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La sorgente nell'oasi di Ammone
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
TRADUZIONE
Il luogo, dove si trova il tempio di Ammone, è ricolmo di piante coltivate, ulivi e palme, ed è l'unico pieno di rugiada fra quelli intorno. E da esso sorge una fonte, che non è in nulla simile ad altre fonti, che sgorgano dalla terra. Infatti a mezzogiorno l'acqua è freddissima, quando poi il sole tramonta ad occidente, è più calda, e dalla sera è ancora più calda fino a metà notte, è caldissima proprio a mezzanotte; da mezzanotte poi rinfresca e al mattino è già fredda, è freddissima a mezzogiorno; e ciò ogni giorno si alterna in maniera ordinata.
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Vicende di Arione
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
Qui trovi le vicende di Arione libro kata logon
Περίανδρος δὲ ἦν Κυψέλου παῖς οὗτος ὁ τῷ Θρασυβούλῳ τὸ χρηστήριον μηνύσας· ἐτυράννευε δὲ ὁ Περίανδρος Κορίνθου· Τῷ δὴ λέγουσι Κοπίνθιοι (ὁμολογέουσι δέ σφι Λέσβιοι) ἐν τῷ βίῳ θῳμα μέγιστον παραστῆναι, Ἁρίονα τὸν Μηθυμναῖου ἐπὶ δελφῖνος ἐξενειχθέντα ἑπὶ Ταίναρον, ἐόντα κιθαρῳδòν τῶυ τότε ἐότων οὐδνòς δεύτερον, καί διθύραμβον πρῶτον ἀνθρώπων τῶν ἠμεῖς ἴδμευ ποιἠσαντά τε καὶ ὀνομάσαντα καὶ διδάξαντα ἐν Κοῥνθῳ. Τοῦτου τὸν Ἀρίουα λέγουσι, τὸν πολλὸν τοῦ χρόνου διατρίβουτα παρὰ Περιάνδρῳ, ἐπιθυμῆσαι πλῶσαι ἐς Ἰταλίην τε καὶ Σικελίην, ἐργασάμενον δὲ χρήματα μεγάλα θελῆσαι ὀπίσω ἐς Κόρινθου ἀπικέσθαι.
Periandro, quello che aveva informato Trasibulo del responso, era figlio di Cipselo e signore di Corinto: orbene i Corinzi (e con loro si accordano i Lesbi) dicono che a lui durante la vita capitò un fatto stranissimo, cioè che trasportato su un delfino al Ténaro venne quell'Arione di Metimna ch'era citaredo, a nessuno dei suoi contemporanei secondo, colui che per primo fra gli uomini di cui noi abbiamo notizia compose un ditirambo e diede ad esso il nome e lo insegnò a Corinto. Dicono che quest'Arione, dopo aver passato la maggior parte del suo tempo alla corte di Periandro, desiderò far vela verso l'Italia e la Sicilia, e poi, essendosi procacciate colà grandi ricchezze, volle tornare di nuovo a Corinto. .
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La storia dei libri sibillini
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
TRADUZIONE
Una donna giunse una volta da Tarquinio perché voleva barattare nove libri colmi di oracoli sibillini. poiché Tarquinio non considerava giusto comprare i libri al prezzo richiesto, la donna dopo essersi allontanata ne bruciò tre; e non dopo molto tempo avendo preso i libri restanti richiedeva lo stesso prezzo. ma avndo pensato che fosse pazza, opo che era stata derisa, essendosio allontanata di nuovo, bruciò la metà di quelli rimasti. tarquinio essendosi meravigliato dell'insistenza della donna, mandò a chiamare gli indovini e dopo aver raccontato loro l'avvenimento, chiese cosa bisognava fare e quelli chiesero di contare l'oro alla donna quanto chiedeva e di prendere i restanti tra gli oracoli. la donna dopo aver preso i libri e dopo aver detto di custodirli con cura, sparì dalla vista degli uomini.
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La storia di Adrogeo
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 1 nuova edizione
Androgeo, distinguendosi dai figli di Minosse per forza e coraggio, giunse ad Atene, mentre le Panatenee si portavano a compimento, quando regnava Egeo. Nelle gare batte tutti gli atleti e diventa amico ai figli di Pallante.
