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Vi erano nella medesima legione due centurioni, Tito Pullo e Lucio Voreno, uomini valorosissimi che in virtù superavano di gran lunga tutti gli altri. Questi avevano tra di loro continue dispute su chi dei due fosse da anteporre all'altro per gloria e valore. Quando i nemici attaccarono l'accampamento dei Romani, Pullo per provocare l'altro disse: "Cosa esiti o Voreno, aspetti un'altra occasione per provare il tuo valore?. Questo giorno sarà giudice delle nostre dispute". Dopo aver detto queste cose avanzò per primo fuori dall'accampamento e fece irruzione in quella zona dove c'erano la maggior parte dei nemici. Né l'altro centurione si trattenne nell'accampamento all'interno del vallo ma, temendo il giudizio di tutti, lo seguì. Giunto a breve distanza dal nemico, Pullo scagliò una freccia contro i nemici e trafisse uno del gruppo mentre correva. A quel punto tutti i nemici fecero un assalto contro di quello e scagliarono frecce. Voreno poiché veva visto l'avversario in grave pericolo, trascurando le vecchie dispute, gli portò aiuto. La massa dei nemici immediatamente si volse verso di questo. Voreno combatté corpo a corpo con la spada e uccisone uno respinge un poco gli altri, ma mentre incalza piuttosto avidamente, cade a terra. A lui circondato dai nemici porta aiuto Pullo ed entrambi incolumi, dopo averne uccisi moltissimi con grandissima lode, si ritirano nell'accampamento. Così l'uno fu di aiuto e di salvezza all'altro, né si potè giudicare chi fosse superiore in valore.
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La medicina è la disciplina che tutela e ripristina la salute del corpo, e la sua materia si occupa di malattie e ferite. Ad essa dunque appartengono non soltanto quelle cose che mostra l'arte di coloro che a rigore sono definiti medici, ma anche il mangiare e il bere, gli abiti e rivestimenti: e quindi ogni difesa e protezione con la quale il nostro corpo è conservato contro i colpi e gli accidenti esterni. Presso i Greci l'artefice e l'inventore dell'arte della medicina è considerato Apollo. Esculapio, figlio di costui, accrebbe questa (la medicina) con un pregevole lavoro. Ma, quando Esculapio morì a causa del colpo di un fulmine di Giove, si racconta che sia stata vietata l'arte del curare, e l'arte insieme con l'artefice venne meno e mancò per quasi cinquecento anni, fino al tempo del re dei Persiani Artaserse. Allora la richiamò alla luce Ippocrate, discendente da Esculapio, sull'isola di Koos. Questi tre uomini fondarono altrettante scuole. La prima, che si chiama Metodica, fu fondata da Apollo, la seconda, che si definisce Empirica, fu fondata da Esculapio. la terza che si chiama Logica, fu fondata da Ippocrate. Gli Empirici seguono la sola esperienza, i Logici aggiungono all'esperienza la razionalità, i Metodici considerano le sole realtà effettive delle malattie.
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La Grecia è una bella e famosa penisola dell'Europa, ma il territorio della Grecia è per lo più montuoso, e così a causa della natura sfavorevole dei luoghi, il suolo è non particolarmente fertile e anche il clima talvolta è aspro. Tuttavia, in Grecia c'è un gran numero di agricoltori: gli agricoltori coltivano con grande impegno ulivi e viti e producono una grande abbondanza di vino e di olio. I Greci non sono soltanto agricoltori laboriosi, ma anche abili marinai: salpano da Atene e da Corinto e attraverso il mar Egeo giungono alle isole di Creta, Rodi, Cipro e alle coste dell'Asia e dell'Africa e conducono affari con molti popoli. I Greci invocano sempre l'aiuto degli dei e temono fortemente la loro collera: dunque costruiscono splendidi templi e onorano gli dei con varie cerimonie e sacrifici; infatti offrono agli dei e alle dee doni abbondanti, ma agli dei del cielo vengono sacrificate vittime bianche, agli dei inferi vittime nere.
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"Nei tempi antichi i nostri antenati onoravano la parsimonia e l'onestà e vivevano felici, poiché non desideravano una ricchezza sfrenata e non si rattristavano perché possedevano poche cose e senza valore. Le loro case erano piccole e umili e le donne né indossavano vesti costose, né erano fornite di gioielli e pietre preziose. Nei templi, le statue degli dei non erano d'oro o d'avorio, ma di legno. La sobrietà infatti è una grande virtù dell'animo, poiché non danneggia i costumi, ma rende gli uomini onesti e forti; la sfrenatezza, al contrario, è un grave vizio dell'animo, poiché è causa di disonestà e debolezza. Infatti gli antichi Romani, poiché erano onesti e forti, resero lo stato potente e grande, sbaragliarono grandi eserciti di nemici, ricacciarono in loro potere molte popolazioni agguerrite. Ma ora, dal momento che tutta la cittadinanza è stata corrotta dal lusso e dalla ricchezza, ormai viene tradita la lealtà, viene disprezzata la giustizia, non vengono rispettati i patti. Se i cittadini Romani non saranno ritornati agli antichi costumi, lo stato andrà in rovina e le popolazioni barbare conquisteranno Roma".
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Attico da fanciullo, per via della sua parentela con P. Sulpicio, tribuno della plebe che fu ucciso, non fu esente da quel pericolo: infatti Anicia, sua cugina, era andata in sposa a Servio, fratello di Sulpicio. E così dopo che Sulpicio fu ucciso, e dopo che vide che la città era stata sconvolta dal tumulto di Cinna, e che non gli veniva data la possibilità di vivere tranquillamente, dal momento che gli animi dei cittadini erano divisi, poiché alcuni appoggiavano le fazioni di Silla e altri quelle di Cinna, convinto che fosse il momento opportuno di seguire i suoi studi, si trasferì ad Atene. Ma ciò nonostante aiutò con i suoi mezzi il giovane Mario, dichiarato un nemico (della patria), e rese col suo denaro più facile la fuga di quello. Qui visse im modo da essere meritatamente carissimo a tutti gli Ateniesi. Infatti spesso, con i suoi mezzi, alleviò la povertà del loro stato. Accrebbe questo impegno anche con altre forme di generosità: infatti donò grano a tutti, in modo che fossero dati sei moggi di grano a ciascuno, una unità di misura che ad Atene si chiama "medimmo". Qui inoltre si comportava in maniera da sembrare normale ai più umili e un (loro) pari ai maggiori esponenti della città. Perciò accadde che gli Ateniesi colmassero pubblicamente costui di tutti gli onori e cercassero di farlo cittadino: un beneficio di cui egli non volle avvalersi.