- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Nos admiratione iam saturi ad ianuam pervenimus, in cuius...
Noi, già colmi di sorpresa, arrivammo alla porta, sul cui stipite c'era un cartello con questa iscrizione: Qualunque schiavo sarà uscito senza l'ordine padronale, riceverà cento frustate. Inoltre, proprio sull'ingresso, stava fermo un portiere. Noi già eravamo giunti nella sala da pranzo. Trimalcione assegna a ciascun invitato il proprio posto a tavola. Immediatamente vennero servite delle anfore di vetro con questa scritta: Falerno di cento anni. Trimalcione batté insieme le mani e disse: Il vino è vita!.
Versione tratta da: Petronio
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Domus Romana multa conclavia habebat...
La casa Romana aveva molte stanze, che venivano disposte intorno all'atrio. Il vestibolo era l'entrata della casa, di qui si accedeva all'atrio. Nel mezzo dell'atrio c'era una vasca e, attraverso il cortile interiore, veniva raccolta la pioggia. Davanti all'atrio c'era il salotto (tablinum), dove la famiglia si riuniva e cenava. Spesso ai banchetti partecipavano molti convitati. Questi banchetti potevano durare dall'ora nona sino alla metà della notte. Ai lati del vestibolo erano distribuite le stanze da letto per il riposo. Di fianco al salotto c'era il giardino, dove dagli schiavi venivano coltivate molte piante ed alberi.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Tunc Penelopa, Ulixis uxor, quae nullam spem iam habebat …
Allora Penelope, la moglie di Ulisse, che non aveva ormai nessuna speranza riguardo al ritorno del marito, invitò, su comando di Minerva, i Proci a una competizione. Si avvicinò al tesoro, aprì le porte di bronzo, trasse fuori l'arco e le frecce di Ulisse. Ella, mentre con il volto afflitto teneva in mano l'arco di Ulisse, tenne questo discorso: O superbi Proci, ormai siete rimasti a lungo nella mia reggia, e avete dissipato i beni di Ulisse; ora propongo a voi una gara: chi tenderà l'arco di Ulisse, e farà passare la freccia per i fori di dodici scuri, quello sarà il marito di Penelope. I Proci impiegarono inutilmente le forze, nessuno di loro riuscì a tendere l'arco. Allora Ulisse, che sedeva non lontano, sotto il falso aspetto di mendicante, si alzò in piedi, prese l'arco con le forti mani, lo tese con poco sforzo, fece passare la freccia attraverso i fori delle scuri. Quindi tolse la lacera veste del mendicante, appoggiò di nuovo una freccia alla corda dell'arco, e trafisse Antinoo, il capo dei Proci. Così, di seguito, uccise tutti i rimanenti Proci.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
In silva ursa et panthera ambulant. Olim tenerum agnum...
In un bosco camminano un'orsa ed una pantera. Ad un certo punto vedono un giovane agnello. L'orsa esclama: È il mio! E la pantera: È il mio, perché io per prima ho visto l'agnello. A questo punto intraprendono una lotta violenta. Così, l'agnello astuto, con la fuga, evita il pericolo e si rifugia in un bosco fitto. Dopo la violenta lotta, l'orsa e la pantera non vedono più l'agnello. Allora l'orsa: Noi siamo sciocche! L'agnello è salvo e tu sei piena di ferite! Ed anche io sono ferita, e per giunta (sono) digiuna! E la pantera: La lotta è per noi dannosa. Io farò la pace con te, e tu mi sarai riconoscente!
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Romani exercitus multos populos et oppida devia...
Gli eserciti Romani assoggettavano molti popoli e città remote, lontano da Roma. E perciò costruivano molte strade, così, per loro, gli spostamenti erano facili. La Salaria conduce dalla spiaggia del Tevere al mare Adriatico; l'Appia avanza da Roma fino alla Campania; l'Emilia giunge fino alle Alpi. I Romani non facevano soltanto viaggi via terra, ma navigavano inoltre per via di mare: infatti, presso il fiume Tevere, c'era Ostia, il porto di Roma.