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IL CANE CHE INSEGUIVA IL LEONE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Ellenion - pag. 241 n. 189
TRADUZIONE
Un cane da caccia, poiché aveva visto un leone, lo inseguiva; poiché quello ruggì voltandosi, spaventato, tornò indietro. una volpe avendo assistito gli disse: "o essere meschino, tu hai inseguito il leone di cui non hai tollerato nemmeno il ruggito?" Il discorso potrebbe dirsi per gli uomini arroganti, che tentando di assalire la maggior parte dei più potenti, appena quelli si oppongono subito si tirano indietro.
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ESORTAZIONE DI ANNIBALE AI SUOI SOLDATI PRIMA DELLA BATTAGLIA DI CANNE
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Ellenion - pagina 342 numero 308
TRADUZIONE
Nello stesso tempo Annibale, che vedeva come la situazione invitasse all’immediato combattimento con i nemici, per timore che i suoi soldati fossero scoraggiati per la precedente sconfitta, pensò che le circostanze richiedessero parole di esortazione e fece riunire le truppe. Quando furono raccolte, le invitò a rivolgere lo sguardo ai luoghi circondati e domandò loro qual più gran favore, se ne avessero avuto la facoltà, avrebbero potuto chiedere agli dei nelle condizioni presenti, che di venire a battaglia decisiva in tale località, essendo di gran lunga superiori ai nemici nella cavalleria. Avendo tutti approvato le sue parole, data la loro evidenza, così continuò: "di questo siate soprattutto grati agli dei, per preparare la nostra vittoria, infatti, essi hanno condotto i nemici in questa posizione; secondariamente ringraziatene me, che ho costretto gli avversari ad accettare battaglia, ormai non possono più sfuggire, proprio su di un terreno evidentemente favorevole a noi. Non mi sembra affatto il caso di esortarvi ora con molte parole ad essere aridi e coraggiosi di fronte al pericolo"
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LA SCELTA DELLA PROFESSIONE
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Ἄρτι μὲν ἐπεπαύμην εἰς τὰ διδασκαλεῖα φοιτῶν ἤδη τὴν ἡλικίαν πρόσηβος ὤν, ὁ δὲ πατὴρ ἐσκοπεῖτο μετὰ τῶν φίλων, ὅ τι καὶ διδάξαιτό με. τοῖς πλείστοις οὖν ἔδοξε παιδεία μὲν καὶ πόνου πολλοῦ καὶ χρόνου μακροῦ καὶ δαπάνης οὐ μικρᾶς καὶ τύχης δεῖσθαι λαμπρᾶς, τὰ δ᾿ ἡμέτερα μικρά τε εἶναι καὶ ταχεῖάν τινα τὴν ἐπικουρίαν ἀπαιτεῖν· εἰ δέ τινα τέχνην τῶν βαναύσων τούτων ἐκμάθοιμι, τὸ μὲν πρῶτον εὐθὺς ἂν αὐτὸς ἔχειν τὰ ἀρκοῦντα παρὰ τῆς τέχνης καὶ μηκέτ᾿ οἰκόσιτος εἶναι τηλικοῦτος ὤν, οὐκ εἰς μακρὰν δὲ καὶ τὸν πατέρα εὐφρανεῖν ἀποφέρων ἀεὶ τὸ γιγνόμενον. δευτέρας οὖν σκέψεως ἀρχὴ προὐτέθη, τίς ἀρίστη τῶν τεχνῶν καὶ ῥάιστη ἐκμαθεῖν καὶ ἀνδρὶ ἐλευθέρωι πρέπουσα καὶ πρόχειρον ἔχουσα τὴν χορηγίαν καὶ διαρκῆ τὸν πόρον. ἄλλου τοίνυν ἄλλην ἐπαινοῦντος, ὡς ἕκαστος γνώμης ἢ ἐμπειρίας εἶχεν, ὁ πατὴρ εἰς τὸν θεῖον ἀπιδών - παρῆν γὰρ ὁ πρὸς μητρὸς θεῖος, ἄριστος ἑρμόγλυφος εἶναι δοκῶν καὶ λιθοξόος ἐν τοῖς μάλιστα εὐδοκίμοις - «Οὐ θέμις», εἶπεν, «ἄλλην τέχνην ἐπικρατεῖν σοῦ παρόντος, ἀλλά τοῦτον ἄγε» - δείξας ἐμέ - «καὶ δίδασκε παραλαβὼν λίθων ἐργάτην ἀγαθὸν εἶναι καὶ συναρμοστὴν καὶ ἑρμογλυφέα·
TRADUZIONE
Avevo pur allora smesso di andare alle scuole, essendo già della persona un giovanotto, e mio padre si consultava con gli amici a che mi dovesse applicare. I più opinavano che la Letteratura vuole fatica assai, e tempo lungo, e spesa non poca, e fortuna splendida; e in casa nostra c’era poco, e ci voleva presto un aiuto: se io imparassi una di queste arti meccaniche, subito avrei dall’arte il necessario per me, non dovendo più all’età mia logorare di quel di casa, e indi a non molto darei anche un sollievo a mio padre recandogli il mio guadagno. Il secondo punto fu, quale fosse la migliore arte, e più facile ad apprendere, e conveniente ad uomo libero, e di più poca spesa ad imparare, e che desse un guadagno sufficiente. Qui, chi ne lodava una, chi un’altra, secondo che ciascuno ne aveva conoscenza o esperienza: quando mio padre, voltosi allo zio (chè v’era presente un mio zio materno tenuto un bravo scultore di Mercurii), disse: Non va che un’altr’arte sia preferita, quando sei tu qui. Prenditi costui (e additò me), e fammene un buon artefice, un marmoraio, uno statuario; ei ci può riuscire, perché sai come ci ha buona attitudine. Argomentava ei così da certi balocchi di cera ch’io facevo: chè quando io tornavo di scuola, mi mettevo a raschiar cera, e formavo buoi, o cavalli, o anche uomini con un certo garbo, come pareva al babbo. Per quei balocchi ne avevo toccato nerbate dai maestri, e allora n’avevo lode di buona disposizione d’ingegno! Onde si avevano le più belle speranze di me, che in breve imparerei l’arte per quelle figurine ch’io formavo.
