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Il coraggio della regina Artemisia
versione di greco dal Libro: gymnasion
Inizio: '' Ἀρτεμισία περὶ Σαλαμῖνα συνεναυμάχει Ξέρξῃ· τοὺς Πέρσας φεύγοντας οἱ Ἔλληνες ἐδίωκον ...''. Fine: '' ... '' Ὦ Ζεῦ, τοὺς μὲν ἄνδρας γυναῖκας ἐποίησας, τὰς δὲ γυναῖκας ἄνδρασ''.
Artemisia ingaggiò insieme a Serse una battaglia navale a Salamina; i Greci inseguirono i Persiani che fuggivano. Quella prendendosi carico ordinò ai soldati di marina di togliere le insegne persiane dalle navi a al timoniere di remare verso la nave che stava davanti. Ma i Greci che vedevano queste cose credendo che ci fosse una delle navi alleate avendola evitata si spindero sull'altre e Artemisia avendo evitato il pericolo fuggì salpando verso Caria. Ma il re vedendola che si dava da fare tenacemente esclamò amaramente agli uomini: "O Zeus, facesti gli uomini come le donne e le donne come gli uomini"
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Il corvo e le scimmie
Libro: Gymnasion 2 pag. 141 n° 223
Delle scimmie intrattenendosi su una delle montagne passando attraverso la stagone invernale ed essendo afflitte da un forte freddo e avendo trovato una pietra luccicante, supposero che fosse fuoco e deponendo sopra questa del legname, soffiavano su questa fortemente. Un corvo vedendo questi che si agitavano invano diceva "Ehi voi, non illudetevi! Infatti l'oggetto davanti a voi non è fuoco!" Poichè dunque non ascoltavano ciò, scese da loro. Vedendo questo che scendeva una (dele scimmie) disse: "O corvo, cerca di non rendere diritto lo storto e cerca di non far comprendere l'incomprensione, nessuno infatti prova il suo coltello sulla pietra indivisibile". Il corvo non avendo prestato attenzione ai consigli di quello, si avvicinò alle scimmie. Quelle dopo averlo catturato lo fecero a pezzi.
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Il drammatico ritorno di Serse
versione di greco dal Libro: Gymnasion 2 n° 64
Ξερξης δε, τον Μαρδονιον εν τη Θεσσαλια καταλιπων, αυτος επορευετο κατα ταχος εις τον Ελλησποντον, και εν πεντε και τεσσαρακοντα ημεραις εις τον πορον της διαβασεως εγενετο, απαγων της στρατιας ουδεν μερος ως ειπειν. Οπου δε πορευομενοι και καθ' ουστινας ανθρωπους γενοιντο, τα τουτων αγαθα και τον θερισμον αρπαζοντες εσιτουντο· ει δε καρπον μηδενα ευροιεν, την ποιαν την εκ της γης αναφυομενην και των δενδρων τον φλοιον περιλεποντες και τα φυλλα καταδρεποντες κατησθιον, ομοιως των τε ημερων και των αγριων, και ουδεν ελιπον ταυτα δε ποιειν ηναγκαζοντο υπο του λιμου. Επιλαβων δε λοιμος τους στρατιωτας καθ' οδον διεφθειρε· τους δε και νοσουντας αυτων ο Ξερξης κατελ
Serse, lasciando Mardonio nella Tessaglia, avanzava (letteralmente: conduceva se stesso) celermente verso l'ellesponto, e in quarantacinque giorni giunse nel luogo del passaggio, riconducendo per così dire una parte insignificante dell'esercito. Ovunque andassero e in qualunque uomo si imbattessero, si nutrivano saccheggiando i viveri di questi e il raccolto; se poi non avessero trovato nessun frutto, mangiavano l'erba che nasceva dalla terra sia tagliando la corteccia degli alberi sia raccogliendo le foglie, allo stesso modo non solo di quelli coltivati ma anche di quelli selvatici, e non lasciarono nulla: erano costretti a fare ciò dalla fame. Avendo poi la peste colpito i soldati, (li) faceva morire durante il viaggio: di essi Serse lasciava quelli che erano malati, ordinando alle città dove ogni volta si trovasse non solo di curarli, ma anche di nutrirli.
