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- Categoria: Versioni di Isocrate
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Εαν ης φιλομαθης, εσει πολυμαθης. Α μεν επιστασαι, ταυτα διαφυλαττε ταις μελεταις, α δε μη μεμαθηκας, προσλαμβανε ταις επιστημαις· ομοιως γαρ αισχρον ακουσαντα χρησιμον λογον μη μαθειν, και διδομενον τι αγαθον παρα των φιλων μη λαβειν. Καταναλισκε την εν τω βιω σχολην εις την των λογων φιληκοιαν ουτω γαρ τα τοις αλλοις χαλεπως ευρημενα συμβησεται σοι ραδιως μανθανειν. Ηγου των ακουσματων πολλα πολλων ειναι χρηματων κρειττω· τα μεν γαρ ταχεως απολειπει, τα δε παντα τον χρονον παραμενει· σοφια γαρ μονον των κτηματων αθανατον. Μη κατοκνει μακραν οδον πορευεσθαι προς τους διδασκειν τι χρησιμον επαγγελλομενους· αισχρον γαρ τους μεν εμπορους τηλικαυτα πελαγη διαπεραν ενεκα του πλειω ποιησαι την υπαρχουσαν ουσιαν, τους δε νεωτερους μηδε τας κατα γην πορειας υπομενειν επι τω βελτιω καταστησαι την αυτων διανοιαν.
Se sei amante dello studio, sarai ricco di conoscenza. Ciò che sai, custodiscilo con gli esercizi; ciò che non hai imparato, acquisiscilo con gli apprendimenti: infatti è ugualmente vergognoso non imparare un discorso utile dopo averlo ascoltato, e non accettare un bene offerto dagli amici. Consuma il tempo libero della tua vita nell'ascolto amorevole dei discorsi, poiché così ciò che altri hanno trovato con fatica, a te capiterà di apprendere con facilità. Considera che molte cose ascoltate valgono più di molte ricchezze: le une, infatti, si esauriscono rapidamente, le altre rimangono per tutto il tempo; solo la sapienza, tra i beni, è immortale. Non esitare a percorrere una lunga strada verso coloro che promettono di insegnare qualcosa di utile: è vergognoso che i mercanti attraversino mari così vasti per accrescere le loro sostanze, mentre i giovani non sopportino neppure i viaggi per terra per migliorare la propria mente.
(By Starinthesky)
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
Ἠς – 2a pers. sing. congiuntivo presente di εἰμί (sono).
εἰμί – impf. ἦν, ft. ἔσομαι, aor. —, pf. —, ppf. —
Ἔσει – 2a pers. sing. futuro indicativo di εἰμί.
Διαφυλάττε – 2a pers. sing. imperativo presente di διαφυλάττω (custodisco).
διαφυλάττω – impf. διεφύλαττον, ft. διαφυλάξω, aor. διεφύλαξα, pf. —, ppf. —
Μεμαθήκας – 2a pers. sing. perfetto indicativo di μανθάνω (imparo).
μανθάνω – impf. ἐμάνθανον, ft. μαθήσομαι, aor. ἔμαθον, pf. μεμάθηκα, ppf. —
Προσλαμβάνε – 2a pers. sing. imperativo presente di προσλαμβάνω (acquisisco).
προσλαμβάνω – impf. προσελάμβανον, ft. προσλήψομαι, aor. προσελάβον, pf. —, ppf. —
Ἀκούσαντα – participio aoristo attivo, accusativo maschile singolare di ἀκούω (ascolto).
ἀκούω – impf. ἤκουον, ft. ἀκούσομαι, aor. ἤκουσα, pf. ἀκήκοα, ppf. —
Μαθεῖν – infinitivo aoristo attivo di μανθάνω.
Διδόμενον – participio presente passivo, accusativo neutro singolare di δίδωμι (do).
δίδωμι – impf. ἐδίδουν, ft. δώσω, aor. ἔδωκα, pf. δέδωκα, ppf. —
Λαβεῖν – infinitivo aoristo attivo di λαμβάνω (prendo).
λαμβάνω – impf. ἐλάμβανον, ft. λήψομαι, aor. ἔλαβον, pf. εἴληφα, ppf. —
Καταναλίσκε – 2a pers. sing. imperativo presente di καταναλίσκω (consumo).
