- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Il Cartaginese Amilcare, comandante ostile ai Romani, al fine di trovare più facilmente una scusa per combattere, fece in modo di essere mandato come comandante supremo in Spagna, insieme all'esercito, e lì condusse con sé il figlio Annibale di nove anni. C'era inoltre insieme a lui un giovane illustre e di bell'aspetto, Asdrubale, al quale egli aveva dato in matrimonio sua figlia. Di questo abbiamo fatto menzione per la ragione che, dopo che Amilcare fu ucciso, ci fu quello (Asdrubale) a capo dell'esercito, e compì grandi imprese, e dopo la morte dello stesso (dopo la sua morte, di Asdrubale), Annibale ricevette il comando dall'esercito. Amilcare, dopo aver attraversato il mare ed essere giunto in Spagna fece, con l'aiuto della buona sorte, grandi imprese: sottomise popoli grandissimi e molto aggressivi, arricchì tutta l'Africa di cavalli, armi, uomini, e denaro. Costui, mentre meditava di portare la guerra in Italia, nel nono anno dopo che era arrivato in Spagna, fu ucciso mentre combatteva in battaglia contro i Vettoni. Soprattuto l'odio inestinguibile contro i Romani di costui scatenò la seconda guerra Punica: infatti Annibale, figlio di costui, fu portato dalle insistenti suppliche del padre al punto di preferire morire piuttosto che non misurarsi con i Romani.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Il regno dei cieli sarà simile alle dieci vergini che, prendendo le loro lampade, uscirono incontro allo sposo e alla sposa. Cinque di loro erano sciocche e cinque avvedute; ora le cinque sciocche, dopo aver preso le lampade, non presero con sé l'olio, le avvedute invece presero, insieme alle lampade, dell'olio nei loro vasi. Poiché lo sposo faceva ritardo, si addormentarono tutte. A metà della notte si gridò: "Ecco che arriva lo sposo, uscitegli incontro!". Allora tutte quelle vergini si alzarono e prepararono le loro lampade. Le sciocche allora dissero alle sagge: "Dateci dell'olio dal vostro, dal momento che le nostre lampade si spengono". Risposero le avvedute dicendo: "Per evitare che l'olio non basti né per voi né per noi, andate dai mercanti e compratevelo". Mentre dunque andavano a comprarlo, arrivò lo sposo e quelle che erano pronte entrarono con lui alle nozze e fu chiusa la porta. Molto più tardi per la verità arrivarono anche le altre vergini dicendo: "Signore, aprici!". Ma quello rispose dicendo: "Così sia, dico a voi, non vi conosco". State in guardia, dunque, poiché non conoscete il giorno né l'ora.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Presso gli storici leggiamo che nei tempi antichi Nino, re degli Assiri, per primo aveva ridotto in suo potere tutte le popolazioni dell'Asia e aveva governato un grande impero; e che poi il potere passò dagli Assiri ai Medi, dopo che il Medo Arbace aveva privato dell'impero e della vita il loro re Sardanapalo, reso debole e non adatto alla guerra dalla troppa prosperità. È noto che quasi negli stessi anni lo Spartano Licurgo fu il promulgatore di leggi giuste e fautore di una severa disciplina, grazie alla quale Sparta prosperò a lungo; che Cartagine, città illustre e rivale dell'impero Romano, fu fondata da Elissa di Tiro, che è chiamata anche Didone; che Carano, uomo di stirpe regia, discendente da Ercole, era fuggito da Argo e aveva occupato il regno di Macedonia. Ragion per cui giustamente Alessandro Magno, dicissettesimo re dei Macedoni dopo di lui, proclamava che Achille era suo antenato da parte di madre, Ercole da parte di padre. Infine, sconfitti i re Filippo ed Antioco, che erano discendenti dei Macedoni, e sottomessa Cartagine, il dominio di tutto il mondo pervenne al popolo Romano.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Un lupo, mentre passeggia per un vasto campo, per caso alza gli occhi verso il cielo e vede una bella capra sopra un'alta rupe. Allora il lupo famelico, poiché vuole divorare la tenera capra, con parole dolci e ingannevoli adesca la pavida bestiola: "Oh bella capra, scendi dall'alta rupe, nel campo: lì non c'è alcun cibo adatto a te, qui invece per te fioriscono foraggi abbondanti ed erbe profumate. Allora la capra, piccola ma cauta, risponde prontamente al lupo: "Sembro paurosa, ma non sono sciocca: infatti mi accorgo del tuo inganno e preferisco restare su questa rupe dove sono sicura!". Come insegna la favola, le parole dei malvagi, anche se sono dolci nascondono sempre un'insidia, poiché i disonesti tendono sempre tranelli agli onesti. –
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Prima dell'alba Achille indossa le sue armi divine e guida le sue truppe contro i Troiani. Ma sotto le mura di Troia vede Ettore comandante dei Troiani e spinto dall'ira, lo sfida ad un combattimento uomo a uomo. Achille per primo scaglia una lancia verso Ettore, ma la lancia vola per aria sopra la testa di lui e si conficca nel terreno. Ettore, a sua volta scaglia la sua lancia verso Achille; la lancia colpisce lo scudo, ma non ferisce Achille. Allora il Troiano afferra la spada e si avvicina al nemico, ma Achille scaglia la sua lancia e trafigge il collo di Ettore: questo cade a terra ed esala l'anima (spira). Allora il crudele Achille lega al carro il corpo di Ettore e lo trascina intorno alle mura della città. Il padre e la madre di Ettore dalle mura osservano l'orrendo spettacolo e implorano invano la misericordia di Achille. Ma di notte il re Priamo guidato da Mercurio, giunge alla tenda di Achille, si getta ai suoi piedi e lo implora così: "O Achille, restituiscimi il corpo di mio figlio, io pregherò gli dei in tuo favore e chiederò per te un felice ritorno in patria". Allora Achille commosso dalle parole del vecchio re solleva da terra Priamo e restituisce al trista padre il corpo di Ettore.