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Gymnasion 1 Pagina 55 numero 33
inizio: Η φιλια των θεων δωρον εστιν. .... Fine: Οι φιλοι μεν ουν ως αδελφοι εισιν, τας δε φιλιας αι συμφοραι δοκιμαζουσιν.
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La morte di Epaminonda VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Επαμεινωνδας ετι ζων εις την παρεμβολην απηνεχθη, και των συγκληθεντων ιατρων αποφηναμενων οτι παντως, οταν εκ του θωρακος εξαιρεθη το δορυ, συμβησεται και τον θανατον επακολουθησαι, ευψυχοτατα την του βιου καταστροφην εποιησατο. Πρωτον μεν γαρ τον υπασπιστην προσκαλεσαμενος επηρωτησεν ει διασεσωκε την ασπιδα. Του δε δηλουντος αυτην προ της ορασεως, παλιν επηρωτησε, ποτεροι νενικηκασιν. Αποφαινομενου δε του παιδος οτι Βοιωτοι νενικηκασιν· «Ωρα», εφη, «εστι τελευταν», και προσεταξεν εκσπασαι το δορυ. Αναβοησαντων δε των παροντων φιλων, και τινος ειποντος οτι· «Τελευτας ατεκνος, Επαμεινωνδα» και δακρυσαντος, «Μα Δια μεν», υπελαβε, «αλλα καταλειπω δυο θυγατερας, την τε εν Λευκτρονς νικην και την εν Μαντινεια». Και, του δορατος εξαιρεθεντος, ανευ πασης ταραχης εξεπνευσεν.
Epaminonda ancora vivo fu condotto nell'accampamento, e poichè i medici convocati dichiaravano che assolutamente, qualora fosse stata levata la lan cia dal petto, sarebbe accaduto che anche la morte sarebbe seguita, trascorse molto coraggiosamente la fine della vita.all 'inizio infatti, dopo aver chiamato uno scudiero, domandò se avesse salvato lo scudo. poichè egli glielo mostrava davanti agli occhi, di nuovo domandò quale de due eserciti avesse vinto. poichè il ragzzo il ragazzo rispose che avevano vinto i beoti, disse :"è tempo di morire" e ordinò che fosse strappata la lancia. dopo che gli amici presenti ebbero gridato e uno ebbe detto."epaminonda, tu muori senza figli" ed ebbe pianto, ri spose:" per zeus, io abbandono due figlie, la vittoria a leutra e quella a Mantineo." e dopo che fu tolta la lancia, senza alcunturbamento spirò.
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La mutabilità della sorte
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
TRADUZIONE
Come gli alberi ora danno molti frutti, ora non producono frutti, e gli animali ora sono fertili ora sono sterili, e come il mare ora è camo ora è agitato, così nella vita ci sono molte variopinte situazioni, che conducono gli uomini verso la sorte avversa. Tuttavia, sebbene ci siano siffatte impresse, alcuni a causa della stoltezza sono così sciocchi e vanagloriosi che incitando un pò, a causa dell'abbondante superiorità di ricchezze, a causa della grandezza del dominio, o a causa di alcuni oneri dei cittadini, o a causa degli onori e le glorie, assalgono gli inferiorie e agiscono con arroganza; infatti non pensano all'incertezza e all'instabilità della sorte e neppure che facilmente i ricchi diventano poveri e al contrario gli umili diventano benestanti non prestando ascolto ai cambiamenti della sorte, che si muove velocemente. E' proprio degli uomini che ragionano, cercare nell'instabilità qualche stabilità nelle azioni non rette.
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Οταν κατελυθη το Ιλιον, οικτειραντες οι Αχαιοι τας των αλισκομενων τυχας, τουτο εκηρυξαν, εκαστον των ελευβερων εν, ο τι ρουλεται, των οικειων αποφερειν. Ο ουν Αινειας λεγεται τους πατρωους θεους βαστασας πεφορηκεναι, υπεριοων των αλλων ησσεντες ουν επι τη του ανδρος ευσεβεια οι Ελληνες και δευτερον αυτω κτημα συνεχωρησαν λαβειν. Τον δε λεγουσι τον πατερα, πανυ σφοδρα γεγηρακοτα, αραμενον επι των ωμων, κεκομικεναι. Υπερεκπλαγεντες ουν και επι τουτω ουχ ηκιστα, παντα αυτω των οικειων κτηματων συνεχωρησαν, ομολογουντες οτι προς τους ευσεβεις των ανθρωπων και οι πολεμιοι ημεροι γιγνονται.