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SPICCATA PROPENSIONE DI CLEARCO PER LA VITA MILITARE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
INIZIO: εκεινος δε ωσπερ εις αλλην
FINE: ιεναι προς τους πολεμιουσ
TRADUZIONE
Quello come si fa per qualche altro piacere voleva del denaro destinato alla guerra. Così era amante della guerra; d'altra parte sembrava a questa essere bellicoso perché era amante dei pericoli, conducendo sia di giorno che di notte e attento alle situazioni pericolose, come tutti i presenti erano assolutamente d'accordo. E si diceva che fosse il comandante per quanto è possibile da questo momento quale anche era quell'illustre. Infatti era adatto non solo a pensare come chiunque altro affinché l'esercito avesse il necessario con lui e a predisporre queste cose, ma che fosse anche capace di aver pretese da coloro che lo circondavano perché bisognava dare ascolto a Clearco. Faceva ciò con l'essere duro, e infatti era torvo con lo sguardo e aspro di voce, puniva con forza, e qualche volta gli è capitato di pentirsi. Ma puniva anche con buon senso; infatti nessuno dell'esercito indisciplinato aveva il potere di essere in vantaggio, ma affermarono che lui diceva che gli dei temevano l'esercito e ancor più il comandante e i nemici, se alcuni (uomini) si apprestano a rispettare i turni di guarda, ad essere lontani dagli amici e a voce cercare pretesti per andare contro i nemici.
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UN RE UMANO E GENEROSO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
γιγνώσκων δ᾽ ὅτι ἡ μὲν πορθουμένη καὶ ἐρημουμένη χώρα οὐκ ἂν δύναιτο πολὺν χρόνον στράτευμα φέρειν, ἡ δ᾽ οἰκουμένη μὲν σπειρομένη δὲ ἀέναον ἂν τὴν τροφὴν παρέχοι, ἐπεμέλετο οὐ μόνον τοῦ βίαι χειροῦσθαι τοὺς ἐναντίους, ἀλλὰ καὶ τοῦ πραιότητι προσάγεσθαι. καὶ πολλάκις μὲν προηγόρευε τοῖς στρατιώταις τοὺς ἁλισκομένους μὴ ὡς ἀδίκους τιμωρεῖσθαι, ἀλλ᾽ ὡς ἀνθρώπους ὄντας φυλάττειν, πολλάκις δὲ ὁπότε μεταστρατοπεδεύοιτο, εἰ αἴσθοιτο καταλελειμμένα παιδάρια μικρὰ ἐμπόρων, ἃ πολλοὶ ἐπώλουν διὰ τὸ νομίζειν μὴ δύνασθαι ἂν φέρειν αὐτὰ καὶ τρέφειν, ἐπεμέλετο καὶ τούτων ὅπως συγκομίζοιντό ποι. τοῖς δ᾽ αὖ διὰ γῆρας καταλειπομένοις αἰχμαλώτοις προσέταττεν ἐπιμελεῖσθαι αὐτῶν, ὡς μήτε ὑπὸ κυνῶν μήθ᾽ ὑπὸ λύκων διαφθείροιντο. ὥστε οὐ μόνον οἱ πυνθανόμενοι ταῦτα, ἀλλὰ καὶ αὐτοὶ οἱ ἁλισκόμενοι εὐμενεῖς αὐτῶι ἐγίγνοντο. ὁπόσας δὲ πόλεις προσαγάγοιτο, ἀφαιρῶν αὐτῶν ὅσα δοῦλοι δεσπόταις ὑπηρετοῦσι προσέταττεν ὅσα ἐλεύθεροι ἄρχουσι πείθονται· καὶ τῶν κατὰ κράτος ἀναλώτων τειχέων τῆι φιλανθρωπίαι ὑπὸ χεῖρα ἐποιεῖτο
TRADUZIONE
Riconoscendo, inoltre, che una regione devastata e ridotta a un deserto non avrebbe potuto sostenere a lungo la presenza di un esercito, mentre una abitata e sottoposta a semina avrebbe potuto produrre all'infinito mezzi per mantenerlo, si preoccupò non solo di sottomettere con la forza i nemici, ma anche di cattivarseli con un comportamento mite. spesso annunciava ai soldati che non avrebbero dovuto rivalersi su quanti venivano presi prigionieri come su dei nemici, ma tenerli in custodia come uomini; spesso, quando si accorgeva che alcuni servetti di venditori venivano lasciati indietro - molti cercavano di venderli, pensando di non poterli nutrire e portare con sé - si preoccupava che anch'essi trovassero una sistemazione. . Ordinava ai prigionieri lasciati indietro per l'età avanzata di preoccuparsi di loro, in modo che cani e lupi non li uccidessero. E così succedeva che non solo chi sentiva parlare di questi suoi atti, ma le stesse persone catturate avevano della benevolenza nei suoi confronti|Poi, per quelle città che si faceva amiche, cancellava gli obblighi che sono tipicamente assolti dai servi per i padroni e assegnava al posto di essi quei compiti che gli uomini liberi assolvono obbedendo a chi li governa. E ci sono delle mura inespugnabili con la forza che egli conquistò con un trattamento umano.