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I vantaggi della pace
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
Ει την ειρηνην ποιησομεν και τοιοτους ημας αυτους παρασχησομεν, ...
ταυτα δε δια πρεσβειας ραστα κομιουμεθα.
TRADUZIONE n. 1
Se faremo la pace e mostreremo noi stessi tali quali le leggi più sante della città ci ordinano di essere, governeremo la nostra patria con molta sicurezza, senza guerre, pericoli o turbamento, nel quale ora con reciproco danno siamo caduti, ogni giorno con facilità faremo prosperare sicuramente coloro che lavorano la terra, coloro che solcano il mare e coloro che attendono ad altre opere. Vedremo che la città riceverà il doppio delle entrate di ora, diventerà piena di mercanti, stranieri e meteci dei quali ora siamo mancanti. Ma ciò che più importa, avremo come alleati tutti gli uomini non perché sono sopraffatti dalla nostra forza ma perché prontissimi ad aiutarci anche nei pericoli contro gli avversari, come è giusto che facciano coloro che sono veramente alleati e amici. Oltre a ciò, quanto noi a causa della tracotanza da stolti tentiamo di prendere invece lo otteremo grazie all'intercessione
traduzione n. 2
Se faremo la pace ci atterremo agli ordini dei patti comuni vivremo in totale tranquillità qui nella nostra città liberi da guerre da pericoli e dal disordine interno imperante e ogni giorno faremo un passo avanti verso l'agiatezza esenti da tributi trierarchie e dalle altre liturgie che la guerra spilla a chi ne ha. Senza paura potremo coltivare i campi navigare il mare e riprendere le altre attività che ora cusa la guerra nessuno più cura. Vedremo la nostra città avere il doppio delle entrate attuali e traboccare come ieri di mercanti e stranieri e meteci: ora ne è così deserta! Ma la cosa più importante è che avremo tuttoi l mondo alleato non costretto ma convinto e che non sarà disposto ad accoglieri nel momento del pericolo quanto tutto va bene ma si comporterà in tutto come un fedele alleato. Inoltre quelo che non riusciamo a conquistare con le armi e con enormi speso lo riotterremo facilmente tramite delle trattative.
traduzione alternativa
Se attuassimo la pace, e presentassimo noi stessi tali, come gli accordi prescrivono, abiteremmo la città in grande riparo, distolti da guerre e pericoli e turbamento, a causa del quale ora ci troviamo gli uni di fronte agli altri, contribuiremmo ogni giorno alla ricchezza, esentati dai tributi e dagli obblighi all'armamento di una trireme e dagli altri servizi riguardanti la guerra, coltivando senza timore e navigando per mare e intraprendendo le altre attività, che ora a causa della guerra abbiamo tralasciato. Vedremo che la città prenderà profitti doppi rispetto ad ora essendo diventata piena di mercanti sia stranieri sia residenti, dei quali adesso vi è mancanza. ora ne è così deserta! Ma la cosa più importante è che avremo tuttoi l mondo alleato non costretto ma convinto e che non sarà disposto ad accoglieri nel momento del pericolo quanto tutto va bene ma si comporterà in tutto come un fedele alleato. Inoltre quelo che non riusciamo a conquistare con le armi e con enormi speso lo riotterremo facilmente tramite delle trattative.
ancora da altro libro
se faremo la pace, e se dimostriamo a noi stessi tali, quali i patti comuni comanderanno, con grande sicurezza abiteremo la città, allontanandoci dalla guerra, dai pericoli, dalle battaglie, nel quale ora la restaureremo l'un l'altro, aumenteremo a ciascuno il giorno con agio, esentati dai tributi e dai comandi di una trireme e gli altri impegni vicino alla guerra, coltiveremo fiduciosamente la terra e navigheremo il mare e ci dedicheremo alle altre attività, che ora abbiamo abbandonato per la guerra. vedremo la città che guadagnerà ora il doppio delle entrate, diventa piena di mercanti, stranieri e forestieri di cui ora è vuota. grande cosa, avremo come alleati tutti uomini, non con la violenza ma per persuasione, ne nei momenti di sicurezza presteremo ascolto al potere, nei pericoli invece ci ribelleremo ma così disposti che bisogna in verità che gli alleati siano anche amici.
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Missione colonizzatrice di Atene
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: Η πολις η ημετερα ορωσα τους μεν βαρβαρους
TRADUZIONE
Ma all'incirca nello stesso periodo la nostra città, vedendo i barbari in possesso della maggior parte del paese, mentre gli Elleni erano confinati in uno spazio ristretto e, a causa della scarsezza della terra, stavano cospirando e facendo irruzioni contro l'un l'altro e stavano morendo, alcuni per la necessità dei bisogni quotidiani, altri per la guerra. La nostra città - dico - non era soddisfatta nel lasciare le cose com'erano, quindi mandò i capi dai diversi stati che, arruolando le persone più bisognose e mettendosi al loro comando, sopraffecero i barbari in guerra, fondarono molte città nell'uno o nell'altro continente, stabilirono colonie in tutte le isole e salvarono entrambi, coloro che li seguirono e coloro che rimasero dietro. Poichè come ultima cosa lasciarono il paese natale - sufficiente per i loro bisogni, per prima cosa si procurarono più terra di quanta mai ne avevano posseduta da quando avevano abbracciato nelle loro conquiste tutti i territori che ora gli Elleni possiedono. E quindi spianarono la strada anche per coloro che più tardi nel tempo decisero di mandare i coloni e imitare la nostra città, poiché questi non dovettero subire i pericoli della guerra nell'acquisire i territori, ma poterono andare nel paese da noi delimitato e sistemarsi li.
