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Elena la figlia più cara a Zeus
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Phrasis
Inizio: πλειστων ημιτωων υπο Διος γεννηθεντων μονες ταυτης
fine: της δε περιβλεπτον και περιμακητον την φυσιν εποιησεν
TRADUZIONE
Sebbene fossero stati generati da Zeus moltissimi semidei, gli sembrò opportuno essere chiamato padre di questa sola donna. Interessandosi maggiormente per il figlio (avuto) da Alcmena e per quelli avuti da Leda, preferì Elena tanto più rispetto ad Eracle, cosicchè ha dato ad uno la forza, la quale può dominare gli altri con la violenza, all'altra assegnò la bellezza, che è per natura incline a dominare la forza stessa. Sapendo che la fama e la rinomanza non nascono dalla tranquillità, ma dalle guerre e dalle gare, non volendo solo che i loro corpi salissero verso gli dei, ma anche che essi lasciassero un ricordo indimenticabile, rese la vita dell'uno faticosa e intrepida, e fece la natura dell'altra invidiata e irresistibile.
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Elena figlia prediletta di Zeus
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
Inizio: πλειστων ημιτωων υπο Διος γεννηθεντων μονες ταυτης
fine: της δε περιβλεπτον και περιμακητον την φυσιν εποιησεν
TRADUZIONE
Sebbene fossero stati generati da Zeus moltissimi semidei, gli sembrò opportuno essere chiamato padre di questa sola donna. Interessandosi maggiormente per il figlio (avuto) da Alcmena e per quelli avuti da Leda, preferì Elena tanto più rispetto ad Eracle, cosicchè ha dato ad uno la forza, la quale può dominare gli altri con la violenza, all'altra assegnò la bellezza, che è per natura incline a dominare la forza stessa. Sapendo che la fama e la rinomanza non nascono dalla tranquillità, ma dalle guerre e dalle gare, non volendo solo che i loro corpi salissero verso gli dei, ma anche che essi lasciassero un ricordo indimenticabile, rese la vita dell'uno faticosa e intrepida, e fece la natura dell'altra invidiata e irresistibile.
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Elogio di Atene
VERSIONE GRECO Isocrate TRADUZIONE
Inizio: ομολογειται μεν γαρ ... Fine: την αρχήν του γένους έχοντας φαινεσθαι.
Sono d'accordo sul fatto che la nostra città sia nella regione la più antica, la più grande e la più famosa presso tutti gli uomini: così essendoci una tale bella premessa, inseguito a questo noi l'onoriamo ancora di più. Infatti non abbiamo scacciato un altro popolo per abitare questa terra non avendola trovata deserta non essendoci riuniti come un insieme confuso di tribù, ma essendo nati così degnamente e nobilmente da lei occupiamo senza interruzione la terra. Essendo autoctoni e possiamo chiamare la città con gli stessi nomi che diamo ai più stretti familiari. Infatti a noi soli giunge per chiamarla nutrice degli Elleni e patria e madre. Per la verità bisogna molto che essendo saggi si mostrano con buona ragione e discutendo realmente si mostrino per l'egemonia e facendo ricordare molto si mostrino degli ereditari avendo tale inizio di stirpe.
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Elogio di Teseo
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Test di greco
μετὰ δὲ ταῦτα, κοινὴν τὴν πατρίδα καταστήσας καὶ τὰς ψυχὰς τῶν συμπολιτευομένων ἐλευθερώσας, ἐξ ἴσου τὴν ἅμιλλαν αὐτοῖς περὶ τῆς ἀρετῆς ἐποίησεν, πιστεύων μὲν ὁμοίως αὐτῶν προέξειν ἀσκούντων ὥσπερ ἀμελούντων, εἰδὼς δὲ τὰς τιμὰς ἡδίους οὔσας τὰς παρὰ τῶν μέγα φρονούντων ἢ τὰς παρὰ τῶν δουλευόντων. Τοσούτου δ' ἐδέησεν ἀκόντων τι ποιεῖν τῶν πολιτῶν ὥσθ' ὁ μὲν τὸν δῆμον καθίστη κύριον τῆς πολιτείας, οἱ δὲ μόνον αὐτὸν ἄρχειν ἠξίουν, ἡγούμενοι πιστοτέραν καὶ κοινοτέραν εἶναι τὴν ἐκείνου μοναρχίαν τῆς αὑτῶν δημοκρατίας. Οὐ γὰρ ὥσπερ ἕτεροι τοὺς μὲν πόνους ἄλλοις προσέταττεν, τῶν δ' ἡδονῶν αὐτὸς μόνος ἀπέλαυεν, ἀλλὰ τοὺς μὲν κινδύνους ἰδίους ἐποιεῖτο, τὰς δ' ὠφελείας ἅπασιν εἰς τὸ κοινὸν ἀπεδίδου. Καὶ γάρ τοι διετέλεσεν τὸν βίον οὐκ ἐπιβουλευόμενος ἀλλ' ἀγαπώμενος, οὐδ' ἐπακτῷ δυνάμει τὴν ἀρχὴν διαφυλάττων, ἀλλὰ τῇ τῶν πολιτῶν εὐνοίᾳ δορυφορούμενος, τῇ μὲν ἐξουσίᾳ τυραννῶν, ταῖς δ' εὐεργεσίαις δημαγωγῶν· οὕτω γὰρ νομίμως καὶ καλῶς διῴκει τὴν πόλιν ὥστ' ἔτι καὶ νῦν ἴχνος τῆς ἐκείνου πρᾳότητος ἐν τοῖς ἤθεσιν ἡμῶν καταλελεῖφθαι.
