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Nessun bene gli dèi danno agli uomini senza il lavoro e impegno; ma se vuoi che gli dèi ti siano benevoli, bisogna venerarli; se vuoi essere amato dagli amici, devi devi beneficarli; se desideri essere stimato da una città, devi giovare ad essa; se pretendi di essere ammirato da tutta la Grecia per la virtù, devi cercare di far del bene alla Grecia. Se vuoi che la terra ti produca frutti abbondanti, devi prendertene cura; se credi di doverti arricchire allevando con il bestiame, devi prendertene cura. Se poi vuoi essere forte nel corpo, devi abituare il corpo a servire la mente ed esercitarlo con fatiche e sudore.
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Inferiorità dei barbari rispetto ai greci
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
οὐ γὰρ οἷόν τε τοὺς οὕτω τρεφομένους καὶ πολιτευομένους οὔτε τῆς ἄλλης ἀρετῆς μετέχειν οὔτ' ἐν ταῖς μάχαις τρόπαιον ἱστάναι τῶν πολεμίων. πῶς γὰρ ἐν τοῖς ἐκείνων ἐπιτηδεύμασιν ἐγγενέσθαι δύναιτ' ἂν ἢ στρατηγὸς δεινὸς ἢ στρατιώτης ἀγαθός, ὧν τὸ μὲν πλεῖστόν ἐστιν ὄχλος ἄτακτος καὶ κινδύνων ἄπειρος, πρὸς μὲν τὸν πόλεμον ἐκλελυμένος, πρὸς δὲ τὴν δουλείαν ἄμεινον τῶν παρ' ἡμῖν οἰκετῶν πεπαιδευμένος, οἱ δ' ἐν ταῖς μεγίσταις δόξαις ὄντες αὐτῶν ὁμαλῶς μὲν οὐδὲ κοινῶς οὐδὲ πολιτικῶς οὐδεπώποτ' ἐβίωσαν, ἅπαντα δὲ τὸν χρόνον διάγουσιν εἰς μὲν τοὺς ὑβρίζοντες τοῖς δὲ δουλεύοντες, ὡς ἂν ἄνθρωποι μάλιστα τὰς φύσεις διαφθαρεῖεν, καὶ τὰ μὲν σώματα διὰ τοὺς πλούτους τρυφῶντες, τὰς δὲ ψυχὰς διὰ τὰς μοναρχίας ταπεινὰς καὶ περιδεεῖς ἔχοντες, ἐξεταζόμενοι πρὸς αὐτοῖς τοῖς βασιλείοις καὶ προκαλινδούμενοι καὶ πάντα τρόπον μικρὸν φρονεῖν μελετῶντες, θνητὸν μὲν ἄνδρα προσκυνοῦντες καὶ δαίμονα προσαγορεύοντες, τῶν δὲ θεῶν μᾶλλον ἢ τῶν ἀνθρώπων ὀλιγωροῦντες
TRADUZIONE
Non è infatti possibile che gente cosi educata e governata possieda qualche virtù o trionfi nelle battaglie sui nemici. Come può esistere un abile generale o un valoroso soldato nel sistema che si ritrovano, dove la maggior parte della gente è costituita da una folla disordinata e incapace di affrontare le avversità, rammollita se si tratta di combattere, ma ben educata, meglio dei nostri schiavi, se si tratta di servire? Un sistema in cui quelli che godono della massima reputazione, tutti senza eccezione, non hanno mai fatto nulla di utile alla comunità, né allo stato, ma passano la vita a insultare gli uni e adulare servilmente gli altri, una vita che può portare alla totale corruzione della natura umana. Hanno corpi rammolliti dal lusso grazie alla ricchezza, ma anime umiliate e spaventate grazie alla monarchia, subiscono perquisizioni davanti alle porte del palazzo reale, si prostrano a terra e si umiliano in ogni modo, fanno atto di adorazione a un mortale e lo chiamano dio, tenendo in minor conto gli dèi degli uomini
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Norme di comportamento
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Nuovo lingua greca
TRADUZIONE
Nessun bene gli dèi danno agli uomini senza il lavoro e impegno; ma se vuoi che gli dèi ti siano benevoli, bisogna venerarli; se vuoi essere amato dagli amici, devi devi beneficarli; se desideri essere stimato da una città, devi giovare ad essa; se pretendi di essere ammirato da tutta la Grecia per la virtù, devi cercare di far del bene alla Grecia. Se vuoi che la terra ti produca frutti abbondanti, devi prendertene cura; se credi di doverti arricchire allevando con il bestiame, devi prendertene cura. Se poi vuoi essere forte nel corpo, devi abituare il corpo a servire la mente ed esercitarlo con fatiche e sudore.
