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La rapida ascesa politica e militare di Filippo
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro hellenikon phronema
Ὅτι μὲν δὴ μέγας ἐκ μικροῦ καὶ ταπεινοῦ τὸ κατ' ἀρχὰς Φίλιππος ηὔξηται, καὶ ἀπίστως καὶ στασιαστικῶς ἔχουσι πρὸς αὑτοὺς οἱ Ἕλληνες, καὶ ὅτι πολλῷ παραδοξότερον ἦν τοσοῦτον αὐτὸν ἐξ ἐκείνου γενέσθαι ἢ νῦν, ὅθ' οὕτω πολλὰ προείληφε, καὶ τὰ λοιπὰ ὑφ' αὑτῷ ποιήσασθαι, καὶ πάνθ' ὅσα τοιαῦτ' ἂν ἔχοιμι διεξελθεῖν, παραλείψω. ἀλλ' ὁρῶ συγκεχωρηκότας ἅπαντας ἀνθρώπους, ἀφ' ὑμῶν ἀρξαμένους, αὐτῷ, ὑπὲρ οὗ τὸν ἄλλον ἅπαντα χρόνον πάντες οἱ πόλεμοι γεγόνασιν οἱ Ἑλληνικοί. τί οὖν ἐστι τοῦτο; τὸ ποιεῖν ὅ τι βούλεται, καὶ καθ' ἕν' οὑτωσὶ περικόπτειν καὶ λωποδυτεῖν τῶν Ἑλλήνων, καὶ καταδουλοῦσθαι τὰς πόλεις ἐπιόντα.
Ometterò di descrivere (διεξελθεῖν, παραλείψω. ) il fatto che Filippo è diventato grande da all'inzio (κατ' ἀρχὰς) piccolo e umile e i Greci si comporta(va)no verso di lui con diffidenza e discordemente e che era molto più sorprendente che egli lo sia diventato in così tale grande misura da quello che era (prima) rispetto ad ora, e che abbia fatto il resto da sé stesso e (ometterò di descrivere) quelle tanto grandi cose che potrei temere (ἂν ἔχοιμι) che raggiunga. Ma io vedo che tutti gli uomini che hanno fatto patti con lui, cominciando da voi, per tutto il tempo sono diventati tutti nemici greci. Di cosa si tratta quindi? Di fare quello che si vuole, di uccidere così, di derubare tutti i Greci e di sottomettere le città quando arriva.
(by Anna Maria Di Leo - skuolasprint.it)
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PROGRAMMA DI DEMOSTENE
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Hellenikon Phronema
En χεφαλαίω δ α λέγω φράαας χαταβηναι βούλομαι χρηματα είαφέρειν φημί δείν την υπάρχονααν δύ ναμιν αυνέχειν έπανυρ&οϋντας ιϊτι δοχει μή χαλως εχειν μή οΐς αν τις αίτιάοηται το ολον χαταλύον τας πρέαβεις έχπέμπειν αανταχοΊ τους διδάξον τας νον& ετήαοντας πράξοντας οαα αν δϋνωνται τη πόλει παρά πάντα ταϋτα τους επι τοϋς πρά γμασι δωροδοχοϋντας χολάζειν χαί μισείν άεί χαί πανταχου ίν οι μέτριοι χαί διχαίους ίαντούς παρέχοντες εν βεβονλεϋα&αι δοχωαι χαί τοΊς αλλοις χαί εαυτο ις χαν οντω τοίς πράγμαοι χρηα&ε χαί παίοηα&ε δλιγωροϋντες απάντων Ιαως αν ϊαως χαί νίιν ετι τά λοιπά βελτίω γένοιτο ει μέντοι χα &εδεία&ε αχρι τοϋ βορνβηΌαι χαί έπαινέααι σπουδάζοντες εάν δέ δέβ τι ποιείν αναδυόμενοι ουχ δρω λόγον οστις ανευ τοϋ ποιείν ν μας α προσήχει δυνήσεται την πόλιν αωααι
TRADUZIONE
Riassumo il mio discorso e scendo dalla tribuna. Secondo me dovete versare i contributi, tenere unito l'esercito già esistente, apportando delle modifiche se sembra avere qualche difetto, senza scioglierlo completamente da eventuali accuse, e inviare dovunque, in qualità di ambasciatori, persone che impartiscano istruzioni, che diano avvertimenti, che agiscano. Ma soprattutto dovete punire quanti si lasciano corrompere per le loro prestazioni e detestarli sempre, affinché sembri che le persone che si mostrano moderate e giuste decidano bene per gli altri e per sé. Se agirete così e smetterete di trascurare ogni cosa, forse anche adesso la situazione potrebbe ancora migliorare. Se voi invece starete fermi limitando il vostro impegno agli schiamazzi in segno di protesta e agli applausi, evitando di agire quando ce n'è bisogno, non vedo quale discorso potrà salvare lo stato, senza che voi compiate il vostro dovere.
