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Per merito di Elena i Greci non sono schiavi dei Barbari
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
TRADUZIONE
A parte delle tecniche delle filosofie e delle altre risorse, che uno potrebbe verso questa portare la guerra di troia e giustamente potremo credere che elena sia la causa anche del non essere noi sottomessi ai barbari. scopriremo che i greci andarono d'accordo e fecero un combattimento comune contro i barbari per merito di questa, e così vedremo per la prima volta che l'europa trionfò sull'asia. e da questi raggiungeremo questo cambiamentoche nel tempo dopo gli sventurati tra i barbari ritennero di dar principio governare le città greche. Danao dopo essere fuggito dall'egitto divenne padrone di argo, cadmo di sidone governò tebe, cario governava le isole pelope figlio di tantalo dominava su tutto il peloponneso; e dopo questa guerra la nostra stirpe prese uno sviluppo così grande da sottrarre anche grandi città e una vasta regione ai barbari
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I MERITI DI ATENE VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro euloghia
Πρωτον μεν τοινυν, ου πρωτον η φυσις ημων εδεηθη, δια της πολεως της ημετερας επορισθη· και γαρ ει μυθωδης ο λογος γεγονεν, δμως αυτω και νυν ρηθηναι προσηκει. Δημητρος γαρ αφικομενης εις την χωραν, οτ' επλανηθη της Κορης αρπασθεισης, και προς τους προγονους ημων ευμενως διατεθει σης εκ των ευεργεσιων, ας ουχ οιον τ' αλλοις η τοις μεμυημενοις ακουειν, και δουσης δωρεας διττας, αιπερ μεγισται τυγχανουσιν ουσαι, τους τε καρπους, οι του μη θηριωδως ζην ημας αιτιοι γεγονασιν, και την τελετην, ης οι μετασχοντες περι τε της του βιου τελευτης και του συμπαντος αιωνος ηδιους τας ελπιδας εχουσιν, ουτως η πολις ημων ου μονον θεοφιλως, αλλα και φιλανθρωπως εσχεν, ωστε κυρια γενομενη τοσουτων αγαθων ουκ εφθονησεν τοις αλλοις, αλλ' ων ελαβεν απασιν μετεδωκεν. Και τα μεν ετι και νυν καθ' εκαστον τον ενιαυτον δεικνυμεν, των δε συλληβδην τας τε χρειας και τας εργασιας και τας ωφελειας τας απ' αυτων γιγνομενας εδιδαξεν.
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Le sorti degli stati mutano continuamente
versione greco Isocrate traduzione libro sapheneia
ὁρῶ γὰρ τῶν πόλεων τὰς ἄριστα πράττειν οἰομένας κάκιστα βουλευομένας καὶ τὰς μάλιστα θαρρούσας εἰς πλείστους κινδύνους καθισταμένας. αἴτιον δὲ τούτων ἐστίν, ὅτι τῶν ἀγαθῶν καὶ τῶν κακῶν οὐδὲν αὐτὸ καθ’ αὑτὸ παραγίγνεται τοῖς ἀνθρώποις, ἀλλὰ συντέτακται καὶ συνακολουθεῖ τοῖς μὲν πλούτοις καὶ ταῖς δυναστείαις ἄνοια καὶ μετὰ ταύτης ἀκολασία, ταῖς δ’ ἐνδείαις καὶ ταῖς ταπεινότησι σωφροσύνη καὶ πολλὴ μετριότης, ὥστε χαλεπὸν εἶναι