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L'EDUCAZIONE VALE PIù DELLA RICCHEZZA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Τους δ επι πολιυτω μέγα φρονουντας καϊ νομίζοντας ουδεν προσδεϊσ&αι παιδείας εξαρκέσειν δέ αφισι τον πλούτον οίομένους προς το διαπράττεσ&αί τε ο τι αν βούλωνται καϊ τιμάσ&αι υπό των άν&ρώπων εφρένου λεγων ότι μωρός μεν εϊη ει τις οΐεται μη μα&ών τά τε ωφέλιμα και τά βλαβερά των πραγμάτων διαγνώσε σ&αι μωρός δ ει τις μη διαγιγνώσκων μέν ταυτα διά δε τον πλούτον 6 τι αν βούληται ποριζόμε νος οΐεται δυνησεσ&αι και τά συμφέροντα πράτ τειν ηλί&ιος δ εϊ τις μη δυνάμενος τά συμφέροντα πράττειν ευ τε πράττειν οΐεται καϊ τά προς τον βίον αύτω η καλως ή ίκανως παρεσκευάσ&αι ηλί&ιος δε καϊ εϊ τις οίεται διά τον πλούτον μηδεν επισταμενος δόξειν τϊ άγα&ός είναι η μηδεν άγα&ός είναι δοκών ευδοκιμησειν
Quelli, invece, che si sentivano orgogliosi della loro ricchezza e credevano di non aver nessun bisogno dell'educazione, convinti che la ricchezza sarebbe loro bastata per poter realizzare qualunque cosa volessero ed ottenere onori dagli altri uomini, li faceva ragionare dicendo che, se qualcuno pensasse di saper distinguere le azioni dannose da quelle utili, senza avere imparato a farlo, sarebbe matto e matto se, senza distinguerle, si ritenesse capace di fare cose utili, perché la ricchezza Io fornisce di tutto quel che vuole, stolto se, senza essere capace di fare quello che serve, fosse convinto tuttavia di avere successo e di approntare bene e in quantità sufficiente i mezzi per la propria vita, stolto anche se credesse, senza conoscere niente, di avere fama di uomo valente per la propria ricchezza o, senza sembrare per niente virtuoso di avere lo stesso buona reputazione
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IL CAVALLO E L'ASINO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion - pag. 59 n. 81
Ἄντθρωπός τις ἵππον και ὄνον εἶχεν. Ὁδευόντων αὐτῶν, ἐν τῇ ὁδῷ ὁ ὄνος τῷ ἵππῳ ἔλεγεν "Οὐ σθένω ποσίν*δέχου τι τοῦ ἐμοῦ βάρους, εἰ θελεις εἶναι με σῶον". Ὁ δὲ οὐ πείθεται* ὁ δὲ ὄνος ἐκ τοῦ κοπου πίπτει και ἀποθνῄσκει. τοῦ δὲ δεσπότου ἐπιβαλλοντος πάντα αὐτῷ, και τὴν τοῦ ὄνου δοράν, κλαίων ὁ ἳππος ἔλεγεν "Οἴμοι τῷ παναθλιῳ, τί μοι γιγνεται ταλαιπόρῳ; οὐκ ἤθελον μικρὸν βάρος δέχεσθαι, και νῦν ἅπαντα ἀναγκάζομαι βαστάζειν, και τὸ δέρμα". Ὅτε τοῖς μικροῖς οἱ μεγάλοι κοινωνιαν ποιοῦνται, ἔστιν ὅτε ἀμφότεροι σῴζονται ὲν τῷ βιῳ
TRADUZIONE n. 1
C'era un uomo che aveva un asino e un cavallo. Un giorno che stavano viaggiando per la strada, l'asino disse al cavallo: "Prendi un pò del mio carico se non vuoi vedermi morto". Ma l'altro non volle saperne. L'asino, sfinito dagli stenti, stramazzò e morì. Allora il padrone trasferì sul dorso del cavallo tutto il carico e in più la pelle dell'asino. Il cavallo allora piangendo esclamava: "Ahimè disgraziato! Che cosa mi è mai successo, povero infelice! Per aver rifiutato parte di quel peso, ora sono costretto a portarlo tutto, e in più anche la pelle". "il mito mostra che, i grandi essendo partecipi coi piccoli, si salveranno reciprocamente nella vita
traduzione n. 2 da altro utente
Un uomo aveva un cavallo e un asino. Mentre camminavano quelli, l'asino, durante il cammino, disse al cavallo: " prendi qualcosa dal mio carico, se vuoi che io mi salvi. "ma non persuaso, l'asino morì per la fatica. allora il padrone gettò tutto il carico su di lui, anche la stessa pelle dell' asino. Lamentandosi dunque il cavallo disse: " ahimè sventurato, infatti, nn volendo portare un piccolo carico, ecco sono costretto a portare tutto quanto, anche la pelle. "il mito mostra che, i grandi essendo partecipi coi piccoli, si salveranno reciprocamente nella vita
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DISCORSO DI ANNIBALE