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Infinite possibilità della retorica
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
ἐπειδὴ δ' οἱ λόγοι τοιαύτην ἔχουσι τὴν φύσιν, ὥσθ' οἷόν τ' εἶναι περὶ τῶν αὐτῶν πολλαχῶς ἐξηγήσασθαι, καὶ τά τε μεγάλα ταπεινὰ ποιῆσαι καὶ τοῖς μικροῖς μέγεθος περιθεῖναι, καὶ τά τε παλαιὰ καινῶς διελθεῖν καὶ περὶ τῶν νεωστὶ γεγενημένων ἀρχαίως εἰπεῖν, οὐκέτι φευκτέον ταῦτ' ἐστὶ περὶ ὧν ἕτεροι πρότερον εἰρήκασιν, ἀλλ' ἄμεινον ἐκείνων εἰπεῖν πειρατέον. Kαἱ μὲν γὰρ πράξεις αἱ προγεγενημέναι κοιναὶ πᾶσιν ἡμῖν κατελείφθησαν, τὸ δ' ἐν καιρῷ ταύταις καταχρήσασθαι καὶ τὰ προσήκοντα περὶ ἑκάστης ἐνθυμηθῆναι καὶ τοῖς ὀνόμασιν εὖ διαθέσθαι τῶν εὖ φρονούντων ἴδιόν ἐστιν. ἡγοῦμαι δ' οὕτως ἂν μεγίστην ἐπίδοσιν λαμβάνειν καὶ τὰς ἄλλας τέχνας καὶ τὴν περὶ τοὺς λόγους φιλοσοφίαν, εἴ τις θαυμάζοι καὶ τιμῴη μὴ τοὺς πρώτους τῶν ἔργων ἀρχομένους, ἀλλὰ τοὺς ἄρισθ' ἕκαστον αὐτῶν ἐξεργαζομένους, μηδὲ τοὺς περὶ τούτων ζητοῦντας λέγειν περὶ ὧν μηδεὶς πρότερον εἴρηκεν, ἀλλὰ τοὺς οὕτως ἐπισταμένους εἰπεῖν ὡς οὐδεὶς ἂν ἄλλος δύναιτο.
(Infatti) le parole hanno una natura tale da permettere di spiegare le stesse cose in modi diversi, di rendere umili quelle grandi e di conferire grandezza a quelle piccole, di esporre in modo originale (nuovo) quelle vecchie e di esprimersi a proposito di quelle nuove in modo arcaico, perciò giammai bisogna evitare i soggetti sui quali altri si sono espressi prima di noi, ma cercare di parlar(n)e meglio di loro. (pheuktéon estì: aggettivo verbale + estì va tradotto con "bisogna + verbo", in questo caso da pheugw = evitare e poi peiratéon)
Infatti le azioni compiute in passato sono rimaste comuni a tutti noi, ma saperle richiamare al momento giusto, possederne le corrette interpretazioni ed esprimerle nei giusti termini (gli infiniti sostantivati sono soggetti della frase) è proprio degli uomini assennati.
Io ritengo che sia tutte le altre arti sia la conoscenza riguardo le parole (= la retorica) farebbero un grande progresso se si ammirasse(ro) e onorasse(ro) non coloro che per primi hanno dato inizio alle opere, ma coloro che hanno portato alla perfezione ciascuna di esse, e non coloro che ambiscono a parlare di argomenti dei quali nessuno ha parlato in precedenza, ma coloro che sono così preparati da parlarne come nessun altro potrebbe.
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Onestà degli antichi
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Inizio: Οὐ γάρ ὠλιγώρουν των κοινων, ουδ'ἀπελαυον μεν ως ιδιων, ἠμελουν δ'ώς ...
fine: ...ραδιως και περι των ιδιων και περι των κοινων ομονοησουσιν.
TRADUZIONE
Essi non tralasciarono gli interessi comuni non approfittavano del denaro pubblico me se fosse il lro trascurandolo però come se fosse di altri ma ne avevano cura come del proprio tenendosene comunque lontani come bisogna da ciò che non ci appartiene affatto. E non giudicavano la felicità in base al denaro ma per loro possedeva la ricchezza iù sicura e bella chi compiva gesta foriere di gloria per lui e di grandissima fama per i suoi figli. Non si invidiavano fra loro le azioni audaci ne coltivavano privati sogni di gloria ma temevano di più l'onta presso i concittadini che la morte per la patria e si vergognavano degli errori della collettività più di quanto adesso ci si vergogni dei propri. E la causa di ciò era che cercavano di avere leggi esatte e giuste non tanto quelle relative agli affari privati quanto quelle di pubblica morale sapevano infatti che gli uomini onesti non avrebbero assolutamente avuto bisogno di molte formule scritte ma sulla base di pochi principi avrebbero trovato facilmente l'accordo su ogni questione privata e pubblica