Le parti della filosofia secondo lo stoicismo - versione greco Diogene Laerzio da Hellenikon phronem
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LE PARTI DELLA FILOSOFIA SECONDO LO STOICISMO
VERSIONE DI GRECO di Diogene Laerzio
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
TRADUZIONE
(Gli Stoici) sostengono che la filosofia sia composta da tre parti: queste sono la fisica, l'etica e la logica. Così le divise per primo Zenone di Cizio nel perì logou (libro della logica) e anche Crisippo nel primo perì logou (libro della logica) e nel primo libro della fisica, Apollodoro e Sillo nel primo libro dell'opera sull'introduzione alle dottrine, Eudromo nel libro dell'etica stoica e Diogene il babilonese e Poseidonio. Mentre Apollodoro da a queste parti il nome di "luoghi", Crisippo ed Eudromo (le chiamano) "specie", altri (le chiamano) generi. Paragonano la filosofia all'essere vivente, paragonando la logica alle ossa e ai nervi, l'etica alle carni, la fisica all'anima. Oppure (la paragonano) ad un uovo: (sostengono che) le parti esterne sono la logica, le parti di mezzo l'etica, le pari interne la fisica. (la paragonano) anche ad un terreno fertile: lo steccato che gli è intorno è la logica, il frutto è l'etica, la terra e le piante la fisica. (la paragonano) anche ad una città difesa ed amministrata giustamente dalla ragione.
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ORIGINE DELLA FILOSOFIA
VERSIONE DI GRECO di Diogene Laerzio
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
TRADUZIONE
Alcuni dicono che l'attività (lett. "il lavoro") della filosofia abbia avuto origine dai barbari. (dicono che) i Magi l'abbiano inventata presso i persiani, i Caldei (l'abbiano inventata) presso i babilonesi o gli assiri, i Gimnosofisti (l'abbiano inventata) presso gli indiani, coloro che sono chiamati Druidi e Semnotei (l'abbiano inventata) presso i celti e i galli, secondo ciò che dice Aristotele nel suo libro della magia e Sozione nel ventitreesimo libro della successione. E (dicono) che Oco era (nato) fenicio, Zalmoxi (era nato) tracio ed Atlante (era nato) libico. Gli egiziani infatti (dicono) che Efesto fosse figlio del Nilo e che abbia dato origine alla filosofia della quale sono capi sacerdoti e profeti. Da allora fino ad Alessandro il macedone si dice che passassero 48. 863 anni (lett. "quattro miriadi e ottomilaottocentosessantatre anni"): durante questi (anni) ci furono 373 eclissi di sole e 832 eclissi di luna.
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ORIGINI BABILONESI DI OMERO
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Hellenikon Phronema
INIZIO: ουπο δε δυο η τρεις ημεραι διεληλυθεσαν, και προσελθων εγω Ομηωρω
FINE: αυτικα ηπισταμην : εωρα γαρ, ωστε ουδε πυνθανεσθαι εδεομην.
TRADUZIONE
Non erano scorsi due o tre giorni, e io avvicinatomi al poeta Omero chiacchierai di molte cose, e gli domandai di dove era, dicendogli che di questo fino al giorno d'oggi si fa un gran quistionare tra noi. Ed egli mi rispose che sapeva come alcuni lo fanno di Chio, altri di Smirne, e molti di Colofone; ma egli era di Babilonia, e dai suoi cittadini non chiamato Omero, ma Tigrane; e che poi venuto in Grecia con altri ostaggi, qui chiamati omeri, aveva mutato il nome. Gli domandai anche di certi versi riprovati, se erano stati scritti da lui; ed egli mi disse che tutti eran suoi; onde io mandai un canchero a Zenodoto e ad Aristarco grammatici che cercano il pelo nell'uovo. E questo verso? Sì. E quest'altro? Anche. E perché cominciasti da quel Cantami l'ira? Perché così mi venne in capo: credi tu che ci pensavo? Ed è vero, come dicono molti, che scrivesti l'Odissea prima dell'Iliade? Costoro non sanno quel che si dicono. Che egli poi non era cieco, come dicono, me ne avvidi subito, perché lo guardai in fronte: onde non fu bisogno domandarlo. E di queste chiacchierate ne facevamo spesso: quando lo vedevo sfaccendato, mi avvicinavo a lui e gli domandavo qualche cosa; ed egli volentieri mi rispondeva a tutto, specialmente dopo che si sbrigò d'una causa, che egli vinse. Gli fu posta una querela d'ingiuria da Tersite, per quei motti scottanti che gli gittò nella sua poesia, ma Omero si prese Ulisse per avvocato, e riuscì vincitore.