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Il ladro e la vedova Libro: Gymnasion vol. 1 pag. 58 n° 31
Κλεπτης νυκτωρ το της θυρας κλειθρον ανοιγει και εις ερημον οικον εισερχεται, τας σκευας κλεπτειν βουλομενος. Η δε της οικιας δεσποινα τω ψοφω εγειρεται, τον κλεπτην καταλαμβανει και κλαιομενη λεγει• «Κατοικτειρε, ω αγαθε, την τυχη ν αθλιας χηρας• δειλαια γαρ και πτωχη ειμι, και ταπεινως τον βιον διαγω. Εν τω οικω πλουτον ουκ εχω, αλλα πολλακις ασιτος αναγκαζομαι καθευδειν και ολιγου λιμω αποθνησκω». Τοτε ο κλεπτης αισχυνεται και, τοις ο'ικτισμοις κατεχομενος, ευθυς ολα τα λαφυρα τη χηρα καταλειπει, συν αφθονω ελεημοσυνη, και ανευ του φορτιου ανερχεται. Τοτε η χηρα συν χαρα το αργυριον λογιζεται και λεγει• «Ενιοτε ο ληστης ληστευεται».
Un ladro di notte apre la serratura della porta ed entra in una casa deserta, volendo rubare le suppellettili. Ma la padrona della casa si sveglia al rumore, sorprende il ladro e piangendo dice: - Abbi compassione, o caro, della condizione infelice di una vedova: infelice e povera sono, vivo la vita miseramente. in casa non ho ricchezza, anzi spesso sono costretta a dormire senza mangiare e per poco non muoio di fame. Allora il ladro si vergogna e, commosso dalle lacrime, restituisce subito tutto il bottino alla vedova e, con abbondante elemosina, torna senza bottino. Subito la vedova conta con gioia il denaro e dice: - Talvolta il ladro viene derubato
Altre versioni intitolate Il ladro e la vedova da altri libri
Il ladro e la vedova Libro Atena esercizi
Il ladro e la vedova libro Anthropoi
Il ladro e la vedova libro Alfa Beta Grammata
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Alessandro si crede un Dio
versione greco traduzione libro gymnasion
Alessandro, figlio del re Filippo, essendo ancora un fanciullo imparava a suonare la cetra. Avendolo il maestro esortato a far vibrare una certa corda a tono e qualora chiedeva un brano eseguito sulla cetra “quale differenza c’è” diceva “se io dato che sono il figlio del re, voglia far(ne) vibrare un’altra?” Quello rispondeva che non c’era nessuna differenza per colui che si appresta a regnare, ma molta per colui che vuole suonare per l’arte. Quando vinse Dario e conquistò il dominio dei persiani, essendo molto superbo per il successo ordinò ai Greci di proclamare lui stesso un dio, certamente in modo ridicolo (cosa veramente ridicola). Chi decise una cosa, chi un’altra invece gli spartani (sottointeso decisero) così: “Poiché Alessandro desidera essere un Dio, sia un Dio”. Alla maniera spartana secondo il loro usuale costume biasimando la presunzione di Alessandro
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Il leone e il contadino innamorato
Libro: Gymnasion vol. 2
Un giorno zeus ammirando la forza e la maestà del leone che tra gli animali era il più forte e il più regale, lo chiamò dall'olimpo volendo affidare a lui il regno degli animali privi di ragione. Il leone sentendo da parte del dio di poter avere (la regalità) divenne contento. Immediatamente vide l'aquila di zeus e non si trattenne ma con un morso (le) spezzò catturando l'altra ala. ugualmente divorò il pavone di era, ferì la cerva di artemide e morse il montone di ermes. Zeus adirato gli scacciò un fulmine e uccise l'animale più catttivo ed ingrato.