Là Egeo sospettava dell’amicizia tra Androgeo e i figli di Pallante: temeva infatti l’aiuto di Minosse ai figli di Pallante e l’abolizione del governo. Dunque il giovane dirigendosi verso Tebe a tal proposito, ordina che alcuni indigeni intorno ad Enoe in Attica lo uccidano con l’inganno.
Minosse viene a sapere della disgrazia tramite il figlio e giunse ad Atene domandando giustizie dell’uccisione di Androgeo. Poiché nessuno si dirige a lui, dichiara guerra contro gli Ateniesi
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Un giovane con le mani bucate
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE
Γελων, του Μενιππου υιος, καλος μεν το σωμα νεανιας ην, αισχρως δε τον πατρικον πλουτον υπερμετροις δαπαναις ανηλισκεν. Ο Ευκτημων ουν, του πατρος φιλος, ως ησθανετο τον Γελωνα ηδη πιεζομενον υπο της λυπηρος πενιας, οικτου κατεχομενος τον νεανιαν γαμετην τη θυγατρι υπεδεχετο, συν πλουσιοις γαμικοις δωροις. Αλλ' ο Γελων, οτε παλιν απροσδοκητα χρηματα ειχεν, ομοιως ετρεπετο εις υπερμετρας δαπανας, ακοσμως τη γαστρι χαριζομενος. Ουτως ο Γελων μεν αυθις υπο της πενιας επιεζετο, δια την αφροσυνην και την ακοσμιαν. Ο Ευκτημων δε παλιν εδακρυεν, ουκετι τον Γελωνα αλλα τα της θυγατρος δωρα και γαμον και τελος εμανθανεν οτι ουκ εστιν ανθρωπον, της ιδιας ουσιας ου φειδομενον, πιστον οικονομον αλλοτριων χρηματων ειναι.
TRADUZIONE
Gelone, figlio di Melippo, era un giovane bello d'aspetto ma ripetutamente spendeva il suo patrimonio in spese smodate. Allora Euctemone amico del padre appena si accorse che gelonegia oppresso dalla dolorosa indigenza, pieno di pieta accolse il giovane come sposo per sua figlia, con ricchi doni nuziali. Ma gelone, dato che di nuovo ebbe ricchezze inattese, ugualmente volse spese smodate, regolarmente soddisfacendo il ventre. Così gelone fu oppresso ancora una voltadai debiti, per la sua stoltezza e per la sua sregolatezza. Euctemone pianse di nuovo non piu per gelone, ma per i doni e per le nozze di sua figlia. e per il matrimonio e infine imparò che non è possibile che quando un uomo non risparmia la sua ricchezza sia degno di amministrare le ricchezze altrui
VERSIONE DI UN ALTRO UTENTE
Gelone, figlio di Menippo, era un bel giovane, di bell'aspetto. Spendeva vergognosamente la ricchezza del padre con spese eccessive. Euctemone, amico del padre, quando si accorse che Gelone era già tormentato dalla dolorosa miseria, tenuto a freno dalla pietà accolse come marito per la figlia il giovane con un ricco dono nunziale. Ma Gelone quando di nuovo ebbe inaspettate ricchezze ugualmente si rivolgeva alle eccessive spese appagando esageratamente. Così Gelone di nuovo fu tormentato dalla povertà per la stoltezza e per la sregolatezza. Euctemone piangeva di nuovo, non più per Gelone ma per i doni della figlia e per il matrimonio e infine imparò che non è possibile che quando un uomo non risparmia la sua ricchezza sia degno di amministrare le ricchezze altrui.
ancora altra da gymnasion
Gelone, figlio di Menippo, da una parte era un giovane dal bel corpo, dall'altra sperperava vargognosamente il denaro del padre in spese smodate. Allora Euctemone, un amico del padre, quando vide che Gelone era già in miseria a causa dell'affliggente povertà, essendo mosso dalla pietà, accolse il giovane come sposo per la figlia, con molti doni di matrimonio. Ma Gelone, quando ebbe ricchezze improvvise, le usò allo stesso modo in spese esagerate, soddisfacendo in modo indecente il ventre. In questo modo Gelone era tormentato nuovamente dalla povertà, a causa della (sua) stoltezza e sregolatezza. Euctemone pianse a sua volta, non a causa di Gelone ma per la dote e il matrimonio della figlia; e alla fine constatò che non è possibile che un uomo che non tratti con riguardo i propri beni sia un amministratore affidabile della ricchezza altrui.