καταναλίσκω – impf. κατηνάλισκον, ft. καταναλώσω, aor. κατηνάλωσα, pf. —, ppf. —
Συμβήσεται – 3a pers. sing. futuro indicativo di συμβαίνω (capita).
συμβαίνω – impf. συνέβαινεν, ft. συμβήσομαι, aor. συνέβη, pf. —, ppf. —
Μανθάνειν – infinitivo presente attivo di μανθάνω.
Παραμένει – 3a pers. sing. presente indicativo di παραμένω (rimango).
παραμένω – impf. παρέμενον, ft. παραμενῶ, aor. παρέμεινα, pf. —, ppf. —
Κατοκνεῖ – 3a pers. sing. presente indicativo di κατοκνέω (esita).
κατοκνέω – impf. κατώκνουν, ft. κατοκνήσω, aor. κατώκνησα, pf. —, ppf. —
Πορεύεσθαι – infinitivo presente medio-passivo di πορεύομαι (mi dirigo).
πορεύομαι – impf. ἐπορευόμην, ft. πορεύσομαι, aor. ἐπορεύθην, pf. —, ppf. —
Ὑπομένει – 3a pers. sing. presente indicativo di ὑπομένω (sopporto).
ὑπομένω – impf. ὑπέμενον, ft. ὑπομενῶ, aor. ὑπέμεινα, pf. —, ppf. —
Καταστῆσαι – infinitivo aoristo attivo di καθίστημι (stabilisco).
καθίστημι – impf. καθίστην, ft. καταστήσω, aor. κατέστησα, pf. κατέστηκα, ppf. —
SOSTANTIVI
φιλομαθής – sostantivo maschile/femminile III declinazione (φιλομαθής -οῦς, ὁ/ἡ)
πολυμαθής – sostantivo maschile/femminile III declinazione (πολυμαθής -οῦς, ὁ/ἡ)
μελέταις – dativo femminile plurale di μελέτη (μελέτη -ης, ἡ)
ἐπιστήμαις – dativo femminile plurale di ἐπιστήμη (ἐπιστήμη -ης, ἡ)
λόγον – accusativo maschile singolare di λόγος (λόγος -ου, ὁ)
ἀγαθόν – accusativo neutro singolare di ἀγαθός (ἀγαθός -ή -όν)
φίλων – genitivo maschile plurale di φίλος (φίλος -ου, ὁ)
σχολήν – accusativo femminile singolare di σχολή (σχολή -ῆς, ἡ)
φιληκοΐαν – accusativo femminile singolare di φιληκοΐα (φιληκοΐα -ας, ἡ)
ἀκουσμάτων – genitivo neutro plurale di ἀκούσμα (ἀκούσμα -ατος, τό)
χρημάτων – genitivo neutro plurale di χρῆμα (χρῆμα -ατος, τό)
χρόνον – accusativo maschile singolare di χρόνος (χρόνος -ου, ὁ)
σοφία – nominativo femminile singolare di σοφία (σοφία -ας, ἡ)
κτημάτων – genitivo neutro plurale di κτῆμα (κτῆμα -ατος, τό)
ὁδόν – accusativo femminile singolare di ὁδός (ὁδός -οῦ, ἡ)
ἐμπόρους – accusativo maschile plurale di ἔμπορος (ἔμπορος -ου, ὁ)
πελάγη – accusativo neutro plurale di πέλαγος (πέλαγος -ους, τό)
οὐσίαν – accusativo femminile singolare di οὐσία (οὐσία -ας, ἡ)
νεωτέρους – accusativo maschile plurale di νεώτερος (νεώτερος -α -ον)
πορείας – accusativo femminile plurale di πορεία (πορεία -ας, ἡ)
γῆν – accusativo femminile singolare di γῆ (γῆ -ῆς, ἡ)
διάνοιαν – accusativo femminile singolare di διάνοια (διάνοια -ας, ἡ)
AGGETTIVI
χρηστόν – accusativo maschile singolare di χρηστός (χρηστός -ή -όν)
ἀθάνατον – nominativo neutro singolare di ἀθάνατος (ἀθάνατος -ον)
βελτίω – accusativo femminile singolare di βελτίων (βελτίων -ον)
ALTRE FORME
ἐάν – congiunzione (se)
μέν... δέ – particelle correlative (da una parte... dall’altra)
ὡς – avverbio (così)
οὕτω – avverbio (così)
πολύ – avverbio (molto)
ταχέως – avverbio (velocemente)
πάντως – avverbio (completamente)
μόνον – avverbio (solo)
μη – particella negativa (non)
ἕνεκα – preposizione (a causa di)
ἐπί – preposizione dativo (per)
ὡς – congiunzione (come)
ἀλλά – congiunzione (ma)
καί – congiunzione (e)
γάρ – congiunzione (infatti)
ὅτι – congiunzione (perché)
ἵνα – congiunzione (affinché)
Notizie su questo brano
Questo brano di Isocrate (436–338 a.C.) è tratto dal "Ad Demonicum" (Πρὸς Δημόνικον) che è in pratica una "lettera aperta" con intenti educativi, più che una vera epistola privata. Appartiene al genere della "parainesi", cioè l’esortazione morale ed è un' opera giovanile di Isocrate, probabilmente composta tra il 390 e il 380 a.C.
