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SPERANZE PERDUTE
VERSIONE DI GRECO di Luciano
Μὴ γελάσω οὖν, ὦ Ἀλέξανδρε, ὁρῶν καὶ ἐν ᾅδου ἔτι σε μωραίνοντα καὶ ἐλπίζοντα Ἄνουβιν ἢ Ὄσι-ριν γενήσεσθαι; πλὴν ἀλλὰ ταῦτα μέν, ὦ θειότατε, μὴ ἐλπίσῃς· οὐ γὰρ θέμις ἀνελθεῖν τινα τῶν ἅπαξ διαπλευσάντων τὴν λίμνην καὶ εἰς τὸ εἴσω τοῦ στομίου παρελθόντων· οὐ γὰρ ἀμελὴς ὁ Αἰακὸς οὐδὲ ὁ Κέρβερος εὐκαταφρόνητος. ἐκεῖνο δέ γε ἡδέως ἂν μάθοιμι παρὰ σοῦ, πῶς φέρεις, ὁπόταν ἐννοήσῃς ὅσην εὐδαιμονίαν ὑπὲρ γῆς ἀπολιπὼν ἀφῖξαι, σωματοφύλακας καὶ ὑπα-σπιστὰς καὶ σατράπας καὶ χρυσὸν τοσοῦτον καὶ ἔθνη προσκυνοῦντα καὶ Βαβυλῶνα καὶ Βάκτρα καὶ τὰ μεγάλα θηρία καὶ τιμὴν καὶ δόξαν καὶ τὸ ἐπίσημον εἶναι ἐξελαύνοντα διαδεδεμένον ταινίᾳ λευκῇ τὴν κεφαλὴν πορφυρίδα ἐμπεπορπημένον. οὐ λυπεῖ ταῦτά σε ὑπὲρ τὴν μνήμην ἰόντα; τί δακρύεις, ὦ μάταιε; οὐδὲ ταῦτά σε ὁ σοφὸς Ἀριστοτέλης ἐπαίδευσεν
TRADUZIONE
E non devo ridere, o Alessandro, vedendo che anche quaggiù tu sei così pazzo che speri diventare Anubi o Osiride? Questo non lo sperare, o divinissimo: chè non è permesso tornare su a chi una volta ha valicato la palude ed è entrato per la buca; che vi sta Eaco con tanto di occhi, e Cerbero terribile. Ma io vorrei proprio sapere da te che ti senti, quando ripensi che felicità lasciasti sulla terra, guardie, scudieri, satrapi, ricchezze inestimabili, popoli che ti adoravano, e Babilonia, e Battro, e grandi elefanti, e gli onori, e la gloria, e il pompeggiare nelle cavalcate con il capo cinto di bianche bende e con la porpora succinta. Non ti addolori quando ti vengono a mente queste cose? Ma perché piangi, o sciocco? E non t’insegnò il sapiente Aristotele a non credere stabile quel che viene dalla fortuna?
