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L'ASINO CHE SI FINGE ZOPPO E IL LUPO VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Anthropoi
Ονος εν τινι λειμωνι νεμομενος, ...
Un asino poiché mentre pascolava nel prato vide un lupo ke stava per balzare avanti finse di essere zoppo. quando il lupo si avvicinò venne a sapere il motivo dell'essere zoppo, l'asino disse ke mentre oltrepassava al di la del recinto, aveva calpestato una spina. e l'asino chiese al lupo di estrarre per prima cosa la spina e poi di divorarlo affinche mangiandolo non si fosse punto. poiché il lupo fi convinto mentre sollevava la zampa dell'asino e avendo la testa sullo zoccolo, l'asino fece vibrare con lo zoccolo i denti del lupo nella bocca. e lui avendo male disse " ma quanto a me soffro il giusto; infatti sebbene il padre mi insegnò l'arte del macellaio, intrapresi l'arte della medicina". e così coloro ke intraprendono tra gli uomini le cose ke nn si addicono sono giustamente sfortunati.
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PRODIGI CHE ANNUNCIARONO LA VITTORIA DI CESARE SU POMPEO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
Σημείων δὲ πολλῶν γενομένων τῆς νίκης ἐπιφανέστατον ἱστορεῖται τὸ περὶ Τράλλεις. ἐν γὰρ ἱερῷ Νίκης ἀνδριὰς εἱστήκει Καίσαρος, καὶ τὸ περὶ αὐτῷ χωρίον αὐτό τε στερεὸν φύσει καὶ λίθῳ σκληρῷ κατεστρωμένον ἦν ἄνωθεν· ἐκ τούτου λέγουσιν ἀνατεῖλαι φοίνικα παρὰ τὴν βάσιν τοῦ ἀνδριάντος. ἐν δὲ Παταβίῳ Γάϊος Κορνήλιος, ἀνὴρ εὐδόκιμος ἐπὶ μαντικῇ, Λιβίου τοῦ συγγραφέως πολίτης καὶ γνώριμος, ἐτύγχανεν ἐπ’ οἰωνοῖς καθήμενος ἐκείνην τὴν ἡμέραν. καὶ πρῶτον μέν, ὡς Λίβιός φησι, τὸν καιρὸν ἔγνω τῆς μάχης, καὶ πρὸς τοὺς παρόντας εἶπεν ὅτι καὶ δὴ περαίνεται τὸ χρῆμα καὶ συνίασιν εἰς ἔργον οἱ ἄνδρες. αὖθις δὲ πρὸς τῇ θέᾳ γενόμενος καὶ τὰ σημεῖα κατιδών, ἀνήλατο μετ’ ἐνθουσιασμοῦ βοῶν· „νικᾷς ὦ Καῖσαρ“. ἐκπλαγέντων δὲ τῶν παρατυχόντων, περιελὼν τὸν στέφανον ἀπὸ τῆς κεφαλῆς ἐνώμοτος ἔφη μὴ πρὶν ἐπιθήσεσθαι πάλιν, ἢ τῇ τέχνῃ μαρτυρῆσαι τὸ ἔργον. ταῦτα μὲν οὖν ὁ Λίβιος οὕτως γενέσθαι καταβεβαιοῦται.
TRADUZIONE
Fra i molti presagi di quella vittoria il più manifesto che si ricordi fu quello verificatosi a Tralles, in Caria. Lì nel tempio della Vittoria c'era una statua di Cesare intorno alla quale il terreno, già solido per sua natura, era stato lastricato con pietra dura: ebbene, dicono che dal pavimento, presso la base della statua, spuntò una palma. A Padova Gaio Cornelio, un indovino famoso e conosciuto anche da Livio, suo concittadino, il giorno della battaglia era per caso intento ad osservare il volo degli uccelli quando a un certo momento, come riferisce appunto lo storico, folgorato dalla visione dello scontro, disse ai presenti che in quell'istante i soldati erano venuti alle mani e che la battaglia stava per concludersi, poi, ripresa l'osservazione del volo e decifratine i segni, si alzò in piedi e come un invasato esclamò: «Cesare vince!». I presenti sbigottirono, e lui, toltasi dal capo la corona, giurò che se la sarebbe rimessa solo se i fatti avessero confermato quella profezia. Così Livio assicura che sono andate le cose.
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TOLLERANZA E MAGNANIMITA' DI PERICLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
Pericle essendo biasimato qualche volta e screditato da qualcuno tra gli estremisti più facinorosi, per tutto un giorno sopportò il silenzio nell'agorà, compiendo qualcosa tra quelle più imminenti; di sera ritornava in patria tranquillamente, inseguito dall'uomodal quale riceveva tutto l'oltraggio contro di lui. Quando era in procinto di entrare, essendo già buio, ordinò a qualcuno dei domestici di portare la fiaccola e di accompagnare l'uomo presso la sua casa (la casa del servo). E dunque l'uomo è degno di ammirazione non solo per equità per ricchezza in tutte le cose e conservò il più grande odio, ma anche per la superiorità d'animo: infatti non ottenne nulla da tanto grande potere né con invidia ne con rabbia, e non trattò nessuno dei suoi avversari come se fosse irrecuperabile e ne adopera qualcosa di ostile come dannosa.
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Agesilao disdegna le corse dei cavalli
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
Ἐκεῖνό γε μὴν πῶς οὐ καλὸν καὶ μεγαλογνῶμον, τὸ αὐτὸν μὲν ἀνδρὸς
(Ὁ Ἀγησίλαοϛ)μέν ἔργοις καὶ κτήμασι κοσμεῖν τὸν ἑαυτοῦ οἶκον, κύνας τε πολλοὺς θηρευτὰς καὶ ἵππους πολεμιστηρίους τρέφοντα, Κυνίσκαν δὲ ἀδελφὴν οὖσαν πεῖσαι ἁρματοτροφεῖν καὶ ἐπιδεῖξαι νικώσης αὐτῆς ὅτι τὸ θρέμμα τοῦτο οὐκ ἀνδραγαθίας ἀλλὰ πλούτου ἐπίδειγμά ἐστι; Τόδε γε μὴν πῶς οὐ σαφῶς πρὸς τὸ γενναῖον ἔγνω, ὅτι ἅρματι μὲν νικήσας τοὺς ἰδιώτας οὐδὲν ὀνομαστότερος ἂν (εἴη) γένοιτο, εἰ δὲ φίλην μὲν πάντων μάλιστα τὴν πόλιν ἔχοι, πλείστους δὲ φίλους καὶ ἀρίστους ἀνὰ πᾶσαν τὴν γῆν κεκτῇτο, νικώιη δὲ τὴν μὲν πατρίδα καὶ τοὺς ἑταίρους εὐεργετῶν, τοὺς δὲ ἀντιπάλους τιμωρούμενος, ὅτι οὕτως ἂν εἴη νικηφόρος τῶν καλλίστων καὶ μεγαλοπρεπεστάτων ἀγωνισμάτων καὶ ὀνομαστότατος καὶ ζῶν καὶ τελευτήσας γένοιτ᾽ ἄν;
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L'UOMO CHE PROMETTEVA SENZA CONVINZIONE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Anthropoi