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L'egemonia spetta alla città di Atene
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro I greci e noi
Inizio: Ού εφθνουμεν ταις αυξανομεναις αυτων...
fine: νομω της πολιτειας αποστερεισθαι.
TRADUZIONE
Non provavamo astio infatti verso quelle fra loro che si estendevano, né ispiravamo disordini politici, mettendo gli stati l’uno contro l'altro, al fine di creare contrasto fra di foro, e di fare nostri schiavi i nemici. Anzi, certi che l’intesa degli alleati sia comune aiuto, governavamo con le medesime leggi tutte le città, prendendo decisioni nei loro confronti da alleati, non da dittatori, dando noi le direttive generali della politica, ma permettendo che privatamente ciascuno fosse libero, sia aiutando il popolo, sia facendo guerra ai governi assoluti, ritenendo orribile che i tanti stessero sotto i pochi, che i più poveri in quanto a ricchezze, ma per nulla inferiori nel resto, fossero rifiutati dai posti di comando; inoltre, che essendo la patria comune, gli uni avessero potere dittatoriale, gli altri fossero meteci, e pur essendo quelli cittadini per diritto naturale, fossero per legge privati delle virtù politiche.
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Gli obiettivi della vera educazione
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Inizio: Τινας ουν καλω πεπαιδευμένους; Πρωοτον μεν τους καλως χρωμένους
fine: και τελεους ανδρας και πασας εχειν τας αρετας
TRADUZIONE
Quali sono allora le persone che \ considero dotate di una perfetta formazione, dato che scarto le conoscenze tecniche e scientifiche e le doti naturali?26 In primo luogo quelle persone che sanno affrontare i problemi che capitano quotidianamente e hanno un'opinione adeguata sulle varie circostanze e capace di mirare perlopiù all'utile. In secondo luogo quanti hanno rapporti rispettosi e corretti con i loro parenti più prossimi e sopportano con serenità e disponibilità le scortesie e le asprezze del carattere altrui, mostrandosi quanto più possibile gentili ed equilibrati in compagnia. E ancora coloro che sanno sempre dominare le loro passioni, non si fanno abbattere eccessivamente dalle sventure, ma quando vi si trovano si comportano da uomini, con un atteggiamento degno della natura di cui siamo dotati. Quarto punto, il più importante, gli uomini che non si lasciano distruggere dal successo, che non perdono la testa e non cedono all'orgoglio, ma restano nella schiera dei saggi, che non si rallegrano dei beni fortuiti più che di quelli che sono fin dall'inizio imputabili alla loro natura e alla loro saggezza. Ebbene, quelli che hanno un habitus spirituale che si accorda non con una sola, ma con tutte queste qualità, a mio parere sono uomini saggi, completi e forniti di ogni virtù.
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L'importanza di Atene nella difesa della Grecia
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Inizio: dokei moi kai peri ton pros tous barbarous...
fine: Ellenas ef'emas protous iontes?
TRADUZIONE
Mi sembra sia che convenga parlare delle cose fatte contro i barbari per la città, sia perché inoltre mi disposi il discorso riguardo all’egemonia di questa a quelli. Da una parte dunque enumerando tutti quanti i pericoli parlerei molto a lungo; dall’altra riguardo ai fatti più importanti allo stesso modo come poco prima tenterò di narrare anche su di loro. Infatti gli Sciiti, i Traci e i Persiani sono i più idonei a comandare tra le stirpi anche perché hanno grandissimo potere, per caso tutti questi complottano contro di noi, poiché la città aveva fatto un tentativo arrischiato contro tutti questi. Tuttavia che cosa resterà a coloro che si oppongono, se coloro che non sono in grado tra i Greci furono indicati ad aver successo secondo giustizia poiché ritengono conveniente supplicarci, coloro che desiderano tra i barbari poiché c’erano prima di noi?
