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PERCHè GLI UOMINI HANNO BISOGNO DI CONSULTARE GLI DEI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Μάθε δέ μου καὶ τάδε, ἔφη, ὦ παῖ, τὰ μέγιστα· παρὰ γὰρ ἱερὰ καὶ οἰωνοὺς μήτε σαυτῷ μηδέποτε μήτε στρατιᾷ κινδυνεύσῃς, κατανοῶν ὡς ἄνθρωποι μὲν αἱροῦνται πράξεις εἰκάζοντες, εἰδότες δὲ οὐδὲν ἀπὸ ποίας ἔσται αὐτοῖς τὰ ἀγαθά. γνοίης δ᾽ ἂν ἐξ αὐτῶν τῶν γιγνομένων· πολλοὶ μὲν γὰρ ἤδη πόλεις ἔπεισαν καὶ ταῦτα οἱ δοκοῦντες σοφώτατοι εἶναι πόλεμον ἄρασθαι πρὸς τούτους ὑφ᾽ ὧν οἱ πεισθέντες ἐπιθέσθαι ἀπώλοντο, πολλοὶ δὲ πολλοὺς ηὔξησαν καὶ ἰδιώτας καὶ πόλεις ὑφ᾽ ὧν αὐξηθέντων τὰ μέγιστα κακὰ ἔπαθον, πολλοὶ δὲ οἷς ἐξῆν φίλοις χρῆσθαι καὶ εὖ ποιεῖν καὶ εὖ πάσχειν, τούτοις δούλοις μᾶλλον βουληθέντες ἢ φίλοις χρῆσθαι, ὑπ᾽ αὐτῶν τούτων δίκην ἔδοσαν· πολλοῖς δ᾽ οὐκ ἤρκεσεν αὐτοῖς τὸ μέρος ἔχουσι ζῆν ἡδέως, ἐπιθυμήσαντες δὲ πάντων κύριοι εἶναι, διὰ ταῦτα καὶ ὧν εἶχον ἀπέτυχον· πολλοὶ δὲ τὸν πολύευκτον πλοῦτον κατακτησάμενοι, διὰ τοῦτον ἀπώλοντο. οὕτως ἡ ἀνθρωπίνη σοφία οὐδὲν μᾶλλον οἶδε τὸ ἄριστον αἱρεῖσθαι ἢ εἰ κληρούμενος ὅ τι λάχοι τοῦτό τις πράττοι. θεοὶ δέ, ὦ παῖ, αἰεὶ ὄντες πάντα ἴσασι τά τε γεγενημένα καὶ τὰ ὄντα καὶ ὅ τι ἐξ ἑκάστου αὐτῶν ἀποβήσεται, καὶ τῶν συμβουλευομένων ἀνθρώπων οἷς ἂν ἵλεῳ ὦσι, προσημαίνουσιν ἅ τε χρὴ ποιεῖν καὶ ἃ οὐ χρή.
TRADUZIONE
Ma ora, figlio mio porgimi ascolto anche su questo punto fondamentale: senza il favore delle vittime e degli auspici non mettere mai a repentaglio né te stesso né i tuoi soldati considerando che gli uomini sono soliti decidere le loro azioni sulla base di semplici congetture sena veramente sapere quale dei loro atti andrà a buon fine. te ne puoi rendere conto dagli esempi del passato è accaduto che molti e per giunta considerati competenti convinsero le loro comunità a far guerra a genti da cui proprio i loro mal consigliati concittadini furono annientati e che molti altri subirono l'estrema rovina da coloro, privati cittadini o interi stati, di cui avevano promosso la prosperità e che altri ancora dopo aver voluto trattare da schiavi coloro che avrebbero potutto trattare da amici facendo loro del bene e ricevendone in cambio da questi furono puniti e che molti non accontendandosi di vivere serenamente con una aparte di potere anelando ad essere padroni di tutto non fecero che perdere anche ciò che possedevano e che molti infine si guadagnarono l'oro a lungo desiderato solo a prezzo della rovina. Così l'umana saggezza è in grado di scegliere il meglio non più che se qualcno decida una certa linea d'azione tirando a sorte. Invece gli dei figlio moi, poiché sono eterni ognicosa conoscono ciò che fu, cio che è, quale di ogni intervento sarà l'esito - e agli uomini che li interroghino e da cui siano propizi comunicano in anticipo che cosa debbano e che cosa non debbano fare.
