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Cape pisces natura pingues, ut sunt...
Prendi dei pesci grassi per razza, come lo sono i salmoni, le anguille e le sardine. Con essi, e con erbe aromatiche, si prepara un composto di questo genere. Si predispone un contenitore robusto e della capienza di tre o quattro moggi, e si prendono tanto dall'orto, quanto dal campo, erbe secche che profumano di buono, come l'aneto, il coriandolo, il finocchio, la menta, il timo, l'origano, e con queste si realizza il primo strato in fondo al vaso. Quindi si realizza il secondo strato, con i pesci sani oppure tagliati in pezzi. Sopra a questo, si stende un terzo strato di sale. E con questi tre strati di erbe, di pesci, e di sale, si riempie il vaso fino alla sommità. Lascia stare questo composto per sette giorni. Il liquido che è scolato da questo composto viene raccolto, e con esso si fa il liquamen oppure il garum.
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Catullus ad cenam amicum suum Fabullum invitavit. Ei epistulam...
Catullo invitò ad una cena il proprio amico Fabullo. A lui inviò una missiva nella quale era stato scritto: Tra pochi giorni presso di me, o mio Fabullo, cenerai bene. Ma dovrai rispettare questa indicazione: porta con te una cena abbondante e una candida fanciulla. Mi mancano il vino e il sale. La tasca del tuo Catullo è piena di ragnatele. E non dimenticare l'umorismo: i tuoi scherzi mi divertono. In cambio riceverai autentiche delizie: infatti io ti darò un unguento che Venere in persona ha donato alla mia fanciulla, e non appena tu lo annuserai, sarai tutto naso. Resti a casa oppure vieni a cena? Cosa desideri? Perché indugi? Alla fine Catullo, esultante, accolse l'amico che si avvicinava a casa sua.
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Duo Arcades una iter faciebant; postquam Megaram venerant...
Due Arcadici viaggiavano insieme; dopo che erano arrivati a Megara, uno andò presso un locandiere, l'altro presso un ospite. Colui che si trovava presso l'ospite, dopo cena riposò, e mentre dormiva tranquillamente, vide nei sogni l'amico che lo pregava di andargli in soccorso. In un primo momento, terrorizzato, balzò improvvisamente giù dal letto, poi si sdraiò di nuovo; ma, a lui che dormiva, apparve nuovamente il compagno, chiedendo che egli vendicasse la sua morte; infatti l'amico diceva così: Il locandiere malvagio, per rubare il denaro, mi ha ucciso e ha nascosto il mio cadavere; allora ti chiedo che domani ti rechi alla porta, e che lì interroghi un bovaro, e che frughi nel suo carro. Spinto da siffatta richiesta, al mattino si recò presso la porta, vide un bovaro sopra a un carro, e trovò il cadavere dell'amico coperto con del letame. Quindi denunciò lo spaventoso delitto, affinché i giudici punissero con un duro castigo l'autore del crimine.
Versione tratta da: Seneca
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Quidam homo ambulans in silva satyrum conspexit atque cum eo amicitiam...
Un certo uomo, mentre passeggiava in un bosco, scorse un satiro, e desiderò stringere amicizia con lui. Poiché era inverno, e il gelo pungente tormentava le membra, l'uomo avvicinava le mani alla bocca, soffiando su di esse allo scopo di riscaldarle. Quando il satiro gli domandò la ragione, l'uomo parlò in questa maniera: Avvicino le mani alla bocca per riscaldarle con il fiato, allontanando il freddo. Dopo che, in seguito, il satiro fu andato a casa dell'uomo per cenare, l'uomo, mentre portava le pietanze alla bocca, soffiava su di esse. Perciò il satiro domandò all'uomo: Come mai fai così? L'ospite replicò che faceva questa cosa poiché i cibi erano troppo caldi ed egli con il soffio li raffreddava. Il satiro però si infastidì e disse: Con te non posso fare amicizia. Penso infatti che sia rischiosa l'amicizia con un uomo che dalla medesima bocca fa uscire il freddo e il calore.
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Coloni magna laetitia agros colunt. Latii agricolae Silvano deo lucos...
I coloni coltivano i terreni con grande gioia. Gli agricoltori del Lazio consacrano boschi sacri al dio Silvano. Il padre di famiglia annuncia così ai figli e alle figlie: O fanciulli e fanciulle, adornate gli altari del buon dio; il dio sarà favorevole. Egli, più tardi, prega il dio: O Silvano, buon dio, proteggi i fertili campi e scaccia le malattie! Poi l'agricoltore ritorna allegro nel villaggio.