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D'altra parte l'aspetto essenziale in ogni amministrazione di un incarico e di un pubblico ufficio è che venga respinto anche il minimo sospetto di avidità. "Oh se la sorte – disse il Sannita C. Ponzio – mi avesse riservato a quei tempi e fossi nato allora, quando i Romani cominciarono ad accettare doni. Se avessi vissuto allora, non avrei permesso che essi dominassero tanto a lungo". E non dovette aspettare molti secoli: ora infatti questo male è entrato in questo Stato. Panezio loda l'Africano, per il fatto che fu moderato. Perché non dovrebbero lodarlo? Ma in quello (vi furono) altre (doti) maggiori; la lode della moderazione non è soltanto dell'uomo, ma anche di quei tempi. Paolo s'impadronì di tutto il tesoro dei Macedoni, che fu grandissimo; introdusse nella cassa dello Stato tanto denaro che il bottino di un unico generale pose fine alle tasse. Ma questo non portò niente a casa sua, fuorché l'eterna memoria del nome. L'africano imitò il padre, distrutta Cartagine, non fu affatto più ricco. Perché? Colui che fu suo collega nella carica di censore, L. Mummio, forse che fu più ricco, dopo che distrusse dalle fondamenta una città ricchissima? Preferì adornare l'Italia piuttosto che la propria dimora. Sebbene l'Italia fu adornata, la stessa dimora mi sembra più adorna.
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Dopo che le nozze saranno state celebrate, il buon marito Romano amministrerà con grande attenzione il patrimonio familiare domestico e anteporrà una onesta tranquillità all'infelice ambizione. Ogni anno in occasione dei sacrifici immolerà vittime grasse e compirà i sacrifici secondo il rito; inoltre quando avrà condotto in matrimonio la donna che ama e la moglie sarà entrata in casa la rispetterà con opportuna reverenza. Quando saranno venuti alla luce i figli il padre di famiglia integro comanderà sui figli, le figlie ed i servi con potere sommo e severo ed eserciterà la sua autorità: così mentre la matrona di famiglia con le molte ancelle farà frequentemente la lana negli atri della casa, i suoi figli vivranno la vita con purezza secondo una severa disciplina e ben educati. Quando sarà giunta l'età dell'adolescenza il padre di famiglia aiuterà i fanciulli e li abituerà alle difficoltà della vita: presto da loro saranno sopportati volentieri gravi pericoli in difesa della patria e in battaglia sarà combattuto valorosamente. Così le famiglie nelle quali il patto d'amore non sarà stato infranto vivranno bene, mentre la potenza Romana poco alla volta crescerà. Dunque una semplice verità viene compresa da tutti: un matrimonio felice, poiché produce una famiglia stabile è il fondamento della vita pubblica. [separatore]
RISPOSTE:
1. Il matrimonio era un'istituzione fondamentale dell'antica società Romana, perché garantiva la stabilità sociale e la continuità dei valori.
2. I doveri del buon marito consistevano nell'amministrare il patrimonio familiare, immolare le vittime e compiere i riti in occasione dei sacrifici, rispettare con reverenza la moglie, esercitare la sua autorità di pater familias comandando sui figli, i servi, e le ancelle, vigilando sulla purezza dei suoi discendenti, e, giunta l'età dell'adolescenza, facendo in modo da abituarli alle asprezze della vita. Quanto alla moglie, dal passo emerge unicamente il dovere di filare la lana con le ancelle.
3. Il pater familias aveva autorità tanto sui figli, quanto sulle ancelle e sui servi.
4. La matrona filava spesso la lana con le ancelle.
5. Proposizioni temporali:
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Noi fiacchiamo immediatamente l'infanzia dei nostri figli con le delizie. Quella educazione debole, che definiamo indulgenza, spezza tutte le energie della mente e del corpo. Cosa non desidererà un adulto che ha gattonato nella porpora? Non pronuncia ancora la prima parola e già riconosce la conchiglia e chiede l'ostrica. Abbiamo educato prima il loro palato della loro bocca. Crescono nelle lettighe: se hanno toccato terra, restano appesi alle mani di coloro che li sostengono da entrambe le parti.
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Hai consegnato le lettere da inviare a me al tuo, come scrivi, "amico". Poi mi avverti di non dirgli tutte le cose che ti riguardano, poiché, a tuo dire, neanche tu stesso sei solito farlo. Quindi nella medesima lettera da un lato hai definito quello un amico, dall'altro lo hai negato. Ma se ritieni un amico uno del quale non ti fidi come di te stesso, sbagli fortemente e non conosci la forza della vera amicizia. Parla di tutto col tuo amico, ma innanzitutto di lui: prima dell'amicizia bisogna giudicare, dopo l'amicizia bisogna fidarsi. Confondono in realtà i doveri del prima e del dopo coloro che giudicano dopo aver amato e non amano pur avendo giudicato. Pensa a lungo se devi accettare in amicizia qualcuno. Quando ti sarà piaciuto, accettalo con tutto il cuore, e parla con lui con lo stesso coraggio col quale parli con te stesso. [separatore]
RISPOSTE:
1. Perifrastiche passive:
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Gli uomini Greci ingiustamente condannati o esiliati dai loro concittadini, tuttavia, poiché vantarono dei meriti nei confronti delle loro città, oggi si trovano in una tale considerazione non solo in Grecia, ma anche presso di noi e in tutte le altre terre, al punto che nessuno menziona coloro dai quali essi furono vessati, e che tutti antepongono la loro sventura al predominio di quelli. Chi tra i Cartaginesi fu superiore ad Annibale per avvedutezza, valore ed imprese compiute, che da solo per tanti anni lottò con tanti nostri generali per il potere e per la gloria? I suoi concittadini esiliarono costui dalla città: noi vediamo che sebbene un nemico egli viene celebrato nelle nostre opere letterarie e nella nostra memoria. Ragion per cui imitiamo i nostri Bruti, Camilli, Fabrizi, Scipioni e innumerevoli altri che fondarono questo stato! Amiamo la patria, obbediamo al senato, provvediamo agli uomini probi, non andiamo in cerca di vantaggi immediati, ma mettiamoci al servizio della gloria presso i posteri! Giudichiamo che la cosa migliore è quella che sarà la più onesta! Speriamo ciò che desideriamo, ma tolleriamo ciò che capiterà! Infine non pensiamo che gli eroi coraggiosi siano mortali, perché in realtà eterna sarà la gloria dei loro animi e delle loro virtù.