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Pericles, Xanthippi filius, vir egregio ingenio bonisque omnibus disciplinis...
Pericle, il figlio di Santippo, un uomo dall'eccellente ingegno e provvisto di tutte le buone capacità, guidò per molti anni lo Stato degli Ateniesi, e superò tutti i comandanti, non solo in fatto di lealtà e di virtù, ma per giunta in tutti gli ambiti, sia pubblici, sia privati. Infatti, con costanti elargizioni, egli si era accattivato il favore dei cittadini, e in guerra si era dimostrato esperto della pratica militare. E così i cittadini riposero in Pericle ogni speranza, poiché egli, sia in tempo di pace, sia in tempo di guerra, amministrava le cose con successo (bene: "correttamente, felicemente, con successo"). Peraltro, egli (Pericle) abbellì Atene con sontuosi monumenti, fece costruire templi di marmo, dislocò coloni ad Anfipoli e a Turi, accrebbe la fama della città presso tutti i popoli. Morì a causa di un'epidemia nel secondo anno della guerra del Peloponneso; la morte di Pericle fu l'inizio delle avversità e la causa della crisi dello Stato Ateniese.
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Segesta est oppidum pervetus in Sicilia, iudices, quod ab Aenea fugiente...
O giudici, Segesta è una città molto antica, in Sicilia, la quale sostengono che venne fondata da Enea, mentre fuggiva da Troia e arrivava in questi luoghi. Dunque i Segestani ritengono di essere legati con il popolo Romano non solo da una perpetua alleanza e dall'amicizia, ma anche da parentela.
Versione tratta da: Cicerone
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Caesaris adventu Veneti et orae maritimae civitates ob servitutis...
All'arrivo di Cesare i Veneti e le popolazioni marittime, per via della paura della schiavitù, avevano stabilito di preparare la guerra: quando era arrivato il giorno stabilito, fortificarono le città, radunarono nelle città il grano dai campi, prepararono le navi; poi mandarono a chiamare i rinforzi dalla Britannia. Nel frattempo l'esercito Romano, poiché non conosceva i guadi delle zone, si trovava in grande pericolo. I Galli, inoltre, desiderosi di una rivoluzione, avevano provocato una ribellione. I Romani, alla fine, per ordine del console, portarono a termine i riti religiosi, e adattarono le armi ai fini della battaglia.
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Dum Sulla Mithridatem in Achaia et in Asia vincit, Marius et Cinna...
Mentre Silla vinceva Mitridate in Acaia e in Asia, Mario e Cinna ricominciarono la guerra in Italia e, a Roma, assassinarono nobili senatori ed ex consoli, bandirono molti, costrinsero alla fuga il figlio e la moglie di Silla. I restanti senatori fuggirono dalla città e si riunirono in Grecia, presso Silla. I senatori chiedevano l'aiuto del comandante, poiché avevano molta paura (lett: "poiché temevano molto"). Allora Silla tornò in Italia e combatté la guerra civile contro i consoli Norbano e Scipione. Quando, nel primo combattimento, si scontrò con Norbano, non lontano da Capua, molti soldati di Silla morirono, ma Silla catturò molti nemici. Poi Silla si diresse verso Scipione e, prima della battaglia, ricevette in resa tutto l'esercito senza spargimento di sangue.
Versione tratta da: Eutropio
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Per multos et varios errores Ulixes cum sociis in insulam...
Attraverso molte e varie peregrinazioni, Ulisse giunse con i compagni nell'isola di Ischia. Nell'isola viveva la maga Circe, la figlia del Sole. Molti uomini vennero trasformati in animali da un filtro della maga. Ulisse mandò in avanscoperta Euriloco insieme a dei compagni. Gli uomini si avvicinarono alla bella casa della dea, dove videro leoni e lupi, e sentirono la voce della maga. Da Circe venne aperta la porta, e gli stranieri vennero invitati. Tutti Greci, da sprovveduti, entrarono, il solo Euriloco rimase all'esterno. Poi la maga servì agli amici di Euriloco dei cibi, insieme ad un filtro, e li trasformò in maiali. A quel punto Euriloco scappò, e riferì ad Ulisse il pericolo. Ulisse si recò di corsa presso la maga e costrinse la maga a restituire ai compagni l'aspetto umano.