Questo passo racchiude in sé il cuore della pedagogia isocratea: la convinzione che l'educazione sia il fondamento dell'uomo virtuoso e della città giusta. Isocrate non chiede astratte speculazioni, ma conoscenza utile, saggezza applicata, sapere condiviso. In questo senso, si può dire che sia stato uno dei primi umanisti ante litteram.
E' un concentrato del pensiero pedagogico e morale di Isocrate. Lo possiamo suddividere in temi principali:
1. Amore per lo studio e valore della conoscenza
«Se sei amante dello studio, sarai ricco di conoscenza»
La filoponia (l’amore per lo sforzo, per l’impegno intellettuale) è la chiave per acquisire la sophia, il sapere.
La ricchezza interiore (cioè il sapere) è posta al di sopra di quella materiale.
2. Esercizio e apprendimento continuo
«Ciò che sai, custodiscilo con l’esercizio; ciò che non hai imparato, acquisiscilo con l’apprendimento»
Isocrate insiste sull’allenamento costante della mente, come fosse un muscolo.
Il sapere non è un possesso statico, ma una conquista dinamica, da mantenere viva con la pratica.
3. Vergogna nel rifiutare sapere e amicizia
«È vergognoso non imparare un discorso utile… e non accettare un bene dagli amici»
Interessante qui l'analogia tra discorso utile e dono: la parola saggia è vista come un bene relazionale, un dono sociale.
Si evidenzia anche una dimensione etica: rifiutare la sapienza è un errore morale, non solo intellettuale.
4. Valore dell'ascolto e della tradizione
«Consuma il tempo libero della tua vita nell’ascolto amorevole dei discorsi…»
Si promuove l’ascolto attivo e rispettoso, quasi religioso, dei logoi.
I discorsi degli altri sono portatori di verità e saggezza, frutto del loro sforzo e della loro esperienza.
L'ascoltatore si appropria facilmente di qualcosa che altri hanno ottenuto con fatica.
5. Sapienza contro ricchezza materiale
«Le une si esauriscono rapidamente, le altre rimangono per tutto il tempo»
Isocrate rievoca una topica classica della tradizione greca: la superiorità del sapere sui beni materiali.
Solo la sapienza è immortale, mentre il denaro è corruttibile ed effimero.
6. Impegno nel viaggiare per la conoscenza
«Non esitare a percorrere una lunga strada…»
Questo passo si collega alla paideia itinerante: il viaggio come metafora di formazione (ricorda anche Socrate o Platone, ma in chiave più pragmatica).
C'è una condanna dell'indolenza giovanile e un elogio dell'intraprendenza.
Si contrappone l'avidità del mercante (per guadagno) al nobile desiderio di sapere (per elevazione morale).
Linguaggio e stile
Il linguaggio è elevato e solenne, ma più accessibile rispetto ai testi filosofici platonici.
Isocrate impiega paralleli morali, simmetrie retoriche e antitesi per rendere più incisivo il messaggio.
L'uso della gnomologia (frasi sentenziose e morali) è tipico della paideia isocratea.
Confronti con altri autori
Platone avrebbe criticato Isocrate per la sua fiducia eccessiva nella retorica, accusandolo di non cercare la verità assoluta ma solo il plausibile.
Tuttavia, Cicerone lo apprezzava molto, considerandolo un modello di eloquenza e saggezza.
Aristotele, nella Retorica, prende le distanze da Isocrate ma ne riconosce l'efficacia formativa.