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Il leone, il lupo e la volpe
VERSIONE DI GRECO
Libro: Gymnasion vol. 2
Traduzione n. 1
Il leone, l’asino, e la volpe fecero società fra loro e se ne andarono a caccia. Quand’ebbero fatto un buon bottino, il leone invitò l’asino a dividerlo tra di loro. L’asino fece tre parti uguali e invitò il leone a scegliere. La belva inferocita gli balzò addosso, lo divorò e poi ordinò alla volpe di far lei le parti. Essa radunò tutto in un mucchio, lasciando fuori per sé solo qualche piccolezza, e poi lo invitò a scegliere. Il leone allora le chiese chi le aveva insegnato a fare le parti così. “E’ stata la disgrazia dell’asino”, rispose la volpe.
Traduzione n. 2
Un leone, divenuto vecchio, giaceva ammalato in una caverna. E, tranne la volpe, vennero a visitare il loro re tutti gli animali. Allora il lupo, cogliendo l’occasione opportuna, si mise ad accusare la volpe davanti al leone, perché essa non teneva in alcuna stima il sovrano di tutti loro e per tale ragione si era astenuta finanche da venire a visitarlo. Ma proprio allora arrivò anche la volpe e poté sentire le ultime parole dette dal lupo. Il leone dunque le lanciò contro un ruggito. Ma la volpe, dopo averlo pregato di concederle un momento per giustificarsi, disse: “E chi, fra tutti questi che sono qui convenuti, ti ha recato un aiuto tanto grande quanto è quello che ti porto io, che sono andata in giro dappertutto, per domandare ai medici un rimedio che ti giovasse e che io sono riuscita a trovare?”. Subito allora il leone la esortò a dirgli quale fosse la cura per guarirsi; e la volpe dichiarò: “Se tu, scuoiato un lupo vivo, ne indosserai la pelliccia ancora calda”. E appena il lupo giacque ucciso, la volpe ridendo così disse: “Non bisogna spingere il padrone all’ostilità, ma alla benevolenza”.
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Gli animali dell'attica
versione di greco traduzione libro GYMNASION
Inizio: Ἡ Ἀττικὴ παντοῖα ζῷα τρέφει Fine: γλαῦκ' εἰς ' Αθήνας.
Qui trovi stesso titolo dal libro myhtos
La regione dell Attica nutre animali di ogni genere, inoltre nelle selve vivono animali di ogni specie. Celebri sono gli animali dell'Attica, come capre, avvoltoi, civette e volpi. I contadini hanno moltissimi greggi di capre: infatti la regione dona un buon nutrimento alle capre. Gli avvoltoi tendono insidie alle piccole capre: infatti le carni delle capre sono buone, e spesso capretti e agnelli sono rapiti e dilaniati dagli avvoltoi. In seguito gli avvoltoi rapiscono altri animali. Anche le volpi rapiscono animali, talvolta sono catturate dai contadini con le reti. Inoltre la civetta è sacra ad Atena: perciò le civette sono onorate dai cittadini, né sono cacciate perché dimostrano la volontà della Dea; cosi le foreste e le scogliere dell'Attica sono colme di civette. Da qui nasce il proverbio: " POrtare nottole ad Atene".
Altra proposta di traduzione stesso brano
La terra dell'attica è piena di animali di ogni genere. gli animali dell'attica noti sono ad esempio capre, avvoltoi, civette e volpi. gli abitanti dell'attica hanno innumerevoli greggi di pecore e di capre. Nella regione infatti c'è abbondanza di cibo con capre e pecore: da una parte le pecore forniscono inoltre agnellini e lana, dall'altra le capre forniscono capretti e carne. Gli avvoltoi da una parte nella foresta passano il tempo, dall'altra ripetutamente afferano capretti e agnellini. le volpi da una parte dirigendosi nel pollaio vanno dentto furtivamente provvedendo ad uccidere le galline; dall'altra sono catturate da reti o da lacci da guardiani o familiari. la civetta è sacra ad Atenaerciò le civette dagli abitanti non sono cacciate, ma sono onorate perché mostrano la volontà della dea. I boschi dell'Attica dunque sono anche pieni di pietre di civette. Quindi anche un proverbio è prodotto: "portare nottole ad Atene".