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LA VECCHIA E IL MEDICO VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Una donna anziana, essendo malata agli occhi, chiamò un medico a pagamento. Ed egli, entrando (in casa sua), tutte le volte che (le) ungeva gli occhi, mentre quella teneva gli occhi chiusi, continuava a portar(le) via uno per uno gli utensili. Ma quando, dopo aver portato via tutto, l’ebbe anche guarita, (le) chiedeva il compenso pattuito; non volendo però ella darglielo, la condusse dagli arconti. Ed ella diceva che aveva promesso il compenso se le avesse guarito gli occhi, ma che ora, dopo la cura, stava peggio di prima: "Allora infatti vedevo - disse - tutti i miei utensili nella (mia) casa, ora invece non riesco a vedere (più) nulla. " Così gli uomini malvagi, a causa della (loro) avidità, senza accorgersene forniscono argomenti contro se stessi
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SERENITA' DI SENOFONTE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
TRADUZIONE
Avendo gli Ateniesi deciso di accorrere in aituo agli spartani che combattevano contro i tebani, Senofonte inviò i figlio Diodoro eGrullo affinché facessero una spedizione militare a favore degli spartani. E infatti erano stati educati proprio li a Sparta. Dunque mentre Diodoro, non avendo conseguito nessuna azione illustre sfugge alla battaglia a Mantinea, invece Grullo avendo combattuto con forza nella battaglia morì. Dicono che allora Senofonte che era incoronato sacrificasse, essendo la morte del figlio annunciata a lui, essendosi tolto la corona (dicono che) chiedesse in quale maniera egli morì (era morto). Essendo fortemente il migliore e avendo sconfitto molti fra i nemici, Senofonte portò a compimento (celebrò) il sacrificio esensosi separato per breve tempo completamente e avendo trattenuto il doloro dal pensiero e essendosi messo di nuovo la corona. Alcuni dico che egli nemmeno pianse ma disse soltanto “sapevo che egli era nato mortale".
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Un amore sublime: Pantea recupera la salma del marito caduto in battaglia VERSIONE DI GRECO di Senofonte traduzione dal libro gymnasion
Ο δε Κυρος καλεσας τινας των παροντων υπηρετων· «Ειπατε μοι» εφη, «εωρακε τις υμων Αβραδαταν; Θαυμαζω γαρ», εφη, «οτι προσθεν θαμιζων εφ' ημας νυν ουδαμου φαινεται». Των ουν υπηρετων τις απεκρινατο οτι· «Ω δεσποτα, ου ζη, αλλ' εν τη μαχη απεθανεν εμβαλων το αρμα εις τους Αιγυπτιους· οι δ' αλλοι πλην των εταιρων αυτου εξεκλιναν, ως φασιν, επει το στιφος ειδον το των Αιγυπτιων. Και νυν γε», εφη, «λεγεται αυτου η γυνη ανελομενη τον νεκρον και ενθεμενη εις την αρμαμαξαν, εν ηπερ αυτη ωχειτο, προσκεκομικεναι αυτον ενθαδε ποι προς τον Πακτωλον ποταμον. Και τους μεν θεραποντας αυτου ορυττειν φασιν επι λοφου τινος θηκην τω τελευτησαντν την δε γυναικα λεγουσιν ως καθηται χαμοι κεκοσμηκυια οις ειχε τον ανδρα, την κεφαλην αυτου εχουσα επι τοις γονασι». Ταυτα ακουσας ο Κυρος επαισατο αρα τον μηρον και ευθυς αναπηδησας επι τον ιππον, λαβων χιλιους ιππεας, ηλαυνεν επι το παθος.