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LE AMBIZIONI, LE ILLUSIONI E LE DEBOLEZZE DI PROSSENO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Πρόξενος δὲ ὁ Βοιώτιος εὐθὺς μὲν μειράκιον ὢν ἐπεθύμει γενέσθαι ἀνὴρ ...
Prosseno il beota già quand'era ragazzo desiderava diventare un uomo capace di fare grandi cose, e per questo desiderio fu allievo di gorgia da lentini. Dopo che lo ebbe frequentato, ritenendo ormai di essere capace di comandare e d essendo amico dei primi di non essere superato nel beneficare, giunge con Ciro a queste azioni; e credeva che avesse ottenuto da queste cose un grande nome e un grande potere e molte ricchezze. Desiderando tali cose era assai evidente e riteneva questo, che non avrebbe voluto ottenere nessuna di queste cose con ingiustizia ma credeva bisognasse raggiungere questi obbiettivi con giustizia e onestà, senza di queste no. Era capace di comandare bene e giustamente, invece non era capace di infondere ai suoi soldati né paura né rispetto; ma si vergognava piu questo che li comandava che i soldati; ed era evidente che temeva più di attirarsi l'odio dei soldati più che i soldati non avessero fiducia in lui.
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LE QUALITà E L'EDUCAZIONE DI CIRO IL VECCHIO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Φῦναι δὲ ὁ Κῦρος λέγεται καὶ ᾄδεται ἔτι καὶ νῦν ὑπὸ τῶν βαρβάρων εἶδος μὲν κάλλιστος, ψυχὴν δὲ φιλανθρωπότατος καὶ φιλομαθέστατος καὶ φιλοτιμότατος, ὥστε πάντα μὲν πόνον ἀνατλῆναι, πάντα δὲ κίνδυνον ὑπομεῖναι τοῦ ἐπαινεῖσθαι ἕνεκα. Φύσιν μὲν δὴ τῆς μορφῆς καὶ τῆς ψυχῆς τοιαύτην ἔχων διαμνημονεύεται· ἐπαιδεύθη γε μὴν ἐν Περσῶν νόμοις· οὗτοι δὲ δοκοῦσιν οἱ νόμοι ἄρχεσθαι τοῦ κοινοῦ ἀγαθοῦ ἐπιμελούμενοι οὐκ ἔνθενπερ ἐν ταῖς πλείσταις πόλεσιν ἄρχονται. Αἱ μὲν γὰρ πλεῖσται πόλεις ἀφεῖσαι παιδεύειν ὅπως τις ἐθέλει τοὺς ἑαυτοῦ παῖδας, καὶ αὐτοὺς τοὺς πρεσβυτέρους ὅπως ἐθέλουσι διάγειν, ἔπειτα προστάττουσιν αὐτοῖς μὴ κλέπτειν μηδὲ ἁρπάζειν, μὴ βίᾳ εἰς οἰκίαν παριέναι, μὴ παίειν ὃν μὴ δίκαιον, μὴ μοιχεύειν, μὴ ἀπειθεῖν ἄρχοντι, καὶ τἆλλα τὰ τοιαῦτα ὡσαύτως· ἢν δέ τις τούτων τι παραβαίνῃ, ζημίαν αὐτοῖς ἐπέθεσαν. Οἱ δὲ Περσικοὶ νόμοι προλαβόντες ἐπιμέλονται ὅπως τὴν ἀρχὴν μὴ τοιοῦτοι ἔσονται οἱ πολῖται οἷοι πονηροῦ τινος ἢ αἰσχροῦ ἔργου ἐφίεσθαι.
TRADUZIONE
Racconti e canzoni circolanti ancor oggi fra i barbari ricordano che Ciro era bellissimo nella figura e, nell’anima, straordinariamente generoso, avido di conoscenze, bramoso di gloria, disposto a sopportare qualsiasi fatica e ad affrontare qualsiasi fatica e ad affrontare qualsiasi rischio pur di meritarsi le lodi altrui. Se tali secondo la tradizione che lo riguarda, erano le sue doti fisiche e morali, la sua formazione si svolse nell’alveo delle norme dei Persiani, le quali prendono a curarsi del bene comune non, parrebbe, a partire dallo stesso momento in cui suole avvenire nella maggior parte delle altre comunità, le quali, dopo aver dato licenza ai singoli di educare i propri figli come meglio credono e ai figli stessi, quando siano un po’ cresciuti, di vivere secondo il loro gusto, solo a partire da un certo momento prescrivono di non rubare e rapinare, di non introdursi a forza in casa altrui, di non colpire nessuno ingiustamente, di non commettere adulterio, di non disobbedire ai magistrati e così via, e fissano la pena per chi trasgredisca una qualsiasi di queste leggi. Le norme persiane hanno invece un carattere preventivo in quanto si preoccupano che i cittadini fin dall’inizio non siano tentati di compiere azioni inique o infamanti.
