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L'arconte re
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
L’arconte re si occupa prima di tutto dei misteri con i soprintendenti che il popolo elegge due tra tutti gli Ateniesi, uno dagli Enmorpidi e uno dai Keruchi. Inoltre si occupa delle feste della vendemmia di Dioniso; queste sono (formate da) una processione ed una gara; mentre dunque l’alconte re e i soprintendenti conducono insieme la processione invece l’arconte re stabilisce la gara; organizza anche tutte le gare delle fiaccole. I processi per empietà sono intestati presso di lui; costui giudica anche tutte le controversie riguardo ai doni per le famigli e i secerdoti. Anche tutte le accuse di omicidio sono assegnate davanti a costui.
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L'educazione degli ateniesi
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ωσπερ οι γεωργοι τα δενδρα εως μικρα και μαλακα εστι μαλιστα διαφυλασσουσιν, ουτως οι Αθηναιοι μεγαλην επιμελειαν της παιδειας ειχον ενομιζον γαρ τους πολιτας την ψυχην της πολιτειας ειναι. Οι Αθηναιοι ουν την παιδειαν μεν των νεανισκων τοις παιδαγωγοις επετρεπαν, οι δε παιδισκοι παρα τοις παιδαγωγοις διετριβον. Ενθα την μουσικην και την χορειαν εμανθανον και τας αλλας τεχνας εμελεταον. Προσετι πολλακις εν τω θεατρω παρησαν ταις τραγωδιαις η εν ταις σχολαις ταις διατριβαις των φιλοσοφων. Οι νεανιαι δε ου μονον τας τεχνας εξεμανθανον, αλλα και εν ταις παλαιστραις δια των σωμασκιων εγυμναζοντο και τους πονους φερειν ειθιζοντο· τοιγαρουν οποτε εις τους εφηβους ενεγραφοντο, εσθλοι στρατιωται εγιγνοντο και ανδρειως υπερ της ελευθεριας εμαχοντο.
traduzione n. 1
Come gli agricoltori curano moltissimo gli alberi finchè sono piccoli e deboli, così gli Ateniesi avevano grande cura dell'educazione; essi infatti ritenevano che i cittadini fossero l'anima della vita politica. Gli Ateniesi dunque affidavano l'educazione dei giovani ai pedagoghi, i fanciulli invece vivevano presso i pedagoghi. Lì imparavano la musica e la danza e praticavano le altre arti. Inoltre spesso nel teatro assistevano alle tragedie o nel tempo libero partecipavano alle discussioni dei filosofi. I giovani non imparavano solo le arti ma si esercitavano anche nelle palestre per l'esercizio fisico ed erano abituati a sopportare fatiche; perciò quando i giovani erano inscritti, gli illustri soldati nascevano e coraggiosamente combattevano per la libertà.
traduzione n. 2
Come gli agricoltori osservano gli alberi piccoli affinché crescano morbidi, cosi gli ateniesi adulti avevano cura dei bambini. Chiamavano dunque i bambini l’anima della città. Gli ateniesi affidavano la gioventù dei ragazzi ai maestri, i fanciulli vivevano con i maestri. Qui imparavano la musica e la danza e studiavano molte arti. Inoltre spesso in teatro si dedicavano alla tragedia e a scuola allo studio della filosofia. I giovani non solo imparavano le arti ma anche allenavano il corpo in palestra e imparavano a sopportare le fatiche. Dunque quando crescevano erano buoni soldati e combattevano per la libertà.
