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Il governo deve essere affidato ai più degni
Versione greco Isocrate traduzione libro
Taxis n. 345 pagina 382
έγώ δε φημϊ τάς μεν έδέας των πολιτειών τρεις εϊναι μόνας ολι γαρχίαν δημοκρατίαν μοναρχίαν των δ εν ταύταις οί κούντων όσοι μεν είώ&αοιν έπϊ τάς αρχάς κα&ιοτάναι καϊ τάς α λας πράξεις τους ϊκανωτάτους των πολιτών και τους μέλλοντας αριατα καϊδικαιότατα των πραγμάτων έπιατατήαειν τούτο ϊ μίν έν απάοαις ταiς πολιτείαις καλώς οΐκήαειν καϊ προς οφάς αντουςκαϊ προς τον αλλους τους δε τοϊς &ρα αντάτοις καϊ κονηροτάτοις έπϊ ταντα χρωμένους καϊ των μίν τη πόλει ανμφερόντων μηδεν φροντίζαναιν νπερ δε της αντών πλεονεξίας ετοϊμοις ονοιν οτιοϋν πάοχειν τάς δε τον των πόλεις ό αοίως οίκήαεα&αι ταϊς των προεατώτων πονη ρίαις τους δε μή οντως μη& ως πρότερον είπον άλλ οταν μεν &αρρώβι τούτονϊ μάλιατα τιμώντας τονς προς χάριν λέγοντας οτο ν δΙ δείαωοιν έπϊ τους βελτίατους καϊ φρονιμωτάτους καταφεύγοντας τους δε τοιονζονς έναλλάξ Ο τοτε μεν χείρον τοτε δε βέλτιον πράξειν
Io però sono dell'opinione che le forme di governo possibili sono solo tre: l'olgarchia la democrazia e la democrazia. E di tutti i popoli che sono sottopoti a questi regimi, quelli, che sono abituati a porre nei posti decisivi e ad affidare le cariche politiche alle persone più capaci e intenzionate a governare la cosa pubblica al meglio delle loro possibilità e con assoluta giustizia, sapranno vivere bene sotto tutti i regimi, sia per quanto concerne le relazioni interne che gli affari esteri. Chi invece si serve dei politici più prepotenti e malvagi, uomini che non si preoccupano affatto degli interessi della città e per arricchirsi sono pronti ad affrontare qualsiasi pericolo, vedrà la sua città governata conformemente alla malvagità dei capi. Esistono poi delle persone, diverse da queste e da quelle che ho menzionato prima: la gente che quando si sente in forza attribuisce onori a chi la adula, quando invece è in difficoltà e ha paura si affida ai migliori e ai più saggi. Queste persone una volta staranno peggio e una volta meglio.
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Inizio : Ετι ταπεινες ουσης της Ελλαδος .... fine: και πολεις μεγαλας κατοικισθηναι
Essendo ancora la Grecia una regione pianeggiante, i Traci andavano verso la nostra terra con Eumolto figlio di Poseidone, gli Sciti con le Amazzoni figlie di Ares, non nello stesso periodo ma in quello in cui entrambi dominavano l'Europa, odiando in ogni modo la stirpe dei Greci avendo mosso per proprio conto accuse contro di noi, credendo di aver combattuto in questo modo nei pressi di una città, avendo dominato contemporaneamente su tutte. Non ebbero successo ma nei confronti dei nostri antenati essendosi scontrati allo stesso modo distrussero come se avessero combattuto contro tutti gli uomini. È evidente la potenza di coloro che diventano scellerati verso quelli. Infatti, qualora in qualche modo i discorsi riguardo quelli perdurano in quel tempo, le cose fatte (i fatti compiuti) spesso non sono superiori agli altri. Dunque si dice riguardo le Amazzoni che nessuna si allontanava al contrario di coloro che se ne vanno, che quelle che erano state abbandonate dal caso furono scacciate dal potere. Si dice intorno ai Traci che i popoli confinanti a quel tempo abitavano presso di noi, in quel tempo se ne andarono a causa della spedizione così che nel mezzo della regione, molti popoli e stirpi di ogni genere si stabilirono (oppure fondarono grandi città) in grandi città.
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Norme di comportamento
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Il greco per il biennio
TRADUZIONE
Le relazioni fra gente da poco basta un breve lasso di tempo per disperderle, mentre le amicizie tra uomini per bene neppure l’eternità potrebbe cancellarle. Non giurare in nome di nessuno degli dei per denaro. Accontentati di quello che hai e cerca il meglio. Non rinfacciare a nessuno la sua disgrazia, perché la sorte colpisce tutti ed il futuro è imprevedibile. Sii affabile con chi ti si avvicina, non altezzoso: l’arroganza degli altezzosi la sopporterebbero a fatica gli schiavi, mentre i modi delle persone affabili tutti li accolgono con piacere. Come, infatti, l’ape la vediamo posarsi su tutti i fiori e da ciascuno trarre il meglio, così bisogna che anche chi aspira all’educazione di nulla rifugga dal fare esperienza e da ogni parte raccolga quanto gli è utile.