Implicazioni pedagogiche
Isocrate propone un modello educativo etico, attivo, costante, in cui:
lo studio è disciplina interiore,
il sapere è valore civico,
la formazione è un viaggio continuo.
L'ideale isocrateo è quello del "cittadino colto", che parla bene, pensa in modo retto e agisce giustamente.
(by Starinthesky)
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Δεῖ γὰρ μηδὲν πρότερον πράττειν πρὶν ἂν λάβῃ τις τοὺς Ἕλληνας δυοῖν θάτερον ἢ συναγωνιζομένους ἢ πολλὴν εὔνοιαν ἔχοντας τοῖς πραττομένοις. Ὧν Ἀγησίλαος ὁ δόξας εἶναι Λακεδαιμονίων φρονιμώτατος ὠλιγώρησεν, οὐ διὰ κακίαν, ἀλλὰ διὰ φιλοτιμίαν. σχεν γὰρ διττὰς ἐπιθυμίας, καλὰς μὲν ἀμφοτέρας, οὐ συμφωνούσας δ' ἀλλήλαις οὐδ' ἅμα πράττεσθαι δυναμένας. Προῃρεῖτο γὰρ βασιλεῖ τε πολεμεῖν καὶ τοὺς ἑταίρους εἰς τὰς πόλεις τὰς αὑτῶν καταγαγεῖν καὶ κυρίους ποιῆσαι τῶν πραγμάτων. Συνέβαινεν οὖν ἐκ μὲν τῆς πραγματείας τῆς ὑπὲρ τῶν ἑταίρων ἐν κακοῖς καὶ κινδύνοις εἶναι τοὺς Ἕλληνας, διὰ δὲ τὴν ταραχὴν τὴν ἐνθάδε γιγνομένην μὴ σχολὴν ἄγειν μηδὲ δύνασθαι πολεμεῖν τοῖς βαρβάροις. Ὥστ' ἐκ τῶν ἀγνοηθέντων κατ' ἐκεῖνον τὸν χρόνον ῥᾴδιον καταμαθεῖν ὅτι δεῖ τοὺς ὀρθῶς βουλευομένους μὴ πρότερον ἐκφέρειν πρὸς τὸν βασιλέα πόλεμον πρὶν ἂν διαλλάξῃ ‹τις› τοὺς Ἕλληνας καὶ παύσῃ τῆς μανίας τῆς νῦν αὐτοῖς ἐνεστώσης· ἅπερ καὶ σοὶ συμβεβουλευκότες τυγχάνομεν.
Non si deve agire prima di ottenere dai greci una delle due condizioni: o che partecipino alla spedizione o che mostrino di essere bendisposti verso il progetto. Di queste condizioni non tenne conto Agesilao, che pure sembrava il più saggio tra i greci e non per incapacità ma per ambizione. Aveva infatti due desideri, belli entrambi, ma tra loro dissonanti ne si potevano realizzare insieme. Voleva infatti combattere contro il Gran Re e contemporaneamente riportare i suoi amici nella loro città e ricondurli al potere. Accade dunque che, in seguito all'attività a favore dei suoi amici oligarchi, i Greci si trovarono in una situazione difficile e pericolosa, e Agesilao a causa dei rivolgimenti politici che sorsero in Grecia non ebbe ne il tempo ne la possibilità di combattere contro i barbari. Così dagli errori di allora è facile imparare che se si vuole prendere una saggia decisione non si deve portare guerra al barbaro prima che si siano riappacificati i Greci e che si sia posta fine a quella follia che li ha presi. Ed è proprio questo il nostro consiglio
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I Plateesi chiedono l'aiuto di Atene contro i persiani
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
TRADUZIONE
Sapendo che voi, o ateniesi, siete abituati ad aiutare prontamente coloro che hanno subito un accusa sia che ai benefattori sia che mostrate grandissima riconoscenza ai benefattori siamo giunti per supplicare di non permettere che noi essendoci la pace siamo distrutti dai tebani. essendo infatti già fuggiti molti verso di voi e avendo ottenuto tutto quanto hanno avuto bisogno, riteniamo che spetta soprattutto a voi prendersi cura della nostra città. infatti non trovereste più ingiustamente che nessuno di noi si scontri con tali disgrazie ne che si trovino da molto più tempo in maggior familiarità presso la vostra città. inoltre noi siamo giunti per chiedere tali cose in cui da una parte non c'è nessun pericolo dall'altra tutti gli uomini riterranno che voi siete i più conformi alla pietà e i più giusti dei greci lasciandovi persuadere.
