imponenza di corpo. Quando la belva vede Androclo da lontano, si avvicina in maniera calma e poco alla volta all'uomo sventurato, scuote la coda giocosamente, alla maniera dei cani, e, con la lingua, lambisce delicatamente il corpo dell'uomo. Androcolo, stupito e lieto, riconosce l'animale feroce. A quel punto l'imperatore libera di fronte al popolo l'uomo e l'animale.
Versione tratta da: Gellio
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Haedus ad ovile in vico situm pergebat. Forte lupo incurrit sed...
Un capretto si dirigeva verso un ovile ubicato in un villaggio. Casualmente si imbatté in un lupo, ma lo evitò facilmente. Però anche il lupo si dirigeva al villaggio, e vide il capretto, sicuro, tra le pecore. Il predatore infaticabile aveva deciso di ucciderlo, e, senza perdere tempo, disse così: In tutti i templi l'ingiusta morte degli animali bagna la terra di sangue (cruentat: "bagna di sangue"). Se avrai trovato rifugio insieme a me, in un campo sicuro, non morirai davanti ai templi. Il capretto ascoltò le parole del lupo, ma non approvò il suo consiglio. Poi rispose: Verserò sangue per gli dèi, ma non sazierò la pancia di un lupo rabbioso. La favola insegna: se gli esseri umani saranno stati posti dinnanzi ad una duplice infausto pericolo, sceglieranno la morte gloriosa, e disdegneranno la morte disonorevole.
Versione tratta da: Aviano
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Graecia paeninsula est. In Graecia oleae et vineae abundant sed interdum...
La Grecia è una penisola. In Grecia abbondano ulivi e vigne, ma talvolta c'erano carenza di cibo e penuria d'acqua, perciò gli abitanti della Grecia abbandonavano la patria, ricercavano nuove terre, e trasferivano colonie. Gli abitanti della Grecia fondano molte colonie: (fondano) Siracusa, sulle coste della Sicilia, Capua, nella Campania, Marsiglia, sulle coste della Gallia.
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Dionysius, Syracusanorum tyrannus, sumptuose vivebat. Cum quidam...
Dionigi, il tiranno dei Siracusani, viveva in maniera sfarzosa. Quando un tale tra i suoi adulatori, Damocle, elencò in un discorso le sue truppe, le ricchezze, la grandezza del (suo) potere, l'abbondanza dei mezzi, la sontuosità del palazzo reale, Dionigi disse: Dunque, o Damocle, dal momento che questa vita ti piace, desideri tu stesso assaporarla, e saggiare la mia buona sorte? Quello accettò la proposta. Allora Dionigi pose l'adulatore in un letto d'oro, e apparecchiò numerosissimi tavoli con oro e argento.
Versione tratta da: Cicerone
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Deum maxime Mercurium colunt. Huius sunt plurima...
Tra gli dèi, venerano principalmente Mercurio. Di costui ci sono moltissime statue: ritengono costui l'inventore di tutte le arti, considerano costui la guida delle vie e dei cammini. Costui ha una grande influenza ai fini del guadagno di denaro e ai fini dei commerci. Dopo costui, venerano Apollo e Marte e Giove e Minerva. Apollo scaccia le malattie, Minerva insegna i fondamenti dei mestieri e delle arti, Giove detiene il governo degli dèi del cielo, Marte governa le guerre. A questo dio, quando hanno deciso di scontrarsi in una battaglia, offrono in voto per lo più quelle cose che hanno conquistato in guerra.
Versione tratta da: Cesare