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Amicitiam di immortales hominibus dederunt. Divitias alii...
Gli dèi immortali diedero agli uomini l'amicizia. Alcuni ritengono più importante la ricchezza, altri la buona salute, altri le cariche pubbliche, ma tutte queste cose sono effimere e precarie, e sono riposte non tanto nei nostri piani, quanto nell'imprevedibilità della Sorte. Coloro che, al contrario, pongono nella virtù il bene più prezioso, ragionano senza dubbio correttamente, ma questa stessa virtù fa nascere e conserva l'amicizia: la vita degli esseri umani è triste senza l'amicizia. Avere un amico è delizioso: nelle circostanze favorevoli l'amico gioirà insieme a te, nelle avversità soffrirà insieme a te.
Versione tratta da: Cicerone
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Cornelia et Tullia formosae puellae sunt. Corneliae patria Roma est. Tulliae patria...
Cornelia e Tullia sono fanciulle. Roma è la patria di Cornelia. La patria di Tullia è Narbona, nella Gallia. La nonna di Cornelia era una matrona, la nonna di Tullia era una schiava. Tullia è un'ancella ed un'amica di Cornelia. Cornelia e Tullia stanno spesso nella fattoria della padrona e nei boschi. L'amicizia delle fanciulle talvolta è causa di invidia.
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Pyrrhus Epiri rex postquam in Italiam copias traduxerat apud Heracleam et...
Pirro, il re dell'Epiro, dopo che aveva trasportato le truppe in Italia, sconfisse i Romani presso Eraclea ed Ascoli, tuttavia, nelle battaglie, perse innumerevoli soldati. I Romani, però, poiché desideravano la libertà e rifiutavano la servitù, non cedettero alla disperazione, ma si procurarono nuove truppe ed erano pronti ad opporre resistenza. Allora Pirro, tramite il portavoce Cinea, un uomo di spedita eloquenza e di grande furbizia, propose ai senatori Romani la pace. Ormai i senatori propendevano verso la pace, ed erano pronti ad accogliere le condizioni di Pirro, quando nella curia arrivò il censore Appio Claudio, vecchio e cieco. Il censore era trasportato con la lettiga dagli schiavi. Egli, con la propria autorità e con un severo discorso, sconsigliò la pace. E così i senatori furono convinti dalle parole di Appio, respinsero le condizioni del re, e stabilirono di ricominciare la guerra. Allora Pirro trasferì le proprie truppe in Sicilia, portò aiuto alle città Greche contro i Cartaginesi, là, in parecchie battaglie, sbaragliò i nemici, e ritornò nuovamente in Italia con un grande bottino. I Romani mandarono contro il re il console Curio Dentato con le nuove truppe. Quello, presso la città di Malevento, sbaragliò le truppe dei nemici e cacciò Pirro via dall'Italia.
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Evocat ad se Caesar Massiliae XV primos cives...
Cesare chiama a sé i quindici notabili di Marsiglia; a loro disse così: Voi, o Marsigliesi dovete seguire la volontà di tutta quanta l'Italia, piuttosto che obbedire alla volontà di un unico uomo. Poi rammenta le rimanenti cose che giudica utili ai fini della pace. I portavoce dei Marsigliesi riferiscono in patria il discorso di costui, e per ordine del senato, riferiscono a Cesare queste cose: Il popolo Romano è diviso in due fazioni; e non è nostro compito capire quale delle due fazioni difenda una causa più giusta. Peraltro, i capi di quelle fazioni sono Cn. Pompeo e C. Cesare, protettori della nostra città; di costoro, l'uno ci concesse ufficialmente i terreni degli Elvezi e delle altre popolazioni limitrofe, l'altro ci aumentò le rendite tributarie. Per questo noi dobbiamo essere riconoscenti verso entrambi, e non dobbiamo aiutare nessuno di loro due contro l'altro, e neppure accogliere i due avversari nella città o nel porto.
Versione tratta da: Cesare
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Servi patriciorum Romanorum agros saepe colebant, vel in variiis...
Spesso gli schiavi coltivavano i campi dei patrizi Romani, oppure aiutavano i padroni nelle varie attività domestiche. A volte gli schiavi erano maestri esperti e diligenti dei figli del padrone. I padroni incivili punivano sempre gli schiavi, anche se sbagliavano in maniera irrilevante, e spesso li percuotevano con le fruste. Tra i padroni, soprattutto il filosofo Anneo Seneca si comportava clementemente con gli schiavi, e rendeva liberi non pochi schiavi. I padroni Romani si procuravano gli schiavi per lo più nelle guerre, oppure li acquistavano nelle piazze a prezzo basso o alto.