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I benefici di Teseo e di Eracle nei riguardi dell'Ellade
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Oi ellenes
Inizio: Θησευς και Ηρακλης ου μονον οπλοις εκοσμησαντο παραπλησιοις, αλλα και τοις επιτηδευμασιν...
fine: τουτους των αγωνων εξ ων ημελλεν η των Ελλενων η της αυτου πατριδος ευεργετης γενησεσθαι
TRADUZIONE
Teseo e Eracle non solo erano adornati da armi quasi uguali ma praticavano anche le stesse attività, facendo le imprese adeguate alla loro indole. Nati infatti da fratelli, l'uno da Zeus, l'altro da Poseidone, ebbero fraterne anche le aspirazioni. Infatti oslo loro fra gli dei immortali (quelli che esistevano prima) si posero difensori della vita degli uomini. Accadde che l'uno affrontasse pericoli più celebri e più grandi, l'altro più utili e più consoni agli Elleni. Infatti all'uno Euristeo ordinò di condurre i buoi dall’Eritea, di portargli i pomi delle Esperidi, e di rapire Cerbero e altre fatiche simili, con le quali non era destinato ad essere d’aiuto agli altri ma essere messo in pericolo. L'altro, padrone di se stesso, tra le fatiche preferiva quelle in cui era destinato a essere benefattore o degli elleni o della sua patria. Allora, sottomettendo da oslo il toro liberato da Poseidone che aveva devastato la regione e che nessuno osava affrontare, liberò gli abitanti della città da una grande paura e da molta indigenza.
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I compiti di un buon sovrano
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Euloghia
φίλους ϰτῶ μὴ πάντας τοὺς βουλομένους, ἀλλὰ τοὺς τῆς σῆς φύσεως ἀξίους ὄντας, μηδὲ μεϑ' ὧν ἥδιστα συνδιατρίψεις, ἀλλὰ μεϑ' ὧν ἄριστα τὴν πόλιν διοιϰήσεις. ἀϰριβεῖς ποιοῦ τὰς δοϰιμασίας τῶν συνόντων, εἰδὼς ὅτι πάντες οἱ μή σοι πλησιάσαντες ὅμοιόν σε τοῖς χρωμένοις εἶναι νομιοῦσιν. τοιούτους ἐφίστη τοῖς πράγμασι τοῖς μὴ διὰ σοῦ γιγνομένοις, ὡς αὐτὸς τὰς αἰτίας ἕξων ὧν ἂν ἐϰεῖνοι πράξωσιν. πιστοὺς ἡγοῦ μὴ τοὺς ἅπαν ὁ τι ἂν λέγῃς ἢ ποιῇς ἐπαινοῦντας, ἀλλὰ τοὺς τοῖς ἁμαρτανομένοις ἐπιτιμῶντας. δίδου παρρησίαν τοῖς εὖ φρονοῦσιν, ἵνα περὶ ὧν ἂν ἀμφιγνοῇς, ἔχῃς τοὺς συνδοϰιμάσοντας. διόρα ϰαὶ τοὺς τέχνῃ ϰολαϰεύοντας ϰαὶ τοὺς μετ' εὐνοίας ϑεραπεύοντας, ἵνα μὴ πλέον οἱ πονηροὶ τῶν χρηστῶν ἔχωσιν. ἄϰουε τοὺς λόγους τοὺς περὶ ἀλλήλων, ϰαὶ πειρῶ γνωρίζειν ἅμα τούς τε λέγοντας, ὁποῖοί τινές εἰσι, ϰαὶ περὶ ὧν ἂν λέγωσιν. ταῖς αὐταῖς ϰόλαζε ζημίαις τοὺς ψευδῶς διαβάλλοντας, αἷσπερ τοὺς ἐξαμαρτάνοντας.
TRADUZIONE
Procurati come amici non tutti quelli che lo vogliono, ma quelli che sono degni del tuo carattere, e neppure quelli con cui ti intratterrai con più piacere, ma quelli con cui reggerai la città nel modo migliore. Esegui sicure le valutazioni di quelli che stanno con te, sapendo che quelli che non ti hanno avvicinato riterranno che tu sia simile a quelli che ti frequentano. Incarica tali persone per le faccende che non avvengono grazie a te, pensando che avrai tu stesso le responsabilità di ciò che quelli fanno. Considera fedeli non quelli che elogiano ogni cosa tu dica o faccia, ma quelli che criticano gli errori commessi. Concedi libertà di parola a quelli che sono assennati, affinché tu abbia chi esaminerà insieme a te le cose su cui tu sia incerto. Distingui anche quelli che adulano con abilità e quelli che ti servono con benevolenza, affinché i malvagi non abbiano la meglio sugli onesti. Ascolta i discorsi che fanno gli uni sugli altri, e cerca di riconoscere allo stesso tempo coloro che parlano, come sono, e a proposito di quali argomenti parlino. Punisci con le stesse pene qualli che ti calunniano falsamente, con le quali punisci coloro che commettono colpe.