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MAGNANIMITà DI CIRO VERSO DUE DISERTORI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
TRADUZIONE
Dopo che erano spariti si sparse la voce che Ciro li inseguiva con i triremi; alcuni si auguravano che, poiché erano vivi, fossero catturati, altri invece avevano pietà se questi fossero stati catturati. Ciro, avendo radunato i soldati, disse: "Xenia e Posione si sono allontanati. Ma sappiate bene che non sono scappati, ho visto infatti dove sono andati, né sono sfuggiti; possiedo infatti delle triremi così da raggiungere le loro navi, ma in nome degli dei non li inseguirò, ma nessuno dirà che io mi servo di loro finchè gli amici sono presenti, e (nessuno dirà che) quando volessero tornare io dopo averli catturati faccia loro del male e rubi loro le ricchezze. Ma vadano (imperativo), sapendo che sono più vili, nei nostri confronti piuttosto che noi verso di loro. Per certo io ho i loro figli e le loro mogli che sono tenuti sotto sorveglianza in Caria: ma non saranno privati di loro, ma saranno trattenuti per la difesa del coraggio intorno a me"". E disse ciò: "O Greci, se qualcuno aveva poco entusiasmo per la spedizione, mentre ascoltavano i meriti di Ciro, procedevano in modo più piacevole volenteroso".
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L'AGRICOLTURA INSEGNA L'ARTE DI COMANDARE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Συμπαιδευει και εις το επαρκειν αλληλοις η γεωργια. Επι τε γαρ τους πολεμιους συν αντρωποις εστιν η επγασια. Τον ουν μελλοντα ευ γεωργησειν δει τους εργαστηρας και προθυμους παρασκυαζειν και πειθεσθαι θελοντας; τον δε επι πολεμιους αγοντα ταυτα δει μηχανασθαι δωρουμενον τε τοις ποιουσιν α δει ποιειν τους αγαθους και κολαζοντα τους ατακτουντας. Και παρακελευεσθαι δε πολλακις ουδεν ηττον δει τοις εργαταις τον γεωργον η τον στρατηγον τοις στρατιωταις; και ελπιδων δε αγαθον ουδεν ηττον οι δουλοι των ελευθερων δεονται, αλλα και μαλλον, οπως μενειν εθελωσιΚαλως δε κακεινος ειπεν ος εφη την γεωργιαν των αλλων τεχνων μητερα και τροφον ειναι. Ευ μεν γαρ φερομενης της γεωργιας ερρωνται και αι αλλαι τεχναι απασαι, οπου δ’αν αναγκασθη η γη χερσευειν, αποσβεννυνται και αι αλλαι τεχναι σχεδον τι και κατα θαλατταν
TRADUZIONE
Nellos tesso tempo l'agricoltura educa anche a comandare sugli altri contro i nemici si deve andare con uomini e la t4rra si lavora con uomini. chi aha in animo di praticare l'agricoltura bene deve far si che i lavoratori siano zelanti e che gli obbediscano volentieri; chi muove contro i nemici deve raggiungere lo stesso risultato elargendo doni a coloro che si comportano come devono comportarsi i valorosi e punendo gli insubordinati. Spesso l'agricoltore deve spronare i lavoratori non meno di quanto faccia lo stratega con i suoi soldati. Gli schiavi non meno dei liberi anzi anche più di loro hanno bisogno di nutrire buone speranze perché rimangano a servire volentieri. Ha detto bene chi disse che l'agricoltura è madre e nutrice delle altre arti. Se infatti l'agricoltura va bene sono forti anche tutte le altre arti, dove invece la terra sia costretta a rimanere incolta quasi svaniscono anche le altre arti, sia sulla terrache sul mare