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La pace è l'unico garante di una vita serena e prospera
Versione greco Isocrate
Traduzione libro Alfabeta grammata
Inizio: ο μεν τοινυν πολεμος απαντων ημας των ειρημενων απεστερηκεν fine: μετοικωυ ων νυν ερημη καθεστηκεν.
La guerra ci ha privato di tutto quello che ho appena detto perché ci ha reso più poveri ci ha costretto ad affronare molti pericoli ci ha fatto diventare il flagello di tutti i greci e ci ha torturato in ogni momento. Ma se faremo la pace ci atterremo agli ordini dei patti comuni vivremo in totale tranquillità qui nella nostra città liberi da guerre da pericoli e dal disordine interno imperante e ogni giorno faremo un passo avanti verso l'agiatezza esenti da tributi trierarchie e dalle altre liturgie che la guerra spilla a chi ne ha. Senza paura potremo coltivare i campi navigare il mare e riprendere le altre attività che ora cusa la guerra nessuno più cura. Vedremo la nostra città avere il doppio delle entrate attuali e traboccare come ieri di mercanti e stranieri e meteci: ora ne è così deserta! Ma la cosa più importante è che avremo tuttoi l mondo alleato non costretto ma convinto e che non sarà disposto ad accoglieri nel momento del pericolo quanto tutto va bene ma si comporterà in tutto come un fedele alleato.
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Pitagora introduce in Grecia la cultura degli Egizi
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
Inizio: πυταγορας ο σαμιος αφικομενος εις αιγυπτον και μαθητης εκεινων γενομενος
fine: θαυμαζουσιν η τους επι τω λεγειν μεγιστην δοξαυ εχουτας.
TRADUZIONE
Pitagora di Samo andato in Egitto e fattosi loro discepolo , portò in Grecia, per primo, lo studio d’ogni genere di filosofia, e più degli altri si prese cura dei sacrifici e delle cerimonie religiose, giudicando che, se anche non avesse ricevuto per questo alcun bene dagli dèi, avrebbe tuttavia conseguito gloria grandissima tra gli uomini. E così fu. Perché la sua gloria superò di tanto quella degli altri uomini, che i giovani tutti desideravano di diventare suoi discepoli, e i vecchi preferivano che i loro figli stessero con lui piuttosto che s’occupassero degli affari familiari. Né si può dubitare di questa tradizione, perché, ancor oggi, quelli che si vantano d’essere suoi discepoli, sono, anche se tacciono, più ammirati di quanti hanno conseguito con la parola fama grandissima.
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Atene ha combattuto per la libertà della Grecia VERSIONE DI GRECO di Isocrate TRADUZIONE dal libro Askesis
Αθυμως γαρ απαντων των συμμαχων διακειμενων, και Πελοποννησιων μεν διατειχιξοντων τον Ισθμον και ζητουντων ιδιαν αυτοις σωτηριαν, των δ' αλλων πολεων υπο τοις βαρβαροις γεγενημενων και συστρατευομενων εκεινοις, πλην ει τις δια μικροτητα παρημεληθη, προσπλεουσων δε τριηρων διακοσιων και χιλιων και πεζης στρατιας αναριθμητου μελλουσης εις την Αττικην εισβαλλειν, ουδεμιας σωτηριας αυτοις υποφαινομενης, αλλ' ερημοι συμμαχων γεγενημενοι και των ελπιδων απασων διημαρτηκοτες, εξον αυτοις μη μονον τους παροντας κινδυνους διαφυγειν, αλλα και τιμας εξαιρετους λαβειν, ας αυτοις εδιδου βασιλευς ηγουμενος, ει το της πολεως προσλαβοι ναυτικον, παραχρημα και Πελοποννησου κρατησειν, ουχ υπεμειναν τας παρ' εκεινου δωρεας, ουδ' οργισθεντες τοις Ελλησιν, οτι προυδοθησαν, ασμενως επι τας διαλλαγας τας προς τους βαρβαρους ωρμησαν, αλλ' αυτοι μεν υπερ της ελευθεριας πολεμειν παρεσκευαζοντο, τοις δ' αλλοις την δουλειαν αιρουμενοις συγγνωμην ειχον.

TRADUZIONE
Quando infatti tutti gli alleati erano scoraggiati e i Peloponnesiaci chiudevano l’istmo con un muro e cercavano la loro propria salvezza, mentre le altre città erano cadute in potere dei barbari e combattevano con loro, tranne qualcuna che era stata trascurata per la sua poca importanza, mentre milleduecento triremi navigavano contro e un innumerevole esercito stava per invadere l’Attica, senza che nessuna speranza di salvezza apparisse loro, privi di alleati, falliti in tutte le loro speranze, sebbene fosse loro lecito non solo sfuggire ai pericoli presenti, ma anche ricevere onori eccezionali che il Re offriva loro nella convinzione che, se si fosse assicurato l’appoggio della flotta della città, subito sarebbe diventato signore anche del Peloponneso, rifiutarono i doni del Re né, irritati con i Greci per essere stati traditi, volentieri si volsero a stringere accordi cori i barbari, ma si preparavano anzi a combattere per la libertà, mentre perdonavano agli altri che preferivano la servitù.
Altro tentativo di traduzione
Trovandosi senza coraggio tutti gli alleati gli abitanti del Peloponneso fortificando l'Istmo e desiderando la propria salvezza per loro, essendo cadute le altre città sotto il dominio dei barbari e facendo compagnie militari con questo, eccetto qualcuna che fu trascurata per la sua piccolezza, avanzando 1200 triremi e un enorme esercito che combatte a terra essendo sul punto di invadere l'Attica, non mostrandosi per gli Ateniesi alcuna salvezza, poiché erano rimasti senza alleati e avevano smarrito tutte le speranze, pur essendo possibile per loro non solo scappare dai pericoli presenti ma anche ricevere onori speciali che il re dava a loro che riteneva che se si fosse procurato l'aiuto della ciurma, avrebbe dominato al momento anche sul Peloponneso, non accettarono da parte sua, essendo adirati coi greci poiché li avevano lasciati indifesi né in modo lieto tesero ad un accordo con i barbari, gli Ateniesi si preparavano a combattere per la libertà ma giudicavano con benevolenza tutti coloro che preferivano la schiavitù.