Ciro avendo convocato alcuni tra i subalterni presenti: "ditemi, disse, qualcuno di voi ha visto Abradata? Infatti mi meraviglio, disse, perché venendo spesso davanti ora non si mostri in nessun luogo presso di noi. Dunque uno tra i subalterni rispose cosi: "oh padrone, non vive, ma in una battaglia mori avendo condotto l assalto contro gli Egizi; gli altri eccetto i suoi compagni si volsero indietro, come raccontano, appena videro la folla degli Egiziani. E allora, disse, si dice che sua moglie portando via il cadavere e avendolo posto su un cocchio aperto, nel quale quella era portata, lo abbia condotto qui verso il fiume Pattolo. Anche raccontano che gli eunuchi e le sue ancelle scavarono su un'altura la tombra per quello che seppellirono. Avendo saputo queste cose Ciro perciò si batteva l anca e subito balzato a cavallo, dopo aver preso mille cavalli, avanzava verso il luogo del dolore
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Solone e Pisistrato
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion TRADUZIONE
Ορων ο Σολων Πεισιστρατον προς την τυραννιδα παρορμωντα, το μεν πρωτον λογοις αυτον επεχειρησεν αποτρεπειν ταυτης της επιβολης· ου προσεχοντας δε αυτου, καιπερ ηδη παντελως γηραιος ων, προηλθεν εις την αγοραν μετα της πανοπλιας ως μαχουμενος· θαυμαζομενου δε του πληθους δια το παραδοξον, παρεκαλει τους πολιτας αναλαβειν τα οπλα και παραχρημα καταλυειν τον τυραννον ουδενος δε αυτω προσεχοντος, και παντων αυτου μανιαν καταγιγνωσκοντων, τινων δε παραγηραν αυτον αποφαινομενων, ο μεν Πεισιστρατος ηδη τινας δορυφορους συναγαγομενος προσηλθε τω Σολωνι και επυθετο τινι θαρρων την τυραννιδα καταλυειν αυτου βουλεται· του δε ειποντος οτι τω γηρα, θαυμασας την φρονησιν αυτου, ουδεν αυτον ηδικησεν.
Solone vedendo Pisistrato spinto alla tirannide, per prima cosa trattò con discorsi per dissuaderlo dallo stesso progetto; non dandogli ascolto, sebbene fosse già del tutto vecchio, andò verso la pazzia con l’armatura completa come per combattere. La folla, meravigliata dal paradosso, richiamò i cittadini per radunare le armi e deporre all’istante il tiranno; poiché nessuno gli diede ascolto e tutti riconobbero la sua follia e alcuni lo considerarono rimbambito, subito Pisistrato, radunando alcuni lancieri, andò da Solone e gli chiese se avendo coraggio nella vecchiaia (Pisistrato) meravigliandosi della sua intelligenza non lo maltrattò.
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Κλεοπατρα, λουσαμενη δε και κατακλιθεισα, λαμπρον αριστον ηριστα. Και τις ηκεν απ' αγρου κιστην τινα κομιζων των δε φυλακων ο τι φεροι πυνθανομενων, ανοιξας και αφελων τα θρια συκων επιπλεων το αγγειον εδειξε. Θαυμασαντων δε το καλλος και το μεγεθος, μειδιασας παρεκαλει λαβειν οι δε πιστευσαντες εκελευον εισενεγκειν. Μετα δε το αριστον η Κλεοπατρα δελτον εχουσα γεγραμμενην και κατασεσημασμενην απεστειλε προς Καισαρα, και τους αλλους εκποδων ποιησαμενη πλην δυοιν θεραπαινων, τας θυρας εκλεισε. Καισαρ δε λυσας την δελτον, ως ενετυχε λιταις δεομενης αυτην συν Αντωνιω θαψαι, ταχυ συνηκε το πεπραγμενον. Και πρωτον μεν αυτος ωρμησε βοηθειν, επειτα τους σκεψομενους κατα ταχος επεμψεν. Εγεγονει δ' οξυ το παθος. Δρομω γαρ ελθοντες, και τους μεν φυλαττοντας ουδεν ησθημενους καταλαβοντες, τας δε θυρας ανοιξαντες, ευρον αυτην τεθνηκυιαν εν χρυση κατακειμενην κλινη κεκοσμημενην βασιλικως. Των δε θεραπαινων η μεν προς τοις ποσιν απεθνησκεν, η δε ηδη σφαλλομενη και καρηβαρουσα κατεκοσμει το διαδημα το περι την κεφαλην αυτης
Trascorsa la mattina, Cleopatra possedendo e avendo scritto una tavoletta e dopo averla sugellata, la inviò a Cesare, e allontanando gli altri, tranne le donne che erano entrate, chiuse le porte. Cesare avendo aperto la lettera, poiché la supplicò con preghiere e gemiti desiderando lei stessa di essere seppellita con Antonio, l'atto avvenne velocemente. E per primo egli stesso si mosse in aiuto e in seguito mandò le spie con rapidità. Avvenne la violenta sciagura. Infatti, essendo giunti di corsa e avendo catturato i guardiani che non capivao nulla, aprendo le porte, la trovarono morta sdraiata in un letto d'oro, adornato regalmente. Tra le altre donne, una, chiamata Eira morì ai suoi piedi, Carmione abbattuta e oppressa pose un diadema intorno alla sua testa.