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L'esempio di Alessandro
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Διωκοντας Αλεξανδρου Δαρειον πολλαις ημεραις ανα τοπους ερεμους και ανυδρους, των στρατιωτων απειπον μεν οι πλειστοι, και μαλιστα εκ της ανυδριας. Ενθα δη Μακεδονες τινες απηντησαν αυτω, υδωρ εν ασκοις εφ' ημιονων κομιζοντες απο του ποταμου· και θεασαμενοι τον Αλεξανδρον, ηδη μεσημβριας ουσης, υπο διψης κακως εχοντα, ταχυ πεπληρωκοτες κρανος προσηνεγκαν αυτω. Ελαβε μεν ουν ο Αλεξανδρος εις τας χειρας το κρανος· περιβλεψας δε και ιδων τους περι αυτον Ιππεας απαντας τρεπομενους τας κεφαλας και προς το ποτον βλεποντας, εφεισατο μεν του πιειν, επαινεσας δε τους ανθρωπους· «Εαν γαρ αυτος», εφη, «πιω μονος, αθυμησουσιν ουτοι». Ιδοντες δε την εγκρατειαν αυτου και μεγαλοψνχιαν, οι Ιππεις αγειν ανεκραγον θαρρουντα, και τους ιππους εμαστιγουν ουτε γαρ καμνειν ουτε διψην ουθ ολως θνητοι ειναι νομιζειν, εοις υν εχωσι βασιλεα τοιουτον.
Poiché Alessandro inseguiva Dario da molti giorni per luoghi deserti e aridi la maggior parte dei soldati si stancarono e soprattutto per la mancanza d’acqua. Allora alcuni macedoni si presentavano a lui portando acqua dal fiume in otri su dei muli e avendo vinto Alessandro che quando era mezzogiorno, stava male per la sete avendo riempito subito un elmo lo portarono a lui. Dunque Alessandro prese nelle mani l’elmo ma volgendo lo sguardo e osservando i cavalieri intorno a lui che volevano le teste e guardavano verso la bevanda si astenne dal bere, lodando gli uomini; “Se infatti berrò io solo, questi si scoraggeranno”. Avendo visto la sua moderazione e grandezza d’animo i cavalieri gridarono di stare di buon animo e sferzarono i cavalli.
traduzione di altro utente
inseguendo Alessandro per molti giorni Dario sulle regioni deserte e prive d'acqua, moltissimi tra i soldati si stancarono anche soprattutto per la mancanza d'acqua. Allora dunque alcuni Macedoni giunsero a lui portando acqua nelle boracce con i muli dal fiume, essendo già mezzogiorno e avendo visto Alessandro che stava male a causa della sete, velocemente avendo colmato un elmo lo offrirono a lui. Alessandro dunque prese l'elmo nelle mani avendo guardato attorno e guardando i cavalieri che volgevano le teste verso di lui e volgevano lo sguardo alla bevanda rinunciò a bere avendo esortato gli uomini diceva: "Qualoro proprio io infatti beva solo, per questo sarei scoraggiato". Avendo vista la sua temperanza e nobiltà d'animo i cavalieri gridenado che uno che aveva coraggio li guidava e sferzavano i cavalli. Infatti ritenevano che né si stancavano avendo sete ne erano assolutamente mortali, qualora avessero avuto tale re.
TRADUZIONE ALTERNATIVA
Mentre Alessandro inseguiva Dario per molti giorni, attraverso luoghi deserti e solitari, la maggior parte dei soldati si scoraggiarono, sopratutto per la siccità. Allora alcuni Macedoni si incontrarono con lui portando l'acqua dal fiume negli otri con i muli. Avendo visto Alessandro, essendo già mezzogiorno, che stava male per la sete, avendo velocemente riempito un elmo, glielo offrirono. Alessandro dunque prese l'elmo con le mani, avendo volto lo sguardo, e avendo visto tutti i cavalieri intorno a lui, che voltavano la testa e guardavano l'acqua, ebbe vergogna di bere, avendo lodato gli uomini disse: "se io bevo da solo costoro si perderanno d'animo"avendo constatato il suo equilibrio e magnanità, i cavalieri gridarono che lui avesse il coraggio di guidarli e frustavano i cavalli, ritenevano infatti di non essere sofferenti, né di aver sete, e di non essere del tutto mortali, finkè avevano un tale re.