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Il buon governo
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Kata logon
έγώ δε φημϊ τάς μεν έδέας των πολιτειών τρεις εϊναι μόνας ολιγαρχίαν δημοκρατίαν μοναρχίαν των δ εν ταύταις οί κούντων όσοι μεν είώ&αοιν έπϊ τάς αρχάς κα&ιοτάναι καϊ τάς α λας πράξεις τους ϊκανωτάτους των πολιτών και τους μέλλοντας αριατα καϊδικαιότατα των πραγμάτων έπιατατήαειν Ι0 τούτο ϊ μίν έν απάοαις ταΤς πολιτείαις καλώς οΐκήαειν καϊ προς οφάς αντουςκαϊ προς τον αλλους τους δε τοϊς &ρα αντάτοις καϊ κονηροτάτοις έπϊ ταντα χρωμένους καϊ των μίν τη πόλει ανμφερόντων μηδεν φροντίζαναιν νπερ δε της αντών πλεονεξίας ετοϊμοις ονοιν οτιοϋν πάοχειν τάς δε τον των πόλεις ό αοίως οίκήαεα&αι ταϊς των προεατώτων πονη ρίαις τους δε μή οντως μη& ως πρότερον είπον άλλ οταν μεν &αρρώβι τούτονϊ μάλιατα τιμώντας τονς προς χάριν λέγοντας οτο ν δΙ δείαωοιν έπϊ τους βελτίατους καϊ φρονιμωτάτους καταφεύγοντας τους δε τοιονζονς έναλλάξ Ο τοτε μεν χείρον τοτε δε βέλτιον πράξειν
Clicca qui se ti serve lo stesso titolo ma diversa dal libro Esperia
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Missione colonizzatrice di Atene
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Kosmos
Inizio: Η πολις η ημετερα ορωσα τους μεν βαρβαρους
TRADUZIONE
Ma all'incirca nello stesso periodo la nostra città, vedendo i barbari in possesso della maggior parte del paese, mentre gli Elleni erano confinati in uno spazio ristretto e, a causa della scarsezza della terra, stavano cospirando e facendo irruzioni contro l'un l'altro e stavano morendo, alcuni per la necessità dei bisogni quotidiani, altri per la guerra. La nostra città - dico - non era soddisfatta nel lasciare le cose com'erano, quindi mandò i capi dai diversi stati che, arruolando le persone più bisognose e mettendosi al loro comando, sopraffecero i barbari in guerra, fondarono molte città nell'uno o nell'altro continente, stabilirono colonie in tutte le isole e salvarono entrambi, coloro che li seguirono e coloro che rimasero dietro. Poichè come ultima cosa lasciarono il paese natale - sufficiente per i loro bisogni, per prima cosa si procurarono più terra di quanta mai ne avevano posseduta da quando avevano abbracciato nelle loro conquiste tutti i territori che ora gli Elleni possiedono. E quindi spianarono la strada anche per coloro che più tardi nel tempo decisero di mandare i coloni e imitare la nostra città, poiché questi non dovettero subire i pericoli della guerra nell'acquisire i territori, ma poterono andare nel paese da noi delimitato e sistemarsi li.
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Il mito dell'autoctonia
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
ὁμολογεῖται μὲν γὰρ τὴν πόλιν ἡμῶν ἀρχαιοτάτην εἶναι καὶ μεγίστην καὶ παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις ὀνομαστοτάτην: οὕτω δὲ καλῆς τῆς ὑποθέσεως οὔσης, ἐπὶ τοῖς ἐχομένοις τούτων ἔτι μᾶλλον ἡμᾶς προσήκει τιμᾶσθαι. ταύτην γὰρ οἰκοῦμεν οὐχ ἑτέρους ἐκβαλόντες οὐδ' ἐρήμην καταλαβόντες οὐδ' ἐκ πολλῶν ἐθνῶν μιγάδες συλλεγέντες, ἀλλ' οὕτω καλῶς καὶ γνησίως γεγόναμεν, ὥστ' ἐξ ἧσπερ ἔφυμεν, ταύτην ἔχοντες ἅπαντα τὸν χρόνον διατελοῦμεν, αὐτόχθονες ὄντες καὶ τῶν ὀνομάτων τοῖς αὐτοῖς, οἷσπερ τοὺς οἰκειοτάτους, τὴν πόλιν ἔχοντες προσειπεῖν: μόνοις γὰρ ἡμῖν τῶν Ἑλλήνων τὴν αὐτὴν τροφὸν καὶ πατρίδα καὶ μητέρα καλέσαι προσήκει. καίτοι χρὴ τοὺς εὐλόγως μέγα φρονοῦντας καὶ περὶ τῆς ἡγεμονίας δικαίως ἀμφισβητοῦντας καὶ τῶν πατρίων πολλάκις μεμνημένους τοιαύτην τὴν ἀρχὴν τοῦ γένους ἔχοντας φαίνεσθαι.
TRADUZIONE
Sono d'accordo sul fatto che la nostra città sia nella regione la più antica, la più grande e la più famosa presso tutti gli uomini: così essendoci una tale bella premessa, inseguito a questo noi l'onoriamo ancora di più.
Infatti non abbiamo scacciato un altro popolo per abitare questa terra non avendola trovata deserta non essendoci riuniti come un insieme confuso di tribù, ma essendo nati così degnamente e nobilmente da lei occupiamo senza interruzione la terra. Essendo autoctoni e possiamo chiamare la città con gli stessi nomi che diamo ai più stretti familiari.
Infatti a noi soli giunge per chiamarla nutrice degli Elleni e patria e madre. Per la verità bisogna molto che essendo saggi si mostrano con buona ragione e discutendo realmente si mostrino per l'egemonia e facendo ricordare molto si mostrino degli ereditari avendo tale inizio di stirpe.