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Benefici della pace
Versione greco Isocrate e Traduzione
QUI TROVI STESSO TITOLO DIVERSA DAL LIBRO ANTRHOPON ODOI
μὲν τοίνυν πόλεμος ἁπάντων ἡμᾶς τῶν εἰρημένωνἀπεστέρηκεν· καὶ γὰρ πενεστέρους πεποίηκε, καὶ πολλοὺςκινδύνους ὑπομένειν ἠνάγκασε, καὶ πρὸς τοὺς Ἕλληναςδιαβέβληκε, καὶ πάντας τρόπους τεταλαιπώρηκεν ἡμᾶς. ἢν δὲ τὴν εἰρήνην ποιησώμεθα καὶ τοιούτους ἡμᾶςαὐτοὺς παράσχωμεν οἵους αἱ κοιναὶ συνθῆκαι προστάτ-τουσι, μετὰ πολλῆς μὲν ἀσφαλείας τὴν πόλιν οἰκήσομεν, ἀπαλλαγέντες πολέμων καὶ κινδύνων καὶ ταραχῆς, εἰςἣν νῦν πρὸς ἀλλήλους καθέσταμεν, καθ’ ἑκάστην δὲ τὴνἡμέραν πρὸς εὐπορίαν ἐπιδώσομεν, ἀναπεπαυμένοι μὲντῶν εἰσφορῶν καὶ τῶν τριηραρχιῶν καὶ τῶν ἄλλων τῶνπερὶ τὸν πόλεμον λειτουργιῶν, ἀδεῶς δὲ γεωργοῦντεςκαὶ τὴν θάλατταν πλέοντες καὶ ταῖς ἄλλαις ἐργασίαιςἐπιχειροῦντες αἳ νῦν διὰ τὸν πόλεμον ἐκλελοίπασιν. ὀψόμεθα δὲ τὴν πόλιν διπλασίας μὲν ἢ νῦν τὰς προσόδους λαμβάνουσαν, μεστὴν δὲ γιγνομένην ἐμπόρων καὶξένων καὶ μετοίκων ὧν νῦν ἐρήμη καθέστηκεν
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Impudenza dei sofisti
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Taxis
οὗτοι τοίνυν εἰς τοῦτο τόλμης ἐληλύθασιν, ὥστε πειρῶνται πείθειν τοὺς νεωτέρους ὡς, ἢν αὐτοῖς πλησιάζωσιν, ἅ τε πρακτέον ἐστὶν εἴσονται καὶ διὰ ταύτης τῆς ἐπιστήμης εὐδαίμονες γενήσονται. καὶ τηλικούτων ἀγαθῶν αὑτοὺς διδασκάλους καὶ κυρίους καταστήσαντες, οὐκ αἰσχύνονται τρεῖς ἢ τέτταρας μνᾶς ὑπὲρ τούτων αἰτοῦντες. ἀλλ' εἰ μέν τι τῶν ἄλλων κτημάτων πολλοστοῦ μέρους τῆς ἀξίας ἐπώλουν, οὐκ ἂν ἠμφεσβήτησαν ὡς εὖ φρονοῦντες τυγχάνουσι, σύμπασαν δὲ τὴν ἀρετὴν καὶ τὴν εὐδαιμονίαν οὕτως ὀλίγου τιμῶντες, ὡς νοῦν ἔχοντες διδάσκαλοι τῶν ἄλλων ἀξιοῦσι γίγνεσθαι. καὶ λέγουσι μὲν ὡς οὐδὲν δέονται χρημάτων, ἀργυρίδιον καὶ χρυσίδιον τὸν πλοῦτον ἀποκαλοῦντες, μικροῦ δὲ κέρδους ὀρεγόμενοι μόνον οὐκ ἀθανάτους ὑπισχνοῦνται τοὺς συνόντας ποιήσειν
TRADUZIONE
Essi dunque sono giunti a tal punto di audacia, da provare a persuadere i giovani che, qualora saranno loro seguaci, conosceranno ciò che bisogna fare e attraverso questa conoscenza saranno felici. E, pur presentandosi come maestri e signori di tali beni non si vergognano di chiedere tre o quattro mine per essi. Ma se vendessero qualcuno tra gli altri beni a una piccolissima parte del valore, non sosterrebbero di essere saggi, invece, stimando così poco tutta quanta la virtù e la felicità, come se avessero senno, pensano di essere degni di diventare maestri degli altri. E dicono che non hanno per niente bisogno di beni, stimando la ricchezza un poco di oro e di argento, e invece, aspirando a un piccolo guadagno, per poco non promettono di rendere i discepoli immortali.