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L'asino che portava la statua del dio
Versione greco traduzione Esopo Gymnasion 2
Ονω τις επιθεις αγαλμα ηλαυνεν εις αστυ. Των δε συναντωντων προσκυνουντων το αγαλμα, ο ονος, υπολαβων οτι αυτον προσκυνουσιν, αναπτερωθεις ωγκατο τε και ουκετι περαιτερω προιεναι εβουλετο. Και ο ονηλατης αισθομενος το γεγονος τω ροπαλω αυτον παιων εφη· «Ω κακη κεφαλη, ετι τουτο λοιπον ην, ονον υπ' ανθρωπων προσκυνεισθαι». Ο λογος δηλοι οτι οι τοις αλλοτριοις αγαθοις επαλαζονευομενοι παρα τοις ειδοσιν αυτους γελωτα οφλισκανουσιν.
Un tale correndo dietro a un asino portava la statua del dio verso la città. Imbattendosi in coloro che veneravano la statua, l'asino, avendo creduto che lo veneravano, ragliò agitato e non volle andare oltre. L'asinaio avendo sentito il sonoro raglio, picchiandolo col bastone disse: "Povero grullo, ci mancherebbe anche questo, che un asino fosse venerato da uomini". La storia insegna che vantandosi dei beni altrui si attirano una risata da parte di coloro che gli osservano.
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Inizio delle ostilità tra Creso e Ciro
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Κροισος επειδη συν τω στρατω αφικετο εκ της Καππαδοκιας ες την Πτεριαν καλουμενην, ενταυθα εστρατοπεδευετο φθειρων των Συριων τους κληρους· και ειλε μεν των Πτεριων την πολιν και ηνδραποδισατο, ειλε δε τας περιοικιδας αυτης πασας, Συριους τε ουδεν οντας αιτιους αναστατους εποιησε. Κυρος δε αγειρας τον εαυτου στρατον και παραλαβων τους μεταξυ οικουντας παντας ηναντι, ουτο Κροισω. Πριν δε εξελαυνειν ορμησαι τον στρατον, πεμψας κηρυκας ες τους Ιωνας επειρατο αυτους απο Κροισου απαλλασσειν. Ιωνες μεν τοινυν ουκ επειθοντο· Κυρος δε ως αφικετο και αντεστρατοπεδευσατο Κροισω, ενταυθα εν τη Πτερια χωρα επειρωντο αλληλων. Μαχης δε καρτερας γενομενης και πεσοντων αμφοτερων πολλων, τελος ουδετεροι νικησαντες, νυκτος επελθουσης, επαυσαντο μαχομενοι.
TRADUZIONE
Creso quando giunse con l'esercito da Cappadocia al luogo chiamato Pteria, lì poneva l'accampamento devastando i terreni di Ciro; e prese la città degli abitanti di Pteria e la ridusse in schiavitù, prese tutti i sobborghi della stessa, mandò via i Siri che non erano colpevoli di niente. Ciro avendo radunato il suo esercito e avendo catturato successivamente tutti gli abitanti si opponeva a Creso. Prima di accingersi a condurre l'esercito, avendo inviato messaggeri verso gli Ioni provava ad allontanare gli stessi da Creso. Gli ioni dunque non si lasciavano persuadere. Quando Ciro giunse e si accampò di fronte a Creso, lì nella regione di Pteria saggiavano a vicenda la proprie forze. Essonci stata la battaglia violenta ed essendo caduti da entrambe le parti molti, infine non avendo vinto nessuno dei due, essendo sopraggiunta la notte, cessarono i combattimenti.
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Il buon governo favorisce l'ordinato svolgimento delle attività
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Il buongoverno e la concordia dei cittadini danno pace, libertà e sicurezza alla città. Infatti con la pace e la sicurezza fioriscono le arti e le attività, la concordia dà laboriosità, la laboriosità aumenta le ricchezze dei cittadini; perciò i cittadini proteggono la pace. Quando c'è pace i ragazzi passano il tempo nelle scuole o nelle palestre, o pascolano le greggi, i servi curano l'agricoltura, i cacciatori cacciano e pernottano nelle foreste. Inoltre gli allenatori allenano i ragazzi nelle palestre, gli scolari imparano la grammatica nelle scuole, le sacerdotesse fanno sacrifici agli dei, i soldati proteggono la libertà della regione, i poeti nelle poesie cantano le arti e le vittorie. Perciò il buon governo e la concordia procurano ai cittadini non solo sicurezza, ma anche fama.
