- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ELLENION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
UN RILIEVO DI SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Ἤκουσα δέ ποτε αὐτοῦ καὶ περὶ φίλων διαλεγομένου ἐξ ὧν ἔμοιγε ἐδόκει μάλιστ᾽ ἄν τις ὠφελεῖσθαι πρὸς φίλων κτῆσίν τε καὶ χρείαν. τοῦτο μὲν γὰρ δὴ πολλῶν ἔφη ἀκούειν, ὡς πάντων κτημάτων κράτιστον ἂν εἴη φίλος σαφὴς καὶ ἀγαθός· ἐπιμελομένους δὲ παντὸς μᾶλλον ὁρᾶν ἔφη τοὺς πολλοὺς ἢ φίλων κτήσεως
TRADUZIONE
L'ho ascoltato (qui si sta parlando di Socrate) anche, una volta parlare degli amici e diceva cose dalle quali mi pare uno potrebbe trarre vantaggio circa il modo di farsi degli amici e di comportarsi con loro "Sento molto affermare appunto questo" diceva "che un amico sicuro e buono è il migliore di tutti i beni"; ma vedo che la maggioranza si preoccupa di ogni cosa più che di acquistare degli amici.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ELLENION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
IL CORPO E LE RISORSE DEGLI ABITANTI DELLA LUNA
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Ellenion - pag 256 n 209
Inizio: Καλος δε νομιζεται παρ ' αυτοις ην πυο τις φαλακρος και ακομος η τους δε κομητας
Fine: τοτε προς ημας καταπιπτει ἡ χαλαζα διαρραγεντων των βοτρυων.
TRADUZIONE
Bello presso di essi è stimato se uno è calvo e sprovvisto di capelli i chiomati li detestano. Accade il contrario sugli astri chiomati, dove stimano belli i chiomati: vi sono infatti dei viaggiatori che narrano di queste usanze. E inoltre hanno la barba che cresce un po’ al di sopra delle ginocchia. E non hanno unghie ai piedi, e tutti sono monodattili. Al di sopra delle cosce a ciascuno di essi nasce un grosso cavolo a mo’ di coda sempre verde e che non si spezza quando uno cade all’indietro, supino. Quando si soffiano il naso ne esce un miele molto acre; e quando lavorano o fanno esercizi ginnastici, trasudano latte da tutto il corpo cosi che da esso rapprendono dei formaggi versandoci poche gocce di quel miele; fanno, dalle cipolle, un olio molto grasso e odoroso come mirra. Hanno molte viti che producono acqua: gli acini dei grappoli sono come chicchi di grandine, e, a mio credere quando il vento abbattutosi sopra quelle viti le scuote tutte, è allora che schiacciati i grappoli viene su di noi la grandine.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ELLENION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
UN'ARDITA PROPOSTA DI AGESILAO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Ἀγησίλαος τοίνυν ἔτι μὲν νέος ὢν ἔτυχε τῆς βασιλείας· ἄρτι δὲ ὄντος αὐτοῦ ἐν τῇ ἀρχῇ, ἐξηγγέλθη βασιλεὺς ὁ Περσῶν ἁθροίζων καὶ ναυτικὸν καὶ πεζὸν πολὺ στράτευμα ὡς ἐπὶ τοὺς Ἕλληνας· βουλευομένων δὲ περὶ τούτων Λακεδαιμονίων καὶ τῶν συμμάχων, Ἀγησίλαος ὑπέστη, ἐὰν δῶσιν αὐτῷ τριάκοντα μὲν Σπαρτιατῶν, δισχιλίους δὲ νεοδαμώδεις, εἰς ἑξακισχιλίους δὲ τὸ σύνταγμα τῶν συμμάχων, διαβήσεσθαι εἰς τὴν Ἀσίαν καὶ πειράσεσθαι εἰρήνην ποιῆσαι, ἢ ἂν πολεμεῖν βούληται ὁ βάρβαρος, ἀσχολίαν αὐτῷ παρέξειν στρατεύειν ἐπὶ τοὺς Ἕλληνας. εὐθὺς μὲν οὖν πολλοὶ πάνυ ἠγάσθησαν αὐτὸ τοῦτο ἐπιθυμῆσαι, ἐπειδὴ ὁ Πέρσης πρόσθεν ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα διέβη, ἀντιδιαβῆναι ἐπ’ αὐτόν, τό τε αἱρεῖσθαι ἐπιόντα μᾶλλον ἢ ὑπομένοντα μάχεσθαι αὐτῷ, καὶ τὸ τἀκείνου δαπανῶντα βούλεσθαι μᾶλλον ἢ τὰ τῶν Ἑλλήνων πολεμεῖν, κάλλιστον δὲ πάντων ἐκρίνετο μὴ περὶ τῆς Ἑλλάδος ἀλλὰ περὶ τῆς Ἀσίας τὸν ἀγῶνα καθιστάναι.