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
INIZIO: nomiζω δε τουτους μαλιστα επαινου αξιους ειναι
FINE: και τους ποταμους γεφυροαί νεϰῤοις
Credo dunque che siano degni di lode soprattutto quelli, i quali avendo niente dall’inizio pure tuttavia da soli hanno avuto grande successo (sono progrediti verso grandi cose), procurandosi una forza militare e apparendo geni di comando. Io dunque essendo partiti con pochi (uomini) verso la Spagna, ed essendo in un primo tempo luogotente di (mio) fratello, venni stimato essendo stato giudicato il migliore di più grandi, e conquistai i Celtiberi e dominai i Galati occidentali e avendo oltrepassato grandi monti feci scorrerie in tutte le regioni attorno all’Eridano, e resi devastate città tanto grandi e sottomisi la pianura Italiana, e giunsi fino ai sobborghi della città superiore, e uccisi tanti (uomini) in un solo giorno, da misurare le loro dita a medimni e da gettar ponti sui fiumi con i cadaveri
Altro tentativo di traduzione
Credo dunque che siano degni di lode soprattutto quelli, i quali non avendo niente dall’inizio pur tuttavia da soli hanno avuto grande successo, procurandosi una forza militare e apparendo geni di comando. Io dunque essendo partiti con pochi (uomini) verso la spagna, ed essendo in un primo tempo luogotenente di (mio) fratello, venni stimato essendo stato giudicato il migliore dei più grandi, e conquistai i celtiberi, dominai i galati occidentali e avendo oltrepassato grandi momento feci scorrerie in tutte le regioni attorno all’eridano, e resi devastate città tanto grandi e sottomisi la pianura Italiana, e giunsi fino ai sobborghi della città superiore e uccisi tanti (uomini) in un solo giorno, da misurare le loro dita a mediani e da gettare ponti sui fiumi con cadaveri.
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SCIPIONE SALVA IL PADRE
Traduzione libro Gymnasion
Προτη πραξις επισημος Ποπλιου εγιγνετο οτε ο πατερ αυτου συνιστατο την ιππομαχιαν ... πρωτως ουτος τον υιον προσφονει σωτηρα παντον ακουοντων
La prima azione di guerra notevole di Publio accadeva quando suo padre organizzava una battaglia a cavallo contro Annibale presso il fiume che era chiamato Ticino. Allora infatti Publio, che aveva diciassette anni e combatteva per la prima volta in campo aperto, in battaglia vedeva il padre circondato dai nemici con due o tre cavalieri e dapprima esortava quelli che stavano assieme a lui ad aiutare il padre, poi, dato che quelli esitavano per la grande massa dei nemici, egli si slancia audacissimamente e coraggiosamente contro quelli che lo accerchiavano. Dopo di ciò i nemici impauriti si fanno da parte. Publio invece, salvo inaspettatamente, per primo annuncia il figlio come salvatore mentre tutti lo sentono
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L'invalido merita il sussidio
VERSIONE DI GRECO di Lisia
λεγει γὰρ ὁ κατήγορος οὐ δικαίως με λαμβάνειν τὸ παρὰ τῆς πόλεως ἀργύριον: καὶ γὰρ τῷ σώματι δύνασθαι καὶ οὐκ εἶναι τῶν ἀδυνάτων, καὶ τέχνην ἐπίστασθαι τοιαύτην ὥστε καὶ ἄνευ τοῦ διδομένου τούτου ζῆν. καὶ τεκμηρίοις χρῆται τῆς μὲν τοῦ σώματος ῥώμης, ὅτι ἐπὶ τοὺς ἵππους ἀναβαίνω, τῆς δ᾽ ἐν τῇ τέχνῃ εὐπορίας, ὅτι δύναμαι συνεῖναι δυναμένοις ἀνθρώποις ἀναλίσκειν. τὴν μὲν οὖν ἐκ τῆς τέχνης εὐπορίαν καὶ τὸν ἄλλον τὸν ἐμὸν βίον, οἷος τυγχάνει, πάντας ὑμᾶς οἴμαι γιγνώσκειν: ὅμως δὲ κἀγὼ διὰ βραχέων ἐρῶ. [ ἐμοὶ γὰρ ὁ μὲν πατὴρ κατέλιπεν οὐδέν, τὴν δὲ μητέρα τελευτήσασαν πέπαυμαι τρέφων τρίτον ἔτος τουτί, παῖδες δέ μοι οὔπω εἰσὶν οἵ με θεραπεύσουσι. τέχνην δὲ κέκτημαι βραχέα δυναμένην ὠφελεῖν, ἣν αὐτὸς μὲν ἤδη χαλεπῶς ἐργάζομαι, τὸν διαδεξόμενον δ᾽ αὐτὴν οὔπω δύναμαι κτήσασθαι. πρόσοδος δέ μοι οὐκ ἔστιν ἄλλη πλὴν ταύτης, ἣν ἂν ἀφέλησθέ με, κινδυνεύσαιμ᾽ ἂν ὑπὸ τῇ δυσχερεστάτῃ γενέσθαι τύχῃ.