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Uno stratagemma di Epaminonda
VERSIONE DI GRECO di Polieno libro gymnasion
Επαμεινωνδας, προς τη γεφυρα του Σπερχειου Θεσσαλων αντικαθημενων, ορων απο του ποταμου περι την εω πολλην και βαθειαν ομιχλην αιρομενην, παρηγγειλεν εκαστω λοχω δυο κομισαι φορτια ξυλων, το μεν χλωρων, το δε αυων, και περι μεσην νυκτα τα μεν αυα κατωθεν, τα δε χλωρα ανωθεν θεντας υφαψαι. Ομου νυξ και ομιχλη και καπνος· ο μεν αηρ τοις πολεμιοις αορατον ην, ο δε Επαμεινωνδας επι την γεφυραν διεβιβασε τους στρατιωτας· οι δε Θεσσαλοι κατα μεσον το πεδιον οντες, οποτε ο καπνος μετα της ομιχλης διεσκεδασθη, της διαβασεως των πολεμιων ησθοντο
TRADUZIONE
Epaminonda, essendo i Tessali accampati di fronte al ponte sullo Spancheo, vedendo alzare dal fiume una nebbia fitta e densa prima che fosse giorno ordinò a ciascuna compagnia di portare due carichi di legname uno di legna verde, l’altro di legna secca e intorno a mezzanotte ordinò di appiccare il fuoco a quella secca stando dal basso a quella verde stando invece dall’alto la notte, la nebbia e il fumo insieme. La nebbia era invisibile per i nemici e Epaminonda fece passare il soldato sul ponte. I Tessali che erano in mezzo alla pianura quando il fumo si diradò con la nebbia, si accorsero del passaggio del nemico.
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Alessandro marcia verso il Granico
Versione greco Arriano traduzione libro Gymnasion
Ο Αλεξανδρος ετυγχανε πορευομενος επι τον Γρανικον ποταμον μετα του στρατου συντασσομενου, διπλην μεν την φαλαγγα των οπλιτων εχων, τους δε ιππεας κατα τα κερατα αγων, τα σκευοφορα κτηνη δε κατοπιν επομενα· τους δε κατασκοπους των πολεμιων ηγεν Ηγελοχος, ιππεας μεν εχων τους σαρισοφορους και μερος των ψιλων. Και Αλεξανδρος τε ετυγχανεν ολιγον απεχων απο του ποταμου του Γρανικου και οι απο των σκοπιων σπουδη ελαυνοντες απηγγελλον επι τω Γρανικω περαν τους Περσας ειναι, τασσομενους ως ες μαχην. Ενθα δη και Αλεξανδρος μεν την ολην στρατιαν συνετασσεν ως μαχομενος· Παρμενιων δε ενομιζεν αγαθον ειναι καταστρατοπεδευειν επι τη του ποταμου οχθη, ως ειχον ου γαρ ενομιζε τους πολεμιους πλησιον των Μακεδονων προσερχες
TRADUZIONE n. 1
Alessandro marciava verso il fiume Granico con l’esercito schierato, avendo con sé la falange doppia degli opliti, tenendo i cavalieri sulle ali e le bestie da soma dietro a seguire; gli esploratori dei nemici li conduceva Egeloco, insieme ai cavalieri armati di sarissa e parte dei soldati leggeri. E Alessandro per caso distava poco dal fiume Granico e quelli che muovevano in fretta dai punti di osservazione/guardia annunciavano che dall’altra parte del Granico c’erano i Persiani, schierati come per combattere. Allora anche Alessandro schierava l’intero esercito con l’intenzione di combattere; Parmenione invece riteneva che fosse bene accamparsi sulla riva del fiume così come si trovavano. Non pensava infatti che i nemici si avvicinassero ai Macedoni.
TRADUZIONE N. 2
Alessandro si trovava marciando sul fiume Granico con l'esercito schierato, da una parte possedendo la duplice falange di opliti, dall'altra conducendo i cavalieri sui fianchi, (e) il bestiame da soma che seguiva dietro; Egeloco guidava gli osservatori dei nemici, possedendo i cavalieri armati di sarissa e una parte senz'armi. Anche Alessandro per caso distava di poco dal fiume Granico e coloro che avanzavano di fretta dai luoghi di osservazione annunciavano che i Persiani erano al di là del Granico, schierati come per combattere. Lì in verità Alessandro schierava tutto l'esercito con l'intenzione di combattere. Parmenione riteneva che fosse conveniente accamparsi sulla sponda del fiume, come si trovavano: non credeva infatti che i nemici dei Macedoni avanzassero lì vicino.