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Conviene fare la pace
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: Ἆρʹούν ανεξαρκέσειενήμιν, ει τήν τε πόλιν ασφαλώς
fine: επιχειρούντες αι νυν δια τόν πόλεμον έκλελοìπασιν.
TRADUZIONE letterale n. 1
Potrebbero essere contenti di noi se abitassimo la città con sicurezza e diventassimo più ricchi nei vari settori riguardo la vita e se fossimo d'accordo nelle discussioni per noi stessi e ottenessimo buona fama presso i Greci ? Io credo infine che la città sarebbe felice avendo primeggiato questi propositi. Invero la guerra ci ha privato di tutto quanto detto, infatti ci ha resi piu poveri e ci ha costretti ad affrontare molti pericoli e ci ha scagliati contro gli elleni e ci ha resi infelici in tutti i modi. Se facessimo la pace e ci dimostrassimo noi stessi tali quali i patti comuni stabiliscono, abiteremo la città con molta sicurezza allontanatici dalle guerre dai pericoli e dall'agitazione cui ora ci troviamo reciprocamente, progrediremo ogni giorno verso l'abbondanza, ponendo fine alle tasse e agli obblighi di armamento e agli altri interessi riguardanti la guerra coltivando piacevolmente le terre e navigando il mare e dedicandosi agli altri lavori che sono venuti meno a causa della guerra.
traduzione letterale n. 2
Forse ci sarebbe sufficiente se vivessimo la città con sicurezza e diventassimo i più abili nelle cose riguardanti la vita e fossimo d'accordo sulle cose stresso tra di noi e fossimo stimati dai Greci? Io infatti credo che essendoci queste cose sino in fondo la città sarebbe prospera. La guerra dunque ci ha privato di tutte quelle cose che ho detto: infatti ci ha reso i più poveri e ci ha costretto a sopportare molti pericoli e ci ha messo in cattiva luce presso la Grecia e ci ha travagliato tutti gli usi. Se facciamo la pace e ci presentiamo noi stessi tali che i patti comuni ordinano, vivremo in città con molta sicurezza, tenendoci lontani dalle guerre, dai pericoli e dal disordine nel quale ora ci poniamo gli uni contro gli altri, per ciascun giorno matureremo nella ricchezza, esentati dalle tasse, dalla trierarchia e dagli altri impegni riguardo la guerra, senza paura, coltivando i campi e navigando per mare e accingendoci agli altri lavori che ora a causa della guerra abbiamo lasciato.
TRADUZIONE libera
Non ci accontenteremo dunque di vivere nella nostra città senza paura di avere beni in quantità di esere in armonia all'interno fra di noi e di godere di un buon nome fra tutti i greci? per quanto mi riguarda credo proprio che a queste condizioni la città sarebbe perfettamente prospera. La guerra ci ha privato di tutto quello che ho appena detto perché ci ha reso più poveri ci ha costretto ad affronare molti pericoli ci ha fatto diventare il flagello di tutti i greci e ci ha torturato in ogni momento. Ma se faremo la pace ci atterremo agli ordini dei patti comuni vivremo in totale tranquillità qui nella nostra città liberi da guerre da pericoli e dal disordine interno imperante e ogni giorno faremo un passo avanti verso l'agiatezza esenti da tributi trierarchie e dalle altre liturgie che la guerra spilla a chi ne ha. Senza paura potremo coltivare i campi navigare il mare e riprendere le altre attività che ora cusa la guerra nessuno più cura.
Altra versione inerente
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Consigli ad un re
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Greco esercizi
TRADUZIONE
Sia a te la cura della multitudine e cerca in tutti i modi di comandare piacevolmente questi conoscendo che sia fra gli oligarchi sia fra gli altri cittadini rimangono per molto tempo questi che si occupano nel modo migliore della moltitudine. Governerai bene se nn lasci che la moltitudine insolentisca né permetti che la stessa (moltitudine) sia oltreggiata, ma vedi che i migliori possiedano gli onori e gli altri subiscono ingiustizie. Questi infatti sono i primi e i più importanti principi del buon governo. Cerca leggi giuste e vantaggiose e convenienti a loro stessi. Pronuncia i giudizi riguardo a quelli che litigano tra di loro non per fare cosa grata contraria tra di loro, ma giudica sempre queste cose nello stesso modo. Infatti conviene che il giudizio dei re sia incessibile riguardo alla giustizia.