Dopo che Ilio era caduta in mano al nemico, avendo gli Achei compassione delle sorti dei conquistati annunciarono a tutti i troiani questa cosa che ciascuno degli uomini liberi che prendesse via delle cose familiari qualunque cosa volesse la portasse via dopo averla presa. Enea quindi dopo aver preso su di se gli dei patrii li portava via. Essendosi quindi compiaciuti per la pietà dell'uomo gli Achei gli concessero di portare via un ulteriore bene. Egli portava via correndo fermissimamente sulle spalle il padre invecchiato (il vecchio padre). Essendo quindi riempiti di ammirazione per questa cosa non pochissimo, gli permisero di prendere tutte le cose possedute, riconoscendo che dinanzi agli uomini piii anche i nemici per natura diventano miti
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Le ragioni del pianto di Serse
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Μαθων αυτον Αρταβανος ο πατρως, ος το πρωτον γνωμην απεδεξατο ελευθερως ου συμβουλευων Ξερξη στρατευεσθαι επι την Ελλαδα, ουτος ο ανηρ, φρασθεις Ξερξην δακρυοντα, ειρετο ταδε· «Ω βασιλευ, ως πολυ αλληλων κεχωρισμενα ειργασω νυν τε και ολιγω προτερον μακαρισας γαρ σεαυτον δακρυεις». Ο δε ειπεν· «Εσηλθε γαρ με λογισαμενον κατοικτειραι ως βραχυς ειη ο πας ανθρωπινος βιος, ει τουτων γε οντων τοσουτων ουδεις ες εκατοστον ετος περιεσται». Ο δε ημειβετο λεγων· «Ετερα τουτου παρα την ζωην πεπονθαμεν οικτροτερα. Εν γαρ ουτω βραχει βιω ουδεις ουτως ανθρωπος ων ευδαιμων πεφυκε, ουτε τουτων ουτε των αλλων, ω ου παραστησεται πολλακις και ουκι απαξ τεθναναι βουλεσθαι μαλλον η ζην. Αι τε γαρ συμφοραι προσπιπτουσαι και αι νοσοι συνταρασσουσαι και βραχυν οντα μακρον δοκειν ειναι ποιουσι τον βιον. Ουτως ο μεν θανατος, μοχθηρης ουσης της ζωης, καταφυγη αιρετωτατη τω ανθρωπω γεγονε· ο δε θεος, γλυκυν γευσας τον αιωνα, φθονερος εν αυτω ευρισκεται ων».
TRADUZIONE
Se ne accorse Artabano, suo zio, lo stesso che già prima si era espresso con franchezza sconsigliando a Serse la spedizione contro la Grecia; egli, avendo notato le lacrime di Serse, gli disse: "Mio re, che reazioni diverse hai avuto, ora e poco fa: dopo esserti ritenuto beato, adesso piangi". E Serse rispose: "Ho provato un senso di pietà a pensare quanto sia breve la vita di un uomo, se nessuno di tutti costoro, che sono così numerosi, vivrà ancora fra cento anni". Replicò Artabano: "Cose ben più tristi di questa soffriamo nel corso dell'esistenza. Non c'è uomo, né fra di loro né in tutto il mondo, che nell'arco di una vita così breve sia tanto felice da non anteporre, non dico una volta soltanto, ma spesso, la morte alla vita. Le disgrazie che ci colpiscono e le malattie che ci affliggono ci fanno ritenere lunga l'esistenza, mentre essa è breve. E così, la morte, essendo la vita un cumulo di affanni, è divenuta per l'uomo un rifugio ben preferibile; e il dio, dopo averci fatto assaporare la dolcezza della vita, si rivela invidioso".