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Atene fu guida e modello per i greci
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Antropoi
Ή ημετερα πολιϛ παραλαμβανουσα τουϛ Ελληνας ανομωϛ ζῶνταϛ και σποραδην οικουνταϛ, και τουϛ μην υπο δυναστειῶν υβριζομενουϛ, τουϛ δε δι αναρχιαν απολλυμευουϛ, τουτων των κακων αυτουϛ απελλαξε, των μεν κυρια γιγνομενη, τοιϛ δε αυτην παραδειγμα ποιησασα· πρωυη γαρ και νομουϛ και πολιτειανν κατεστησατο (αορ. δι καθιστημι). Οι γαρ περì των φονιξῶν εγκαλεσαντεϛ, και βουλομενοι μετα λογου και μη μετα βιαϛ διαλυσασθαι ταϛ προϛ αλληλουϛ διαφοραϛ, ευ τοιϛ νομοι τοιϛ ημετεροιϛ ταϛ κρισει εποιησαντο περì αυτων. Και μεν δη και των τεχνων ταϛ τε προϛ τα αναγκαια του βιου και ταϛ προηδονήν χρησιμας τοιϛ αλλοιϛ παρειχε. Την τοινυν αλλην διοικησιν ουτω φιλοξενωϛ κατεσκευασαντο, ωστε μητε τοιϛ ευδαιμονουσιν εν ταιϛ αυτων πολεσιν μητε τοιϛ δυστυξουσιν αχρηστωϛ εχειν· τοιϛ μεν γαρ ηδισταϛ διατριβαϛ, τοιϛ δε ασφαλεστατην καταφυγην παρειχεν.
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Poesia omerica
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Versioni di greco
Εκεινο δ'ουν φανερον, οτι δει τους βουλομενος ᾑ ποιειν ᾑ γραφειν τι κεχαρισμενον τοις πολλοις μή τους ωφελιμωτατους των λογων ζητειν, αλλα τους μυθωδεστατους; ακουντες μεν γαρ των τοιουτων χαιρουσιν, θεωρουντες δε τους αγωνας και τας αμιλλας. Διο και tην Ομηρου ποιησιν και τους πρωτους ευpοντας τραγωδιαν αξιον θαυμαζειν, οτι κατιδοντες την φυσιν την των ανθρωοπων αμφοτεραις ταις ιδεαις ταυταις κατεχρησαντο προς την ποιησιν. Ο μεν γαρ τους αγωνας και ους πολεμους τους των ημιθεων εμυθολογησεν, οι δε τους μυθος εις αγωνας και πραξεις κατεστησαν. ωστε μη μονον ακουστους ημιν αλλα και θεατους γενεσθαι. Τοιουτων ουν παραδειγματων ξυπαρχοντων δεδεικται τοις επιθυμουσιν τους ακποωμενους ψυχαγωγειν οτι του μεν νουθετειν και συμβουλευειν αφεκτεον, τα δε τοιαυτα λεκτεον, οις οπωσι τους οχλους μαλιστα χαιποντας.
TRADUZIONE
E dunque questo è chiaro, che coloro che desiderano o creare in versi (ποιειν ) o scrivere in prosa ( γραφειν ) qualcosa di gradito ai più non deve ricercare i più utili fra i discorsi, ma quelli più favolosi (fantastici); gioiscono infatti ad ascoltare simili discorsi, e ad assistere a lotte e gare. Perciò è giusto anche ammirare la poesia di Omero e coloro che per primi hanno inventato la tragedia, poichè, dopo aver indagato ( κατιδοντες ) la natura umana (lett. : degli uomini), sfruttarono ambedue queste forme per la composizione ( ποιησιν ). Quello (Omero) celebrò (cantò) le lotte e le guerre dei semidei, gli altri (i tragediografi) collocarono i miti in lotte e imprese, al punto che divennero per noi non solo udibili ma anche visibili. Essendo presenti simili esempi, è provato che per coloro che desiderano affascinare chi ascolta ( τους ακροωμενους ) ci si deve astenere ( αφεκτεον ) dall'ammonire e dal dare consigli, si deve invece dire ( λεκτεον ) quelle cose, da cui vedono che le masse traggono in massimo grado piacere.
Analisi grammaticale