διαγνῶναι ποτέραν ἄν τις δέξαιτο τῶν μερίδων τούτων τοῖς παισὶν τοῖς αὑτοῦ καταλιπεῖν. ἴδοιμεν γὰρ ἂν ἐκ μὲν τῆς φαυλοτέρας εἶναι δοκούσης ἐπὶ τὸ βέλτιον ὡς ἐπὶ τὸ πολὺ τὰς πράξεις ἐπιδιδούσας, ἐκ δὲ τῆς κρείττονος φαινομένης ἐπὶ τὸ χεῖρον εἰθισμένας μεταπίπτειν. καὶ τούτων ἐνεγκεῖν ἔχω παραδείγματα πλεῖστα μὲν ἐκ τῶν ἰδιωτικῶν πραγμάτων, πυκνοτάτας γὰρ ταῦτα λαμβάνει τὰς μεταβολάς, οὐ μὴν ἀλλὰ μείζω γε καὶ φανερώτερα τοῖς ἀκούουσιν ἐκ τῶν ἡμῖνκαὶ Λακεδαιμονίοις συμβάντων. ἡμεῖς τε γὰρ ἀναστάτου μὲν τῆς πόλεως ὑπὸ τῶν βαρβάρων γεγενημένης διὰ τὸ δεδιέναι καὶ προσέχειν τὸν νοῦν τοῖς πράγμασιν ἐπρωτεύ- σαμεν τῶν Ἑλλήνων, ἐπειδὴ δ’ ἀνυπέρβλητον ᾠήθημεν τὴν δύναμιν ἔχειν, παρὰ μικρὸν ἤλθομεν ἐξανδραποδισθῆναι· Λακεδαιμόνιοί τε τὸ μὲν παλαιὸν ἐκ φαύλων καὶ ταπει- νῶν πόλεων ὁρμηθέντες διὰ τὸ σωφρόνως ζῆν καὶ στρα- τιωτικῶς κατέσχον Πελοπόννησον, μετὰ δὲ ταῦτα μεῖζον φρονήσαντες τοῦ δέοντος, καὶ λαβόντες καὶ τὴν κατὰ γῆν καὶ τὴν κατὰ θάλατταν ἀρχήν, εἰς τοὺς αὐτοὺς κινδύνους κατέστησαν ἡμῖν.
Vedo infatti che le città che ritengono di essere nelle condizioni più felici, prendono decisioni pessime e quelle che più confidano in loro stesse si trovano nel maggior numero di pericoli. La causa è il fatto che tra gli uomini nessun bene e nessun male si forma da solo, ma alla ricchezza e alla potenza si impone e si accompagna la stoltezza e, insieme a questa, la sfrenatezza, mentre alla povertà e alla miseria si aggiunge la saggezza e un gran senso della misura. Perciò è difficile capire quale di questi aspetti si debba decidere di lasciare ai propri figli: è infatti possibile vedere che spesso le situazioni si dispongono al meglio a partire da una condizione che sembra di debolezza, mentre sono solite volgere al peggio a partire da una condizione che appare piuttosto buona. Di questa realtà posso presentare moltissimi esempi tratti dalle situazioni private (perché queste subiscono trasformazioni molto frequenti), ma certamente esempi più grandi e più chiari per chi ascolta sono quelli tratti dalla storia nostra e dei Lacedemoni. Per quanto riguarda noi, quando la città venne distrutta dai barbari, grazie al fatto di avere paura e di rivolgere l'attenzione alla buona amministrazione, raggiungemmo il primato tra i Greci, mentre, quando pensammo di possedere una potenza invincibile, poco mancò che cadessimo in schiavitù. I Lacedemoni, prendendo anticamente le mosse da città deboli e misere, grazie a una condotta di vita accorta e alla disciplina militare riuscirono a conquistare il Peloponneso, ma in seguito, esaltatisi oltre il dovuto, dopo aver ottenuto il potere sulla terra e sul mare, incapparono nei nostri stessi pericoli.
