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Sono un sovrano giusto e pacifico
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Inizio: πρός τε τούς πολίτας μετά τοιαύτης πραòτητος προσηνέχθηυ ὣστε μήτε φυγάς μήτε...
fine: ...μετά κακίας πολλαπλασίαυ τῆς ὑπαρχούσης κτήσασθαι.
TRADUZIONE
Imperciocché verso i cittadini io mi portai con tanta piacevolezza, che sotto il mio regno non si sono veduti esilii né morti né confiscazioni di beni né multe né così fatta calamità nessuna. Ed essendoci per la guerra di quei tempi la Grecia chiusa, e noi predati e spogliati in ogni luogo, i più di questi travagli io tolsi via, pagando a chi tutto, a chi parte, pregando alcuni d’indugio, con altri componendo le differenze come io potetti il meglio. Oltre di ciò essendo verso di noi gli animi delle genti dell’isola mal disposti, e l’Imperatore riconciliato in parole, ma in fatti pieno di mala volontà, io raddolcii gli uni e l’altro, questo colla diligenza e prontezza negli ossequi e nei servigi, quelli con procedere verso loro dirittamente. Imperocché io sono di tal maniera alieno da ogni appetito dell’altrui, che laddove molti, solo che possano poco più dei vicini, usurpano parte delle loro terre e cercano di vantaggiarsi contro il diritto, io non volli anco accettare quel tanto di paese che mi era offerto, e mi eleggo di possedere con giustizia il mio territorio solo, piuttosto che per vie torte acquistarne maggiore a più doppi.
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Tutto sopportarono Greci e Troiani per avere Elena
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Inizio: Τίς δ'ἂν τὸν γάμον τὸν Ἑλένης...
fine: . .εἰς τὰς αὐτῶν πατρίδας ἀπελθεῖν.
TRADUZIONE
Chi non terrebbe in conto le nozze di Elena, la quale rapita i Greci così si sdegnarono come se fosse stata devastata tutta quanta la Grecia, i Barbari invece tanto si insuperbirono come se avessero vinto tutti noi. E’ chiaro come gli uni e gli altri furono disposti: infatti essendoci state molte accuse per loro, prima riguardo alle altre stettero tranquilli, invece riguardo a questa organizzarono una guerra tanto grande non solo per la grandezza ma anche per la lunghezza del tempo e per la grande quantità di preparativi, quanto nessuna è mai stata. Pur essendo possibile agli uni, avendo restituito Elena, liberarsi dai mali presenti, agli altri, avendo trascurato quella, vivere senza timore per il tempo restante, né gli uni né gli altri vollero queste cose; ma gli uni tollerarono sia che le città fossero distrutte, sia che il paese fosse devastato, così da non cedere quella ai Greci, gli altri preferirono invecchiare rimanendo in un paese nemico e non rivedere mai più i loro cari piuttosto che, avendo abbandonato quella, ritornare alle proprie patrie.
Il rispetto degli antichi Ateniesi per le tradizioni religiose della città- Versione greco di Isocra
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Il rispetto degli antichi Ateniesi per le tradizioni religiose della città
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Inizio: Καὶ πρῶτον μὲν τὰ περὶ τοὺς θεούς...
fine: ...πρὸς τὴν συγκομιδὴν τῶν καρπῶν.
TRADUZIONE
E incominciamo dagli dèi (da dove, se no?). Essi li onoravano e ne celebravano i riti non in modo irregolare o disordinato: non mandavano in processione trecento buoi quando gli pareva e poi, magari, trascuravano i sacrifici tradizionali; neppure celebravano fastosamente le feste supplementari, però con banchetto incluso, e poi davano in appalto quelle più solenni. Essi piuttosto si preoccupavano soltanto di una cosa: non distruggere nessuna delle tradizioni patrie e non aggiungere nulla al di fuori degli usi stabiliti. Non era nel lusso che facevano consistere la pietà religiosa, ma nel non mutare nulla di ciò che gli avi avevano tramandato. E questo aveva il suo corrispettivo in cielo: i doni degli dèi non venivano a loro capriccio e a sproposito, ma al momento giusto e quando servivano al lavoro dei campi e alla raccolta dei frutti.
