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La POSSIBILITA' DI SCRIVERE UNA STORIA UNIVERSALE
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Ellenion - pagina 332 numero 297
TRADUZIONE
Anteriormente a questi avvenimenti le vicende delle varie parti del mondo erano per così dire isolate le une dalle altre, poiché i fatti erano fra loro indipendenti quanto ai piani, alle conseguenze, ai teatri di attuazione. Dopo questi avvenimenti invece la storia viene a costituire quasi un unico corpo, le vicende dell’Italia e dell’Africa settentrionale si intrecciano a quelle dell’Asia e della Grecia e i fatti sembrano tutti coordinarsi ad un unico fine. Questo il motivo per cui abbiamo iniziato la nostra narrazione dalle vicende ricordate più sopra. I romani infatti vinti nella guerra di Annibale i Cartaginesi, sicuri di aver compiuto la parte essenziale del loro piano di conquista, osarono allora per la prima volta mirare apertamente anche al predominio sugli altri territori e passare in forze in Grecia ed in Asia.
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ALESSANDRO RAGGIUNGE LA REGGIA DEL NEMICO
VERSIONE DI GRECO di Arriano
Inizio: Αλεξανδρος δε σπουδη αυθις ηγεν ως ...
fine: Περσων των παλαι τιμωρια.
TRADUZIONE n. 1 - da ellenion
Alessandro marciò rapidamente verso il fiume e raggiunse un ponte che era stato costruito sopra quello e lo attraversò rapidamente con l'esercito. Da qui si diresse rapidamente verso i Persiani cosicché giunse prima che le sentinelle rubassero le ricchezze. Si impadronì anche delle ricchezze a Pasargade nel tesoro di Ciro il primo. Mise in carica come satrapo di Persia, Fraserte, figlio di Reomito; bruciò la reggia persiana. Consigliandolo Parmenione di risparmiarla sia per il resto si perché non è bello distruggere ricchezze ormai sue e perché gli abitanti dell'Asia non lo accoglieranno allo stesso modo nel caso che non capisse di occupare l'impero dell'Asia, ma giungendo solo come vincitore. Quello diceva di voler punire i Persiani perché (quelli) giungendo in Grecia distrussero Atene e bruciarono i suoi templi. E disse che (li) puniva in cambio di tutti gli altri mali che i Persiani avevano fatto ai Greci. Ma mi sembra che Alessandro non abbia agito ragionevolmente e che questo non sia il castigo dei Persiani.
Traduzione da altro libro scolastico non pervenuto
Alessandro in fretta tornava indietro poiché verso il fiume sia occupava subito l'argine che si era costruito presso questo sia lo attraversava facilmente con l'esercito. in seguito allora lo conduceva verso la persia cosi da giungere prima che le guardie saccheggiassero le ricchezze. egli prese anche i beni dei pasargadi nei tesori del grande ciro. egli pose come satrapo della persia frasaorte figlio di reomitra, egli bruciò la reggia persiana, sebbene parmenione lo consigliasse di conservarla, per altro sia poiché non convenientemente avrebbe distrutto i suoi bene, sia poiche non con quei sistemi gli uomini presso l'asoa gli avrebbero obbedito, visto che lui non aveva deciso di impadronirsi del potere in asia, ma di portarsi solo alla vittoria.
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I compiti del senato Romano
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Καὶ μὴν ἡ σύγκλητος πρῶτον μὲν ἔχει τὴν τοῦ ταμιείου κυρίαν. καὶ γὰρ τῆς εἰσόδου πάσης αὕτη κρατεῖ καὶ τῆς ἐξόδου παραπλησίως. οὔτε γὰρ εἰς τὰς κατὰ μέρος χρείας οὐδεμίαν ποιεῖν ἔξοδον οἱ ταμίαι δύνανται χωρὶς τῶν τῆς συγκλήτου δογμάτων πλὴν τὴν εἰς τοὺς ὑπάτους· τῆς τε παρὰ πολὺ τῶν ἄλλων ὁλοσχερεστάτης καὶ μεγίστης δαπάνης, ἣν οἱ τιμηταὶ ποιοῦσιν εἰς τὰς ἐπισκευὰς καὶ κατασκευὰς τῶν δημοσίων κατὰ πενταετηρίδα, ταύτης ἡ σύγκλητός ἐστι κυρία, καὶ διὰ ταύτης γίνεται τὸ συγχώρημα τοῖς τιμηταῖς. ὁμοίως ὅσα τῶν ἀδικημάτων τῶν κατ' Ἰταλίαν προσδεῖται δημοσίας ἐπισκέψεως, λέγω δ' οἷον προδοσίας, συνωμοσίας, φαρμακείας, δολοφονίας, τῇ συγκλήτῳ μέλει περὶ τούτων. πρὸς δὲ τούτοις, εἴ τις ἰδιώτης ἢ πόλις τῶν κατὰ τὴν Ἰταλίαν διαλύσεως ἢ καὶ νὴ Δί' ἐπιτιμήσεως ἢ βοηθείας ἢ φυλακῆς προσδεῖται, τούτων πάντων ἐπιμελές ἐστι τῇ συγκλήτῳ. καὶ μὴν εἰ τῶν ἐκτὸς Ἰταλίας πρός τινας ἐξαποστέλλειν δέοι πρεσβείαν τιν' ἢ διαλύσουσάν τινας ἢ παρακαλέσουσαν ἢ καὶ νὴ Δί' ἐπιτάξουσαν ἢ παραληψομένην ἢ πόλεμον ἐπαγγέλλουσαν. αὕτη ποιεῖται τὴν πρόνοιαν.