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Cunassa insegna
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Euloghia
Inizio: αλλ'επειδη τελευτσαντος συνελθον απαντες οι τν ασιαν κατοικουντεσ
fine: μεγιστον δε των αγαθων υομιζοντες, ει των πολεμιον ως πλειστοις ευτυχοιεν
TRADUZIONE N. 1
Ma dopo che, essendo morto Ciro, giunsero tutti insieme coloro che abitavano l'Asia, in tali circostanze combatterono così vergognosamente da non lasciare nessun argomento a coloro che erano abituati a lodare il coraggio dei Persiani. Infatti, pur avendo preso seimila greci che non erano stati scelti secondo nobiltà di nascita, ma che a causa della povertà non potevano vivere nelle loro città, inesperti del territorio, abbandonati dagli alleati, traditi da quelli che erano andati con loro, rimasti privi dello stratega che avevano seguito, furono a tal punto inferiori a loro che il re, essendo in difficoltà per le circostanze presenti e non riponendo alcuna fiducia nel proprio esercito, osò catturare i capi (dei Greci) protetti da un patto con le guardie del corpo, come se avesse violato questo patto per distruggere l'esercito nemico, e preferì peccare contro gli dei piuttosto che combattere apertamente contro di loro (i greci). Avendo avuto insuccesso nel progetto sia perché i soldati rimasero uniti sia perché ben sopportarono la sventura, il re mandò a loro che se ne stavano andando Tissaferne e i cavalieri, e i Greci pur essendo insidiati dai Persiani per tutta la strada, compirono ugualmente la traversata come se fossero guidati, temendo moltissimo la desolazione della regione, ma giudicando il più grande tra i beni se si fossero imbattuti nel maggior numero possibile di nemici.
TRADUZIONE N. 2
Ma quando Ciro è morto e tutti i popoli d'Asia si sono riuniti, ecco, in quell'occasione hanno combattuto così vergognosamente che — andiamo! — hanno tolto le parole ai loro sostenitori abituali. Pur avendo infatti in loro potere seimila Greci (e in che condizioni: non erano soldati scelti, ma gente che per miseria non poteva più vivere nella propria patria, e per giunta erano inesperti del paese, abbandonati dagli alleati, traditi da chi aveva fatto la spedizione con loro, privi del comandante che avevano seguito), i Persiani se ne dimostrarono così inferiori che il Re, senza vie d'uscita e senza fiducia nelle sue truppe, arrivò a catturare i generali greci violando un armistizio, per scompaginare con questo tradimento della legalità l'esercito nemico. Preferì macchiarsi di un crìmine contro gli dèi, che combattere contro i Greci in campo aperto. Ma quando non gli riuscì neanche l'imboscata e i soldati greci restarono uniti e forti nella sventura, alla loro partenza li fece accompagnare da Tissaferne e dalla cavalleria, e da costoro subirono lungo tutta la strada degli agguati, fra i quali tuttavia passarono come fra picchetti d'onore, temendo soprattutto la parte deserta del paese e ritenendo una grandissima fortuna l'eventualità di uno scontro coi nemici, e quanti più tanto meglio.
