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IL VALORE DI CIRO Versione greco Senofonte
Traduzione libro Gymnasion
Κυρος δ' ορων τους Ελληνας νικωντας το καθ' αυτους και διωκοντας, ηδομενος και προσκυνουμενος ηδη ως βασιλευς υπο των αμφ' αυτον, ουδ' ως εξηχθη διωκειν, αλλα συνεσπειραμενην εχων την των συν εαυτω εξακοσιων ιππεων ταξιν, επεμελειτο ο τι ποιησει βασιλευς. Και γαρ ηδει αυτον οτι μεσον εχοι του Περσικου στρατευματος. Και παντες δ' οι των βαρβαρων αρχοντες μεσον εχοντες το αυτων ηγουνται, νομιζοντες ουτω και εν ασφαλεστατω ειναι, ην η η ισχυς αυτων εκατερωθεν, και ει τι παραγγειλαι χρηζοιεν, ημισει αν χρονω αισθανεσθαι το στρατευμα. Και βασιλευς δη τοτε μεσον εχων της αυτου στρατιας, ομως εξω εγενετο του Κυρου ευωνυμου κερατος. Επει δε ουδεις αυτω εμαχετο εκ του αντιου ουδε τοις αυτου τεταγμενοις εμπροσθεν, επεκαμπτεν ως εις κυκλωσιν. Ενθα δη Κυρος δεισας μη οπισθεν γενομενος κατακοψη το Ελληνικον ελαυνει αντιος· και εμβαλων συν τοις εξακοσιοις νικα τους προ βασιλεως τεταγμενους και εις φυγην ετρεψε τους εξακισχιλιους, και αποκτειναι λεγεται αυτος τη εαυτου χειρι Αρταγερσην τον αρχοντα αυτων.
Traduzione numero 1
Ciro vedendo che i Greci vincevano per quanto li riguardava e li inseguivano, pur essendo compiaciuto e adorato già come un re da chi gli stava intorno, neppure così fu indotto a inseguire, ma avendo con se la schiera compatta di seicento cavalieri, si preoccupò di cosa avrebbe fatto il re. Infatti sapeva che lui era al centro dell'esercito persiano. E tutti i comandanti dei barbari stando al centro condussero il loro esercito credendo così sia di essere in un posto sicurissimo, qualora la loro forza fosse da entrambi i lati, sia se avessero avuto bisogno di comunicare qualcosa, l'esercito lo avrebbe sentito in metà tempo. E il re trovandosi in mezzo al suo esercito, risultava ugualmente fuori dall'ala sinistra di Ciro. Poichè nessuno combatteva contro di lui né dalla parte opposta né frontalmente con i suoi schierati eseguì una manovra di accerchiamento, Allora temendo di non battersi poiché era dietro spinse avanti l'esercito greco; ed essendosi lanciato con i seicento vinse quelli schierati davanti al re e mise in fuga i seimila, e si dice che lui in persona abbia ucciso di mano sua Artaserse, il loro comandante.
Traduzione numero 2
Ciro, vedendo che i Greci vincevano e inseguivano le truppe di fronte, ne era lieto, e già gli uomini del suo seguito gli si prosternavano come a Re, ma non si lasciò indurre ad inseguire, ma tenendo in formazione chiusa i seicento cavalieri che erano con lui, spiava le mosse del Re. E, infatti, sapeva che occupava il mezzo dell'esercito persiano. E tutti i generali dei barbari esercitano il comando occupando il centro delle proprie truppe, ritenendo di trovarsi così nel punto più sicuro, se le loro forze si trovano da entrambe le parti, e che, se hanno qualche ordine da dare, l'esercito lo riceve in metà tempo. Allora, appunto, il Re, occupando il centro del proprio esercito, era tuttavia oltre l'ala sinistra di Ciro. E dato che nessuno di fronte si batteva con lui né con le truppe schierate a lui dinanzi, iniziava una conversione per accerchiare il nemico. Ciro, allora, temendo che, prendendolo alle spalle, facesse a pezzi il contingente greco, lo attacca di contro; e piombando con i seicento vinse le truppe schierate dinanzi al Re e mise in fuga i seimila cavalieri. Si dice anzi che lui stesso di propria mano ne abbia ucciso il comandante Artaserse.
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ERACLE DISDEGNA PLUTO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
eracle, essendo stato eguagliato agli dei ed essendo stato chiamato al cielo, salutava ciscuno degli dei con molta cortesia. ed essendosi mostrato pluto per ultimo, essendosi chinato verso il basso, se ne andò. essendo stato interrogato da zeus sul perché tutti gli dei fossero stati salutati da quello lietamen, solo pluto fosse stato guardato con disprezzo: " ma io almeno" diceva "lo disprezzo per questo che durante il tempo che era tra gli uomini vedevo quello che il più delle volte si univa ai malvagi. la favola potrebbe essere detta su di un uomo ricco quanto alla sorte, ma scellerato di indole.
