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Agamemnon ab Achille Briseidam captivam abduxerat. Quare Achilles...
Agamennone aveva portato via ad Achille la prigioniera Briseide. Perciò Achille, a causa della collera, si era ritirato dal combattimento, e, nella tenda, si esercitava a tempo perso con la cetra. Poi consegnò le proprie armi all'amico Patroclo, ma Ettore uccise Patroclo. A questo punto Achille ritornò in amicizia con Agamennone, e Agamennone restituì Briseide ad Achille. La madre Teti ottenne da Vulcano delle armi per Achille: Achille cominciò a combattere di nuovo, ed uccise Ettore. E così l'uccisore di Patroclo fu vendicato da Achille, e la guerra di Troia fu mandata avanti.
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Lucius Sergius Catilina vir fuit magna vi et animi et corporis sed ingenio...
Lucio Sergio Catilina fu un uomo di grande forza, sia d'animo che di corpo, ma di indole malvagia e scellerata. A lui, sin dalla giovinezza, erano gradite le guerre civili, le ruberìe, la discordia civile, e lì trascorreva la sua giovinezza. Aveva un corpo resistente al digiuno, al freddo, alla veglia più di quanto è credibile, e un animo temerario, subdolo, simulatore e dissimulatore. Il suo animo ambizioso desiderava sempre cose sconsiderate, incredibili e troppo alte. L'animo feroce era agitato sempre di più di giorno in giorno dalla mancanza di denaro, e dalla consapevolezza dei crimini.
Versione tratta da: Sallustio
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Erant inter Athenienses et Peloponnesios veteres simultates. Peloponnesii ob...
Tra gli Ateniesi e i Peloponnesiaci c'erano antiche rivalità. I Peloponnesiaci, a causa di una pesante carestia di raccolto, giungono nell'Attica, scacciano gli abitanti, e piazzano l'accampamento nelle vicinanze della città. A questo punto i Peloponnesiaci inviano degli ambasciatori a Delfi, e consultano gli oracoli in merito alla vittoria della guerra. L'oracolo risponde in questa maniera: Sarete i vincitori, ma non dovrete uccidere il re degli Ateniesi. Per questo motivo, i Peloponnesiaci, prima di tutte le cose, raccomandano ai loro soldati la protezione del re. All'epoca il re degli Ateniesi era Codro. Egli viene a sapere il responso del dio e le indicazioni dei nemici, sveste l'abito regale, ed entra cencioso nell'accampamento dei nemici con una falce. Lì un soldato viene ferito dalla falce di Codro, ed adirato, uccide il re con la spada. A questo punto i Peloponnesiaci riconoscono il corpo del re, e, memori della profezia, se ne vanno senza combattere (lett. : "senza battaglia"). E così, il re Codro, grazie al valore, ricerca la morte in cambio della salvezza della patria.
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Cicero Attico salutem dicit. Totum iter mihi incertum facit exspectatio...
Cicerone dice salve ad Attico. L'attesa delle vostre lettere rende per me dubbioso tutto il viaggio. Infatti, se ci sarà occasione, la destinazione sarà l'Epiro, in caso contrario, Cizico, o qualche altra località. D'altra parte, le tue lettere, che io leggo spesso, mi tolgono fiducia; e infatti, quanto più attentamente sono lette, tanto più (esse) indeboliscono il mio animo, tanto che diviene evidente che tu hai voluto obbedire sia alla consolazione, sia alla verità. Pertanto ti prego apertamente di scrivermi le cose che saprai come (esse) realmente saranno, e (di scrivere) quelle che penserai esattamente come le pensi nella tua mente.
Versione tratta da: Cicerone
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Neptunus difficilem reditum Ulixi dedit. Nam post varios...
Nettuno diede a Ulisse un difficile ritorno. Così, dopo varie peregrinazioni e fatiche, alla fine quel grande eroe arrivò ad Itaca. Lì gli uomini nobili, che occupavano la dimora regale, nel corso dei giorni e delle notti trascorrevano la vita in maniera oziosa e con grande dispendio, ed incalzavano sgradevolmente Penelope, la moglie di Ulisse, al fine di nuove nozze. Quando Ulisse giunse sulla spiaggia di Itaca, Minerva cambiò il suo aspetto nella figura di un mendicante, così i nemici non potevano riconoscerlo, ed egli entrò in casa sua. A casa sopportò pazientemente i torti dei Proci, e preparò contro di loro un castigo atroce.