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ZEUS E LA VOLPE: L'ISTINTO E' IMMODIFICABILE
Versione greco Esopo traduzione libro Anthropoi
Ζευς αγασαμενος αλωπεκος το συνετον των φρενων και ποικιλον αυτη το βασιλειον των αλογων ζωων ενεχειρισε. Βουλομενος δε γιγνωσκειν ει την τυχην μεταλλαζασα η αλωπηξ και την γλισχροτητα μετεβαλετο φερομενης αυτης εν φορειω κανΘαρον παρα την οψιν αφηκεν. - δε μη δυναμενη αντισχειν επειδη περιεπετετο ο κανΘαρος τω φορειω αναπηδησασα ακοσμως συλλαβειν αυτον επειρατο Και ο Ζευς αγανακτησας κατ'αυτης παλιν αυτην εις την αρκἁιαν ταξις μετεμορφωσεν. Ο λογος δηλοι οτι οι φαυλοι των ανΘρωπων και αν τα προσχηματα λαμπροτερα αναλαβωσιν την φυσιν ου μεταλλασσουσιν
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LA PAROLA COME PRESUPPOSTO DELLA VITA SOCIALE
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Antropoi - pagina 264 numero 291
TRADUZIONE
La parola è la promotrice dei più grandi beni fra tutte le qualità che sono connaturate nella natura umana. Infatti nelle altre facoltà che abbiamo non ci differenziamo affatto dagli animali, ma anzi siamo inferiori a molti per la velocità, la forza e le altre risorse. Ma poiché si è ingenerata in noi la capacità di persuaderci gli uni con gli altri, non solo ci siamo allontanati dallo stadio di vita selvaggia ma, riunitici, abbiamo costruito città, introdotto leggi e inventato arti, e la parola è ciò che ci ha consolidato quasi tutto quanto è stato escogitato da noi. Questa infatti ha dato leggi sul giusto e sull’ingiusto, su ciò che è bello e su ciò che è vergognoso; se non fossero state date queste disposizioni, non saremmo in grado di vivere gli uni con gli altri. Con la parola noi accusiamo i malvagi e lodiamo i buoni; per mezzo di essa educhiamo gli stolti e mettiamo alla prova gli intelligenti.
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anthropoi pagina 121 numero 109
Inizio: Προτρεπετε τους νέους επ' αρετήν μή μόνον παραινουντες, Fine: αλλά τους αναμαρτητους καί δικαίους.
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Lisandro incontra Ciro
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
οἱ δὲ Λακεδαιμόνιοι πρότερον τούτων οὐ πολλῷ χρόνῳ Κρατησιππίδᾳ τῆς ναυαρχίας παρεληλυθυίας Λύσανδρον ἐξέπεμψαν ναύαρχον. ὁ δὲ ἀφικόμενος εἰς Ῥόδον καὶ ναῦς ἐκεῖθεν λαβών, εἰς Κῶ καὶ Μίλητον ἔπλευσεν, ἐκεῖθεν δ᾽ εἰς Ἔφεσον, καὶ ἐκεῖ ἔμεινε ναῦς ἔχων ἑβδομήκοντα μέχρι οὗ Κῦρος εἰς Σάρδεις ἀφίκετο. ἐπεὶ δ᾽ ἧκεν, ἀνέβη πρὸς αὐτὸν σὺν τοῖς ἐκ Λακεδαίμονος πρέσβεσιν. ἐνταῦθα δὴ κατά τε τοῦ Τισσαφέρνους ἔλεγον ἃ πεποιηκὼς εἴη, αὐτοῦ τε Κύρου ἐδέοντο ὡς προθυμοτάτου πρὸς τὸν πόλεμον γενέσθαι. Κῦρος δὲ τόν τε πατέρα ἔφη ταῦτα ἐπεσταλκέναι καὶ αὐτὸς οὐκ ἄλλ᾽ ἐγνωκέναι, ἀλλὰ πάντα ποιήσειν: ἔχων δὲ ἥκειν τάλαντα πεντακόσια: ἐὰν δὲ ταῦτα ἐπιλίπῃ, τοῖς ἰδίοις χρήσεσθαι ἔφη, ἃ ὁ πατὴρ αὐτῷ ἔδωκεν: οἱ δὲ ταῦτά τε ἐπῄνουν. καὶ ὁ μὲν Λύσανδρος, ἐπεὶ αὐτῷ τὸ ναυτικὸν συνετέτακτο, ἀνελκύσας τὰς ἐν τῇ Ἐφέσῳ οὔσας ναῦς ἐνενήκοντα ἡσυχίαν ἦγεν, ἐπισκευάζων καὶ ἀναψύχων αὐτάς.
TRADUZIONE
Non molto prima di questi avvenimenti, gli Spartani mandarono Lisandro a sostituire Cratesippida, la cui carica di navarco era scaduta. Arrivato a Rodi, Lisandro vi prese delle navi e proseguì per Cos1 e Mileto, quindi per Efeso, dove rimase con settanta navi fino all'arrivo di Ciro a Sardi. Quando vi giunse, andò da lui con gli ambasciatori di Sparta. Accusarono allora Tissaferne per ciò che aveva commesso e a Ciro chiesero di mostrare tutto il suo impegno nella guerra. Ciro rispose che queste erano proprio le istruzioni ricevute dal padre e anche le sue intenzioni e che quindi avrebbe fatto tutto quanto richiesto; aveva portato con sé cinquecento talenti, ma, se non fossero bastati, avrebbe utilizzato anche il denaro datogli dal padre a titolo personale essi lodarono le sue parole. Quando a Lisandro dopo aver organizzato la flotta tirò in secco le navi che erano ad Efeso 90 in tuto e mentre venivano messe a posto e preparate, rimase tranquillo ad aspettare
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LA DANZA DELLE SCIMMIE
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Antropon odoi
pagina 77 numero 63
TRADUZIONE
Una volta un sovrano egiziano dice di ammaestrare le scimmie per danzare la pirrica. Gli animali imparano facilmente, le scimmie infatti sono gli imitanti degli uomini. Essi, quindi, danzavano indossando mantelli di porpora e le maschere. Gli spettatori celebravano l'attività degli animali e lo spettacolo era ammirato nel luogo. Ma una volta uno spettatore colto era giunto. Portava con sè una nocciola e rovesciava i frutti inn mezzo alla sala. Le scimmie quando guardavano le noci dimenticavano di danzare e le scimmie andavano indietro invece di ballare la pirrica, abbandonavano la fila, rompevano i mantelli e litigavano attorno alle noci. Così la pirrica era eliminata ed era derisa da tutti gli spettatori.