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UMANITà DI CIRO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ως δ' ανεβη ο Κυρος επι τον ιππον, κατειδε παντοθεν ηδη παιομενους τους Αιγυπτιους· και γαρ ηδη παρην το των Περσων ιππικον. Αλλα τουτο εμβαλλειν ουκετι εια εις την φαλαγγα των Αιγυπτιων, εξωθεν δε τοξευειν και ακοντιζειν εκελευεν. Ως δ' εγενετο περιελαυνων παρα τας μηχανας, εδοξεν αυτω αναβηναι επι των πυργων τινα και κατασκεψασθαι ει πη και αλλο τι μενοι των πολεμιων και μαχοιτο. Επει δε ανεβη, κατειδε μεστον το πεδιον ιππων, ανθρωπων, αρματων, φευγοντων, διωκωντων, κρατουντων, κρατουμενων μενον δ' ουδεν ετι εξην κατιδειν πλην το των Αιγυπτιων ουτοι δε επειδη ηπορουντο, παντοθεν κυκλον ποιησαμενοι, υπο ταις ασπισιν εκαθεντο. Αγασθεις δε ο Κυρος αυτους και οικτιρων οτι αγαθοι ανδρες οντες ουτω διεφθειροντο, ανεχωρισε παντας τους περιμαχομενους και μαχεσθαι ουδενα ετι εια. Πεμπει δε προς αυτους κηρυκα ερωτων ποτερα βουλονται αποθανειν παντες μαχομενοι, η τα οπλα ριψαντες σωθηναι, ανδρες αγαθοι δοκουντες ειναι.
TRADUZIONE
Quando ciro salì sul cavallo, vide già gli egiziani feriti da ogni part, e là era già presente la cavalleria dei persiani. ma non permetteva di lanciare la cavalleria contro la falange degli egiziani, invece ordinò di lanciare frecce e di scagliare dardi da fuori. Quando avanzando fu presso le macchine da combattimento, a lui sembrò opportuno di salire su una delle due torri e di osservare se in qualche luogo e qualche altra cosa dei nemici (rimanesse e combattesse). Dopo che salì, vide la pianura piena di cavalli, di uomini, di carri, di fuggitivi, di chi inseguiva, di chi vinceva, e di chi era vinto; e inoltre (non) era possibile vedere nient'altro che restava eccetto le cose degli egiziani; questi poiché erano in difficoltà avendo fatto un cerchio intorno, giacevano sotto agli scudi. Ciro avendo ammirato quelli e avendo comprensione che degli uomini che erano valorosi venissero uccisi così, richiamò indietro tutti quelli che combattevavo e non permise che nessuno combattesse ancora. Invia a quelli un messaggio per chiedere se volessero morire tutti combattendo, oppure se volessero essere salvati dopo aver deposto le armi, sembrando essere uomini valorosi.
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PECCATO CHE I LEONI NON SAPPIANO SCOLPIRE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
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Una volta un leone fece la strada insieme ad un uomo. E si vantavano l’un l’altro a parole. Lungo il cammino poi trovarono una stele di pietra raffigurante un uomo che strozzava un leone. E l’uomo, avendo(gliela) indicata, diceva queste parole: "Guarda come siamo più forti di tutti voi e robusti al di sopra di ogni animale!" Ma il leone, presa la parola, così diceva: "E' in vostro potere fare e realizzare queste cose: se infatti i leoni sapessero scolpire, vedresti molti (uomini) sotto i leoni. " La favola insegna che molti, vantandosi, cercano a parole di spacciarsi per autori (di grandi imprese), pur non essendo tali.
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LA LIBERTA' ANZITUTTO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
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Gli spartani Bulis e Sperchis, recatisi come volontari da Serse, re dei Persiani, per (subire) un castigo - di cui Sparta era debitrice (nei confronti dei Persiani) in base ad un oracolo -, presentatisi al cospetto di Serse, lo esortarono a sacrificarli nel modo che preferiva in nome degli Spartani. Ma poiché quello (= il re), pieno di ammirazione, li liberò e (li) giudicò degni di rimanere presso di lui, essi risposero: "E come potremmo vivere qui, dopo aver lasciato una patria e delle leggi e degli uomini tali che per essi abbiamo affrontato un viaggio così lungo per (venire a) morire?". E dal momento che il comandante Indarne li pregava (ancora) più insistentemente, e prometteva loro che avrebbero ottenuto i medesimi onori degli amici del re più altolocati, risposero: "Ci sembra che tu ignori quanto grande sia il (valore) della libertà, alla quale una persona sana di mente non potrebbe preferire (neppure) l'impero dei Persiani. "
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