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Consigli ad un re
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Φιλους κτω μη παντας τους βουλομενους, αλλα τους της σης φυσεως αξιους οντας, μηδε εκεινους μεθ' ων ηδιστα συνδιατριψεις, αλλα μεθ' ων αριστα την παλιν διοικησεις. Ακριβεις ποιου τας δοκιμασιας των σοι συνοντων, οτι παντες οι μη σοι πλησιαζοντες ομοιον σε ειναι τοις φιλοις νομιουσιν. Πιστους ηγου μη τους απαν οτι αν λεγης η ποιης επαινουντας, αλλα τους τοις αμαρτανομενοις επιτιμωντας. Παρεχε παρρησιαν τοις ευ φρονουσιν, ινα περι ων αν αμφιγνοης εχης τους συνδοκιμασοντας. Διορα και τους τεχνη κολακευοντας και τους μετ' ευνοιας θεραπευοντας, ινα μη πλεον οι πονηροι των χρηστων εχωσιν. Ακουε τους λογους τους περι αλληλων, και πειρω αμα γνωριζειν τους τε λεγοντας, οποιοι εισιν, και περι ων αν λεγωσιν. Ταις αυταις κολαζε ζημιαις τους ψευδως διαβαλλοντας, αισπερ τους εξαμαρτανοντας. Αρχε σαυτου μηδεν ηττον η των αλλων, και τουθ' ηγου βασιλικωτατον, εαν μηδεμια δουλευης των ηδονων, αλλα κρατης των επιθυμιων μαλλον η των πολιτων.
TRADUZIONE n. 1
Procurati come amici non tutti quelli che vogliono, ma quelli che sono degni della tua natura, e non quelli con i quali vivrai più piacevolmente, ma con i quali governerai al meglio la città. Fai dei rigorosi esami di quelli che sono insieme a te, poiché tutti quelli che non ti sono vicino considereranno che tu sia simile agli amici. Giudica fedeli non quelli che elogiano tutto ciò che tu dica e faccia, ma son fidati coloro che sbagliano αμαρτανομενοις. Concedi la facoltà di parlare liberamente a coloro che ragionano bene, affinché tu abbia chi valuterà insieme (a te) sulle cose le quali sia (tu) incerto. Distingui sia gli adulatori ad arte sia coloro che servono con benevolenza, affinché i malvagi non abbiano più dei benevoli. Ascolta i discorsi degli uni sugli altri, e cerca contemporaneamente di capire quelli che parlano, come sono, e le cose di cui parlano. Punisci con gli stessi castighi coloro che "calugnano" falsamente, come coloro che falliscono. Comanda te stesso per nulla meno che degli altri, e giudica questo come la cosa più regale: qualora non ti fai schiavo di nessuno dei piaceri, ma comanda di più sui desideri che sui cittadini.
traduzione n. 2
Sia a te la cura della multitudine e cerca in tutti i modi di comandare piacevolmente questi conoscendo che sia fra gli oligarchi sia fra gli altri cittadini rimangono per molto tempo questi che si occupano nel modo migliore della moltitudine. Governerai bene se non lasci che la moltitudine insolentisca né permetti che la stessa (moltitudine) sia oltreggiata, ma vedi che i migliori possiedano gli onori e gli altri subiscono ingiustizie. Questi infatti sono i primi e i più importanti principi del buon governo. Cerca leggi giuste e vantaggiose e convenienti a loro stessi. Pronuncia i giudizi riguardo a quelli che litigano tra di loro non per fare cosa grata contraria tra di loro, ma giudica sempre queste cose nello stesso modo. Infatti conviene che il giudizio dei re sia incessibile riguardo alla giustizia
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Decadenza morale di Atene
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE
Ora il governo è giunto a tal punto, che alcuni odiano la città, altri non si danno cura di noi. E per odio dei Greci avete ascoltato i loro comandanti; fu evidente dalle lettere che mandò, come il re sta nei nostri confronti. Ancora i cittadini furono educati oltre a ciò da quella disciplina alla virtù, così da non danneggiare se stessi, ma combattendo vincere tutti coloro che invadevano il territorio. Noi al contrario; infatti non smettiamo mai di procurarci ogni giorno guai (cose cattive), non ci curiamo delle cose che riguardano la guerra, così che non osiamo andare alle rassegne militari se non prendiamo denaro. Al massimo; all'ora nessuno dei cittadini era bisognoso delle cose necessarie, ma chiedendo l'elemosina a quelli che incontrava disonorava la città, ora invece sono molti quelli che scarseggiano di beni; e di questi è necessario avere molta comprensione se non si preoccupano per niente delle cose comuni, ma considerano ciò di cui trascorreranno il tempo presente.
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