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La volpe e il caprone
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Una volpe avendo sete scese sconsideratamente in un pozzo profondo ma dopo aver bevuto non era capace di uscire per la profondità del pozzo. Ma un caprone essendo afflitto anche lui dalla sete le chiese se l' acqua fosse buonada bere. Così la volpe tesseva grande lode all'acqua dicendo che era ottima e dunque esortava quello a scendere. Il caprone dunque incurantemente scese anche lui, e avendo bevuto insieme alla volpe, rifletteva sulla via d'uscita. Ma la volpe disse: se tu appoggerai al muro le zampe anteriori alla parete inclinando le corna, io uscirò tramite la tua schiena e dopo ti farò salire. Essendosi fatto sotto prontamente, essendo saltata con le zampe sul suo dorso salì e essendosi appoggiata sulle sue corna se ne andava lasciando nel pozzo lo stolto caprone.
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La scimmia bugiarda e il delfino
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Inizio: Εθους οντος τοις πλεουσι...
fine: βαπτιζων αυτον απεκτεινεν.
TRADUZIONE
Essendo abitudine per coloro che navigano trasportare cgnolini maltesi e scimmie per sollievo della navigazione, un navigante aveva con se anche una scimmia. Essendo arrivati quelli presso Solone, il promontorio dell'Attica, accadde che ci fù una violenta tempesta. Essendosi rovesciata la nave e essendo caduti tutti nel mare anche la scimmia si tuffava. Così un delfino poiché guardò quella e poiché sembrò essere un uomo, essendosi avvicinato la sollevava portandola sul dorso quando giunse presso il Pireo, il porto degli Ateniesi, chiedeva alla scimmia se era Ateniese di stirpe. Quella avendo detto di essere di illustre famiglia Ateniese, chiese se conoscesse il Pireo. Avendo la scimmia creduto che lui parlasse di un uomo, rispose che era molto suo amico e compagno, E il delfino adiratosi per questa menzogna lo affogò: la favola è per gli uomini che non conoscendo la verità pensanodi ingannare chi la conosce.
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Le attività dell'uomo
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Tutti gli uomini lavorano. I pastori pascolano i greggi nei prati, i giardinieri pinatano alberi nei giardini. I sacerdoti sacrificano vittime agli Dei, i cittadini servono il padrone. I cacciatori cacciano animali nelle pianure e nelle foreste, i pescatori pescano pesci con delle reti nel mare o nel fiume. Gli insegnanti educano i fanciulli, gli scolari imparano le lettere diligentemente. I mercanti viaggiano per commercio, i barcaioli traghettano i viandanti. I retori parlano nell'assemblea e propongono al popolo le idee, i capi decidono. I comandanti incitano i soldati alla battaglia, mentre i soldati salvano la libertà. Solo i pigri vivono la vita con ozio e indolenza.
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Le costruzioni dei Faraoni
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
L'ottavo re di Menfi Chemmi comandava da 50 anni, costruiva la più grande delle tre piramidi considerata tra le 7 meraviglie del mondo. Le stesse trovandosi tra la Libia e Menfi sono distanti 120 stadi, oltre 45 dal Nilo, a coloro che guardano offrono un certo stupore per la grandezza dei monumenti e per l'arte nella costruzione. Infatti la più grande, che è a forma di quadrilatero, ha ciascun lato sopra la base di sette plettri, l'altezza è più di sette plettri. Facendo a poco a poco un restringimento da qui fino alla punta e rende ciascun lato di sei cubiti. E' tutta costruita di pietra dura, che ha una lavorazione difficile, e che ha una durata eterna.
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Le donne pagate per piangere
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE
dal libro Gymnasion
Γυναικες εκλαιον επι μισθω τον θανατον της θυγατρος ανθρωπου πλουσιου· τας τριχας μεν ουν ετιλλοντο, τας παρειας δε ημυσσον, τας εσθητας δε δια την λυπην διεσπαρασσον. Παροιδιτης δε, επιγιγνομενος εκεισε και το μεγα πενθος ορων, θαυμαζει και τας γυναικας οικτειρων λεγει· «Ω ταλαιπωροι, δια τι ουτως αθλιως κλαιετε επι ουκ ιδια, αλλ' αλλοτρια συμφορα; ». Αι δε γυναικες αποκρινονται· «Μη θαυμαζε, ω ξενε, ει κλαιομεν επι ουκ ιδια, αλλ' αλλοτριο; συμφορα· προκρινομεν γαρ κλαιειν νυν επι πενθει προσποιητοι, μαλλον η αυριον επι λιμω αληθινω».
Traduzione n. 1
Delle donne piangevano per denaro la morte della figlia di un uomo ricco; dunque si strappavano i capelli, si graffiavano le guance, si stracciavano le vesti per il dolore. Un viandante allora, arrivando lì e vedendo il grande dolore, si meraviglia e, provando pietà per le donne, dice: “O sventurate, perché piangete così infelicemente non per una disgrazia vostra ma di un altro?”. Le donne rispondono: “Non meravigliarti, straniero, se non piangiamo per una disgrazia nostra ma altrui; preferiamo infatti piangere adesso per un dolore artificiale piuttosto che domani per una fame reale”.
Traduzione n. 2
Alcune delle donne piangevano dietro compenso la morte della figlia di un uomo ricco: si strappavano realmente i capelli, si graffiavano le guance, si laceravano le vesti per il dolore. Un viandante che sopraggiunge in quel luogo vedendo il grande dolore si meraviglia e compangendo le donne dice: "O infelici perché piangete così miseramente (in questo modo pietoso)? Le donne rispondono "Non meravigliarti o straniero se piangiamo non per sventura personale (interessi privati) ma per sciagura altrui: preferiamo infatti ora per finto dolore piuttosto che domani per vera fame".
Traduzione n. 3
Le donne per paga piangevano la morte della figlia di un uomo ricco: dunque si strappavano i capelli, si graffiavano le guance, si laceravano le vesti per il dolore. Un viandante venendo là e vedendo il grande dolore si meraviglia e compatendo le donne dice: " oh infelici, perché così miseramente piangete non per una disgrazia propria, ma altrui?" le donne risposero: " non meravigliarti, o forestiero, se non piangiamo per la nostra disgrazia, ma per quella altrui: infatti preferiamo piangere ora per il dolore finto piuttosto che domani per la fame vera. "