- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
Temistocle contro Serse
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Dopo la vittoria alle Termpopili Serse decise di procedere verso l'Attica, volendo distruggere quella città a causa della quale soprattutto fece la spedizione militare, Atene. Essendo assai adirato con questa città, non la risparmiò.
Non sembra affatto (essere) strano se gli abitanti del Peloponneso, essendo scoraggiati per la disgrazia tanto grande, che volessero già partire verso la loro propria regione.
Allora dunque Temistocle li convinse a restare e a combattere con gli Ateniesi contro i nemici comuni, in quanto a quest'uomo i Greci sono debitori della vittoria Salamina. Quello però non apprezzava quella vittoria, ma inganno perfino Serse dopo la battaglia con qualche stratagemma.
Infatti gli mandò uno dei propri schiavi che disse all'incirca così: "O re, il mio padrone é d'accordo con te per fuggire al più presto: i Greci infatti hanno intenzione di slacciare il ponte dell'Ellesponto.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Tirteo
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Abbiamo 2 versioni dal gymnasion la prima è del volume n. 1 la seconda è del volume n. 2
TRADUZIONE dal volume 1
Nella guerra contro i Messeni l'oracolo ordina che gli Spartani catturino con comandante da parte degli Ateniesi; gli Ateniesi mandano agli Spartani per dileggio Tirteno come stratega uomo deforme e zoppo. Nella prima battaglia dunque gli Spartani furono sconfitti gravemente dai Messeni; poi i canti del poeta condussero i soldati alla vittoria. Tirteo non combatte, ma esorta i soldati al coraggio con canti di marcia e esortazioni. " orsù oh valorosi figli di sparta", canta il poeta" assalite i nemici con virtù, e non siate comandati dalla disonorevole fuga, ma resistete alla battaglia senza risparmiare la vita. Infatti è giusto che moriate combattendo valorosamente per la patria e per le mogli e per i cari figli; è disonorevole al contrario che vediate i parenti prigionieri vivere la vita in schiavitù".
Altro tentativo di traduzione per la stessa versione
L' oracolo, durante la guerra contro i Messeni, esorta gli Spartani a prendere un generale dagli Ateniesi. Ma gli Ateniesi, per dileggio, mandarono come stratega Tirteo, uomo deforme e zoppo. Nella prima battaglia dunque gli Spartiati sono vinti dai Messeni gravemente; invece poi il canto del poeta conduce l' esercito alla vittoria. Tirteo non combatte, ma incita l' esercito al valore attraverso vanti di marcia ed esortazioni: " Orsù, o virtuosi figli degli Spartiati>> cantava il poeta << Assalite i nemici con coraggio e non siate comandati dalla disonorevole fuga, ma resistete alla battaglia senza risparmiare la vita. Infatti è giusto che muoriamo coraggiosamente combattendo per la patria e per la patria e per le mogli e per i figli: al contrario è disonorevole vedere i parenti prigionieri e trascorrere una vita in schiavitù. "
TRADUZIONE dal volume 2
Allora coloro che vivevano ad Atene di comune accordo e a proprie spese erano uomini così diligenti, che il dio comandò ai più valorosi dei Lacedemoni, i quali combattevano contro i Messeni, di prendere presso di loro un comandante e di vincere (sconfiggere) i nemici. Chi dei Greci infatti non seppe che accolsero Tirteo come comandante nella città (ad Atene), e non molto dopo prevalsero sui nemici e disposero la cura riguardo i nuovi (reclutati), non solo per il pericolo imminente (presente), ma per tutte le volte decidendo in modo splendido? Infatti Tirteo lasciava (lanciava) a quelli distici elegiaci, coloro che ascoltavano questi si educavano al coraggio (valore); e non avendo (ascoltando) nessuna parola dagli altri poeti, si erano interessati a questo così grandemente, che istituirono una norma (predisposizione), qualora i veterani (militari) fossero nelle armi, (di) chiamare nell'accampamento del re tutti coloro che ascoltavano i poemi di Tirteo, ritenendo che così li avrebbero potuti uccidere soprattutto lontano (fuori) dalla loro patria.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Il simposio
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Inizio: Οηλιος
Fine: οποιητης
TRADUZIONE
Il sole è già calato, quando Filippo apre la porta della casa e accoglie gli amici al banchettooffriva pranzo semplice, e dopo il pranzo il servo versava abbondantemente il vino. Fedro l'allenatore veniva subito dagli esercizi ginnici; gli atleti si ungevano le membra prima della garaMindaro invece lo straniero da ***** porta doni. Velocemente i convitati avevano bevanda, cibo e sazietà, il cantore Omero rallegrava con versi belli e adatti. Il vino assopiva le pene, il poeta incitava cn le parole, il banketto avanzava pacatamente. Infatti gli amici d filippo non si comportavano in modo scomposto nel bere, e non bevevano senza freni come gli sciiti, ma bevevano con misura nei canti, come dice il poeta.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
Ubbidire ai capi
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymansion
TRADUZIONE
Come i servi ubbidiscono ai padroni, i marinai (ubbidiscono) al timoniere, gli atleti al maestro, così i cittadini ubbidiscono ai capi; infatti la felicità, la vittoria e la salvezza nascono solo dall'ubbidienza.
E come i servi sono puniti se non ubbidiscono agli ordini, (gli atleti) se non accettano i consigli del maestro, così i marinai non evitano la tempesta e gli scogli e i cittadini la rovina. Se quelli non ubbidiscono ai timonieri, gli altri invece non ubbidiscono ai capi. I timonieri conoscono bene le rive del mare, invece temono i venti e sperano la salvezza non solo dall'esperienza ma anche dall'aiuto divino.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Ulisse e Nausicaa VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Οτε ο ηλιος ανατελλει και την γην καταλαμπει Ναυσνκαα, η του Αλκινοου συν ταις θεραπαιναις εις την της θαλασσης ακτην αναβαινει. Η Ναυσικαα μεν τη αμαξη φερεται, αι θεραπαιναι δε ταις ημιονοις παραθεουσιν. Οτε αφικνεονται εις την της θαλασσης ακτην, πλησιον της ποταμου εισβολης, αι θεραπαιναι τα ιματια προθυμως λουουσιν μεταξυ δε αι ημιονοι την ποαν παρα τον ποταμον τρωγουσιν. Ειτα εσθιουσι και εν τω α'ιγιαλω σφαιρα συμπαιζουσιν. Ουκ εκας των κορων, εν τη πυκνης υλης σκια, καθευδει ο Οδυσσευς μετα ναυαγιαν. Εξαιφνης δε η σφαιρα εις τας του ποταμου δινας εμπιπτει και αι κοραι ισχυρως βοαουσιν ο Οδυσσευς τη βοη εγειρεται και εκ της υλης εξερχεται. Αι θεραπαιναι μεν τω θεας φοβω εκφευγουσιν, η Ναυσικαα δε τουναντιον διαμενει• η Αθηνα γαρ θυμον τη της παρθενου καρδια επιχεει.