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Eaco
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Taxis n. 86 pagina 169
Αιακος ο Διος μεν εκγονος, του δε γενους του Τευκριδων προγονος, τοσουτον διηνεγκεν ωστε, γενομενων αυχμων εν τοις Ελλησι και πολλων ανθρωπων διαφθαρεντων, επειδη το μεγθος της συμφορας υπερεβαλλεν, ηλθον οι προσταται των πολεων ικετευοντες αυτον, νομιζοντες δια της συγγενειας και της ευσεβειας της εκεινου εαυτους ταχιστ αν ευρεσθαι παρα των θεων των παροντων κακων απαλλαγην. Σωθεντες δε και τυχοντες, ιερον εν Αιγινη κατεστησαντο κοινον των Ελληνων, ουπερ εκεινος εποιησατο την ευχην. Και κατ εκεινον τον χρονον, εως ο Αιακος ην ανθρωπων, μετα καλλιστης ων δοξης διετελεσεν επειδη δε μετηλλαξεν τον βιον, λεγεται παρα Πλουτωνι και Κορη μεγιστας τιμας εχων παρεδρευειν εκεινος
Eaco discendente di Zeus, progenitore della stirpe dei Teucridi (i Troiani), tanto fu superiore che, essendoci carestie tra i Greci ed essendo morti molti uomini, quando la grandezza della disgrazia superava i limiti, i capi delle città giunsero supplicandolo (per supplicarlo), pensando che per la parentela e la pietà di quello, avrebbe subito trovato da parte degli dei l'allontanamento dei mali presenti. Essi salvati e avendo ottenute le cose di cui avevano bisogno, innalzarono ad Egina un tempio comune ai Greci, dove quello fece la preghiera. (situazione di posteriorità, finita la frase prima c'è un salto temporale, Eaco ha già pregato e fatto cessare le carestie) E durante quel tempo, finchè era tra i mortali, continuò ad essere con una grandissima fama (ad avere grandissima fama sarebbe meglio ma non è traslitterato), dopo che lasciò la vita si dice che egli, avendo grandissimi onori presso Plutone e Proserpina, sedesse con loro.
TRADUZIONE n. 2
Eaco, discendente di zeus, progenitore della stirpe dei Teucri, si differenziò a tal punto che verificatosi siccità tra i Greci ed essendo morta molta gente poiché la gravità della disgrazia superava ogni limite, giunsero i governanti delle città supplicandolo, ritenendo sia per la parentela sia per la pietà di quello di ottenere dagli dei la liberazione dai mali presenti. Essendosi salvati e avendo ottenuto ciò che chiedevano, costruirono ad Egina un tempio comune tra i Greci, dove egli aveva rivolto le preghiere. E in quel finchè fu tra gli uomini continuò ad avere una bellissima fama, dopo che fu morto si dice che, ottenendo i piu grandi onori da Plutone e Core, sieda accanto a questi.
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è vergognoso che l'Asia sia più fiorente dell'Europa
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro L'abbraccio di Dafne
Inizio: Σκεψαι δ'ως αισχρον περιοραν την Ασιαν αμεινον
fine: καλλιστην γενησεσθαι δοξαν
TRADUZIONE
Guarda com'è avvilente lasciare che l'Asia versi in condizioni migliori dell'Europa, e che i barbari siano più ricchi dei Greci, e ancora, che siano chiamati Grandi Re quanti derivano il loro potere da quel Ciro che fu esposto sulla strada dalla madre, mentre i discendenti di quelPEracle, che Zeus per le sue virtù innalzò in cielo tra gli dèi, abbiano nomi ben più meschini di loro. Non bisogna permettere che si continui così, anzi, tutto ciò deve essere radicalmente mutato. Sta' pur sicuro che io non avrei cercato di esortarti a nessuna di queste imprese, se avessi visto che ne sarebbero derivati solo potere e ricchezza, perché penso che tu, di tali beni, ne abbia più che a sufficienza. E dimostra molta ingordigia chi sceglie di rischiare la vita per ottenerli. Pertanto non ti rivolgo questo discorso facendo riferimento al possesso di beni del genere ma pensando che da queste imprese ti deriverà una fama grandissima e splendida
- L'egemonia spetta alla città di Atene- Versione greco di Isocrate da I greci e noi
- Gli obiettivi della vera educazione- Versione greco di Isocrate da Triakonta
- L'importanza di Atene nella difesa della Grecia- Versione greco di Isocrate da Ellenion
- I benefici di Teseo e di Eracle nei riguardi dell'Ellade- Versione greco di Isocrate da Oi ellenes