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Anticamente venivano interrogati anche gli schiavi
Libro: Gymnasion 1
Εν ταις δίκαις κατά τους προδότας ή κατά τους φονέας, εν άις ή ζημία θάνατος ην, οι κριτάι σπουδαίως τα τεκμήρια έξήταζον και ου μόνον τους κατηγόρους και τους αύτόπτας ήρεύνων, αλλά και τα άνδράποδα εκείνου του πολίτου δς εις το δικαστήριον εισήγετο. Οι παλαιοί δε ένόμιζον τα άνδράποδα ουκ ανθρώπους είναι αλλά τοις ζώοις πάντως όμοια, διόπερ, ως ή αλήθεια άποφαίνοιτο, και τάΐς βασάνοις κατ' αυτούς έχρώντο.
Ό μεν ούν κριτής τα άνδράποδα ήρώτα περί του φόνου ή περί της προδοσίας ης ό δεσπότης έδιώκετο. Τα δε άνδράποδα, ταις βασάνοις άναγκαζόμενα, ουκ έκρυπτε α έγίγνωσκε περί της κατηγορίας, αλλά πάντα α ό κριτής έβούλετο γιγνώσκειν ά-πέφαινεν. Τούτον τον τρόπον δε αϊ δίκαι βραχύταται ήσαν.
Nei processi contro i traditori o contro gli assassini, nei quali la punizione è la morte, i giudici esaminavano diligentemente le prove e non soltanto gli accusatori e i testimoni oculari, ma anche gli schiai di quel luogo del cittadino il quale era portato in giudizio in tribunale. Gli antichi pensavano che gli schiavi non fossero uomini ma tutti uguali agli animali, perciò, affinché la verità si mostrasse, si servivano della tortura. Dunque il giudice accusava gli schiavi riguardo all'uccisione oppure riguardo al tradimento del quale il padrone bramava. Gli schiavi, costretti alla tortura, non nascondevano ciò che sapevano riguardo all'accusa, ma tutto ciò che il giudice voleva conoscere. I processi erano più brevi in questo modo.
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Il giudizio di Paride
versione greco e traduzione
Libro: Gymnasion vol. 2 pag. 43 n° 50
ου πολλου γάρ χρόνου διελθοντος, γενομένης εν θεοις περί κάλλους έριδος ης αλέξανδρος ο πριάμου κατέστη κριτής και διδουσης ηρας μεν απάσης αυτώ της ασίας βασιλεύειν, αθηνας δε κρατείν εν τοις πολέμοις, αφροδίτης δε τον γάμον τον ελένης, των μεν σωμάτων ου δυνηθείς λαβείν διάγνωσιν αλλ' ηττηθείς της των θεών όψεως, των άλλων απάντων ου προς τας ηδονάς αποβλεψας- καίτοι και τούτο τοις ευ φρονουσιν πολλών αιρετωτερων εστίν, αλλ' όμως ουκ επί τούθ' ωρμησεν - αλλ' επεθυμησεν διός γενέσθα κεδεστής, νομίζων πολύ μείζω και καλλιώ ταύτην είναι την τιμήν η την της ασίας βασιλείαν, και μεγάλας μεν αρχάς και δυναστείας και φαυλοις ανθρώποις ποτέ παραγίγνεσθαι, τοιαύτης δε γυναικός ουδένα των επιγιγνομένων αξιωθεναι
Infatti non essendo passato molto tempo, essendoci stata tra gli dei sulla bellezza/alla bellezza una contesa, della quale Alessandro (Paride) figlio di Priamo fu eletto giudice. Offrendogli Era di regnare su tutta l'Asia, Atena di riuscire vincitore nelle guerre, Afrodite le nozze di Elena, non riuscendo a prendere una decisione tra i corpi, ma essendo stato sopraffatto dalla vista delle dee, essendo stato costretto a diventare giudice dei doni, scelse la familiarità di Elena invece di tutti gli altri (doni )non considerando i desideri, - sebbene anche ciò è preferibile per le persone sagge a molte altre cose, ma tuttavia egli non mirò a ciò- ma desiderò diventare parente di Zeus, ritenendo che questo fosse un privilegio molto più importante e più bello che il regno dell' Asia, e che talora gli capitassero grandi autorità e poteri a volte capitano a uomini malvagi, nessuno tra i posteri sarebbe stato considerato degno di tale donna.