TRADUZIONE n. 1
Dopo ciò, resa comune (a tutti) la patria ed infuso il senso della libertà negli animi dei concittadini, li mise sul suo stesso piano nella gara per il valore, confidando (nel fatto) che sarebbe prevalso comunque su di loro, sia che si dessero da fare sia che non se ne curassero, e sapendo che gli onori (che provengono) da (persone) molto orgogliose sono più graditi di quelli (che provengono) da (individui) asserviti. E fu tanto lontano dal fare qualcosa contro la volontà dei concittadini, che egli (= Tèseo) rese il popolo padrone del governo, mentre essi (= i concittadini) ritennero giusto che lui solo avesse il potere, pensando che fosse più sicura e più imparziale la sua monarchia della loro democrazia. Infatti (Teseo) non imponeva, come altri, le fatiche ad altri, per godersi solo lui i piaceri, ma considerava propri i pericoli, e assegnava i benefici a tutti in comune. E in effetti trascorse la vita non insidiato, ma amato, e non conservando il potere con milizie straniere, ma custodito dalla benevolenza dei concittadini, detenendo il potere assoluto per la (sua) autorità, ma governando democraticamente per i benefici; infatti reggeva la città in modo così giusto e saggio, che ancor oggi nei nostri costumi è rimasta traccia della sua mitezza.
traduzione n. 2
Dopo ciò, resa comune la patria ed messo il senso della libertà negli animi dei cittadini, li mise sul suo stesso piano nella gara per il valore, confidando che sarebbe prevalso comunque su di loro, sia che si dessero da fare sia che non se ne curassero, e sapendo che gli onori (che vengono) da (individui) molto orgogliosi sono più graditi di quelli (che vengono) da (persone) asserviei. E fu tanto lontano dal fare qualcosa contro la volontà dei cittadini, che egli (cioè Teseo) rese il popolo padrone del governo, mentre essi (i cittadini) ritennero giusto che lui solo avesse il potere, pensando che fosse più sicura e più imparziale la sua monarchia della loro democrazia. Infatti (Teseo) non imponeva, come altri, le fatiche ad altri, per godersi solo lui i piaceri, ma considerava propri i pericoli, e assegnava i benefici a tutti in comune. E in effetti trascorse la vita non insidiato, ma amato, e non conservando il potere con milizie straniere, ma custodito dalla benevolenza dei concittadini, detenendo il potere assoluto per la (sua) autorità, ma governando democraticamente per i benefici; infatti reggeva la città in modo così giusto e saggio, che ancor oggi nei nostri costumi è rimasta traccia della sua mitezza.
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Eracle campione nella lotta contro i barbari VERSIONE greco Isocrate traduzione libro La lingua greca
Inizio: Εκεινος (cioè eracle) ορων την Ελλαδα πολεμον και στασεων fine: ορους δε της των Ελληνων χωρασ
Costui (Eracle), vedendo che la Grecia era piena di guerre e conflitti civili e molti altri mali, avendo interrotto queste cose e avendo fatto alleare fra loro le città, mostrò ai discendenti con chi e contro chi bisognava far guerra. Avendo fatto una spedizione contro Troia, che aveva allora il potere più grande fra i popoli dell’Asia, superò in abilità militare quelli che combatterono in un secondo momento contro quella stessa città tanto che quelli, con tutto l’esercito dei Greci, la assediarono con difficoltà in dieci anni, mentre lui, avendo combattuto in meno di dieci giorni e con pochi uomini, facilmente la conquistò con la forza. E dopo queste cose uccise tutti i re dei popoli che abitavano la costa da entrambi i lati; e non li avrebbe mai ammazzati, se non si fosse impossessato anche del loro potere. Avendo fatto queste cose, eresse le colonne dette di Eracle, trofeo contro i barbari, ricordo della sua virtù e dei pericoli corsi, confine della terra dei Greci
- Eracle eroe benemerito- Versione greco di Isocrate da Test di greco
- Filippo deve mettere pace fra le poleis greche in particolare fra Atene, Sparta, Tebe ed Argo- Greco
- Filippo di Macedonia dovrebbe guidare una spedizione di Greci contro i Persiani- Versione greco di I
- Potenza della bellezza - Isocrate versione greco Encomio di Elena 54 55 56