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I DUE GALLI
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Due galli del medesimo recinto che si azzuffavano l'un l'altro, dato che è spesso consuetudine tra gli alati, si combattevano duramente nel recinto della dimora beccandosi a vicenda con i duri becchi e graffiandosi con gli aguzzi artigli. Intanto guardavano intimoriti da lungi gli altri animali, ma un' aquila che vola alta attendeva pazientemente la fine della contesa. Finita la battaglia, il vinto ferito si allontanò e cercava riparo in un luogo nascosto mentre il vincitore erettosi sul tetto cantava a gran voce per dimostrare chiaramente a tutti gli animali la vittoria. Ma l'aquila, non curandosi del vinto, d'improvviso scese e lo afferrò. La favola mostra che anche nella vittoria bisogna far uso della moderazione
Altra proposta di TRADUZIONE
Due galli dello stesso recinto, scontrandosi tra loro, come spesso è abitudine presso gli uccelli, lottavano crudelmente nel recinto di una casa beccandosi a vicenda con le forti fauci e graffiando con acuti artigli. Nel frattempo però tutti gli altri animali da lontano guardavano spaventati, un'aquila intanto aspettava la fine del combattimento. Essendo finita la battaglia, quello vinto, essendo stato ferito, cercava anche rifugio in un luogo nascosto; invece colui che vinse, essendo stato preso sul tetto gridò assai forte, pre rendere la vittoria evidente a tutti gli animali. L'aquila veloce scese giù, lo prese non curandosi di quello vinto. La favola dimostra che anche nella vittoria bisogna usare moderazione.
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ASCLEPIO VERSIONE DI GRECO di APOLLODORO TRADUZIONE dal libro Gymnasion vecchia edizione
Qui trovi Asclepio - Versione Gymnasion pagina 162 numero 158 Nuova edizione (diversa)
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LAMONE TROVA UN BAMBINO ABBANDONATO VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Πολις εστι της Λεσβου νησου, Μυτιληνη, μεγαλη και καλη. Ποταμοι και γεφυραι ζεστου και λευκου λιθου την πολιν καλλυνουσιν. Ου πορρω της Μυτιληνης αγρος εστι πλουσιου ανδρος και ευρειαι νομαι. Εν τοις αγροις αιπολος, Λαμων το ονομα, νεμει τας αιγας, και ποτε θαυμαστον βλεπει· αιξ πολλακις τον αρτιγεννητον εριφον απολειπει και τρεχει εις δρυμον, και ειτα μετ' ολιγον χρονον επανερχεται. Ο αιπολος τας καταδρομας της αιγος φυλασσει και τω δρυμω πλησιαζει· ευρισκει δε παιδιον αρρεν. Η μεν αιξ αντι του εριφου το παιδιον τρεφει, το δε βρεφος το γαλα ως εκ της μητρος ελκει. Θαυμαζει μεν ουν μαλιστα ο αιπολος το πραγμα και τα σπαργανα του βρεφους μαλα πολυτελη γαρ εστιν. Πλησιον δε του παιδιου και πορπην χρυσην ευρισκει και ξιφιδιον ελεφαντοκωπον. Και πρωτον μεν τα γνωρισματα αφαιρειν βουλεται και καταλειπειν το παιδιον ειτα δε αισχυνεται και οικαδε κομιζει· η δε γυνη το παιδιον ασμενως δεχεται, και τρεφει ως ιδιον υιον.
Traduzione n. 1
La città dell'isola di Lesbo, Mitilene, è grande e bella. I fiumi e i ponti di marmo levigato e bianco ornano la città. Non lontano c'è il campo e i vasti pascoli di un uomo ricco di Mitilene. nei campi un capraio, di nome Lamone, pascola le capre, e un giorno vede una meraviglia: una capra spesso lascia il capretto neonato e corre verso il bosco, e inoltre dopo poco tempo torna. il capraio protegge l'andare e il venire della capra e si avvicina al bosco: invece trova un fanciullo maschio: la capra alleva il fanciullo al posto del capretto, infatti il neonato succhia il latte come dalla madre. dunque il capraio ammira moltissimo l'azione e la fascia del neonato: infatti è molto sfarzoso Vicino al fanciullo trova anche una fibia d'oroe una piccola spada dall'elsa d'avorio. E anche prima di distruggere i segni di riconoscimento vuole anche abbandonare il fanciullo: poi invece si vergogna e lo porta a casa: e la moglie volentieri accoglie il fanciullo, e lo nutrisce proprio come un figlio.
Traduzione n. 2
C’è una città dell’isola di Lesbo, Mitilene, grande e bella. Fiumi e ponti di pietra bianca e levigata abbelliscono la città. Non lontano da Mitilene c’è un campo di un uomo ricco e vasti pascoli. Nei campi un capraio, di nome Lamone, pascola le capre e un bel giorno vede una cosa davvero strana: una capra spesso lascia il capretto neonato e corre in una radura e poi ritorna dopo poco tempo. Il capraio tiene d’occhio quell’andare e venire della capra e si avvicina alla radura: trova un neonato maschio. Dunque il capraio si meraviglia moltissimo per il fatto e per le fasce del bambino: infatti sono molto ricche. Vicino al bambino trova anche una fibbia d’oro ed un pugnaletto col manico d’avorio. E dapprima vuole portare via i segni di riconoscimento ed abbandonare il bambino. Poi si vergogna e lo porta a casa; la moglie accoglie volentieri il piccolino e lo cresce come fosse un figlio proprio.
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INFAUSTI PRESAGI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
TRADUZIONE
Mentre Alessandro procedeva verso Babilonia, Nearco il capo della flotta essendogli andato incontro disse di aver incontrato dei Caldei, che esortavano Alessandro ad allontanarsi da Babilonia. Non rifletteva, ma procedeva. Essendo giunto presso le mura, vide molti corvi che volteggiavano e si beccavano l'un l'altro, alcuni dei quali caddero vicino a lui. In seguito ci fu la denuncia contro Apollodoro stratega di Babilonia, che aveva fatto un sacrificio per conoscere il suo avvenire, chiamò l'oracolo Pitagora. Ma poiché l'indovino non nega il fatto, domandò di che tipo erano le viscere delle vittime: ma quando quello rispose che il fegato era privo di lobo, disse: "Ahimè, presagio funesto". Non danneggiò in alcun modo Pitagora, ma si rammaricava di non essersi fidato di Nearco e passava gran parte del tempo fuori da Babilonia riposando e navigando attorno all'Eufrate. Lo disturbavano anche molti altri presagi. Infatti un asino mansueto, dopo aver assalito e calpestato il leone più grande e più bello tra quelli allevati, lo uccise.
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Inizio: Πυρρος ο βασιλευς οδευων ενετυχε κυνι φρουρουντι σωμα πεφονευμενου Fine: εξωθεν προσγενομενων, ομολογησαντες τον φονον εκολασθησαν.