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LA PACE DEL GRAN RE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
Versione di greco Ellenion
Inizio: επει παρηγγειλεν ο Τιπιβαζος παρειναι τους βουλομενους υπακουσαι ην βασιλευς ειρηνην
fine: αυτονομους ειναι και μικραν και μεγαλην πολιν.
TRADUZIONE n. 1
Quando Tiribazo ingiunse che fossero presenti quelli che volevano udire la pace che il re mandava, velocemente si presentarono tutti. Quando si furono raccolti, Tiribazo mostrando le insegne del re leggeva le (condizioni) messe per iscritto. Queste stavano in questo modo: “Il re Artaserse ritiene giusto che le città dell'Asia e fra le isole Clazomene e Cipro siano sue, mentre (ritiene giusto) lasciare autonome le altre città greche sia piccole sia grandi tranne Lemno e Imbro e Sciro: (ritiene giusto che) queste siano degli Ateniesi come nel passato. Contro coloro che non accettano questa pace io muoverò guerra insieme a coloro che approvano queste condizioni sia per terra sia per mare sia con navi sia con risorse economiche”. Udendo dunque queste condizioni gli ambasciatori delle città le riferivano ciascuno alle loro città. E tutti quanti gli altri giuravano di ratificare queste condizioni, mentre i Tebani pretendevano di giurare per tutti i Beoti. Agesilao disse di non accettare tali promesse, qualora non giurino, come le indicazioni scritte del re recitavano, che saranno autonome sia una città piccola sia una grande.
Traduzione n. 2
quando Tiribazo invitò a presentarsi coloro che erano interessati a sottoscrivere la pace alle condizioni del Gran Re, tutti accorsero velocemente. Quando si furono raccolti, Tiribazo mostrando le insegne del re leggeva le (condizioni) messe per iscritto. Queste stavano in questo modo: “Il re Artaserse ritiene giusto che le città dell'Asia e fra le isole Clazomene e Cipro siano sue, mentre (ritiene giusto) lasciare autonome le altre
città greche sia piccole sia grandi tranne Lemno e Imbro e Sciro: (ritiene giusto che) queste siano degli Ateniesi come nel passato. Contro coloro che non accettano questa pace io muoverò guerra insieme a coloro che approvano queste condizioni sia per terra sia per mare sia con navi sia con risorse economiche”. Udendo dunque queste condizioni gli ambasciatori delle città le riferivano ciascuno alle loro città. E tutti quanti gli
altri giuravano di ratificare queste condizioni, mentre i Tebani pretendevano di giurare per tutti i Beoti. Agesilao disse di non accettare tali promesse, qualora non giurino, come le indicazioni scritte del re recitavano, che saranno autonome sia una città piccola sia una grande
La conquista di Albalonga e la sistemazione dei suoi abitanti in Roma - versione greco Dionigi di Al
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LA CONQUISTA DI ALBALONGA E LA SISTEMAZIONE DEI SUOI ABITANTI IN ROMA
VERSIONE DI GRECO di Dionigi di Alicarnasso
TRADUZIONE dal libro Ellenion
TRADUZIONE
Marco Orazio che era stato inviato con gli scelti (soldati) per la distruzione di Alba (Longa) avendo prontamente percorso la strada e avendo trovato le porte dischiuse e il muro sguarnito facilmente diviene padrone della città. Raccogliendo il popolo in assemblea mostrò loro tutte le azioni che erano state compiute nella battaglia ed espose la decisione del senato dei Romani. Supplicando e chiedendo quegli uomini del tempo per un'ambasceria, non concedendo nessun indugio distruggeva le case e le mura e se c'era qualche altro edificio, mentre con molta accortezza inviava a Roma gli uomini che conducevano e portavano i loro beni; e Tullio, tornando dall'accampamento, li distribuì tra le tribù e curie dei Romani e consolidò le abitazioni nei luoghi della città che essi preferivano e assegnava a quelli tra loro che lavoravano da salariati la (porzione) sufficiente della (terra) pubblica e con le altre elargizioni si accattivava il popolo
- La superbia di Alcibiade - versione greco da Ellenisti
- Esortazione agli ateniesi perchè si mobilitino in difesa di Olinto - versione greco Demostene da Ell
- Tentativo degli ateniesi di imporre un regime democratico a Samo - versione greco Tucidide da Elleni
- Sei come la torpedine - versione greco Platone Ellenion