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Erat una cum ceteris Dumnorix Aeduus, de quo ante ab nobis dictum est. ....... navigandi mare timeret, partim quod religionibus impediri sese diceret
C'era fra gli altri l'eduo Dumnorige, di cui abbiamo già parlato. Fu uno dei primi che Cesare decise di tenere con sé, conoscendone il desiderio di rivolgimento, l'ambizione di comandare, la forza d'animo e il grande prestigio tra i Galli. Inoltre, nell'assemblea degli Edui, Dumnorige aveva detto che Cesare gli aveva offerto il regno: ciò non piaceva affatto agli Edui, ma non osavano inviare messi a Cesare per opporsi o per invitarlo a desistere. Della faccenda Cesare era stato informato dai suoi ospiti. Dumnorige, in un primo tempo, ricorse a ogni sorta di preghiere per riuscire a restare in Gallia: disse di aver paura del mare, inesperto com'era di navigazione, addusse come scusa un impedimento d'ordine religioso.
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Culex cum taurum provocasset viribus, venerunt populi .... Ille sibi famam diminuit, qui se indignis comparat.
Poichè una zanzara aveva sfidato un toro sulle forze, arrivarono allo spettacolo interi popoli. Ma qui la piccola zanzara disse: "Mi basta che tu mi sia venuto di fronte. Ero piccola, e il tuo giudizio mi ha fatta pari a te." E si levò a volo nell'aria sulle ali lievi, prese in giro la folla e sgonfiò la burbanza del toro. Il quale, se si fosse ricordato della forza che ha nelle spalle, non avrebbe dato peso, per pudore, a un simile avversario; né ci sarebbe stata materia per glorificare una piccola sciocca. Chi si mette al livello di chi tanto non merita, avvilisce il suo nome.
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Audierat Pyrrhus quosdam in convivio Tarentinorum parum honoratum de se sermonem habuisse ....... et sobrii sibi Tarentini gratias agĕrent et ebrii bene precarentur.
Pirro aveva sentito che in un banchetto di Tarantini alcuni avevano detto di lui parole poco onorevoli: chiamati coloro che vi avevano partecipato, chiese loro se avessero detto quelle cose che erano pervenute alle sue orecchie. Allora uno di loro disse: "Se il vino ci non fosse mancato, quelle cose che ti furono riferite, rispetto a quelle che su di te avremmo detto, sarebbero state un gioco ed uno scherzo". Una scusa tanto cortese dell'ubriachezza ed una così semplice confessione della verità trasformò l'ira del re in una risata. È un fatto che, per quella clemenza e moderazione d'animo, ottenne che i Tarantini da sobri lo ringraziassero e da ebbri si augurassero il suo bene.
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Quintius Crispinus Badium Campanum benignissime domi suae hospitio exceperat ..... Proinde aliam qua occidas dexteram quaere, quoniam mea te servare didicit".
Quinzio Crispino aveva accolto con la massima disponibilità a casa sua Badio Campano e poiché era stato colpito da una grave malattia lo aveva risanato con una cura scrupolosissima. Dal quale, provocato a combattere sul campo dopo la famosa ed infame sedizione dei Campani, essendo piuttosto superiore a lui e per forza fisica e per coraggio, preferì rimproverare l'ingrato piuttosto che vincerlo; e così gli disse Quinzio: " Che fai, pazzo? È evidente che uno solo dei Romani ti è gradito, e contro di lui scelleratamente alzi le armi, all'ospitalità del quale (lett. ai penati del quale) devi la tua salute/salvezza? Il vincolo d'amicizia e gli dei dell'ospitalità, sacri per la nostra razza (lett. per il nostro sangue) pegni di nessun valore per i vostri animi (lett. petti) vietano di combattere con te una battaglia ostile. Che anzi, se nello scontro degli eserciti per un fortuito urto del mio scudo ti riconoscessi mentre sei a terra, ritirerei il pugnale già puntato alla tua nuca. Sia dunque tuo il crimine di aver voluto uccidere l'ospite. Perciò cerca un'altra destra da uccidere, perché sei venuto a conoscenza che la mia ha imparato a risparmiarti".
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M. Scaurus, cum apud Athesim flumen impetu Cimbrorum Romani equites pulsi, ...... semet ipsum gladio uti quam adversus hostes usus fuerat
Poiché la cavalleria Romana, messa in fuga presso il fiume Adige dall'impetuoso assalto dei Cimbri, dopo aver abbandonato il console Catulo, faceva ritorno a Roma piena di timore, M. Scauro mandò a riferire al figlio, che era pure (lui) scappato con gli altri, che avrebbe voluto piuttosto ritrovarlo morto nella battaglia, che vederlo (ridotto) così vergognosamente: e perciò affermava che, se gli era rimasto nell'animo un pizzico di vergogna, si guardasse dal presentarglisi ancora davanti, avendo tanto disonorato la virtù dei padri: ricordandosi quale era stato lui stesso in gioventù, conosceva molto bene quale figlio M.Scauro doveva avere e quale egli doveva rifiutare. Il figlio, avendo ricevuto tale ambasciata, fu costretto ad esser più valoroso nell' ammazzare sé stesso, di quanto non fosse stato coraggioso nel resistere all'impeto dei nemici.: il figlio, avendo ricevuto tale ambasciata, fu costretto ad esser più valoroso nell' ammazzare sé stesso, di quanto non fosse stato coraggioso contro i nemici.