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Da Sempre Atene protegge i perseguitati
Versione greco Isocrate traduzione libro Ellenion
Γνοιη δ' αν τις και τον τροπον και την ρωμην την της πολεως εκ των ικετειων ας ηδη τινες ημιν εποιησαντο. Τας μεν ουν η νεωστι γεγενημενας η περι μικρων ελθουσας παραλειψω: πολυ δε προ των Τρωικων, - εκειθεν γαρ δικαιον τας πιστεις λαμβανειν τους υπερ των πατριων αμφισβητουντας, - ηλθον οι θ' Ηρακλεους παιδες και μικρον προ τουτων Αδραστος ο Ταλασυ, βασιλευς ων Αργους, ουτος μεν εκ της στρατειας της επι Θηβας δεδυστυχηκως, και τους υπο τη Καδμεια τελευτησαντας αυτος μεν ου δυναμενος ανελεσθαι, την δε πολιν αξιων βοηθειν ταις κοιναις τυχαις και μη περιοραν τους εν τοις πολεμοις αποθνησκοντας αταφους γιγνομενους μηδε παλαιον εθος και πατριον νομον καταλυομενον, οι δ' Ηρακλεους παιδες φευγοντες την Ευρυσθεως εχθραν, και τας μεν αλλας πολεις υπερορωντες ως ουκ αν ουναμενας βοηθησαι ταις αυτων συμφοραις, την δ' ημετεραν ικανην νομιζοντες ειναι μονην αποδουναι χαριν υπερ ων ο πατηρ αυτων απαντας ανθρωπους ευεργετησεν.
Si possono conoscere la politica e la forza della nostra città dalle suppliche che già in passato ci sono state rivolte. Tralascerò quelle recenti e di poca importanza: molto prima della guerra di Troia (da qui, infatti, è giusto partire quando si cercano prove nella yradizione), vennero da noi i figli di Eracle e prima ancora Adrasto figlio di Talao, re di Argo. Costui aveva fallito nella spedizione contro Tebe e non poteva da solo raccogliere i morti sotto la rocca cadmea, e così chiese alla nostra città di portare aiuto in una sventura comune e non permettere che i morti in guerra restassero insepolti e un costume antico e una legge patria venissero aboliti. I figli di Eracle fuggivano l'odio di Euristeo e, disdegnando le altre città, che non avrebbero comunque potuto aiutarli, ritennero la nostra la sola in grado di mostrare gratitudine per i beni elargiti da loro padre a tutti gli uomini.
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I benefici della cultura e dell'eloquenza
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Inizio: ϕιλοσοφίαν, ἣ πάντα ταῦτα συνεξεῦρε...
fine: ...ἄπασιν αὐτῶν διηνέγκαμεν.
TRADUZIONE
E anche della cultura, che ha prodotto e organizzato tutto questo, ci ha educato per l'azione e ha reso civili i rapporti fra di noi, ha insegnato a distinguere le disgrazie dovute all'ignoranza da quelle volute dalla necessità e a guardarsi dalle prime e sopportare le seconde, anche della cultura è dispensatrice la nostra città. Essa ha onorato l'arte dei discorsi, che tutti vogliono e invidiano, 48 perché sapeva bene che questo è il nostro privilegio rispetto a tutti gli altri animali e che, essendo superiori in questo, lo siamo per forza anche nel resto, e perché vedeva che, mentre in tutte le altre attività il caso è talmente capriccioso che i saggi non hanno successo e gli stupidi trionfano, nei discorsi invece bellezza e arte non possono essere prodotti di gente che non vale mente, ma soltanto di persone superiori.
- Le guerre di Sparta e le guerre di Atene- Versione greco di Isocrate da Ellenion
- L'intervento di Teseo nei confronti dei caduti in guerra - Versione greco di Isocrate da Ellenion
- I giovani devono essere partecipi nelle decisioni politiche- Versione greco di Isocrate da Ellenion
- Non si deve rispettare una pace ingiusta- Versione greco di Isocrate da Ellenion