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UN INFAME TRADIMENTO VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Askesis
"Quando furono davanti alle tende di Tissaferne, i comandanti Prosseno Beozio, Menone Tessalo, Agia Arcade, Clearca Lacone, Socrate D'Acaia furono chiamati dentro; i locaghi invece rimanevano davanti alle tende. Non molto tempo dopo, al medesimo segnale, quelli dentro furono catturati, quelli fuori uccisi. Dopo questi avvenimenti, alcuni dei cavalieri Barbari, correndo in pianura, in qualunque greco si imbattessero, libero o schiavo, uccidevano tutti. I greci si stupivano della cavalcata, guardando dall'accampamento finché non giunse Nicarco Arcade fuggendo e tenendo gli intestini in mano, raccontò tutte le cose che erano accadute. Tutti i greci corsero alle armi, essendo costernati e pensando che quelli sarebbero presto all'accampamento. Loro però non vennero tutti: solo Arieo, Artanazo e Mitridate, i quali erano fedelissimi a Ciro. Il traduttore dei greci disse che vedeva e riconosceva anche il fratello di Tissaferne con loro. Anche altri 300 persiani circa li seguivano. "
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Non si deve mai commettere ingiustizia
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Askesis
Οὐδενὶ τρόπῳ φαμὲν ἑκόντας ἀδικητέον εἶναι, ἢ τινὶ μὲν ἀδικητέον τρόπῳ τινὶ δὲ οὔ; Ἢ οὐδαμῶς τό γε ἀδικεῖν οὔτε ἀγαθὸν οὔτε καλόν, ὡς πολλάκις ἡμῖν καὶ ἐν τῷ ἔμπροσθεν χρόνῳ ὡμολογήθη; Ὅπερ καὶ ἄρτι ἐλέγετο ἢ πᾶσαι ἡμῖν ἐκεῖναι αἱ πρόσθεν ὁμολογίαι ἐν ταῖσδε ταῖς ὀλίγαις ἡμέραις ἐκκεχυμέναι εἰσίν, καὶ πάλαι, ὦ Κρίτων, ἄρα τηλικοίδε ἄνδρες πρὸς ἀλλήλους σπουδῇ διαλεγόμενοι ἐλάθομεν ἡμᾶς αὐτοὺς παίδων οὐδὲν διαφέροντες; Ἢ παντὸς μᾶλλον οὕτως ἔχει ὥσπερ τότε ἐλέγετο ἡμῖν· εἴτε φασὶν οἱ πολλοὶ εἴτε μή, καὶ εἴτε δεῖ ἡμᾶς ἔτι τῶνδε χαλεπώτερα πάσχειν εἴτε καὶ πρᾳότερα, ὅμως τό γε ἀδικεῖν
TRADUZIONE
Diciamo che non bisogna commettere volontariamente ingiustizia in nessun caso, o per certi versi sì, e per certi altri no? O diciamo - e su questo punto ci siamo già trovati d'accordo, più d'una volta - che il commettere ingiustizia non è affatto cosa buona, né bella? Che tutte le conclusioni una volta raggiunte si siano in questi pochi giorni rimescolate, e tanto abbiamo indugiato nelle nostre appassionate discussioni, Critone, da non renderci conto che nulla ci distingueva, alla nostra età, da dei bambini? O piuttosto le cose stanno come si diceva allora: sia che la gente lo ammetta o no, sia che siamo costretti a sopportare sofferenze peggiori o più lievi di queste
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UNA REGINA GENEROSA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Askesis
Inizio: "Ενταυθα αφικνειται Επυαξα..."
Fine: "εκαστον τους εαυτου. "
TRADUZIONE
Qui giunse da Ciro Epiassa moglie di Siennesi re dei Cilici: e si dice che diede molte ricchezze a Ciro, dunque Ciro saldò all'esercito la paga di quattro mesi. Da qui percorse in due giorni dieci parasanghe verso Tirieo, città popolosa. Qui rimase tre giorni. E si dice che Epiassa domandò a Ciro di farle vedere l'esercito: dunque decidendo di fare assò in rassegna nella pianura i Greci e i barbari. Ordinò ai greci di schierarsi e rimanere fermi, come era costume fare verso la battaglia, e che ciascuno dei suoi soldati si schierasse insieme.
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UN GIUDIZIO SU SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
traduzione dal libro Askesis
TRADUZIONE
Egli essendo come io lo racconto, mi sembrava così religioso da non fare nulla senza l'approvazione degli dei, così giusto da non danneggiare nessuno per niente, da giovare soprattutto a coloro che avevano bisogno di lui, padrone di se stesso, tanto da non preferire cio che è piacevole a cio che è meglio, saggio tanto da non fallire giudicando le cose migliori e le cose peggiori e da non aver bisogno di altro, non da essergli sufficiente la conoscenza di queste cose, inoltre capace sia di esprimerle a parole, sia di spiegare queste cose, e capace anche di giudicare diversamente nonchè di confutare chi sbagliava ed esortarlo alla virtù e alla nobiltà, da sembrare di essere come poterbbe essere un uomo buono e assai felice. Se da qualcuno questo non basta, giudichi paragonando il modo di vivere degli altri a questo.