TRADUZIONE
Agesilao ebbe il regno quando era ancora giovane. Era al potere da poco quando arrivò la notizia che il gran re stava per inviare un gran contingente sia navale che terrestre contro i greci. Gli spartani e gli alleati stavano consultandosi al riguardo quando Agesilao si fece carico di questa promessa: se gli avessero affidato trenta degli spartiati duemila neodamodeis e seimila degli alleati sarebbe passato in Asia e avrebbe tentato di far stipulare la pace o nel caso in cui il barbaro avesse voluto la guerra lo avrebbe impegnato abbastanza da impedirgli di muovere contro i greci. Subito allora furono in molti ad ammirare la sua volontà di dirigersi a propria volta contro il nemico persiano dacchè questi aveva per primo in passato varcato il madre per una spedizione contro la Grecia. parimenti ammiravano la sua scelta di combattere il nemico attaccando piuttosto che attendendo e di condurre la guerra consumando le risorse dell'avversario invece che quelle dei greci. Quello che però fu giudicato più nobile in tutta la sua intenzione era la circostanza che egli volesse fare non della Grecia ma dell'Asia la posta in palio.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ELLENION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
PRIME ESPERIENZE DI CACCIA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Ellenion
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ELLENION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
SENOFONTE INCORAGGIA I SUOI PRIMA DI UNO SCONTRO VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Ellenion
INIZIO: Εντευθεν οι λοχαγοι ηγεισθαι εκελευον και ουδεις αντελεγε FINE: επειτα δε εις προσβολην καθεντας επεσθαι βαδηυ και μηδενα διωκειν
Allora i locaghi lo pregarono di porsi alla loro testa e nessuno ebbe di che obiettare. Senofonte si mise alla guida, trasmettendo l'ordine che ciascuno superasse il vallone nel punto in cui si trovava. Pensava che così, con l'esercito compatto, il passaggio del canalone sarebbe stato più rapido che se lo avessero attraversato in fila, sul ponte sovrastante. Una volta sull'altro versante, muovendosi lungo la linea dello schieramento, Senofonte parlò ai soldati: "Uomini, richiamate alla mente quante battaglie, grazie agli dèi, avete vinto andando avanti uniti e quante sofferenze hanno patito coloro che hanno voltato le spalle ai nemici. Tenete anche presente che siamo a un passo dalla Grecia. Su, seguite Eracle come guida e incitatevi l'un l'altro, chiamandovi per nome. È senz'altro bello narrare un nobile gesto di valore compiuto oggi e lasciare un ricordo agli uomini di cui vogliamo la stima". Così parlava, sfilando a cavallo davanti alle truppe. Nello stesso tempo continuava a condurre la falange, che marciava contro il nemico protetta sui fianchi dai peltasti. Venne diramato l'ordine di tenere le lance sulla spalla destra finché la tromba non avesse dato il segnale: poi dovevano spianarle e procedere al passo, senza che nessuno si lanciasse all'inseguimento di corsa. A questo punto si diffuse di bocca in bocca la parola d'ordine: Zeus salvatore ed Eracle guida. I nemici non si mossero, convinti che la loro posizione fosse favorevole. Quando furono più vicini, i peltasti greci lanciarono il grido di battaglia e si misero a correre contro il nemico prima di riceverne l'ordine. I nemici partirono al contrattacco con i cavalieri e la schiera dei Bitini: i peltasti vennero respinti. Ma quando era ormai vicina la falange degli opliti, che procedeva spedita, tutto si susseguì in pochi attimi: la tromba suonò, i soldati intonarono il peana, levarono l'urlo di guerra, puntarono le armi. Allora i nemici non ressero all'assalto e fuggirono. Timasione li inseguì insieme ai cavalieri: erano pochi, sì, ma massacrarono il nemico a più non posso. L'ala sinistra avversaria, che era schierata di fronte ai cavalieri greci, si sfaldò sùbito, mentre la destra, non incalzata con vigore, si attestò su un colle. Quando i Greci li videro fermarsi, valutarono che un attacco fosse cosa di tutta facilità e che non potesse più comportare rischi. Intonarono il peana e sùbito li incalzarono: il nemico non ebbe la forza di resistere. Allora i peltasti protrassero l'inseguimento finché l'ala destra avversaria non si scompaginò. Poche però furono le vittime: la cavalleria nemica, molto numerosa, incusse timore agli inseguitori. I Greci poi videro che la cavalleria di Farnabazo era ancora a ranghi compatti, che i cavalieri bitini si andavano riorganizzando attorno a questa e che dall'alto di un colle osservavano l'evolversi della situazione. Allora, per quanto stremati, decisero di lanciarsi anche contro queste truppe, per non dar loro il tempo di riprender fiato e coraggio. Formate le linee, dunque, avanzano. Allora i cavalieri avversari fuggono giù per il pendio, né più né meno come se fossero inseguiti da altri cavalieri. Alle loro spalle li attendeva un avvallamento: i Greci non lo sapevano, ma comunque desistettero dall'inseguimento perché si era fatto tardi. Ritornati al punto in cui aveva avuto inizio la battaglia, innalzarono un trofeo e, al calar del sole, ripresero la via del ritorno verso il mare: c'erano circa sessanta stadi fino all'accampamento.
- Perchè gli uomini hanno bisogno di consultare gli dei - versione greco Senofonte da Ellenion
- Le ambizioni, le illusioni e le debolezze di Prosseno - versione greco Senofonte da Ellenion
- Le qualità e l'educazione di Ciro il vecchio - versione greco Senofonte da Ellenion
- Magnanimità di Ciro verso due disertori - versione greco Senofonte da Ellenion