ANCORA ALTRA TRADUZIONE STESSO PASSO
Mentre Alessandro inseguiva Dario per molti giorni in luoghi solitari e aridi, la maggior parte dei soldati si rifiutò soprattutto per la siccità. In quel luogo alcuni macedoni gli andarono incontro, Portando dell'acqua dal fiume e delle otri su i fiumi; Mentre guardavano Alessandro, essendo già mezzo giorno, che stava male per la sete, riempito velocemente l'elmo glielo offrirono. Alessandro dunque prese l'elmo nelle mani; Si guardava attorno e vedendo tutti i cavalieri attorno a lui che avevano girato le teste e che guardavano verso di l'acqua, si rifiutò di bere, mostrandosi agli uomini disse: "infatti se io stesso bevo da solo, questi si perdono d'animo". Vedendo l'autorevolezza dello stesso e la grandezza d'animo: i cavalieri gridarono che quel coraggioso li guidasse, e frustarono i cavalli infatti non soffrivano, non avevano sete ne credevano di essere del tutto mortali se avessero un re così forte.
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L'esercito persiano e le isole greche
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Inizio “ai nesoi tou Agaiou…”
Fine “dioper ou pisteuomen umìn”
TRADUZIONE
Nell'Egeo vi sono numerosissime isole. Anticamente nelle isole gli abitanti curavano vigneti. (Essi)collocavano i vigneti intorno ai rovi e ai sentieri. Fra le isole, mentre Nasso era celebre per i vigneti, Delo invece era rinomata per il tempio di Febo. Quando uno stratega di Dario condusse una spedizione militare contro le isole, come prima cosa sbarcò su Nasso. Lì bruciò le case, in seguito procedette verso Delo e gli abitanti di Delo fuggirono a Tino. Allora lo stratega mandò a dire ai Delii: "Perchè non restavate nell'isola? Non sapete che entrambi veneriamo lo stesso dio?". E i Delii dicevano: "Se tendete insidie contro gli abitanti dell'isola e bruciate le case, noi crediamo che voi non rispettate né gli dèi, né gli uomini: perciò non ci fidiamo di voi".
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L'inettitudine di Dionigi il Giovane
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
INIZIO: Κατα την σικελιαν Διονύσιος, ο των Συρακοσιων τυραννος ό νεώτερος, ...
FINE: Την αρχήν διά την ιδιαν ανανδριαν παρασοξως απέβαλε.
TRADUZIONE N. 1
In Sicilia Dionigi, il più giovane tiranno dei Siracusani, essendo inerte e di gran lunga più debole del padre, fingeva di essere, a causa dell'inerzia, mite e Pacifico per carattere.
Perciò avendo giá proclamato guerra contro i Carchedoni, concluse la pace con quelli e dopo aver fatto pigramente la guerra ugualmente contro i Lucani per qualche tempo, e essendosi esercitato, diventato di maggior vigore nelle ultime battaglie, concluse con gioia la guerra contro questi. In Puglia colonizzó due città, desiderando passare lo stretto Ionico con sicurezza con le imbarcazioni. Dopo queste cose e dedicatosi alla vita pacifica, fece cessare le esercitazioni militari nelle guerre avendo preso il più grande dominio tra quelle dell'Europa, perse il comando inaspettatamente a causa della propria viltà.
TRADUZIONE N. 2
In Sicilia Dionigi il tiranno più giovane dei siracusani essendo ozioso e molto più debole del padre fingeva di non essere pacifico per l'inettitudine e mansuto nei modi. Perciò avendo dichiarato contro i cartaginesi contro la loro pace e ugualmente contro i lucani guerreggiando pigramente per un certo tempo e diventando un po superiore nelle ultime battaglie concluso lietamente la guerra contro quelli. In puglia due guerre avendo desiderato con sicurezza passare lo stretto ionico con le navigazioni. Dopo queste due lo stesso da una parte verso la vita pacifica dei guerrieri. Nelle guerre di allenamento avendo conquistato il massimo dominio in Europa lasciò inaspettatamente il comando per la propria viltà