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Elena prediletta da Zeus
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
Tὴν μὲν οὖν ἀρχὴν τοῦ λόγου ποιήσομαι τὴν ἀρχὴν τοῦ γένους αὐτῆς. Πλείστων γὰρ ἡμιθέων ὑπὸ Διὸς γεννηθέντων μόνης ταύτης γυναικὸς πατὴρ ἠξίωσε κληθῆναι. Σπουδάσας δὲ μάλιστα περὶ τε τὸν ἐξ Ἀλκμήνης καὶ τοὺς ἐκ Λήδας, τοσούτῳ μᾶλλον Ἑλένην Ἡρακλέους προὐτίμησεν ὥστε τῷ μὲν ἰσχὺν ἔδωκεν, ἣ βίᾳ τῶν ἄλλων κρατεῖν δύναται, τῇ δὲ κάλλος ἀπένειμεν, ὃ καὶ τῆς ῥώμης αὐτῆς ἄρχειν πέφυκεν. Εἰδὼς δὲ τὰς ἐπιφανείας καὶ τὰς λαμπρότητας οὐκ ἐκ τῆς ἡσυχίας, ἀλλ’ἐκ τῶν πολέμων καὶ τῶν ἀγώνων γιγνομένας, βουλόμενος αὐὼτν μὴ μόνον τὰ σώματ’εἰς θεοὺς ἀναγαγεῖν ἀλλὰ καὶ τὰς δόξας ἀειμνήστους καταλιπεῖν, τοῦ μὲν ἐπίπονον καὶ φιλοκίνδυνον τὸν βίον κατέστησε, τῆς δὲ περίβλεπτον καὶ περιμάχητον τὴν φύσιν ἐποίησεν.
TRADUZIONE
Dunque userò l'origine della mia stirpe come inizio del mio discorso. Infatti, benchè moltissimi semidei furono generati da Zeus, ritenne di essere chiamato padre di quella sola donna. pur interessandosi specialmente del figlio avuto da Alcmena e di quelli avuti da Leda, si interessò tanto più di Elena che di Eracle, cosicchè a quello diede la forza che può dominare gli altri con la violenza, mentre a lei diede la bellezza, che era portata per natura a dominare sulla forza stessa. Sapendo che gli onori e la gloria non provengono dalla pace, ma che essi sono generati dalle guerre, volendo di quelli non solo condurre i corpi agli dei, ma anche lasciare eterna gloria, dell'uno rese la vita piena di rischi e di pericoli, mentre dell'altra rese la bellezza tale da essere venerabile e desiderabile.
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La poesia di Omero ci imprime nell'animo
l'odio per i barbari Versione greco Isocrate
Oἶμαι δὲ καὶ τὴν Ὁμήρου ποίησιν μείζω λαβεῖν δόξαν, ὅτι καλῶς τοὺς πολεμήσαντας τοῖς βαρβάροις ἐνεκωμίασε, καὶ διὰ τοῦτο βουληθῆναι τοὺς προγόνους ἡμῶν ἔντιμον αὐτοῦ ποιῆσαι τὴν τέχνην ἔν τε τοῖς τῆς μουσικῆς ἄθλοις καὶ τῇ παιδεύσει τῶν νεωτέρων, ἳνα πολλάκις ἀκούοντες τῶν ἐπῶν ἐκμανθάνωμεν τὴν ἔχθραν τὴν ὑπάρχουσαν πρὸς αὐτούς, καὶ ζηλοῦντες τὰς ἀρετὰς τῶν στρατευσαμένων τῶν αὐτῶν ἔργων ἐκείνοις ἐπιθυμῶμεν. ὥστε μοι δοκεῖ πολλὰ λίαν εἶναι τὰ παρακελευόμενα πολεμεῖν αὐτοῖς, μάλιστα δ' ὁ παρὼν καιρός, ὃν οὐκ ἀφετέον: καὶ γαἰσχρὸν παρόντι μὲν μὴ χρῆσθαι, παρελθόντος δ' αὐτοῦ μεμνῆσθαι. τί γὰρ ἂν καὶ βουληθεῖμεν ἡμῖν προσγενέσθαι, μέλλοντες βασιλεῖ πολεμεῖν, ἔξω τῶν νῦν ὑπαρχόντων;
Sono convinto he la poesia di Omero gode di una fama così superiore alle altre proprio perché ha tessuto uno splendido elogio dei Greci che combatterono contro i barbari. Perciò i nostri padri hanno voluto che l'arte di quel poeta fosse privilegiata nei certami poetici e anche nel corso del iter educativo dei giovani: perché noi, più e più volte ascoltando quei versi, imparassimo come a memoria l'odio che esiste contro di loro e fossimo spinti dall'ammirazione dei valorosi che 'combatterono quella guerra a emularne le gesta. Ci sono dunque fin troppi motivi che spingono a fare la guerra contro di loro, e soprattutto Io è la situazione attuale, che offre le più alte garanzie di successo. Una situazione che non dobbiamo lasciarci scappare, anzi, sarebbe una vergogna non approfittarne» per poi rammaricarcene quando sia sfumata. Cosa possiamo infatti aspettarci di meglio delle circostanze pre-senti per fare la guerra al Re?
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